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incesto


Incesto senza fine

           di senzafine

 Scritto il 09.10.2007    |    Letture: 101.422  |    Votazione 8.8:

"Salimmo in camera e cercammo di sfruttare le poche ore che ci rimanevano ancora per amarci perdutamente..."
Nel 1970 mi laureai in ingegneria elettronica e subito dopo ricevetti una proposta di lavoro negli USA che accettai.
Dopo una permanenza di 4 anni negli stati Uniti ove svolgevo una attività come rappresentante per una nota azienda italiana, decisi di mettermi in proprio e nel 1974 feci ritorno in Italia.
A quel tempo avevo 28 anni ero un bel giovanotto aitante, biondo con occhi azzurri, la fortuna di possedere gli attributi fisici e una grande intraprendenza mi diedero modo di avere innumerevoli avventure con donne di varie nazionalità.

Aprii un ufficio di export e sfruttando le innumerevoli conoscenze e clienti acquisiti negli USA, in breve tempo gli affari prosperarono e ottenni un ottimo successo.
Nel 1976 la mia segretaria dovette assentarsi dal lavoro per maternità e quindi dovetti cercarne un’altra.
Feci un annuncio e si presentarono alcune donne di varia età, tra queste una era una ragazza stupenda di 19 anni, aveva un seno irresistibilmente attraente, un vitino stretto e un sedere da sogno. Abbagliato dal suo splendore la assunsi immediatamente e il giorno successivo si presentò in ufficio.
Era il mese di Settembre e dato che faceva ancora caldo vestiva una camicetta bianca scollata che metteva in mostra il suo meraviglioso seno che cominciò a diventare la mia ossessione.
Trascorsi alcuni giorni mi diede prova delle sue capacità e un piacevole comportamento dolce e aggraziato che giorno per giorno mi stava coinvolgendo sempre più.
Ogni volta che entrava nel mio ufficio era per me una dolce visione quando si girava per andarsene ammiravo il suo bel sederino che sculettava leggermente con molta grazia.
Nonostante la forte attrazione cercavo di mantenere un rapporto molto professionale e forzatamente staccato.

Trascorsi due mesi al ritorno da un viaggio di lavoro negli USA quando entrai in ufficio mi salutò con un raggiante sorriso dandomi il ben tornato.
Durante la giornata notai che era diversa, mi guardava con occhi penetranti che volevano trasmettermi qualche cosa, continuamente entrava nel mio ufficio anche per cose banali che avrebbe potuto risolvere senza il mio ausilio,
questo atteggiamento mi fece capire che aveva un certo interesse per me.

Alle 18: 30 le altre due impiegate se ne andarono, trascorsi cinque minuti mi avviai verso l’uscita e la vidi che stava alzandosi dalla sua scrivania, si avvicinò all’appendiabiti per prendere la sua giacca, la precedetti e stando alle sue spalle l’aiutai ad indossarla, si girò e… senza proferire parola come per incanto ci trovammo abbracciati. Ci baciammo lungamente e ripetutamente con travolgente passione e percepivo il contatto sul mio torace di quel seno che mi faceva impazzire. Mentre la tenevo stretta a me la forte emozione che provava la scuoteva con un forte tremito che confermava il suo sentimento.
Quando staccammo le nostre bocche le dissi che era stato tutto così naturale così voluto da entrambi che aveva del meraviglioso. Volli trattenerla, ma affermò che doveva andare a casa perché suo zio che non vedeva da tempo era ospite da loro e l’aspettavano per cena. Ci baciammo nuovamente e se ne andò dicendomi :” A domani.”

La sera del giorno successivo finalmente arrivò e quando rimanemmo soli ci sedemmo sul divano nel mio ufficio, ci baciammo e cominciai ad intrufolare la mia mano nella scollatura della camicetta, come potei toccare il suo seno mi resi conto che era sodo, pieno e così invitante che le sbottonai la camicetta e posai le mie labbra iniziando a baciarlo. La feci stendere e le mie mani scrutarono il suo corpo armonioso fino a toccarle la fighetta che era già umida.
Insinuai un dito solleticandole il clitoride e lo spinsi dentro in profondità, con stupore percepii il suo imene che sbarrava la strada quindi mi resi conto che era vergine.
Questa scoperta mi lusingò e nello stesso tempo rappresentava un ostacolo al mio desiderio di possederla subito.
Rimanemmo una mezzora e mi limitai a praticare solo masturbazioni e baci fino a che ci lasciammo.

Non mi dilungo ulteriormente nel preambolo per arrivare al nesso del racconto. Trascorsi pochi giorni la feci mia e iniziammo un rapporto di fuoco che ci coinvolse sentimentalmente e dopo sette mesi mi comunicò che era in stato interessante.
Acquistai una villetta in Brianza e nel settembre del 1977 quando era già gravida di cinque mesi celebrammo le nostre nozze, nel Gennaio del 1978 nacque nostra figlia Diana.

