Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Prime Esperienze > Fede la donna decisa
Prime Esperienze

Fede la donna decisa


di Membro VIP di Annunci69.it GangbangBologna
21.05.2026    |    929    |    1 7.0
"Eros rimase seduto sul bordo del letto, osservandoci tutti e tre con la calma soddisfatta di chi ha diretto un capolavoro erotico, poi si chinò su di me, dandomi un bacio incredibilmente dolce..."
Il ticchettio dei miei tacchi sulla ghiaia del vialetto risuonava nel silenzio immobile della pianura bolognese, a Malalbergo, dove i campi di grano si perdevano all'orizzonte sotto un cielo estivo che cominciava a tingersi dei colori caldi e piatti del tramonto. Strinsi la borsa contro il fianco, sentendo il tessuto liscio del mio abito scivolare sulle gambe a ogni passo, mentre l'odore della terra battuta e dell'erba di fosso si mescolava al mio profumo. Ero io che mi stavo muovendo verso di loro; ero io che avevo deciso di guidare fin qui, nella solitudine della bassa, per varcare la soglia di quella vecchia casa colonica ristrutturata, ribaltando completamente le regole del gioco. Non stavo aspettando un arrivo, stavo andando a prendermi quello che volevo.
​Spinsi il grande portone di legno scuro, che si aprì senza fare rumore su un ampio salone con le travi a vista e i muri in sasso. L'aria all'interno era fresca, illuminata solo dalla luce morbida che filtrava dalle grandi finestre affacciate sul giardino immenso e piatto. Le mie tre mete erano lì, disposte nella stanza come in una scenografia studiata appositamente per il mio arrivo. Al centro, seduto su una poltrona di pelle scura accanto al grande camino spento, c'era Eros. La sua presenza matura e imponente riempiva lo spazio; l'abito dal taglio sartoriale ma portato senza cravatta, i capelli brizzolati in ordine e quel sorriso accennato di chi sa esattamente cosa sta per succedere e domina la situazione con la calma dei forti. Poco più in là, appoggiato a un tavolo di legno massiccio, Roby si voltò verso di me. La sua altezza mi costrinse a sollevare lo sguardo: slanciato, incredibilmente attraente, con una camicia bianca aperta sul collo che faticava a contenere le spalle larghe e una fisicità dirompente che traspariva da ogni suo minimo movimento. Accanto a lui, Davide mi accolse con un'avida espressione di sorpresa, quegli occhi vividi e intelligenti che sembravano già leggermi dentro, pronti a stimolare ogni mio pensiero prima ancora del corpo.
​Davide fu il primo a rompere il ghiaccio, venendomi incontro con un calice di vino rosso e una voce calda e ironica, dicendomi che stavano proprio calcolando il livello di anticipazione che avrei portato varcando quella porta e che il mio arrivo aveva spezzato ogni loro coordinata mentale. Gli risposi che volevo essere io a fare la prima mossa, muovendo qualche passo verso il centro della stanza e godendomi il modo in cui i loro sguardi si posarono su di me, uniti da un unico, identico desiderio. Ci accomodammo su un grande divano rustico e Davide si sedette subito accanto a me, mantenendo una distanza minima che faceva irradiare il suo calore sulla mia pelle, sussurrandomi che il fatto che fossi venuta fin lì, nell'isolamento della pianura, cambiava tutta la dinamica psicologica, e che lo affascinava capire cosa stessi pensando in quel preciso istante. Sorrisi, sorseggiando il vino senza mai staccare gli occhi dai suoi, perché Davide sapeva come spogliarmi la mente, creando una tensione cerebrale che mi faceva vibrando, e gli risposi che mi piaceva guardarlo negli occhi mentre decidevo cosa fare di lui.
​Prima che potesse ribattere, avvertii un movimento dietro di me. Eros si era alzato dalla sua poltrona in modo felino, silenzioso, e sentii le sue mani grandi e calde posarsi sul mio collo; il suo tocco era deciso, esperto, privo di qualsiasi esitazione, e iniziò a massaggiarmi le spalle con una pressione millimetrica che sciolse all'istante ogni residuo di tensione del viaggio lungo i rettilinei della bassa, mormorando con la sua voce matura e profonda proprio vicino al mio orecchio che Davide cercava sempre di mappare l'eccitazione con le parole, ma che io ero venuta in quella casa di campagna per qualcosa di più concreto. Abbandonai la testa all'indietro, appoggiandola contro il suo addome sodo, chiudendo gli occhi per un istante per godermi quella sensazione di totale controllo, mentre davanti a me Roby se ne stava in piedi in silenzio, con le gambe leggermente divaricate, osservandoci con un’intensità puramente carnale. Il tessuto dei suoi pantaloni aderiva in modo evidente, rivelando una dote anatomica straordinaria che non faceva nulla per nascondere, e il suo sguardo era una promessa di pura energia che mi eccitava più di mille discorsi.
​Fui io ad alzarmi, posando il calice, e mi mossi verso Roby, attratta come un magnete dalla sua imponenza fisica. Quando gli fui davanti, la differenza d'altezza mi fece sentire deliziosamente vulnerabile; sollevai le mani e le posai sul seu petto, sentendo il battito accelerato del suo cuore sotto la camicia, e lui mi disse che ero bellissima con una voce improvvisamente rauca, prima che le suas braccia lunghe mi avvolgessero i fianchi, tirandomi contro di lui con una forza trattenuta a stento. Il contatto fu totale, sentii la sua consistenza imponente e tesa premere con decisione contro il mio ventre e un gemito basso mi sfuggì dalla gola mentre le sue labbra cercavano le mie in un bacio profondo, affamato, che sapeva di urgenza. Le sue grandi mani scivolarono rapidamente lungo la mia schiena, afferrando i miei glutei per sollevarmi leggermente, e nel frattempo avvertii le dita sapienti di Eros lavorare con precisione sulla cerniera del mio abito, facendolo scivolare giù lungo le mie spalle fino a farlo cadere ai miei piedi sul pavimento di cotto antico. L'aria della pianura che rinfrescava la sera entrava dalle finestre e mi accarezzò la pelle nuda, ora coperta solo dalla lingerie nera, e Davide si avvicinò lateralmente, lo sguardo infuocato dalla scena, inginocchiandosi parzialmente davanti a me per iniziare a baciarmi l'interno coscia con una lentezza studiata, risalendo verso il bordo del mio slip.
​Eros prese in mano la situazione con l'autorità che gli competeva, mi prese per mano e mi guidò verso una grande stanza attigua, dove c'era un immenso letto padronale in ferro battuto. Mi fece sdraiare sulla schiena, sistemandomi con cura i cuscini dietro la testa, dicendomi di guardarli perché quello era il momento che avevo costruito venendo fin lì, posizionandosi poi tra le mie gambe aperte mentre Roby si sdraiava alla mia destra, offrendomi il suo braccio muscoloso a cui aggrapparmi, e Davide si metteva alla mia sinistra, continuando a baciarmi il collo e a sussurrarmi parole che mantenevano la mia mente in uno stato di totale delirio erotico. Eros mi sfilò l'ultimo velo di pizzo con una cura quasi rituale e quando si chinò su di me compresi appieno perché lo considerassi un maestro: la sua bocca trovò immediatamente il centro del mio piacere e la sua lingua, calda e incredibilmente flessibile, iniziò a tracciare cerchi perfetti, alternando tocchi leggeri come un soffio a pressioni più decise e profonde. Inarcai il bacino, stringendo i pugni tra le lenzuola fresche, ansimando per la precisione millimetrica della sua stimolazione, e mentre Eros mi faceva impazzire lì sotto, io allungai la mano verso Roby, che si era già liberato dei pantaloni, e quando le mie dita avvolsero la sua intimità rimasi quasi senza fiato, scoprendo una dote eccezionale, calda e tesa all'inverosimile, che pulsava vigorosamente sotto la mia presa.
