Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > Carico proibito 13
Gay & Bisex

Carico proibito 13


di MASQUARATE
18.10.2026    |    796    |    2 9.1
"Mauro restava sdraiato, gli occhi semi-chiusi, il corpo ancora percorso da piccoli brividi..."

Il tempo aveva smesso di avere senso.
Mauro non sapeva più quanti ne avesse presi. Solo che il materasso sotto di lui era ormai pesante di sudore e di sborra, e che il suo corpo rispondeva ancora. Ogni nuovo cazzo che gli entrava veniva accolto con un gemito e con le natiche che si spingevano indietro da sole.
Ne arrivò uno particolarmente grosso. Mauro lo sentì subito: il glande largo che faticava a entrare, le vene spesse, il peso. L’uomo gli tenne i fianchi con mani enormi e cominciò a spingere con forza, facendo scricchiolare il materasso. Dietro la benda Mauro immaginò un fisico massiccio, peloso, un camionista di quelli che occupano tutto lo spazio. Il cazzo gli arrivava così a fondo che gli toglieva il respiro. A un certo punto l’uomo si chinò, il petto sudato e peloso gli premette sulla schiena, e gli morse la spalla mentre veniva. Il calore gli si sparse dentro a ondate lunghe.
Subito dopo ne arrivarono due insieme. Uno si mise sotto di lui, facendolo scendere a cavalcioni sul suo cazzo già duro. L’altro, dietro, sputò e spinse. Mauro aprì la bocca in un grido muto quando sentì il secondo entrare accanto al primo. Era troppo. Bruciava, stirava, lo riempiva fino al limite. I due cominciarono a muoversi, alternando le spinte. Mauro tremava, saliva e lacrime gli colavano sotto la benda. Paolo era vicino: gli sentì la mano sui capelli e la voce bassa.
«Respira. Li stai prendendo tutti e due. Bravo.»
Vennero quasi insieme. Mauro sentì i due cazzi pulsare e scaricarsi dentro di lui. Quando uscirono, un fiume di sborra calda gli colò lungo le cosce e sul materasso.
Non finì.
Altri ancora. Bocche che gli succhiavano il cazzo mentre qualcuno lo scopava. Mani che gli aprivano le natiche. Un uomo che gli si mise a cavalcioni sul petto e gli scopò la bocca fino a sborrare sulla lingua e sulle guance. Un altro che lo leccò a lungo, pulendo la sborra che usciva, prima di infilarsi di nuovo e prenderlo con colpi lenti e profondi.
Mauro era un disastro. Il corpo gli doleva in modo dolce e sporco. Ogni muscolo tremava. Eppure continuava a godere. Ogni volta che un cazzo nuovo lo forzava, un brivido gli partiva dalla schiena e gli arrivava fino alla gola. Nella testa vedeva immagini confuse: cazzi scuri, cazzi chiari, palle pesanti, peli, sudore, facce che non avrebbe mai riconosciuto.
A un certo punto sentì la voce di Paolo più vicina.
«Ultimi due. Poi basta.»
Due uomini si avvicinarono. Uno gli riempì la bocca, l’altro gli entrò nel culo ancora molle e pieno. Li scoparono in sincronia, più veloci, più urgenti. Mauro sentiva le palle di entrambi che gli battevano, i respiri affannati, l’odore forte di sesso e di maschio. Quando vennero, lo fecero con forza: uno in gola, l’altro in profondità. Mauro deglutì quello che poté e lasciò che il resto gli colasse dal mento e dalle natiche.
Poi… silenzio.
Solo i respiri. Qualcuno che si rialzava i pantaloni. Passi che si allontanavano. Lo sportellone che si chiudeva.
Paolo si chinò. Gli tolse la benda con delicatezza. La luce bassa della lampadina gli fece male agli occhi. Mauro era irriconoscibile: viso sporco di sborra e saliva, capelli appiccicati, corpo coperto di segni e di liquidi, gambe aperte e tremanti.
Paolo lo guardò a lungo. Poi si calò i pantaloncini bianchi. Il cazzo era duro, rosso, venato.
«Adesso io», disse solo.
Si sistemò tra le cosce di Mauro e entrò lentamente. Era diverso da tutti gli altri. Più familiare, più pesante di significato. Lo scopò con colpi profondi e possenti, tenendolo sotto di sé, guardandolo negli occhi. Mauro lo avvolse con le gambe e con le braccia, gemendo il suo nome.
«Zio… Paolo…»
Paolo accelerò. La cuccetta – o ciò che restava del materasso – scricchiolava. A ogni spinta la sborra di tutti gli altri usciva e si mescolava a quella nuova. Quando venne, lo fece con un ringhio lungo e basso, piantandosi fino in fondo e restando lì, a pulsare, mentre Mauro si stringeva intorno a lui e veniva anche lui, a mani libere, solo per il piacere di essere di nuovo dello zio.
Restarono uniti a lungo. Paolo gli accarezzava i capelli bagnati, gli baciava la fronte sudata, gli mormorava contro la pelle:
«Hai preso tutti. Li hai presi tutti. Sei stato perfetto.»
Fuori, nella piazzola, i camionisti se n’erano andati. Dentro il cassone c’era solo odore di sesso, di sudore e di due corpi che non riuscivano ancora a staccarsi.
Paolo uscì lentamente da lui. Raccolse un asciugamano un po’ meno sporco e cominciò a pulirlo con cura, quasi con tenerezza. Mauro restava sdraiato, gli occhi semi-chiusi, il corpo ancora percorso da piccoli brividi.
«Domani», disse lo zio a voce bassa, «ripartiamo. Ma stasera resti così. Pieno. Mio.»
Mauro annuì debolmente. Si lasciò tirare contro il petto peloso di Paolo e, per la prima volta dopo ore, chiuse gli occhi senza una benda.
Il respiro dello zio lo cullava. E, nonostante tutto, si sentiva al sicuro.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.1
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Carico proibito 13:

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni