In autogrill
CoppiaSong
La strada del ritorno correva veloce sotto le ruote dell'auto. La stanchezza del soggiorno all'agriturismo era ancora presente nei nostri corpi, ma la tensione erotica tra noi due non accennava a spegnersi.
Avvicinandoci a metà percorso, mio marito adocchiò il cartello dell'area di servizio e mi guardò con un sorriso malizioso.
«Cinzia... hai presente quell'autogrill di cui parlano spesso nei forum per scambisti e voyeur?» disse abbassando leggermente la voce, come se potesse sentirci qualcun altro. «Dicono che nei bagni delle signore ci siano dei buchi ben nascosti nelle pareti divisorie... e che dall'altra parte ci sia sempre qualcuno in attesa.»
Sentii una scarica di calore improvvisa scendermi dritta tra le gambe. L'idea di trasformare una semplice sosta in autostrada in un altro teatro di perversione, e per di più con il mio talento nell'uso della bocca, mi eccitava enormemente.
L'ingresso nei bagni
Accostammo l'auto nel parcheggio e ci avviammo verso l'ingresso. Mio marito mi accompagnò fino all'ingresso della zona bagni, controllando che non ci fosse troppo movimento intorno.
«Io resto qui fuori a fare la guardia e ad ascoltare...» mi sussurrò dandomi una manciata sulle natiche, «vai dentro e fai vedere di cosa sei capace.»
Entrai nel bagno delle donne. L'ambiente era semibuio e silenzioso, a parte il ronzio delle luci a neon. Mi infilai nell'ultimo bagno in fondo, come da indicazioni, e chiusi la porta a chiave. Sulla parete divisoria in metallo, all'altezza del bacino, notai subito un foro circolare levigato, circondato da incisioni e scritte lasciate dai passanti.
L'attesa e il primo contatto
Mi misi in ginocchio sul pavimento, incurante di tutto, e attesi. Non dovetti aspettare molto. Dopo un paio di minuti, sentii dei passi pesanti ed esitanti entrare nel locale adiacente. Poi il rumore di una cerniera che si apriva.
Pochi secondi dopo, dal buco della parete emerse lentamente la punta turgida e imponente di un membro virile, sconosciuto e già pronto.
Senza fare il minimo rumore e senza sapere chi ci fosse dall'altra parte, mi avvicinai con le labbra. Non appena posai la lingua sulla cappella, sentii dall'altra parte della parete un sospiro soffocato di sorpresa e godimento. Iniziai a lavorare di bocca con tutta la maestria e la devozione che mio marito conosceva bene, spingendomi quel cazzo anonimo in gola con ritmo caldo e avvolgente.
Dall'altra parte della parete il ritmo dei colpi si fece sempre più urgente e disperato, finché l'uomo, non ce la fece più: con un gemito soffocato contro la parete, scaricò un'ondata abbondante e calda di sborra direttamente dentro la mia bocca.
Il ritorno in macchina
Ingoiai tutto fino all'ultima goccia, mi pulii le labbra con unfazzoletto e mi rialzai risistemandomi i vestiti, con il cuore che mi batteva a mille.
Uscii dal bagno e trovai mio marito ad attendermi poco distante dal bar, con un caffè in mano e lo sguardo fisso su di me. Gli bastò guardare il mio viso arrossato e i miei occhi brillanti per capire che la missione era compiuta.
Salimmo di nuovo in macchina. Mio marito mise in moto, mi prese la mano e se la portò alle labbra, baciandomi le dita.
«Sei incredibile, Cinzia...» disse sorridendo mentre rientravamo in autostrada. «Adesso sì che possiamo tornare a casa.»
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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