Prime Esperienze
In autostrada. In Puglia.
GordonLink
16.02.2025 |
701 |
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"Le ore passarono veloci mentre chiacchieravano: Marco raccontava della sua visita a Matera, della sua vita solitaria, mentre Giovanni parlava delle sue esperienze on the road, dei giorni lontani..."
Il cielo sopra l’autostrada, in direzione Bari, era grigio e pesante, le nuvole minacciose scaricavano pioggia senza pietà. L’asfalto bagnato rifletteva le luci dei fari, ma la visibilità era scarsa.
Marco, l’automobilista di 57 anni, guardava il cruscotto della sua macchina, frustrato: il finestrino lato passeggero si era rotto durante il viaggio, e la pioggia incessante aveva trasformato l’abitacolo in un piccolo acquario.
La temperatura fuori era gelida, e il motore della macchina stava iniziando a surriscaldarsi.
Decise di fermarsi in una piazzola di sosta per dare una pausa al motore e, soprattutto, a se stesso. Bagnato fradicio, cercò di ripararsi sotto il piccolo albero che si ergeva vicino alla sbarra del parcheggio. Era esausto, ma il viaggio doveva continuare.
Fu allora che vide il camion, un grande tir parcheggiato poco più in là. Un uomo solido, muscoloso, con i capelli neri e un sorriso deciso, lo stava osservando.
Il camionista, che sembrava conoscere le difficoltà di chi viaggiava in auto sotto quella pioggia battente, lo chiamò con un cenno. "Vieni su, ti aiuto a scaldarti un po’", disse, e Marco non ci pensò due volte.
Salì sul tir, accogliendo l’invito con un misto di gratitudine e curiosità. Il caldo del riscaldamento lo avvolse immediatamente, facendogli dimenticare per un momento la pioggia e la fatica del viaggio. Il camionista si presentò come Giovanni, un uomo di 50 anni, con un fisico imponente che sembrava raccontare la forza di anni di lavoro su strada. La sua camicia, aperta sul petto villoso, emanava un profumo di sudore e terra, un odore che Marco trovò stranamente rassicurante.
"Non ti preoccupare, fammi vedere cosa posso fare", disse Giovanni, mentre Marco si sfilava i vestiti fradici. L’atmosfera nella cabina stretta, tra i suoni del motore e il calore che aumentava, si fece d'improvviso intima. Entrambi si trovarono senza parole, se non per qualche risata nervosa mentre si cambiavano.
Le ore passarono veloci mentre chiacchieravano: Marco raccontava della sua visita a Matera, della sua vita solitaria, mentre Giovanni parlava delle sue esperienze on the road, dei giorni lontani da casa. La conversazione si faceva sempre più fluida, quasi naturale, ma c’era qualcosa di diverso nell'aria, qualcosa che non riuscivano a definire.
Quando la notte era ormai calata su di loro, Giovanni lo invitò a riposare nella sua cabina. Lo spazio era stretto, ma il caldo, il profumo di caffè e il suono del motore li facevano sentire protetti.
Si addormentarono l’uno accanto all’altro, senza alcuna aspettativa, ma con il cuore che batteva forte. I loro corpi si sfiorarono e, per un attimo, qualcosa di tenero e misterioso si accese tra di loro, inaspettato ma inevitabile. Un bacio furtivo, dolce come un sogno appena accennato.
Quando si svegliarono all’alba, con la luce che iniziava a filtrare attraverso il finestrino appannato, entrambi si sentirono stranamente più leggeri, ma anche un po' confusi. Giovanni preparò un caffè mentre Marco, senza saper bene cosa dire, si alzò per vestirsi.
"Ci vedremo ancora?" chiese Marco, quasi timidamente, mentre Giovanni lo guardava con un sorriso che non tradiva nulla.
"Chissà", rispose Giovanni, "magari un giorno, in autostrada."
Marco lasciò il suo numero, un gesto incerto ma carico di speranza, prima di salire nella sua auto, con il cuore che batteva forte come quella notte.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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