​Sentire quella forza monumentale tra le mani, mentre la bocca esperta di Eros lavorava incessantemente su di me, mi portò al limite del sovraccarico sensoriale, e Davide si chinò su di me, catturando le mie labbra per assorbire i miei gemiti e sussurrandomi che ero il centro del loro mondo in quel momento, alimentando il fuoco della mia mente con la consapevolezza di averli completamente in mio potere. Il punto di non ritorno era ormai raggiunto; Eros si sollevò, le labbra lucide del mio stesso desiderio, e mi guardò negli occhi con un sorriso appagato, dicendo a Roby di prendermi perché avevo bisogno di lui adesso. Roby si posizionò sopra di me, la sua mole imponente che mi copriva interamente, e quando si spinse dentro di me la sensazione di pienezza fu così profonda e totale da farmi inarcare completamente la schiena; era enorme, e ogni sua spinta, lenta e vigorosa, mi riempiva in un modo che mi strappava gridolini continui che si perdevano tra le travi del soffitto. Mi aggrappai alle sue spalle larghe, affondando le unghie nella sua pelle calda, mentre lui trovava il suo ritmo primordiale, e nel frattempo Eros si posizionò lateralmente e, usando le mani con la sua solita maestria da leccatore abile, continuò a stimolarmi nel punto in cui i nostri corpi si univano, mantenendo l'intensità del mio piacere a un livello insostenibile. Davide si portò davanti al mio viso, offrendomi la sua virilità tesa che accolsi subito con la bocca, mentre i suoi occhi cercavano i miei in un ultimo, potentissimo legame mentale; ogni mio senso era occupato, ogni centimetro del mio corpo era posseduto, accarezzato o baciato nella penombra della stanza.
​Roby aumentò la frequenza dei suoi affondi ansimando che stava per venire, e quella confessione, unita alle dita implacabili di Eros e allo sguardo infuocato di Davide, spezzò ogni mio freno inibitore: un'ondata di calore devastante partì dal centro del mio ventre ed esplose in tutto il corpo, le mie pareti interne si contrassero violentemente attorno alla dote di Roby che, con un ultimo, profondissimo affondo, liberò il seu piacere dentro di me con un gemito rauco che gli vibrò nel petto. Pochi secondi dopo, trascinato dal mio orgasmo e dall'intensità del momento, anche Davide raggiunse il culmine, trovando la sua liberazione tra le mie mani e sul mio viso, sigillando quella notte perfetta con un'esplosione calda e liberatoria. Il silenzio della pianura di Malalbergo tornò lentamente a riempire la stanza, interrotto solo dai nostri respiri che cercavano di ritrovare un ritmo normale, mentre Roby si lasciava scivolare di lato, esausto ma con un sorriso enorme, tirandomi a sé per stringermi contro il suo petto ancora caldo di sudore, e Davide si sdraiava dall'altro lato, appoggiando la testa sulla mia spalla e tracciando cerchi leggeri sulla mia pancia sussurrando che la realtà di quello che avevo fatto venendo fin lì superava qualsiasi logica. Eros rimase seduto sul bordo del letto, osservandoci tutti e tre con la calma soddisfatta di chi ha diretto un capolavoro erotico, poi si chinò su di me, dandomi un bacio incredibilmente dolce sulla fronte, un gesto di pura tenerezza che chiudeva magnificamente la tempesta precedente, dicendomi che ero stata magnifica mentre accendeva una sigaretta. Guardai il soffitto di quella casa isolata tra i campi piatti e sterminati, sentendo il calore dei loro corpi che mi proteggevano, consapevole che ero stata io ad andare da loro, a decidere il tempo e il modo, e che il ricordo di quella notte nella bassa sarebbe rimasto impresso nella mia pelle per sempre.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
7.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Fede la donna decisa:

Altri Racconti Erotici in Prime Esperienze:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni