Prime Esperienze
Esibizioni estive: l'hotel di fronte (III)
Kyril
29.12.2025 |
2.805 |
3
"Martina stese un asciugamano per terra e ci si sedette sopra, le gambe divaricate e la sua figa liscia a portata dell’amica..."
Per arrivare all’entrata dell’hotel si doveva fare il giro dell’oca in quanto i due edifici confinavano sul retro, i relativi ingressi sui lati opposto in due vie parallele, e non c’era una strada più diretta se non fare il giro dell’isolato. Luca si era vestito velocemente senza troppa cura. Aveva idea che non avrebbe fatto molto differenza cosa aveva indosso.
Ora si trovava davanti all’hotel. La strada era deserta. Nonostante fosse domenica, a quell’ora la maggior parte dei turisti o era già in camera a dormire, oppure in qualche locale una via più in la sul lungomare.
Esaminò l’ingresso e come si aspettava individuò sul fianco una piccola pulsantiera numerica.
Provò a inserire il codice: 152 freccia in su. Il momento della verità.
Dopo un attimo la porta si sblocco e Luca entrò velocemente nella struttura. Era deserta, evidentemente non c’era la reception attiva durante la notte.
Individuò l’ascensore e salì al terzo piano, facendo attenzione a evitare il classico clic clac delle infradito mentre camminava.
Osservando i numeri sulle porte si diresse a destra dove presumeva avrebbe trovato la numero 317.
Quando arrivò davanti alla stanza nel corridoio poco illuminato si intravedeva la luce accesa sotto la porta.
Fece per bussare leggermente e vide che era solo appoggiata. Diede lo stesso un paio di leggeri colpetti e la apri piano.
Al suo interno, nella stanza illuminata, c’era la bionda, ancora vestita dalla serata sul letto col telefono nelle mani.
Lei alzò gli occhi dallo schermo e con un dito posato sulle labbra gli fece segno di fare silenzio, muovendo il capo in direzione della porta socchiusa del bagno. Poi si allungo verso il comodino, accese la luce di lettura a fianco del letto e spense quella principale.
Luca richiuse la porta dietro di se senza fare rumore e rimasse immobile nel punto più buio. La ragazza sembrava avere qualcosa in mente e lui aveva intenzione di assecondarla.
Da dove era posizionato, aveva il letto matrimoniale sulla destra, perpendicolare a lui. Sulla sinistra oltre il porta valigie e un piccolo tavolino c’era la porta del bagno. Dritto in fondo la porta-finestra che dava sull’esterno.
"Hai fatto Marti?" Disse quindi la bionda che non si era mossa dal letto.
"Un secondo." Rispose una voce dal bagno. Poco dopo si apri la porta.
"Allora che fa?" Chiese lei la magra uscendo.
"Se lo stava menando come ieri." Rispose la bionda. "Controlla se è ancora li."
La magra fece per affacciarsi con la testa fuori.
"Sere ma ha capito che vogliamo scopare, non guardare che se lo mena?"
"Non ci conterei, non mi sembrava così sveglio." Disse a quel punto Luca uscendo dalla penombra.
"Madò!" Esclamò la ragazza. Si girò poi verso la bionda che stava ridacchiando. "Stronza che sei, mi ha fatto prendere un colpo."
"Volevo farti una sorpresa. Hai detto che lo hai sognato stanotte che era qui in camera e ti svegliavi col suo bel cazzo duro davanti e iniziavi a.."
"Tutti questi complimenti… mi farete arrossire." Disse Luca interrompendola, vedendo che l’amica stava sgranando gli occhi evidentemente imbarazzata dal racconto privato sbandierato ai quattro venti.
"Mi fai sembrare una zoccola.." Disse a mezza voce alla bionda in tono recriminatorio.
"Guarda Marti che il ragazzo non è venuto fin qui pensando di trovare due santarelline. E anche lui secondo me è un bel porco.."
A quel punto Luca, che si era avvicinato alle ragazze, decise che era il caso di intervenire e mettere un po’ d’ordine.
"Ammetto che è una situazione un po’ surreale," cominciò con un sorriso, "non mi capita tutti i giorni di ricevere un invito del genere. Siete senz’altro due tipe avventurose. Mi chiamo Luca, a proposito."
"Serena."
"Martina."
"Piacere." Rispose Luca, stringendo delicatamente la mano a Martina che era la più vicina, con ironica formalità. Poi sempre tenendole la mano si avvicino ancora di più per parlare nell’orecchio.
"Ti assicuro che non ti considero una zoccola." La guardò negli occhi scuri, le pupille di lei dilatate. "Ti devo confessare però che la tua amica su qualcosa ha ragione." Una breve pausa. "Sono davvero un bel porco. È da prima che non vedo l’ora di toglierti questa camicetta."
"Ah si? E poi cos’altro?" Rispose lei, con uno sguardo invitante.
"Vediamo se indovini." Le disse di rimando Luca, prima di sollevarle il viso e accarezzarla con le labbra e la lingua sotto il mento, vicino all’orecchio.
Poi la guardò dritto negli occhi pieno di desiderio, i loro nasi che si sfioravano, le cinse il colla con la mano e con un movimento secco la spinse contro il muro a cui era quasi appoggiata.
Una scarica di adrenalina passò nel corpo e gli occhi della ragazza. Lui unì la sua bocca alla sua, lasciando subito la presa, e si lasciarono andare a un bacio passionale. Con le mani le cinse i seni sopra i vestiti.
Quando si fermarono per prendere fiato Luca si staccò lentamente e tenendola per la camicetta indietreggio fino a sedersi sul letto.
"Mi sa che stiamo trascurando la tua amica…" Disse girandosi verso la bionda, che era sempre appoggiata allo schienale ma ora con le gambe aperte, il vestitino salito fino alle anche, rivelando un paio di mutandine sottili che lasciavano trasparire le labbra carnose e depilate della sua figa.
Martina si stava sbottonando la camicetta e lui ne approfittò per sfilarsi la maglietta e gettarla di lato.
"Vediamolo com’è da vicino quel cazzo." Disse Serena con malizia.
Come ad eseguire un comando Martina, ormai rimasta in intimo, si piegò in avanti e gli sfilò i pantaloncini, rivelandone il membro già a metà erezione.
Si abbassò quindi e, avvicinatasi col viso, glielo lecco con la lingua dalla base fino alla cappella.
Lo cercò con gli occhi per un attimo e poi si piegò in avanti prendendoglielo in bocca e iniziando e a succhiarglielo lentamente. Luca fu avvolto da un brivido caldo di piacere al contatto del suo membro con la bocca della ragazza.
La osservò lavorare per alcuni secondi, l’asta del suo cazzo ormai duro che compariva e spariva nella sua bocca incorniciato dai capelli della ragazza.
Reclinò poi la schiena all’indietro sul letto e guardò verso la bionda che a quel punto aveva scostato le mutandine e si stava toccando, eccitata dalla situazione.
Senza alzare la testa appoggiata al materasso Luca ne cercò gli occhi e quando lei ricambia il suo sguardo rivolse la sua attenzione alla figa e fece spuntare la lingua tra le labbra, dando con essa un colpetto verso l’alto come in un cunnilingus.
Lei non se lo fece ripetere due volte. Si tirò sù, si mise a quattro zampe e poi si spostò all’indietro fino ad arrivare col bacino sopra il suo viso.
Poi abbassò il sedere portando il suo sesso a contatto col viso di Luca che iniziò o ripassarne le labbra esterne con la lingua.
Di scatto si risollevò interrompendo il contatto. Luca si chiese se aveva fatto qualcosa di sbagliato ma il suo dubbio fu presto chiarito dalla ragazza che si stava muovendo sul letto.
"Aspetta, voglio vedere anche la Marti che te lo succhia."
"Che porca che sei." Le disse in tono canzonatorio.
Lei intanto si stava riabbassando su di lui.
"Ecco adesso leccamela dai." Luca riprese a lavorare lentamente partendo dall’esterno.
Si avvicinava sempre più verso il clitoride della ragazza ma poi deviava all’ultimo momento evitandolo. Voleva far crescere l’eccitazione della ragazza e farla implorare il piacere, dandole un orgasmo che non si sarebbe dimenticato.
Ogni tanto le sentiva uscire un gemito di piacere. "Si… bravo"
Nel frattempo Martina stava continuando a fargli un bocchino sempre con più intensità.
"Allora Marti com’è questo cazzo… come nei tuoi sogni?"
"Stronza." Gli rispose la ragazza con il fiato corto. "Però è proprio un bel cazzo. Ha un buon sapore."
"Fammi sentire" Disse Serena.
Luca a quel punto decise che era il momento di dare del filo da torcere alla ragazza. Con la punta delle lingua passò tutta la figa per la sua lunghezze e arrivato al clitoride invece di sfiorarlo o evitarlo all’ultimo ci andò dritto contro con energia.
Lo prese poi tra le labbra succhiandolo e stuzzicandolo con la lingua contemporaneamente. Senti le gambe della ragazza tremare con un gemito di piacere.
"Ahhh… bastardo.. come mi fai godere.. si, dai, siii…"
Sentì poi lei prendere il cazzo in bocca e pomparglielo con forza tra mugolii di piacere.
Di entrambi a dirla tutta.
Di ricambio Luca aveva messo in gioco anche le mani e con due dita aveva penetrato la vagina della ragazza, ormai bagnata fradicia, cercando quella zona spugnosa dove sapeva trovarsi il punto G e lo stava stimolando con decisione.
Tra le sue gambe, nel frattempo, l’altra ragazza spodestata dal suo uccello gli stava leccando e succhiando le palle. Luca stava impazzendo di piacere e i due giorni di eccitazione senza venire si stavano facendo sentire, non avrebbe resistito ancora molto pompato in quel modo.
A giudicare dai versi che stava facendo la biondina sopra di lui non sembrava mancasse molto neanche a lei per venire.
Lui serrò ancora più il ritmo e continuò a stimolarle il clitoride e il punto G senza sosta per alcuni minuti, concentrato al massimo per non sborrare. Ancora.
Aveva tutta l’intenzione di avere un orgasmo in bocca alla ragazza ma quando lo avrebbe fatto voleva guardarla negli occhi mentre beveva la sua sborra. Sicuramente era uno spettacolo da non perdere.
Le gambe di lei iniziarono a tremare. Si tolse il cazzo dalla bocca e si lasciò andare a un verso gutturale di godimento che per poco non fece perdere il controllo anche Luca, esageratamente eccitato.
"Aahhhhh si…si, cazzooo… godooo…"
Era proprio una cagnetta rumorosa la ragazza, di quelle che gli facevano perdere la testa.
Luca si stacco dal suo sesso mentre le sue gambe si chiudevano contraendosi.
Finito l’amplesso, ancora con il vestito addosso seppur non più tanto in ordine, la ragazza rotolo via da sopra Luca e si allungo sul letto al suo fianco.
"Cazzo che bello. Mi hai fatto godere un sacco. Ci sai fare eh?" Disse lei con un sorriso.
"Ci è mancato poco che facessi venire anche me. Con tutti quei versi poi…" Rispose Luca.
"Ah ti è piaciuto sentirmi godere eh?" Chiese lei.
"Molto. Me lo farà rivenire duro solo a ripensarci per molto, molto tempo." Dichiarò lui.
Anche Martina a questo punto li aveva raggiunti sul letto, stesa sul fianco sul lato opposto all’amica.
"E non solo quello…" Continuò lui, accarezzando nel frattempo l’altra ragazza. Le diede poi un piccolo morso sulla spalla.
Luca si guardò, nudo, il cazzo ancora duro e poi girò lo sguardo a turno verso le due ragazze.
"Non posso fare a meno di notare che io sono steso qui tutto nudo e voi invece siete ancora fin troppo vestite." Fece notare con un sorriso furbo. "Perché non mi fate un’altro spogliarello di quelli che sapete fare voi?"
"Non ti sono bastati quelli di questi giorni? Ancora vuoi guardarci e basta?" Gli chiese Martina stuzzicandolo.
"Credo che non mi stancherei mai di guardarvi mentre vi spogliate." Rispose lui serio.
"Ma non ho nessuna intenzione di stare solo a guardare." Finì, facendole l’occhiolino.
Le due ragazze si guardarono un attimo con complicità.
Poi Serena frugò velocemente sul letto ritrovando lo smartphone e ci armeggiò un minuto. Fece partire quindi della musica.
Luca quasi si aspettava la colonna sonora di 9 settimane e 1/2. Invece partì un brano moderno, cantato da una voce femminile, dolce e sensuale al tempo stesso, gli ricordava Billy Eilish; lento ma con un ritmo e e una parte di basso incalzante che creava nel complesse un’atmosfera particolarmente adatta al momento.
Colpito dall’ottimo gusto musicale della ragazza stava quasi per chiederle di chi era il brano.
Nel frattempo Martina era scesa dal letto e si era posizionato davanti a lui. Come la vide pensò chi se ne frega della musica.
Lei inizio a ballare seguendo il ritmo della musica con movimenti lenti e sensuali.
Raggiunse il retro della schiena e slacciò il reggiseno che rimase al suo posto sostenuto dalle spalline. Poi le sfilo assieme e lanciò via il reggiseno rivelando i seni piccoli ma ben fatti. Una coppa di champagne scarso avrebbe detto Luca. Scarso, ma di ottima qualità.
Lei gli si avvicinò, lui sempre seduto sul bordo del letto si era tirato su nel frattempo per godersi meglio lo spettacolo.
Arrivò a portargli il petto davanti al volto e lui non si fece scappare l’occasione per prendere in bocca uno dei capezzoli e stimolarlo con la lingua.
Lei si staccò e si girò dandogli la schiena. Poi di colpo, a tempo con la musica si piegò in avanti facendo svolazzare i capelli lisci, le gambe unite, il suo culo piccolo e sodo a un passo dal viso di lui.
Sempre piegata, raggiunge con le mani le mutandine ricamate bianche e le sfilò lentamente.
Luca non resistette e si sporse in avanti andando a raggiungere con la bocca la figa della ragazza mentre con le mani ne divaricava le natiche rivelando anche il buchetto del culo.
Dopo qualche istante lei si girò e con movimento deciso lo spinse all’indietro sul letto. Lui non oppose resistenza.
Poi lei salì sul letto, camminò in piedi fino a sopra di lui e si accovacciò portando la sua figa depilata a tiro della la bocca di Luca.
Gli prese i capelli con entrambe le mani, stringendoli e accarezzandoli, e spinse il suo sesso a contatto con le labbra di Luca in un invito irrefutabile.
Non che lui avesse bisogno di essere convinto. Portò le mani sul culo di lei per migliorare la stabilità della posizione e iniziò a lavorare con la lingua la figa della ragazza.
La toccava senza fretta, assaporando ogni centimetro della sua intimità, ma senza quella perfida lentezza che aveva riservato alla bionda.
Dopo qualche minuto, e qualche ansimo silenzioso lei si staccò.
"Hai ragione Sere, è bravo il ragazzo con la lingua." Disse rivolta all’amica. E poi rivolto a lui. "Chissà come te la cavi col cazzo…"
Approfittando della posizione precaria di lei e delle sue mani ancora sul suo corpo, Luca, con un colpo di reni si tirò su facendo sbilanciare lei all’indietro.
Accompagnandola con le braccia la fece scendere seduta direttamente suo inguine, il suo cazzo in corrispondenza della figa della ragazza.
Le riprese le natiche e guidandone il movimento del bacino la fece strusciare sul suo sesso per riportarlo ad erezione piena. Dopo poco cinse con un braccio la ragazza, portandola verso di se, mentre con l’altra mano guidò il suo membro verso l’apertura di lei e la penetrò con decisione facendola gemere.
Luca fece scorrere le sue mani sulla schiena di lei salendo finto al collo e poi la bocca, infilandole un dito in bocca che lei subito accolse e iniziò a succhiare.
Rivolse quindi la sua attenzione ai suoi seni e a turno, iniziò a baciarli.
Lei si era avvinghiata a lui e si muoveva col bacino assecondando i movimenti di lui in una goffa danza piena di urgenza primordiale.
"Il preservativo…" Esclamò lui di soprassalto. Nella foga del momento non ci aveva pensato.
"Tranquillo, predo la pillola." Lo rassicurò lei senza fermarsi.
Nel frattempo Serena era scesa dal letto. Anche la canzone era ormai finita.
Era posizionata davanti a loro e li stava guardando.
Si avvicinò fino a poterli toccare e poi si sfilo il vestito, che aveva ancora addosso, rimanendo così nuda anche lei.
Salì in ginocchio a fianco a loro e si unì a Luca nel succhiare i capezzoli dell’amica.
Gli occhi di Martina si fissarono qualche momento sull’amica impegnata col suo petto. Luca la vide aprire la bocca come a voler obiettare qualcosa e pensò che non doveva essere una situazione normale per lei.
Poi da quella stessa bocca sentì invece uscire degli altri gemiti di piacere, e gli occhi della ragazza tornarono a perdersi nel vuoto. Un confine invisibile era appena stato violato.
Quando Serena le prese il viso e la baciò in bocca non lei oppose resistenza.
Luca guardò le due ragazze limonare con passione davanti a lui sempre più eccitato. Le attirò a se e unì anche la sua lingua, i sapori di entrambi che si mischiavano nella sua bocca in un vortice di desiderio.
"Allora Marti ti sta scopando bene il ragazzo?" Disse Serena.
Quando anche Martina si separò dalla lingua di lui, rispose con un cenno affermativo del capo mugolando qualcosa.
"Eh? Non ho sentito bene…" Continuò Serena.
"Vuoi proprio farmi fare la troia eh?" Rispose finalmente Martina.
"Non lo sai Marti che i maschi sono dei porci? È quello che vogliono." Concluse l’amica.
"A proposito," si inserì Luca. "c’è una cosa che vorrei proprio fare."
Abbracciò forte la ragazza.
"Tieniti stretta" Le disse.
Oscillò avanti e indietro e sfruttando l’inerzia si mise in piedi, il suo membro ancora dentro di lei.
Luca non era particolarmente muscoloso, anzi era piuttosto magro. La forza non gli mancava ma non poteva fare certo i miracoli. Fortunatamente la ragazza era piuttosto esile e non doveva fare molta strada.
Coprì velocemente i pochi passi che lo separavano dalla finestra, le gambe di lei avvinghiate attorno alla sua vita, e la sbatte con forza contro il vetro.
"Ah cazzo.." Urlò lei.
"Ti ho fatto male?" Chiese Luca, incerto se l’esclamazione fosse di piacere o di dolore.
"No no… Scopami ancora così forte dai." Gli rispose lei.
Grato per quella risposta Luca iniziò ad affondare con forza, le sue mani sul culo di lei e il suo busto che la teneva premuta contro la finestra.
Tra il rumore della carne che sbatteva e i gemiti di lei, se ci fosse stato qualcuno ancora sveglio non ci sarebbe voluto molto ad attirare l’attenzione su di loro.
"Ah si, così…" Si stava iniziando a lasciarsi andare la ragazza. "Sbattimi come una puttana dai."
"Brava Marti, fai la troia, lo sapevo che eri capace." Si complimentò Serena, che li aveva raggiunti e si stava masturbando al loro fianco.
Luca stava pompando con tutte le forze che aveva da diversi minuti, stava godendo come un matto ed era al limite ma non aveva intenzione di mollare. Voleva riuscire a dare un’orgasmo alla ragazza prima di venire.
”Si, così… ancora, si… si, si cazzo…. ahhh…" A giudicare dai versi di Martina non le mancava molto.
"Ah… si… scopami… vengo… più forte, più forte!" Luca ci mise tutto quello che aveva.
Con un ultimo affondo Martina si lascò andare a un verso di piacere e cercò la bocca di Luca mentre l’orgasmo pervase il suo corpo.
Luca, che era a tanto così da venire anche lui si staccò, sfilò il cazzo dalla figa fradicia della ragazza e cercò Serena con lo sguardo.
Lei lo fisso una frazione di secondo e capì. "Stai per sborrare…" Disse.
Si inginocchiò di scatto e gli prese il cazzo in bocca succhiandolo voracemente mentre con una gli teneva le palle.
Bastarono un paio di colpi che Luca perse il controllo e si lasciò andare a una sborrata tanto agognata.
"Ahhh vengo…" Esclamò.
Serena gli prese le natiche e lo tirò a se, il cazzo completamente nella sua bocca mentre le scaricava fiotti di seme caldo in gola.
Solo quando si fu svuotato completamente lei lo lasciò andare. Lo guardò dal basso con la bocca aperta, nessuna traccia di sperma visibile al suo interno.
Esausto Luca si buttò all’indietro sul letto. Le due ragazze lo seguirono a ruota, una per fianco. Luca le cinse con le sue braccia mentre loro gli accarezzavano il petto.
"Era tanta." Disse dopo un po’ Serena.
"Chissà perché." Rispose lui ridendo. "L’hai mandata già tutta però…" Continuò lui sornione.
Lei rispose con un sorriso malizioso a trentadue denti.
"Hai un buon sapore." Disse poi.
"Potevi lasciarne un po’ anche a me però…" Si inserì Martina.
"Ah adesso ti piace anche bere la sborra Marti?" La prese in giro l’amica.
"Ho ingoiato qualche volta, non è che ti devo raccontate sempre tutto…" Si difese Martina.
"Da come urlavi prima mi sa che ci sono diverse cose che non mi hai raccontato…" Commentò Serena divertita. "Sei proprio una bella troietta."
Evidentemente le piaceva stuzzicare l’amica.
"Mai quanto te." Rispose perentoria Martina.
"Questo è vero!" Concordò Serena. Entrambe scoppiarono a ridere.
"Sono ufficialmente intrigato. Ma non sorpreso." Commentò sapiente Luca.
"Ah, mi stai dando della troia?" Lo redarguì Serena, fingendosi offesa.
"Sia chiaro, nel miglior senso possibile." Rispose placidamente lui. "E sono proprio curioso di vedere fino a che punto." Concluse, sculacciandola di sorpresa.
"Ahi. Si, sculacciami papino, sono stata cattiva." Esclamò Serena facendogli gli occhi dolci.
Lui scosse la testa ridendo. La ragazza aveva un modo di fare che riusciva a eccitarlo da testa a piedi senza bisogno di sfiorarlo. Luca sentì un movimento involontario all’altezza dell’inguine.
Non era ancora pronto ma per questo non voleva dire che doveva starsene con le mani in mano.
"Ragazze, perché non ci facciamo una bella doccia assieme, così ci conosciamo meglio?" Suggerì.
Si alzò quindi senza aspettare una risposta. Loro per risposta rotolarono sulla pancia una affianco all’altra esponendo i loro culi giovani e sodi all’esame di Luca.
"È piccola la doccia per tutti e tre" Disse Martina.
Lui si chinò sopra di loro e con entrambe le mani accarezzò le loro natiche lisce. Allungò quindi il dito medio di ogni mano e lo fece scorrere tra le natiche, infilandolo nei loro sessi ancora umidi. Le penetrò per alcuni secondi, poi ritirò le mani.
Le guardò negli occhi senza dire niente. Poi si girò e dando loro la schiena porto alla bocca prima un dito poi l’altro, agganciando i loro sapori. Si diresse quindi dentro il bagno e accese l’acqua della doccia.
"Siete ancora lì?" Le chiamò da lontano.
Poi individuò un contenitore di bagnoschiuma che dovevano aver comprato le ragazze, non le tipiche boccette minuscole degli hotel, lo mise nella doccia ed entro sotto il getto tiepido.
Non passò molto che con passo leggero anche le due ragazze si infilarono dentro dietro di lui, appena lo spazio per muoversi.
Lui alzò con cautela le braccia e lasciò che loro lo insaponassero. A turno fece fare la stessa cosa a ognuna, insaponandole con l’aiuto dell’altra.
Le loro mani scorrevano fluide, scoprendo e massaggiando ogni centimetro dei loro corpi.
Una volta risciacquati, Luca continuò a guidarle in questa esplorazione sensoriale con la bocca oltre alle mani. Partendo dal viso, in due scendevano speculari baciando e accarezzando la ragazza al centro fino ad arrivare ai capezzoli su cui si soffermavano fino a renderli turgidi ed eretti.
Sarebbe voluto scendere anche già giù ma lo spazio ristretto costringeva i movimenti.
Finito il turno di tutti, spense l’acqua e riaprì la porta del box doccia.
Le ragazze uscirono, raggiunsero gli asciugamani appesi e ci si avvolsero.
Luca rimase sulla soglia, ancora gocciolante, il suo pene ormai barzotto proteso in avanti.
"Mi sa che qualcuno si sta risvegliando." Disse rivolgendo lo sguardo verso il basso.
"Servirebbe un po’ di incitamento. Due cheerleader per così dire…" Finì.
"Due succhia cazzi vorresti dire…" Se ne uscì Martina.
Anche l’amica la guardò sorpresa.
"Marti, ti sembrano cose da dire! Non è da signore!" La prese in giro lasciando l’amica a bocca aperta.
"No, in effetti due succhia cazzi sarebbe la cosa migliore." Disse Luca, andando in soccorso della ragazza.
"Visto che mi avete lasciato senza telo, il minimo che potete fare è intrattenermi mentre mi asciugo, così… all’aria…" Continuò lui.
"Scommetto ci sarà anche una ricompensa per questo gesto generoso…" Finì ammiccando.
"Sarà meglio, io ancora devo essere scopata come si deve" Esclamò Serena.
Luca sperava che il gioco che aveva fatto nella doccia le aiutasse a lavorare assieme e infatti, come per magia, appena le ragazze si inginocchiarono davanti al suo membro, iniziarono a muoversi come un essere unico, in perfetta sintonia.
A tratti glielo baciavano in contemporanea, mentre una gli succhiava il glande, l’altra gli massaggiava i testicoli, a un certo punto si unirono in un bacio passionale con la lingua e il suo uccello vittima innocente di quello scambio di passione. Era senza dubbio il bocchino più bello che avesse mai ricevuto e il suo cazzo godeva riprendendo vigore.
"Mi sa che gli sta piacendo, Sere, che dici?" Disse Martina col fiato corto.
"Mi sa che ormai è pronto per rimettersi al lavoro il ragazzo." Gli rispose Serena.
Non si sbagliava. Ormai il cazzo di Luca era in piena erezione, e lui non vedeva l’ora di scopare finalmente la biondina.
Ancora leggermente bagnato uscì dalla doccia, girò attorno a Serena e le tolse il telo umido di dosso gettandolo per terra. Il corpo nudo della ragazza, pieno e voluttuoso, coi capelli bagnati che le cadevano disordinati sul viso, non fecero altro che aumentare l’istinto animalesco che aveva pervaso Luca.
Anche lei sembrò percepire questo cambiamento in lui e il suo sguardo rivelava l’eccitazione che stava provando.
Lui la fece piegare in avanti a quattro zampe, il culo proteso, e con una mano andò a sondare lo stato del suo sesso. Poi ci sputò contro e la penetro con due dita fino a che la sua figa fu sufficientemente lubrificata.
A quel punto le montò sopra e guidò il suo cazzo eretto fino all’apertura di lei. La strofinò col glande per un po’ e poi con decisione lo spinse dentro con forza facendola gemere.
"Eccolo…Si, così…" Ansimò Serena.
Luca allungò le braccia in avanti e strinse nelle mani le sue tette abbondanti mentre col bacino continuava a spingere e a penetrarla con decisione, tra i gemiti di lei che ne chiedeva di più.
L’atra ragazza si era seduta sul water, a poca distanza dalla testa di lei, aveva aperto le gambe e si stava toccando.
Quando Serena alzò il capo e la vide la chiamò a se facendole segno con un dito.
Martina si alzò e con uno sguardo pieno di malizia rivolto all’amica le si posizionò davanti al volto, le gambe leggermente divaricate.
"Mettiti giù Marti, così non ci arrivo." Le disse.
Martina stese un asciugamano per terra e ci si sedette sopra, le gambe divaricate e la sua figa liscia a portata dell’amica.
La scenetta che gli si stava svolgendo davanti agli occhi fece arrapare ancora di più Luca che aumento l’intensità con cui stava scopando la ragazza, facendole staccare di tanto in tanto la bocca per fare uscire qualche verso di piacere.
Luca non aveva idea di quanto tempo era passato. La sua erezione non dava segno di smorzarsi ma la posizione iniziava a farsi sentire sui muscoli delle gambe.
"Ragazze, perché non ci trasferiamo sul letto così stiamo più comodi?" Disse.
Loro sembravano quasi dispiaciute dell’interruzione. Si guardarono un attimo.
"In effetti non è comodissimo il pavimento del bagno." Disse Martina.
Lui sfilò il membro dalla vagina della bionda e si alzò, offendo poi a loro una mano per rialzarsi.
Le ricondusse per mano in camera fino al letto, poi recuperò i suoi calzoncini e frugo nelle tasche alla ricerca dei preservativi. Se ne infilò uno.
Loro, sdraiate sul letto, avevano ripreso a baciarsi.
Luca si avvicinò a Serena da dietro, che era a pancia all’aria, il busto dell’amica sopra di lei. Le aprì le gambe e le sollevò in alto contro il suo petto mentre rientrava dentro di lei.
Si prospettava una lunga nottata.
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