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Prime Esperienze

Dependance


di valderice74
19.11.2025    |    58    |    0 8.0
"Valentina annuì, le labbra della bocca che si incurvarono in un sorriso che era metà invito e metà sfida, mentre le labbra della vagina iniziarono a bagnarsi! Giovanni le prese delicatamente..."
Giovanni amava le sere d'estate nella sua proprietà, quando il sole calava e l'aria si faceva fresca. Stava tornando verso la casa principale dopo aver ispezionato l’agrumeto, quando un suono lo fece fermare. Non era il cinguettio degli uccelli o il fruscio delle foglie, ma una melodia di chitarra, dolce e malinconica, che fluttuava dalla piccola dependance che aveva affittato.

Valentina, l'insegnante di chitarra che aveva preso in affitto la casetta, era seduta sull'altalena in legno appesa al grande olivo secolare. Era vestita con una camicia da notte leggera, che le accarezzava le forme ad ogni movimento ritmico del dondolio, e i suoi capelli scuri le ricadevano sulle spalle mentre era concentrata sulle corde.

Giovanni, affascinato, si avvicinò lentamente, stando ai margini del fascio di luce gialla che proveniva dalla finestra della dependance. La musica era un richiamo irresistibile.

Quando la melodia si concluse con un accordo lento e prolungato, Valentina sollevò lo sguardo e notò la sua figura nell'ombra. Un sorriso dolce le illuminò il viso.

"Giovanni, ciao," disse, la voce morbida come il suono soave.

"Ciao, Valentina," rispose lui, la sua voce profonda e leggermente roca. "Suoni in modo... meraviglioso." Si avvicinò di un altro passo, ora in piena luce. I suoi occhi indugiavano su di lei, sulla sua posa rilassata e l'abbigliamento intimo che la rendeva così vulnerabile e seducente sotto la luce della sera.

Valentina posò la chitarra con cura accanto a sé, l'altalena che oscillava piano. "Grazie. È il mio modo di rilassarmi dopo una giornata di lavoro."

Lui si fermò proprio di fronte a lei. L'aria si fece più densa, carica dell'odore del gelsomino e di una tensione palpabile. Era come se la loro conversazione si fosse interrotta, sostituita da un dialogo muto fatto di sguardi.

Giovanni allungò lentamente la mano e appoggiò le dita sulla corda della chitarra, producendo un leggero ronzio. Poi, alzò lo sguardo e i suoi occhi incontrarono i suoi. Lei non si mosse, il respiro leggermente affannoso.

"Posso dondolarti?" le sussurrò lui, la sua voce appena udibile.

Valentina annuì, le labbra della bocca che si incurvarono in un sorriso che era metà invito e metà sfida, mentre le labbra della vagina iniziarono a bagnarsi!

Giovanni le prese delicatamente le caviglie con le mani e la spinse piano. L'altalena prese il via con movimenti ampi e dolci. Ad ogni slancio in avanti, il suo corpo si avvicinava al suo. Al ritorno, lei si allontanava solo per tornare subito dopo. Fino a quando, con una spinta, si fermò proprio mentre lei si trovava nel punto più alto, la schiena appoggiata alle corde e il viso in ombra.

Lui si avvicinò ancora, così vicino che lei poteva sentire il calore del suo corpo. Con la mano le accarezzò la guancia, spostandole delicatamente una ciocca di capelli. Baciandole il collo, da lì fu un tutt’uno con le labbra che si avvinghiarono in un appassionato bacio, lei gli slaccio la cintura dei pantaloni facendoli cadere a terra, gli abbasso l’intimo prendendo in mano il membro di Giovanni, gli abbasso il prepuzio, inizio un leggero avvolgere la lingua sul glande per poi inghiottirlo tutto in bocca in una fellatio memorabile, Giovanni si senti tremare le gambe, prese per i capelli neri di lei alzando la testa quasi a portarsi il glande con sé. Lui la fece sedere sull’altalena alzando la camicia da notte, non indossava intimo, lui si chino per assaggiare le labbra unte e impasticciate, con la lingua le separo aprendo quella fetta di carne rosea e la penetro con il suo membro turgido, fu un amplesso spettacolare per entrambi, lei desiderava quell’uomo dal primo momento che entro in quella proprietà, lui ne fu subito conquistato dalla bellezza e la raffinatezza non di molte. Entrambi raggiunsero l’amplesso, lei tremante con le unghie aggrappate ai glutei di Giovanni, e lui esplose in un orgasmo copioso dentro di lei. Nel modo di uscire il pene dalla vagina ancora duro, lo sperma le scivolava all’interno cosce. Si baciarono ancor più intensamente rimanendo li sotto la luce della luna.

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