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Gay & Bisex

situazione strana


di roberto2323
19.10.2026    |    807    |    2 6.9
"» Scompare per un momento alla mia vista, nascosto sotto il tavolo, mentre io appoggio la schiena alla sedia e cerco di non ridere per quanto sia assurda e sorprendente quella situazione..."
Busso alla porta e, dopo qualche secondo, uno sconosciuto mi apre. È un uomo affascinante, con una voce profonda e un sorriso enigmatico.
«Entra, ti stavo aspettando», dice, facendomi cenno di accomodarmi.
Entro e mi siedo in cucina. Lui prepara il caffè e me lo serve in una tazzina bianca, appoggiandola davanti a me.
«Bevilo con calma», mi dice, fissandomi negli occhi.
Poi, all'improvviso, aggiunge con tono deciso:
«Adesso voglio che tu faccia una cosa per me. Togliti tutti i vestiti. Rimani completamente nudo e continua a bere il tuo caffè.»
Lo guardo, sorpreso dalla richiesta. Lui non ride e non distoglie lo sguardo. C'è qualcosa nel suo modo di parlare che mi incuriosisce, e dopo un momento decido di stare al gioco, perché anch'io sono attratto da quell'uomo.
«Va bene», rispondo piano.
Mi spoglio e mi siedo di nuovo, con la tazzina tra le mani. Lui mi osserva per un istante, poi sorride.
«Bravo. Adesso finisci il caffè. Io vado un momento di là a prendere una cosa.»
Lo sento allontanarsi. Resto solo in cucina e porto la tazzina alle labbra, concentrato sul sapore intenso del caffè.
Sono talmente assorto nei miei pensieri che non mi accorgo di quello che succede intorno a me.
Poi noto un movimento sotto il tavolo.
Abbasso gli occhi, incuriosito.
E mi rendo conto che lo sconosciuto è lì, inginocchiato sotto il tavolo, proprio davanti a me.
Resto immobile per un istante, con la tazzina sospesa a mezz'aria. Lui alza lo sguardo verso di me e i nostri occhi si incontrano.
«Non ti eri accorto che ero tornato?» sussurra con un sorriso malizioso.
Scuoto lentamente la testa, senza riuscire a nascondere la sorpresa.
Lui appoggia una mano sul bordo della sedia e domanda sottovoce:
«Vuoi che rimanga qui?»
Poso la tazzina sul tavolo e lo guardo negli occhi.
«Sì», rispondo. «Resta.»
Lui sorride, e in quel momento capisco che quel caffè era soltanto l'inizio di un incontro molto meno prevedibile di quanto avessi immaginato.
Lui rimane sotto il tavolo, senza smettere di guardarmi. Io cerco di mantenere un'espressione tranquilla, ma la sorpresa di trovarmelo così vicino mi ha completamente distratto dal caffè.
Resto seduto sulla sedia, cercando di capire cosa abbia in mente lo sconosciuto. Lui mi sorride, poi si abbassa nuovamente sotto il tavolo.
Sento le sue mani sfiorarmi delicatamente le gambe, prima all'altezza delle ginocchia, poi risalendo lentamente lungo le cosce. Il gesto è inatteso e mi fa trattenere il respiro per un istante.
«Ti sto mettendo in imbarazzo?» mi domanda sottovoce.
«Un po'», ammetto, sorridendo. «Ma sono curioso di vedere cosa hai in mente.»
Lui ride piano. Poi si avvicina e mi lascia un bacio sul basso ventre, appena sopra il bordo dei pantaloni che ho lasciato accanto alla sedia. Mi guarda per capire la mia reazione e io, invece di allontanarmi, gli accarezzo i capelli.
«Sei sempre così misterioso con gli ospiti?» gli chiedo.
«Soltanto con quelli che mi incuriosiscono.»
Scompare per un momento alla mia vista, nascosto sotto il tavolo, mentre io appoggio la schiena alla sedia e cerco di non ridere per quanto sia assurda e sorprendente quella situazione.
Quando riemerge, ha lo stesso sorriso di prima.
«Adesso», dice, prendendomi la mano, «direi che possiamo spostarci sul divano. Qui il caffè si è raffreddato.»
Lo seguo in soggiorno, consapevole che la parte più imprevedibile di quel pomeriggio deve ancora cominciare.
Prende la mia tazzina ormai vuota e la posa accanto alla sua. Poi mi porge la mano.
«Vieni. Ti faccio vedere una cosa.»
Esito appena, poi afferro la sua mano e mi alzo. Mi accompagna verso il soggiorno, dove la luce del pomeriggio filtra attraverso le tende. Si ferma davanti al divano e si volta verso di me.
«Adesso basta con le domande», dice con un sorriso. «Voglio sapere se sei davvero curioso quanto sembri.»
Lo guardo negli occhi, divertito dalla sua sfida.
«E io voglio sapere se sei davvero così sicuro di te.»
Lui ride piano.
«Direi che abbiamo tutto il pomeriggio per scoprirlo.»
continua

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