Gli anni trascorsero felici e sereni, la mia bellissima mogliettina era sempre dolcissima e premurosa, il nostro rapporto si era sempre più rafforzato con un accordo armonioso e una intensissima vita sessuale che ci appagava entrambi.
Diana aveva ormai 12 anni, era una bella bambina che iniziava a formarsi fisicamente, un bel viso intelligente, occhi verdi grandi e leggermente staccati tra loro, lunghi capelli ricci castani sul ramato che le riempivano la testa facendola assomigliare ad un leone.
Da tempo aveva un certo cattivo rapporto con l’acqua, non si lavava ne pettinava al punto che i capelli divennero stopposi tipo capretta. La madre era disperata e un giorno si accorse che quando entrava in bagno faceva scorrere l’acqua ma non si lavava.
Una sera mentre ero seduto nel soggiorno successe una cosa che non si era mai verificata in precedenza, sentii mia moglie gridare come una disperata e Diana che a sua volta lanciava urla di pianto dirotto.
Mi alzai e corsi in bagno dove vidi mia moglie che prepotentemente aveva sbattuto Diana nella vasca facendole prendere anche una testata e si mise a lavarla, mentre la ragazza in piedi strillava. Da quando era piccolissima non avevo più visto mia figlia nuda e notai che aveva gia qualche pelo attorno alla sua fighetta carnosa, anche due acerbe tettine stavano prendendo forma.
Cercai di calmare mia moglie che come una esagitata dopo averle fatto lo shampoo le passava con forza un pettine a denti larghi tra i capelli provocando le sue grida di dolore.
Provai una pena incredibile, presi per un braccio mia moglie e la allontanai dicendole che ci avrei pensato io. Mentre si allontanava continuava a inveire dicendole che era una sporcacciona e puzzolente.
La mia bella bambina piangeva a dirotto, con dolcezza le dissi di lavarsi e finalmente lo fece, l’aiutai lavandole la schiena e quando uscì dalla vasca le posi l’asciugamano strofinandoglielo sul corpo per asciugarla. Dopo essersi asciugata i capelli la convinsi anche di pettinarli per bene. Mentre facevo questo realizzai che mia figlia stava crescendo, il suo corpo stava trasformandosi in una donnina.

Me ne andai in cucina e mia moglie si scusò per la scenata, le dissi che Diana si era convinta e stava anche pettinandosi. Rispose che con me la ragazzina era molto più ubbidiente e aveva anche notato un grande affetto che dimostrava nei miei confronti, molto superiore a quello che nutriva per lei.
Le feci presente che solitamente le femmine sono molto più affettuose con il padre, questa è una strana consuetudine, poi aggiunsi che non potendo avere altri figli lei era la mia dolce bambolina.

Ero seduto sul divano in attesa che fosse pronta la cena e Diana arrivò nel salotto, si sedette sulle mie gambe e mi abbracciò teneramente, arrivò mia moglie e disse: “ Eccoli li i due innamorati!”
Mia figlia con aria severa rispose.” Questo è il mio bel papà! Non è solo tuo è anche mio!” E cominciò a coprirmi di bacini affettuosi stringendomi forte.
“ Si lo so che il tuo papà te le concede tutte e ti vizia, ma tu vedi di avere maggior cura di te lavandoti e pettinandoti come si conviene.”
Dopo aver cenato trascorremmo un poco di tempo nel salotto e verso le dieci salimmo in camera tutti e tre, Diana andò nella sua e poco dopo entrò in camicia da notte nella nostra camera chiedendoci se poteva restare un poco a vedere la televisione. Le dissi di si e si sdraiò in mezzo a noi, trascorsa una mezzora si addormentò, la presi in braccio e la portai nel suo letto.
Fu così che ogni sera mia figlia desiderava stare un poco nel nostro letto e spesso si stringeva a me.

La settimana successiva quando rincasai Diana mi corse incontro dicendomi che le era successa una cosa, le chiesi cosa e mi sussurrò all’orecchio che dopo un poco di mal di pancia perdeva sangue dalla sua farfallina. Disse che si era messa un pannolino della mamma ma il sangue continuava ad uscire. Le chiesi se aveva avvisato la mamma, mi rispose negativamente. Le dissi di non preoccuparsi che era tutto normale, la presi per mano e andammo in cucina e dissi a mia moglie: “ Diana è diventata signorina.” Rivolgendosi alla figlia disse: “ Ma come! Perché non lo hai detto a me! Quando è successo?”
“ Oggi tre ore fa, mi sono messa un tuo pannolino.”
“ Sei proprio una sciocchina, anzi che aspettare tuo padre potevi benissimo dirlo a me! Non ti pare?”
Quando Diana ci lasciò soli, con tono un poco seccato, mia moglie disse che era incredibile l’attaccamento che nostra figlia aveva per me, era quasi morboso. Avrebbe dovuto dirlo a lei e non aspettare che rincasassi io per comunicarmelo.
“ Non prendertela, credo che sia dovuto al fatto che ultimamente la tratti con eccessiva durezza. Capisco che cerchi di correggere alcune sue mancanze ma ti consiglierei di essere più dolce.”
“ E’ vero forse hai ragione, ma in ogni caso mi rendo conto che stravede per te,
sei il suo idolo, il suo punto di riferimento e ogni giorno sempre di più la vedo morbosamente attaccata a te come se fosse la tua ombra.”
“ Non esagerare! E’ solo molto affezionata a me e credo che crescendo cambierà moltissimo. Non sarai per caso gelosa del suo affetto!”
“ Non lo sono affatto, però se ne dimostrasse un poco di più anche a me ne sarei felice.”
Diana era in camera sua a fare i compiti, andai da lei e le parlai facendole presente che sarebbe stato più giusto comunicare alla mamma quanto le era successo consigliandola anche ad essere più affettuosa anche con lei.

