Alba del corso di intreccio
CoppiaSong
Dopo quella notte travolgente nel fienile, ci eravamo addormentati in camera stremati, avvolti in una stanchezza profonda e complice. Le prime luci dell'alba iniziavano appena a filtrare attraverso le fessure delle scuri in legno, tingendo la stanza di una penombra azzurrognola. Mancavano poche ore alla nostra partenza per tornare alla vita di tutti i giorni.
All'improvviso, il leggero scricchiolio della porta d'ingresso ci svegliò dal dormiveglia. Non avevamo chiuso a chiave.
L'intrusione mattutina
Senza fare rumore, nella penombra della camera apparvero le sagome imponenti di Simone e del primo anziano proprietario della stalla. Erano già vestiti con i loro abiti da lavoro, ma le loro intenzioni erano chiare.
«Pensavate davvero di vegliarvi e andarvene via così, senza un salutino finale?» sussurrò Simone con voce profonda e impastata dal sonno, avvicinandosi al letto.
Mio marito si svegliò di colpo, sgranando gli occhi. Ma invece di spaventarsi o protestare, sentii il suo corpo accanto al mio irrigidirsi per un'immediata, nuova scarica di eccitazione. Guardò Simone, poi guardò me, facendosi subito da parte sul letto per lasciare spazio.
«Forza Cinzia, sveglia...» disse l'anziano con un sorriso sornione, posando una mano ruvida e calda sulla mia coscia scoperta da sotto le lenzuola. «Un ultimo ricordo prima di riprendere la strada verso casa.»
Un risveglio infuocato
Senza che dovessero aggiungere altro, mio marito si posizionò subito ai piedi del letto, pronto a fare da spettatore e da complice attivo. Mi sfilò delicatamente la maglietta da notte, lasciandomi completamente nuda e indifesa sotto gli sguardi dei due uomini.
La mia fica era ancora sensibile e calda dalla notte prima, e bastò il primo contatto con le dita di Simone per farmi inzuppare di nuovo le lenzuola.
1. Simone si spogliò rapidamente e si mise a cavalcioni su di me, spingendo la sua cappella dura e calda direttamente tra le mie labbra. Accolsi il suo cazzo ancora assonnata ma con una brama insaziabile, succhiando al ritmo lento del suo bacino.
2. L'anziano, nel frattempo, si posizionò dietro di me. Mi sollevò leggermente il bacino e, senza troppi complimenti, si infilò nella mia fica da dietro, riempiendomi completamente con spinta profonda e costante.
I loro respiri pesanti risuonavano nella stanza silenziosa, mentre il sole sorgeva lentamente fuori dalla finestra. Mio marito assisteva a pochi centimetri da noi, tenendomi le mani e baciandomi la fronte a ogni spinta dell'anziano, sussurrandomi all'orecchio quanto fossi bella e perversa in quel momento.
L'addio e la partenza
Il ritmo si fece via via più serrato. L'idea che di lì a un'ora saremmo stati in macchina sulla via del ritorno rendeva tutto ancora più proibito e intenso.
Con un ultimo affondo vigoroso:
L'anziano venne profondo dentro la mia fica, lasciando una sensazione di calore e pienezza che sentii colare fin sul materasso.
Simone si sfilò dalla mia bocca al momento giusto, inondandomi la lingua, il mento e il petto con le sue ultime spruzzate calde.
Mio marito, come ormai da copione e con totale devozione, intervenne subito con la lingua per ripulirmi la pancia e il viso dal loro seme prima che ci vestissimo.
I due uomini ci salutarono con un cenno d'intesa e un sorriso soddisfatto, lasciandoci soli nella stanza mentre la luce del mattino illuminava ormai del tutto la camera.
Il ritorno a casa
Un'ora dopo avevamo caricato le valigie in macchina. Mentre l'agriturismo spariva nello specchietto retrovisore, guardai mio marito alla guida. Aveva un sorriso rilassato, felice, lo sguardo di un uomo che aveva riscoperto sua moglie sotto una luce del tutto nuova e travolgente.
Mi mise una mano sulla coscia, stringendola piano.
«Allora, Cinzia...» disse guardando la strada davanti a noi, «quando hai detto che inizia il prossimo corso?»
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