lesbo
Crociera
24.06.2026 |
90 |
1
"Il silenzio che segue nella cabina è rotto solo dal rumore sommesso dei motori della nave e dal respiro che, lentamente, torna a un ritmo normale..."
Il Diario della Crociera: Daniela e GiuliaCrociera, finalmente si parte... ma un imprevisto lavorativo blocca Mauro. Decidiamo comunque che parto solo io, Daniela, per questa sospirata vacanza. Sono tristissima, avevo immaginato tutt'altro: una settimana tutta per noi.
Distesa sul lettino a bordo piscina, noto sdraiata al mio fianco da un paio di giorni una donna, tanto bella quanto triste. Ci scambiamo un sorriso di circostanza, poi lei mi dice: "Anche tu qui per dimenticare qualcuno?". Rispondo e le spiego il motivo; ridiamo. Iniziamo a parlare e ci confidiamo. Giulia sta uscendo da una storia malata: tradimenti, qualche schiaffo, rapporti contro il suo volere... fino a quando è riuscita a troncare la relazione. Non vuole più sentire parlare di uomini. Io le avevo fatto una battuta: "Bella come sei, con questo fisico, sai quanti ti verranno dietro qui...".
Da quel momento siamo sempre insieme. Mi confessa che da ragazzina ha avuto un rapporto lesbo con una sua amica, e che quell'avventura le è rimasta dentro. Mi chiede se io avessi mai avuto una storia simile o se ci avessi mai pensato o sognato. No, mai avuta... ma sono un po' incuriosita.
La sera stessa, dopo essere state in discoteca sulla motonave e aver bevuto qualche spritz di troppo, andiamo nella mia cabina. Vede un mio vestitino appoggiato sul divanetto e mi chiede: "Ti dispiace se lo provo? Abbiamo lo stesso fisico...".
Si fa scivolare il vestito nero che indossava e rimane solo in slip, un micro slip. Prova il vestito e le sta benissimo. "Dai, prova il mio...", mi dice. Acconsento e lo indosso. Lei mi viene dietro per sistemarlo sulle spalle. Sento le sue mani sulla mia schiena, sul collo... un brivido mi assale. Giulia lo nota e si ferma per un attimo, poi sento le sue labbra sul mio collo. Mi bacia, poi con la lingua inizia a lambirmi il collo e le spalle. Io non capisco più nulla, rimango irrigidita da quella strana sensazione datami da una donna.
Il vestito scivola giù. Lei con la lingua scende giù sulla schiena, poi risale, scende sulle natiche, le bacia e mi sfila lo slip. Io non capivo più nulla, eccitata al massimo. Con un gesto dolce mi fa piegare a 90 gradi; lei con la lingua inizia a giocare con il mio buchetto, mentre le sue mani iniziano a toccare la mia figa, bagnatissima. Le sue dita entrano dolcemente ed escono. Ho un orgasmo intenso, mai provato così.
Giulia mi gira e io allargo le gambe, quasi vergognandomi per come sono bagnata. Lei inizia a baciarmi la figa, mi allarga le labbra ed entra con la lingua, iniziando a mordicchiare il mio clitoride. Godo, vengo una, due volte... non capivo più nulla. Di scatto la prendo e la butto sul letto: volevo solo la sua figa. La bacio, le succhio le labbra, fuori di me per l'eccitazione. Vedo sulla poltroncina il tubetto dello spray, lo prendo e inizio a infilarlo nella sua figa. Lei urla, gode e mi chiede di non fermarmi. Non me lo faccio ripetere. Non so quanto sia durato il tutto, ma un appagamento così non me lo sarei mai aspettato.
Giulia mi confessa che era da tempo che non godeva così e che non si eccitava in questo modo. La guardo, le do un bacio in bocca e ci sdraiamo sul letto.
Il silenzio che segue nella cabina è rotto solo dal rumore sommesso dei motori della nave e dal respiro che, lentamente, torna a un ritmo normale. Siamo sdraiate l’una accanto all’altra, la pelle ancora calda e lucida, i pensieri che faticano a riordinarsi dopo quel vortice improvviso. Guardo il soffitto, poi mi giro di fianco a guardare Giulia. Ha gli occhi socchiusi e un accenno di sorriso che le illumina il viso, una luce completamente diversa rispetto alla tristezza dei giorni passati. Mi avvicino, le scosto un ciuffo di capelli dalla fronte e le do un bacio leggero sulle labbra.
"A cosa pensi?" mi sussurra, stringendosi un po' a me.
"A come sia strano il destino," rispondo, accarezzandole un fianco. "Pensavo che sarebbe stata la settimana più triste della mia vita. E invece..."
Giulia si solleva su un gomito, guardandomi negli occhi con un'intensità che mi fa quasi arrossire. "Invece mi hai regalato una notte che non dimenticherò mai, Daniela. Dopo tutto quello che ho passato, avevo dimenticato cosa significasse provare un piacere così puro e libero. Mi sono sentita desiderata, ma soprattutto al sicuro."
Quello che è iniziato per gioco, complici gli spritz e la curiosità, si è trasformato in un'esplosione di passione totale. Restiamo abbracciate per il resto della notte, parlando sottovoce e scambiandoci carezze pigre. Quando l'alba inizia a filtrare dall'oblò, sappiamo entrambe che mancano ancora quattro giorni alla fine della vacanza: quattro giorni in cui il mare aperto sarà lo sfondo di un segreto tutto nostro, una parentesi di rinascita che porteremo dentro per sempre.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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