Prime Esperienze
Evoluzione di coppia 3
27.04.2026 |
55 |
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"’ I ragazzi parevano aver perso interesse, ma quando rinnovai la crema solare sulla figa, nuovamente si strusciarono i cazzi..."
Il giorno seguente, durante una sosta in moto, Tommaso mi chiese:«Dormito meglio questa notte?»
Effettivamente, non li avevo sentiti scopare.
«Sì sì, non ho sentito nulla. Avrei dovuto?» risposi con fare ironico.
«No, abbiamo dormito come angioletti» disse lui con una faccia soddisfatta.
«Mi dispiace, che sei andato in bianco» replicai con finto rammarico.
«No no, tranquillo, qui nessuno dei due è andato in bianco ieri» rispose ridendo.
Rimasi un attimo perplesso, con la faccia da ebete.
Aggiunse: «Ieri, al rientro dalla spiaggia, abbiamo visto la vostra performance sul divano.» Continuando a ridere, precisò: «Vi abbiamo lasciato finire, poi, quando siete andati in doccia, abbiamo scopato anche noi sul divano.»
Io, imbarazzatissimo, balbettai: «Perdonami, al rientro ero carichissimo e appena entrato in casa mi sono fiondato su Susy.»
«Tranquillo, non è un problema. Non ci scandalizziamo per così poco» mi rassicurò, facendomi un occhiolino d’intesa.
«Immagino che nelle spiagge nudiste ne avrete visti tanti a scopare» dissi di getto.
«Per la verità no. Solitamente, quelli che fanno sesso si mettono a ridosso delle dune o nella pineta. Le spiagge verso il mare sono zone franche per famiglie.»
Rimasi con il dubbio se, oltre ad averci visti, ci avessero anche sentiti.
Rientrammo per pranzo e, vista l’assenza delle nostre signore, ci mettemmo a preparare da mangiare... sia mai che dicano che in vacanza devono fare sempre tutto loro.
Quando arrivarono le donne, notai che Susy era molto euforica. Quando si avvicinò per salutarmi con un bacio, mi disse: «Dobbiamo parlare.»
Pensai subito che Angela le avesse raccontato di ieri sera e che mi aspettasse un cazziatone. Non volevo rovinarmi il pomeriggio, quindi evitai il più possibile di ritrovarmi da solo con Susy, ma fu inevitabile.
«Questa mattina, dopo la spesa, siamo andate in spiaggia e Angela, in un attimo di confidenze, mi ha detto che ieri sera...» iniziò.
“Aia” pensai, “ora mi tocca...”
«...quando noi due ce ne siamo tornati in appartamento, loro si sono messi nudi a prendere gli ultimi spiragli di sole...» disse, intristendosi.
«E quindi?» chiesi d’impeto. «Lo avevamo già capito ieri che sono nudisti. Sono stati gentili a non forzarci.»
«Appunto, noi siamo ospiti e gli stiamo impedendo di vivere le loro vacanze come più gli piace. Questo non è giusto.»
Da un lato ero felice di non dovermi sorbire un cazziatone, ma dall’altro capivo che Susy voleva mollare tutto e rientrare per non turbare la routine dei nostri amici.
Rassegnato, le risposi: «Capisco. Gli diremo che abbiamo problemi a casa e dobbiamo rientrare prima del previsto.»
Susy, con tono altrettanto rassegnato, replicò: «Vedi tu. Comunque, io questa mattina in spiaggia con Angela sono stata bene.»
Che stessimo bene con loro non era una novità, ma perché me lo stava dicendo?
«Cioè?» chiesi, confuso.
«Non so come dirlo... mi vergogno...»
Non capivo.
«Angela si è spogliata completamente e io, dopo un attimo di imbarazzo, ho fatto altrettanto...» aggiunse, come per giustificarsi. «Come tutti gli altri, del resto.»
Ora mi era tutto chiaro! Finalmente si era lasciata andare! Ero eccitatissimo: la mia Susy si era liberata di un altro tabù!
Per sdrammatizzare, dissi: «Ma come! Senza di me che ti potevo ammirare! E controllare!»
«Ecco, il solito porco! Io sono qui che ti esprimo il mio disagio e tu pensi solo a quello!»
La abbracciai e le dissi: «Sono fiero di te!»
Ci baciammo, l’eccitazione era tanta. Le tolsi i pochi indumenti che indossava, ma lei mi fermò.
«Piano, fai piano, che ho la figa che risente dei raggi solari.»
Non mollai. «Angela non ti ha consigliato come fare a non bruciartela?»
«Sì, ovvio, ma è comunque una zona molto sensibile che non ha mai visto il sole in vita sua!»
«A me non pare arrossata.»
«Infatti. È stata Angela, per scrupolo, a consigliarmi di dire al ‘porco’ di andarci piano.»
«Ma pensa quella stronza» dissi in modo ironico.
«Però mi ha detto anche: ‘Nel caso, fagli un super pompino.’»
Apperò... hai capito queste due, si danno pure consigli!
«Vedi, ho sempre detto che Angela è una santa, vero? Io fossi in te seguirei il suo consiglio!»
«Porco!»
Mi guardò fisso negli occhi, mi prese il cazzo in mano e, mentre mi segava, si sistemò tra le mie gambe e iniziò un pompino di quelli memorabili. Per tutto il tempo non lasciò mai il mio sguardo, mentre mi massaggiava i testicoli. Quando fui al culmine del piacere, sapendo che non le piaceva la sborra in bocca, la spinsi delicatamente indietro, ma lei fece forza per restare. Pensai che non avesse capito.
«Sto per venire!»
Non si spostò. Venni in maniera intensa. Solo in quel frangente si fermò e lasciò che i movimenti fossero guidati dal mio orgasmo. Lasciò che la sborra colasse dalle sue labbra alla base del mio cazzo.
Si staccò, mi guardò con aria soddisfatta e iniziammo a limonare. Sentii il sapore della mia sborra e, a essere sincero, non mi piacque. Probabilmente perché, dopo l’orgasmo, la mia libido scende al centro della terra.
«Wow, è la prima volta che lasci che ti venga in bocca... è un’idea di Angela anche questa?»
«No, porco, questa mi andava di farla e l’ho fatta. L’idea di Angela era di infilarti un dito su per il culo!»
«Ehi, non scherziamo!» dissi preoccupato.
«Massaggio prostatico, cretino!»
«Chiamalo come vuoi, ma non facciamo scherzi...»
«Tu bada a ciò che fai, porco, potrei anche infilarti qualcos’altro!»
Ci coccolammo, e mentre le sussurravo: «Grazie per avermi regalato una sensazione così intensa. Il tuo sguardo, i tuoi movimenti sul mio cazzo sono stati veramente eccitanti... A te è piaciuto?»
«Sì, ovviamente non è stato un piacere fisico, ma mentale. Sapere di avere il controllo, sapere che tutto dipende da me e, ora che me lo dici, sapere che posso dare piacere anche solo con lo sguardo... sarà per questo che il sapore della tua sborra mi è piaciuto.»
Ero beatamente felice. In una giornata, la mia Susy aveva abbattuto ben due tabù. Di questo passo, il bigotto sarei stato io...
Ci ricompommo e partimmo per la spiaggia con più tensione del giorno precedente. A questo giro ci saremmo messi tutti nudi. Avrei visto le grazie di Angela, ma soprattutto Susy si sarebbe gustata lo spettacolo del bel Tommaso.
Durante il tragitto per la spiaggia, le donne erano avanti di qualche metro. Tommaso mi disse:
«Saputo di questa mattina?»
«Sì sì, Susy mi ha raccontato... era ora!» lo dissi con aria spavalda, di chi ha ottenuto ciò che voleva.
«Bene, vedo che ne sei felice.»
«Sì, la mia Susy riesce sempre a stupirmi» e aggiunsi ridendo: «Anche se, a questo giro, c’è lo zampino di Angela... la dovrò ringraziare.»
Tommaso, allegramente: «Figurati! Angela le ha dato solo una spintarella, il resto lo ha fatto Susy in autonomia... infatti ne è rimasta piacevolmente stupita.»
«Angela stupita e i vicini fortunati che l’hanno potuta ammirare» dissi con orgoglio.
«Fortunatissimi! Non capita tutti i giorni lo spettacolo che le nostre signore hanno messo in scena.»
...Di cosa sta parlando? Che spettacolo?
Riuscii a dire solo: «Eh, già...» con la tattica prettamente femminile del “sorridi e annuisci”, ma non avevo capito un cazzo. Anzi, avevo capito che Susy aveva omesso di raccontarmi qualcosa di ciò che era successo la mattina.
Arrivati in spiaggia, Angela propose: «Meglio stare vicino alla pineta, che tra poco ci sarà ombra, altrimenti vi ustionate.»
Sistemammo i teli e Susy fu la prima a spogliarsi. “Però, già sciolta e disinvolta” pensai. Poi fu il turno di Angela. Non potei non notare, poco sopra il clitoride, un piercing a forma di farfalla con un brillante incastonato che rifletteva la luce del sole.
Susy mi urtò e mi sussurrò: «Anche meno...» riferendosi al fatto che mi ero imbambolato a guardare la figa di Angela.
Con imbarazzo, tolsi il costume di botto e mi sedetti subito per mascherare la semi-erezione. Quando Tommaso si tolse il costume, capii i motivi per cui Angela l’altra sera se la godeva. Aveva un cazzo già lungo quanto il mio in erezione, nonostante fosse floscio, circonciso, con la cappella decisamente più grossa del resto del fusto e, per finire, abbronzato.
Non resistetti e dissi, in un misto di ironia e preoccupazione: «Ma è legale?»
Rispose Susy a nome di tutti: «Cretino!»
Non finimmo di ridere che Angela ci mise il carico: «Tu vedi di abbondare con la crema solare... würstel bruciati non piacciono a nessuno.»
«Ok, capo!» risposi, e scoppiarono altre grasse risate.
Se per me era il piercing di Angela a mandarmi in ipnosi, il cazzo di Tommaso lo era per Susy. Più volte la colsi mentre lo osservava. La cosa mi piaceva: sapere che lei desiderasse un altro cazzo oltre al mio mi eccitava da morire. Quando Angela e Tommaso ci lasciarono soli per farsi il bagno, le sussurrai:
«Che cazzo Tommaso! Chissà come sarà quando è in tiro!» Ero eccitato e mi venne da dirle: «Chissà come ti ci divertiresti!»
Non rispose, sapendo di essere stata colta con le mani nella marmellata, ma mi guardò con aria di sfida, come a dire: “Sicuro che vuoi la risposta?” Le dissi:
«Se dovesse succedere, divertiti pure! L’importante è che mi avvisi prima.»
Si incupì. Pensai di aver esagerato.
Prese fiato: «Dobbiamo parlare.»
Ancora? Pensai. Cazzione in arrivo perché non riesco a togliere lo sguardo dalla figa di Angela?
«Non ti ho detto tutto di ciò che è successo in spiaggia questa mattina...»
«Cosa manca?» la incalzai.
Iniziò a raccontarmi di come si fosse trovata in una situazione surreale, scaturita da una mossa di Angela. Raccontò:
«Non appena prendemmo posto, dei ragazzi si sistemarono vicino a noi. Io rimasi con il costume, ma Angela si spogliò completamente, mettendo in mostra il suo piercing. I ragazzi si richiamarono l’un l’altro per indicare Angela. Non contenta, si sedette rivolta verso di loro, lasciando che i quattro si beassero della vista. Mi disse: ‘Questo è il potere che noi donne abbiamo sugli uomini, è più forte di loro, pochissimi resistono.’ Io mi sentii una ‘suora’, o forse ero ‘gelosa’ dei loro sguardi, che chiaramente erano tutti per lei...»
La interruppi, cercando di sdrammatizzare: «Sentimenti più che normali... ma guarda l’effetto che ha ciò che mi racconti...» e le mostrai il mio cazzo già in tiro, mentre mi giravo a pancia sotto per nasconderlo.
«Non voglio commentare... lasciami andare avanti...» disse, e proseguì con il racconto.
«Insomma, decisi di spogliarmi. Angela mi disse: ‘Benvenuta nel gruppo del potere.’ Infatti, uno dei quattro iniziò a fissarmi. Fu allora che Angela mi disse: ‘Mettiti della crema solare, altrimenti te la ustioni.’ In modo naturale, mi versò della crema solare sull’addome e iniziai a spalmarmela. Quando arrivai a spalmarmela sulla figa, i quattro mi guardarono e iniziarono a strusciarsi i cazzi! Ti rendi conto? Io e Angela avevamo il potere su di loro...»
Di nuovo, sdrammatizzai: «Tira più un pelo di figa che un carro di buoi.»
Riprese il racconto: «Dopo poco, Angela si girò, togliendosi dalla loro vista, e mi bisbigliò con un sorriso malizioso: ‘Nelle spiagge nudiste funziona così, è la donna che decide fin dove arrivare.’ I ragazzi parevano aver perso interesse, ma quando rinnovai la crema solare sulla figa, nuovamente si strusciarono i cazzi... lo facevano per me. Ero io, solo io, ad avere il potere su di loro. Mi sentii una regina, ero così eccitata che, senza rendermene conto, mi stavo masturbando di fronte a loro...»
«Wow, che cosa eccitante! E Angela?»
«Angela mi interruppe quando vide che i ragazzi si stavano masturbando, facendosi più audaci, dicendomi: ‘Il potere è nostro... ma c’è un punto di non ritorno. Sicura di volerlo oltrepassare?’ A quel punto mi ricomposi.»
Rimasi allibito, eccitato, disorientato. La mia Susy si era masturbata di fronte a degli sconosciuti. Ennesimo tabù infranto, no, sgretolato!
Riuscii a dire: «Grazie di aver condiviso con me quanto ti è successo. Grazie per avermi reso partecipe delle tue sensazioni. Grazie di avere fiducia nel nostro rapporto.»
Aggiunsi: «Comunque ora c’è un problema da risolvere... Mi hai eccitato da bestia!»
Mi baciò e mi disse: «Sapevo che il mio porco avrebbe capito.»
La guardai negli occhi. «Ora più di prima sono convinto di ciò che ti ho sempre detto. Se un giorno vorrai scopare con un altro uomo, avvisami prima... e se possibile vorrei essere presente.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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