Trascorsero quasi due anni e mancava un mese al compimento del quattordicesimo anno di mia figlia. Nel frattempo il suo corpo si trasformò da imberbe bambina a giovane e rigogliosa donnina, il seno ormai ben modellato aveva raggiunto almeno una terza misura, due belle gambe affusolate, un sederino alto, vitino stretto e un viso più maturo nel quale splendevano i suoi grandissimi occhi verdi.
Diana aveva una intelligenza notevole e possedeva un capacità di apprendimento straordinaria, nello studio e qualunque cosa vedesse fare era in grado di farla nel modo migliore, anche le cose più strane e banali quali riparare uno sportello della cucina che si era allentato, oppure trasformarsi in idraulico e sturare il lavandino aprendo il sifone con la pinza a pappagallo. Era veramente straordinaria in quella testolina riusciva ad immagazzinare diecine di numeri telefonici, le date delle ricorrenze di ogni famigliare, era un computer umano.

Da alcuni mesi aveva iniziato a ingaggiare con me furibonde lotte durante le quali erano inevitabili continui contatti anche nelle parti intime.
Mi resi conto che il più delle volte mia figlia maliziosamente faceva in modo di mostrasi a me agevolando anche le mie palpatine al seno e altre parti del corpo, non disdegnando di fare altrettanto con me. Si sdraiava sul divano di fronte a me con le gambe posizionate in modo che vedessi le sue cosce fino alle mutandine.

Capii che il suo atteggiamento nei miei confronti non era solo di affetto ma sconfinava in qualche cosa di diverso, e a mia volta in determinate circostanze provavo un certo senso di eccitamento che a fatica riuscivo a reprimere.
Durante una lotta era sdraiata sul divano le tenevo le gambe e lei cercava di divincolarsi alzandole, con forza strinsi le caviglie le spinsi verso le sue spalle e si trovava così a gambe spalancate con le ginocchia rivoltate verso di lei la gonna totalmente alzata e la parte delle mutandine che copriva la sua passerina era spostata al lato ed ebbi modo di vedere chiaramente la sua fighettina attorniata da una leggera peluria. La visione mi provocò un immediato eccitamento e quindi le dissi che era ora di smetterla e me ne andai notando il suo disappunto.
Rimasi per un poco pensieroso e preoccupato di queste mie strane sensazioni che inevitabilmente il più delle volte mi eccitavano al punto di raggiungere l’erezione.
Ogni sera veniva nel nostro letto a guardare la televisione e si sistemava sotto le lenzuola tra me e sua madre.
Una sera entrò in camera indossando una camicia da notte così trasparente che potei ammirare il suo seno stupendo a forma di pera che svettava verso l’alto.
La visione di quella magnificenza mi provocò una improvvisa erezione che mi costrinse a girarmi a pancia in giù per mascherarla. Immediatamente mi balzò alla mente il seno straordinario della sorella di mia madre che ebbi modo di vedere in gioventù, era uguale a quello di mia figlia.
Da poco tempo aveva anche iniziato a cercare il contatto con le sue gambe che accostava alle mie. Altre volte si sdraiava su un fianco e appoggiava i piedini su di me dicendomi di scaldarglieli, sovente li prendevo tra le mani e li massaggiavo dolcemente notando la sua espressione di piacere.
Queste continue effusioni furono notate da mia moglie che una sera mentre le massaggiavo i piedini disse:” Se entrasse un estraneo penserebbe che siete due innamorati. Le vostre effusioni d’affetto sono così dolci che a volte mi ingelosite.”
“ Mamma io voglio bene anche a te ma il mio papà è straordinario, quando sono vicina a lui mi sento bene e protetta da tutto e da tutti.”
Intervenni a mia volta:” Diana è la mia gioia, la mia dolcissima bambolina e cerco di gustare il suo amore fino a che qualche uomo me la porterà via per sempre.
Ho il timore che se continuerà a crescere in questo modo meraviglioso che la rende sempre più bella questo potrà accadere molto presto.”
“ Non vedi che è ancora una bambina! Si è molto bella ma non penso sia così sciocca di coinvolgersi precocemente con qualche ragazzo.”
“ Mamma hai detto bene, nonostante che molti ragazzi mi corteggiano non provo nessun interesse per loro, sono tutti dei bambocci con la testa vuota.”

Trascorse quasi un anno e la situazione era sempre più insostenibile, ero ormai diventato la sua vittima, stava attuato una sottile seduzione che creava enormi difficoltà con me stesso procurandomi problemi comportamentali che strenuamente combattevo.

Un sabato mattina del Settembre 1982 mia moglie era partita per andare a Verona a trovare lo zio che stava male e sarebbe tornata alla domenica nel tardo pomeriggio.
Mentre ero seduto sul divano a leggere il giornale del giorno prima, mia figlia apparve indossava una calzamaglia bianca leggera e attillatissima che dalle spalle arrivava alle caviglie, sotto era nuda, la visone era veramente come se fosse nuda. Inserì una cassetta nello stereo e si misi a danzare aerobica.
Con movimenti sinuosi e conturbanti si muoveva come una gattina, quando poi iniziò a muovere il bacino mimando l’atto sessuale sentii dentro di me un strano desiderio e raggiunsi l’erezione.
La guardavo con occhi desiderosi, ammiravo quel corpo perfetto, intravedevo lo scuro dei peli del pube che si disegnavano sotto l’indumento quasi trasparente, il seno sodo che svettava imperioso e i capezzoli turgidi. Ero in una situazione drammatica, il mio cazzo scoppiava da sotto il pigiama, la visione paradisiaca di mia figlia che danzava in un modo estremamente seducente. La testa mi ronzava ed io cercavo di reagire ma non ne ero capace, la sua bellezza mi stordiva facendomi sentire come ubriaco.
La cassetta giunse alla fine e si fermò, mia figlia tanto per completare l’opera si sedette sulle mie gambe chiedendomi se mi era piaciuto. Si alzò e appoggiando le ginocchia sul divano a cosce divaricate si sedette nuovamente sopra di me, il pube si trovava ora proprio a contatto del mio cazzo duro come un sasso che spingeva sotto il pigiama. Sicuramente se ne accorse e maliziosamente si spinse contro abbracciandomi e appoggiando il suo seno contro di me mentre disse: “ Ciao paparino bellissimo, ti voglio tanto bene!”
Risposi:” Tesoro mio anch’io ti voglio bene ma devi capire che ormai non sei più una bambinella, ormai sei una stupenda donnina e anche se sei mi figlia certi tuoi atteggiamenti possono anche eccitarmi, quindi abbi pietà di me.”
Si alzò con aria imbronciata e disse:” Ho sentito che sei eccitato e starti vicino pensavo ti facesse piacere ma se non lo gradisci scusami!”
“ Tesoro mio direi che tra padre e figlia non sia tanto normale un contatto di questo tipo.”
“ Ma allora dimmi perché ti sei eccitato, io volevo solo calmarti.”
“ Anziché calmarmi non hai fatto altro che aumentarlo.”
“Allora vuol dire che anche se sono tua figlia mi trovi eccitante!”
“ Si lo sei tremendamente e credimi mi costringi a fare enormi sforzi di volontà.”
“ Se ti dicessi che anche tu sei attraente e che spesso nei nostri giochi mi sono eccitata cosa rispondi!”
“ Sono lusingato di questo, ma dimmi cosa frulla nella tua testolina, stai forse pensando di avere certi rapporti con tua padre?”
Si sedette nuovamente sulle mie gambe e con voce tenue disse: “ Si da tempo lo desidero moltissimo e credo che tu te ne sia accorto, non mi interessa che tu sei mio padre, ti trovo affascinante, bellissimo e… non posso più nasconderti che… mi è difficoltoso dirtelo ma sono innamorata di te. Da quella volta nel bagno che mi hai salvata dalle mani della mamma ho iniziato ad amarti, il mio amore è aumentato sempre più e ora sono pazza di te, non riesco più a controllarlo, ti adoro e…ti confesso che ti desidero. Voglio anche confessarti che spesse volte ti ho spiato mentre facevi all’amore con la mamma, avete sempre la luce accesa e la porta socchiusa, ho assistito alle vostre effusioni e credimi avrei voluto essere io al posto della mamma. Ecco ora to ho detto tutto!”
“Mi hai sconvolto totalmente e se continui così credo che non riuscirò a controllarmi, ti prego vedi di ragionare!”
“ Proprio perché ragiono aggiungo anche che moltissime volte ho capito che anche tu mi guardavi con occhi diversi, ti ho visto spesso nello stato in cui ti trovi ora con quel gonfiore sotto che è il segno del tuo eccitamento.”
Non ebbi parole per risponderle, aveva colto nel segno mettendomi in difficoltà.

Si scostò al mio fianco avvicinò la sua guancia alla mia dandomi leggeri bacini e piano avvicinò la sua bocca alla mia e spinse dentro la sua lingua, fui perso nell’oblio e risposi a quel bacio proibito con ardente passione. Sentii la sua mano sopra il mio cazzo che cercava di tirarmelo fuori dal pigiama, ebbi un attimo di smarrimento totale la mia testa era vuota, non connettevo più e rimasi immobile senza forze. La sua mano impugnava il mio cazzo durissimo e mentre ero riverso a testa indietro percepii la sua bocca che prese in bocca il glande e cominciò a succhiarmelo affondandolo sempre più nella sua bocca. Ebbi un sobbalzo e le dissi cosa stesse facendo, lo tolse dalla bocca e disse che lo aveva visto fare dalla mamma e sapeva che a me piaceva moltissimo e continuò.
Le forze mi abbandonarono totalmente ero come paralizzato, sentivo la sua bocca morbida e calda che succhiava il mio cazzo, brividi di piacere cominciarono a scuotermi ma non feci nulla, rimasi immobile e poco dopo ero ormai prossimo a venire, cercai di trattenermi ma mia figlia continuava a succhiare con impeto ed in fine venni nella sua bocca, non si scostò e mi resi conto che incredibilmente stava inghiottendo il mio sperma senza lasciarne cadere una sola goccia.
Alzò la testa posandola sul mio petto e mi chiese se mi era piaciuto, aggiungendo che aveva fatto tutto esattamente come sua madre.
Non ero capace di risponderle, la mia voce non riusciva ad uscire dalla bocca, in fine mi sforzai e dissi:” Dimmi ora cosa facciamo, ti rendi conto in quale situazione ci troviamo!”
“Papà non hai risposto alla mia domanda.”
“ Penso che la risposta sia inutile, lo hai constato da te stessa che ho provato piacere.”
“ E’ vero me ne sono accorta ed è piaciuto anche a me, mentre bevevo il tuo seme provavo un immenso piacere, il piacere di avere dentro di me qualche cosa di tuo.”
“ Diana amore mio tu forse non ti rendi conto quale tremendo conflitto sto combattendo con me stesso, una parte di me che vuole dare fine a tutto questo ed un’altra che prepotentemente cerca di avere il sopravvento spingendomi ad accarezzare il tuo corpo baciarlo, amarlo con passione.”
“ Non struggerti, lasciati andare, io sono totalmente tua e desidero ardentemente averti e provare realmente tutto ciò che ti ho visto fare tante volte! Non puoi essere così crudele di negarmelo!”
In quel momento persi il totale controllo di me stesso, scattai come una molla in piedi, la presi in braccio, salii le scale la misi sul letto e le sfilai prepotentemente la calzamaglia, mi avventai su di lei come un pazzo baciandola, leccandola e toccandola in ogni parte del corpo, mi soffermai sul seno e scesi fino alla fighetta che leccai avidamente fino a sentirla gemere mentre raggiunse l’orgasmo, leccai il suo dolce e profumato umore che mi inebriò e continuai fino a che ebbe il secondo orgasmo.
Mi fermai un attimo ad ammirare quel giovane meraviglioso corpo, mi misi sopra di lei e ci baciammo a lungo e intensamente, ormai eravamo entrambi scatenati e non più capaci di fermarci ne di ragionare. Quando staccai le mie labbra dalle sue mi disse di sdraiarmi che aveva visto una posa che spesso io e sua madre facevamo e voleva a sua volta provare. Cominciammo così un meraviglioso sessantanove che si protrasse fino al mio orgasmo preceduto da almeno tre suoi sempre più intensi, quando venni inghiotti nuovamente il mio sperma badando bene che non ne rimanesse traccia.
Rimasi supino e mi lascia andare rilassandomi un poco, mia figlia si mise al fondo dei miei piedi e ricominciò a succhiarmelo in modo che riprese vita e si irrigidì,
stavo godendo piacevolmente ad occhi chiusi e non mi accorsi che Diana ebbe una breve interruzione e subito sentii premere il mio glande che fu immediatamente avvolto strettamente, aprii gli occhi e vidi mia figlia che stava impalandosi con il mio cazzo, non feci in tempo a parlare che si lasciò cadere di peso sopra di lui e fece un grido di dolore. Ormai si era sverginata e il mio cazzo era oltre metà nella sua fighetta calda che me lo stringeva in modo impressionante.
Ormai era fatta non cera più alcun rimedio, mia figlia si era sverginata da sola con il mio cazzo senza darmene preavviso.
Rimase un poco immobile ancora dolorante per la violenta penetrazione, allungai le mie braccia in cerca delle sue mani e vidi qualche lacrima scendere sul suo viso. Ero emozionato e nello stesso tempo terrorizzato dell’accaduto, Diana pose rimedio e cominciò a muoversi lentamente su e giù facendo scivolare il mio cazzo interamente nella sua vagina che cominciava a provocarle piacere, continuò aumentando il ritmo fino a che divenne rapido e con colpi più forti, sentivo il mio cazzo che arrivava a toccare il suo utero finche raggiunse l’orgasmo e a mia volta stavo per venire quindi ero molto attento perché dovevo toglierlo prima di eiaculare, le dissi di togliersi ma non mi dette retta cercai di districarmi ma non ci riuscii, mia figlia voleva assolutamente sentire il mio sperma dentro di lei mentre cercavo disperatamente di farlo uscire si avvinghiò ai miei fianchi seguendo i miei spostamenti e così fu, ebbi una eiaculazione incredibile dentro la sua fighetta che le fece raggiungere un orgasmo spasmodico. Si distese sopra di me e senza farlo uscire mi baciò.
Le chiesi se era impazzita, le dissi se si rendeva conto che se fosse rimasta in cinta di suo padre sarebbe successa una tragedia.
Sorrise e disse che non c’era nessun pericolo, la medicina che prendeva da due mesi era un anticoncezionale che le aveva prescritto il ginecologo per una sua leggera disfunzione ormonale dovuta all’età.
Tirai un sospiro di sollievo e poi dissi ancora che era una pazza, si era deflorata usandomi e senza nessun mio permesso.
“ Se ti avessi chiesto di farlo sono certa che non lo avresti fatto, quindi così non ci sarà più questo impedimento, finalmente ora sono tua, solo tua.”
“ Devo riconoscere che hai un bel coraggio, sei determinata bambina mia, quando vuoi una cosa devi averla a tutti i costi! Non è cosi?”
“ Si è vero tu no sai da quanto tempo desideravo questo momento, io ti amo ti desidero e ora finalmente sei anche un poco mio.”
“ Amore mio bello anch’io ti desideravo da tempo ma trovo che tutto questo sia sbagliato, renditi conto che sono tuo padre, che ho ben 32 anni più di te, solo un incosciente come me poteva cedere alla tue continue lusinghe. Ma ora alzati voglio vedere il danno che il mio pene ti ha provocato.”
Si alzò e fece uscire il mio cazzo dalla sua fighettina strettissima, avvicinai la testa per guardargliela e notai del sangue sul mio cazzo e anche sulla sua fighetta.
In quel momento fui preso da un improvviso raptus sconvolgente e senza nessun disgusto abbassai la mia bocca e cominciai leccargliela, percepivo il sapore del suo sangue misto ai suoi umori e al mio sperma che fuoriusciva, quando fu completamente ripulita mi sedetti sul letto e Diana a sua volta fece la stessa cosa con il mio cazzo ripulendolo per bene. Ci baciammo e le sussurrai che l’amavo che era la mia perdizione, felice mi strinse forte a se.
Era quasi mezzogiorno le dissi di vestirsi che saremmo andati a mangiare in un ristorante poco distante da noi.
Ci alzammo e andammo in bagno si sedette sul bidet ed io mi misi accucciato al suo fianco e inizia a lavarle la fighettina che sentivo calda e morbida, le mie mani la percorsero dolcemente accarezzandola. Quando venne il mio turno fu lei a lavarmelo e lo fece così bene che subito si irrigidì. :” Vedi amore quanto puoi eccitarmi, basta pochissimo!”
“ Se vuoi saperlo anche tu mi hai fatto eccitare mentre mi lavavi!”
Ci vestimmo e andammo al ristorante, pranzammo benissimo e verso le 14 eravamo nuovamente a casa.

Mi sedetti sul divano e lei si mise seduta sulle mie gambe cominciando a coprirmi di bacini dicendomi che mi amava.
Pensando a ciò che successe poco prima e notando le sue capacità amatorie inizia a farle alcune domande:” Tesoro ma dove hai appreso a fare così bene e naturalmente certe cose? Hai forse avuto qualche esperienza con altri ragazzi?.
“ No papà ti assicuro che non ho mai avuto nessuna esperienza di nessun genere con nessuno, solo due volte un bacio sulla bocca. Ho appreso tutto spiando te e mamma moltissime volte, l’unica cosa che ho fatto spesso vedendovi è stata quella di masturbarmi per l’eccitazione, e niente più. Anzi devo dirti che manca ancora qualche cosa che vi ho visto fare e desidero provarla anch’io.”

Immediatamente capii che mia figlia in effetti è un mostro nell’apprendere le cose e quindi tutto le riuscì facilmente e con assoluta naturalezza.
Le misi la mano sotto la camicetta e cominciai a toccare il suo meraviglioso seno, immediatamente i capezzoli si inturgidirono, la sbottonai completamente e presi a succhiarlo e data la sua straordinaria forma mi permetteva di prenderne piacevolmente una buona metà nella bocca mordicchiandole lievemente i capezzoli. Allungai la mano tra le su cosce e sentii la sua fighettina che stava bagnandosi, non attesi oltre la presi in braccio e salii in camera.

Sentivo dentro di me una forza sovrumana, nonostante avessi avuto tre orgasmi nel mattino il mio cazzo era duro e imperioso pronto a nuove battaglie.
Deposi la mia meravigliosa e splendida donnina sul letto, la spoglia lentamente assaporando il piacere di scoprire poco a poco il suo corpo, ormai ero pazzo di lei, ne ero attratto morbosamente, la guardavo e adoravo il suo giovane e fresco corpo, ne assaporavo il profumo che emanava, non resistetti oltre e cominciai a baciarla, presi in mano un suo piedino e lo introdussi interamente nella mia bocca succhiandolo, scesi sui polpacci e soffermandomi all’interno delle cosce molto vicino alla sua meravigliosa fighettina. La sentii fremere e proseguii leccandogliela attorno feci i scorrere la lingua sulle grandi labbra, percepii il suo profumo e mi eccitai maggiormente, introdussi la lingua all’interno e la fighettina si dischiuse come un fiore ed incominciò ad emettere il suo nettare prezioso che assaporavo con incredibile voluttà. Mentre iniziai a solleticarle il clitoride gia turgido la sentii gemere e tremare, mi sussurrava frasi d’amore tenerissime ed io continuai schiudendo le labbra attorno ad esso e succhiandolo con progressivo vigore fino al raggiungimento del suo orgasmo. Ora volevo penetrare quella strettissima fessura guardando con i miei occhi vogliosi il mio cazzo che scompariva dentro di lei, le alzai le gambe e le posi sulle mie spalle, posai il glande sopra la sua vagina bagnata e spinsi lievemente, desideravo penetrarla con dolcezza e godere lentamente il piacevole spettacolo. Il glande entrò e prosegui la corsa in quello stretto meraviglioso cunicolo che opponeva una certa resistenza avviluppandosi attorno al mio cazzo che percepiva il suo calore, continuai lentamente mentre mia figlia disse che essere penetrata stava provocandole una sensazione meravigliosa, quando in fine fu tutto dentro fece un sospiro di soddisfazione e cominciò a muovere lentamente il bacino. La sua fighettina aderiva totalmente attorno al mia cazzo e i suoi movimenti riuscivano ad accarezzare le mie parti più sensibili e sicuramente anche le sue, era meraviglioso mai avevo provato una sensazione così intensa, così piacevole. Raggiunse l’orgasmo e quasi simultaneamente ne raggiunse un altro e un altro ancora, si mise ad ansimare gridare ti amo, ti amo sei il mio amore e a quelle grida venni dentro di lei urlandole a mia volta che l’amavo più della mia vita, non mi fermai come un ciclone inarrestabile continuai e sempre con il mio cazzo che trovandosi in quel paradiso non si afflosciava proseguii a scorrere la sua meravigliosa fighetta facendolo quasi uscire e nuovamente affondarlo in profondità. Entrambi eravamo coinvolti in un vortice delirante di piacere interminabile, talmente intenso che ci sentivamo fuori dal mondo, in una dimensione ovattata che sollevava i nostri corpi librandoli nell’infinito.
Diana era totalmente immersa in continui ripetuti orgasmi che la scuotevano così violentemente che davano segni di svenimento, ma subito dopo si riprendeva e nuovamente raggiungeva il piacere sempre più intensamente. Continuammo così per un tempo infinito e quando la sentii vibrare in uno spasimo incredibile venni nuovamente dentro di lei abbracciandola e stringendola fino a farle male.
I nostri cuori battevano vertiginosamente come impazziti, rimanemmo abbracciati completamente immobili in attesa di riprenderci dall’immane stato di eccitamento.

Fu fantastico, meraviglioso, paradisiaco, ebbi la certezza che fu in assoluto l’esperienza più appagante mai provata nella mia vita.
Il mi cazzo era ancora nella sua paradisiaca fighetta, ci baciammo e
restammo così abbracciati per lungo tempo fino a che i nostri cuori ripresero a battere regolarmente.

Ero totalmente stordito, mia figlia mia aveva reso schiavo di lei, sentivo dentro di me emergere un sentimento mai conosciuto che mi prese mentalmente inducendomi a pensare quale sarebbe stato il nostro futuro.
La desideravo ancora non mi sentivo ancora sazio, avrei voluto continuare e morire dentro di lei.

Dopo un lungo silenzio mia figlia disse: “ Non so se sia realtà oppure se sto sognando, è tutto così meraviglioso così stupendo e quasi irreale. Mi hai fatto provare il paradiso, non immaginavo che l’amore fosse così piacevole e appagante, ma ora conosco la verità e spero non mi deluderai facendomi mancare questo immenso piacere.”
“ Amore mio, tesoro bellissimo, a mia volta ho provato con te straordinarie sensazioni mai avute in vita mia, sei semplicemente fantastica, sei unica, nessuna donna mai saprà farmi provare le stesse cose. Sei il mio amore infinito e farò di tutto per trovare il modo di unirci nuovamente, costi quel che costi.”
“ Davvero? Me lo prometti?
“ Si tesoro te lo prometto solennemente! Ci ameremo ancora fino a che lo vorrai.”
Ormai paghi e sfiniti ci addormentammo abbracciati.

Alle sette di sera mi svegliai e mia figlia non era nel letto, scesi nudo e la trovai nuda in cucina che stava cucinando, l’abbracciai dandole un bacio superficiale sulla bocca e le chiesi cosa stava preparando, disse che entro pochi minuti erano pronte quattro cosce di pollo al forno con patatine. La tavola era gia imbandita, mi sedetti e lei si mise sulle mie gambe, le baciai il seno e le accarezzavo il pancino dicendole che era il mio adorato amore proibito. Suonò l’allarme del forno e lei si alzò come vidi il suo meraviglioso culetto davanti a me glielo baciai e lo mordicchiai leggermente. Servì il pollo e mangiammo, guardandoci continuamente, aveva un musino stupendo ammiravo i suoi capelli lunghi e ricci e i suoi occhioni che sembravano due grossi smeraldi incastonati nel suo viso. Mentre stava masticando avvicinai la mia bocca alla sua e le dissi di riversarmi quanto stava masticando, la socchiuse e riversò tutto nella mia. Scherzosamente le dissi che avevo problemi di masticazione e quindi avrebbe dovuto provvedere lei a farlo per me. Sorrise compiaciuta e mi porse la bocca vicino invitandomi nuovamente a prenderne il contenuto. Ero estasiato, anche queste piccole cose mi diedero conferma che aravamo ormai persi in noi e coinvolti senza via di ritorno.
Fece un buon caffé e mi chiese se volevo bere un bicchiere di prosecco che sapeva mi piaceva molto. Le dissi di si e prese nel frigorifero una bottiglia, le dissi di tenerla in mano assieme ad un bicchiere, fatto questo mentre mi guardava con aria interrogativa la presi in braccio e la portai sopra in camera.
Ci sedemmo sul letto, tolsi il tappo e versai il vino nel bicchiere, la invitai a berne un poco e di riversarlo poi nella mia bocca, dopo averlo fatto le dissi che così era molto ma molto più buono. Ne versai un poco sul suo seno raccogliendolo con le mie labbra standole sotto mentre la mia bambina ebbe un brivido di freddo e rideva compiaciuta.

Ci sdraiammo e cominciai ad accarezzare il suo corpo sinuoso e vellutato, pensai che forse data la frequenza incredibile già raggiunta non sarei riuscito a fare nuovamente all’amore, non fu così era talmente invitante ed eccitante che poco dopo il mio cazzo era nuovamente duro e pronto ad un nuovo assalto.
Diana se ne appropriò prendendolo in bocca e pose la sua fighettina sulle mie labbra che iniziarono a baciarla, mentre la leccavo cominciai anche a passare con la lingua sul suo buchetto del sedere e poi introdussi lievemente anche un dito, ebbe un sussulto e si fermò, si alzò e disse che ora dovevo metterglielo proprio li come mi aveva visto fare più volte con la mamma.
Le dissi che sarebbe stato doloroso, ma non volle sentir ragione, per non essere da meno era determinata a provare tutto quello che mi aveva visto fare con sua madre.
Io non sono un super dotato ma il mio cazzo è di dimensioni oneste che ha sempre soddisfatto infinità di donne, ma il pensiero di metterlo nel suo sederino provocandole dolore mi preoccupava.
Ricordai che nel cassetto dei medicinali tenevo sempre un tubetto di lubrificante vaginale che a volte usavo con mia moglie proprio in questi casi.
Tornai in camera e iniziai a leccare la fighetta e il suo roseo buchetto del sedere, quando raggiunse l’orgasmo la feci mettere in ginocchio con il culetto in aria, le spalmai il lubrificante e introdussi un dito per spalmarlo anche all’interno, ripetei nuovamente l’operazione e ne misi anche una dose abbondante sul mio cazzo.
Cominciai a masturbarla sul clitoride e immersi un dito nel sederino che cominciai a fare scivolare in profondità, con maggiore difficoltà ne spinsi dentro due ma in fine entrarono, e poco dopo la doppia masturbazione le stava procurando un ulteriore orgasmo, a questo punto posai il glande sul buchetto e lo feci entrare, spinsi un poco e arrivai al suo sfintere che bloccava l’entrata, lei stava avendo l’orgasmo, era il momento giusto quindi con coraggio la presi per i fianchi e spinsi con forza facendolo entrare quasi tutto, lanciò un urlo disperato dicendo che provava un dolore atroce, mi fermai, poco dopo disse di continuare, ma io rimasi immobile dentro di lei. Poco dopo il suo culetto si abituò al corpo intruso e allentò la stretta permettendomi di muovermi con delicatezza e piano, piano lo affondai completamente.
Ripresi a masturbarla e ora il mio cazzo scivolava più facilmente nel suo culetto penetrandolo interamente, Diana cominciò a gemere e ansimare sempre più intensamente fino a che sentii la mia mano annodata dal suo umore e contemporaneamente raggiunsi a mia volta l’orgasmo e riempii il suo ventre del mio sperma mentre la mia dolce bambina godeva come una pazza rantolando frasi indecifrabili.
Si stese sul letto ed io non lo tolsi dal suo sederino finche non divenne completamente molle.
Poco dopo ci girammo supini e tenendoci per mano ormai sfiniti Diana si addormentò quasi subito.

Nonostante lo spossamento non riuscivo a prendere sonno, guardavo in continuazione il giovane e meraviglioso corpo di mia figlia e ne ero estasiato, pensavo alle intense e straordinarie ore d’amore che mi aveva donato, e nel giro di poche ore l’avevo deflorata davanti e dietro iniziandola al sesso più sfrenato. Meditavo che nonostante fosse prossima ai suoi 15 anni mi aveva dimostrato una maturità e capacità amatorie incredibili che solo una donna matura può avere.
Ammiravo il suo corpo e stentavo a credere che fino a poco prima fosse stato mio e guardandolo bene considerai che quelle forme così perfette e sinuose dimostravano almeno quattro anni in più, in soli due anni aveva raggiunto uno sviluppo straordinario che normalmente avviene in cinque o sei anni.

Un turbinare di pensieri affollavano la mia mente ed in fine conclusi che è difficile per un padre non vedere nella figlia qualcosa di magicamente annientante, così vicino e così suo. A volte può diventare una irresistibile e irrinunciabile attrazione.
Tutto questo si era verificato, non ero stato in grado di rinunciare alla sua straordinaria bellezza.

Cominciai a contare quante volte avevo raggiunto l’orgasmo durante la giornata,
quando ne fui certo dell’incredibile frequenza mi chiesi come fosse stato possibile alla mia età, mi resi conto che mai nella mia vita avevo raggiunto un numero così elevato di orgasmi nell’arco di 12 ore.
Abbracciai teneramente mia figlia e finalmente il suo calore conciliò il mio sonno.

La mattina seguente mi svegliai e la cosa più bella che vidi fu lei al mio fianco, la sua testa appoggiata sul cuscino e una marea di capelli che le attorniavano il viso angelico. Scostai leggermente il lenzuolo e i miei occhi furono allietati alla visione del suo corpo scultoreo e perfetto, la baciai lievemente su un seno e mi alzai.
Mentre stavo preparando il caffé pensai che nel pomeriggio sarebbe tornata mia moglie, provai un improvviso senso di colpa e un senso di panico mi assalì. Pensai con quale stato d’animo l’avrei riabbracciata al suo ritorno, ero anche preoccupato di come mia figlia si sarebbe comportata con lei.
Il rantolio del caffé che stava per uscire nella caffettiera mi distolse dai pensieri e mi girai verso il fornello per spegnerlo e… due braccia bianche mi avvolsero, sentii una vocina armoniosa e dolce che disse:” Buongiorno amore, sai che oggi ti amo più di ieri!”
Mi girai e a mia volte abbracciandola dissi: “ Tu non sai quanta gioia mi da sentirtelo dire, anch’io ti amo fino all’impossibile!!” E la baciai.
Prendemmo il caffé e notai una certa tristezza sul suo musino, le chiesi perché fosse triste. “ Oggi arriva la mamma e tu non sarai più mio, chissà quando potrò averti nuovamente.”
“ Tesoro non dire così, devi capire che la mamma è mia moglie e non devi considerarla come una usurpatrice, se non ci fosse stata lei ora non ci saresti neppure tu, devi assolutamente amarla come sempre e accettare che io la ami come ho sempre fatto in tutti questi anni. Il rapporto tra te e me è qualche cosa di meraviglioso ma purtroppo innaturale e come tale comporta molte rinunce, a volte anche dolore. Deve rimanere sempre e assolutamente un segreto tra noi.”
“ Capisco, hai ragione, forse l’amore e il desiderio mi fa pensare in modo egoistico. Mi sforzerò di mantenere un atteggiamento normale e non geloso.
“ Piccina mia sono a conoscenza della tua intelligenza e ti esorto di usarla, comportati sempre come prima, non dare assolutamente adito a qualche sospetto. Sappi che potrebbe causare una tragedia irrimediabile. Il nostro rapporto è identificato come incesto ed è punibile dalla legge.”
Si strinse a me piangendo assicurandomi che si sarebbe comportata nel modo migliore e di non temere, dalla sua bocca non sarebbe mai e per nessuna ragione trapelato nulla.

Salimmo in camera e cercammo di sfruttare le poche ore che ci rimanevano ancora per amarci perdutamente.








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Commenti per Incesto senza fine:


papy60, singoli Abruzzo

E' per me, uno dei pochi racconti che narrano il tremendo peccato dell'incesto in un modo molto veritiero,.Un padre se attizzato dalla figlia, può benissimo perdere il controllo e farlo. Certo che molti padri sognano di farlo ma il 99xcento lo tiene nel cuore.Cmq è eccitante e adattissimo a questo sito .
5 anni fa


ulysse1369, coppie Lombardia

Fantastici e .. Reale ?
1 anno fa


piacepiacere, coppie Veneto

davvero sublime e stratosferica un godere unico sottile ma supervintenso
1 anno fa




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