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Gay & Bisex

Viaggio inatteso. Appennino centrale.


di Membro VIP di Annunci69.it GordonLink
03.05.2026    |    3.545    |    4 8.4
"Lentamente, con un gesto naturale e carico di un'intensità inaspettata, staccò la destra dal cambio e la posò delicatamente sopra quella di Fabio..."
La pioggia sottile sfiorava il parabrezza mentre l'auto di Fabio tossiva, lasciandolo fermo sul ciglio della strada, avvolto nella nebbia degli Appennini in direzione Rieti. A sessant'anni, con la sua barba brizzolata e il fisico robusto da bear, Fabio era abituato a gestire gli imprevisti, ma quella volta la macchina non ne voleva sapere. Scese, le mani intirizzite dal freddo, cercando di mettere a fuoco il display dello smartphone per chiamare il soccorso stradale.
Dei fari gialli tagliarono la penombra e un carro attrezzi si fermò poco più avanti. Dalla cabina scese un uomo. Anche lui sulla sessantina, una barba curata, occhi caldi e un sorriso gentile e accogliente.
«Serve una mano?» chiese con voce profonda e rassicurante.
In pochi minuti, l'auto di Fabio fu caricata sul pianale e lui si ritrovò a salire sul sedile del passeggero del carro attrezzi. L'abitacolo era caldo e profumato di caffè e legno. Nell'aria si diffuse la voce inconfondibile degli Eagles, una melodia morbida e avvolgente che riempì il silenzio iniziale.
Il viaggio durò circa un'ora. I tergicristalli scandivano il ritmo del tragitto, mentre fuori il paesaggio montano scorreva lento. Il riscaldamento al massimo nell'abitacolo iniziò a farsi sentire. Fabio si slacciò il colletto della camicia e la allargò leggermente sul petto. Con la coda dell'occhio, notò che anche Luca aveva fatto lo stesso, sbottonando i primi due bottoni della sua camicia.
Sotto il tessuto scuro, si intravedeva una folta e morbida peluria brizzolata che saliva dal petto di entrambi, un dettaglio che li accomunava e che attirò irresistibilmente lo sguardo di Fabio, facendogli trattenere il respiro per un istante.
Fabio si guardò le mani, ancora strette nelle tasche per il freddo residuo, poi si voltò a guardare Luca. I loro sguardi si incrociarono nello specchio di maturità, fascino ed esperienza.
Luca sorrise di nuovo, tenendo saldo il volante con una mano. Lentamente, con un gesto naturale e carico di un'intensità inaspettata, staccò la destra dal cambio e la posò delicatamente sopra quella di Fabio.
Un calore improvviso salì lungo la spina dorsale di Fabio. La pelle ruvida e calda di Luca premette leggermente contro la sua, trasmettendo una scarica di tensione silenziosa. Non ci fu bisogno di parole. Il respiro di Fabio si fece più corto e, seduto sul sedile, sentì il corpo tradire la sua eccitazione, una tensione netta e inequivocabile che premeva contro la stoffa dei pantaloni. Guardando il viso di Luca, si accorse che anche il suo respiro si era fatto più pesante; un leggero rossore sulle guance e un'espressione di desiderio trattenuto confermarono che la stessa reazione era condivisa.
Le dita di Luca si intrecciarono per un attimo alle sue, mentre il suo pollice accarezzava il dorso della mano di Fabio prima di tornare sul volante.
Il profumo di Luca, il calore della sua mano, la vista di quei petti virili e l'eccitazione che serpeggiava nell'aria crearono un'intimità sospesa nel tempo. Per i successivi sessanta minuti, le parole si fecero rare, sussurrate a bassa voce, scambiandosi brevi aneddoti e sguardi complici carichi di un'intesa che parlava più di mille discorsi.
Giunti all'officina di Rieti, il carro attrezzi si fermò. Il motore venne spento, lasciando solo il suono dei battiti accelerati dei loro cuori.
«Ecco fatto, ci siamo» disse Luca, con una nota di dolcezza mista a malinconia nella voce.
Fabio scese, sistemandosi il bavero della giacca, cercando di riprendere il controllo del proprio corpo e del proprio respiro. Si guardarono un'ultima volta prima del saluto, le mani che si sfiorarono ancora, con l'elettricità del momento precedente ancora palpabile nell'aria. Si salutarono con un abbraccio caloroso e un sorriso complice, sentendo i loro corpi ancora vicini. Entrambi sapevano, in quel breve istante, che non si trattava solo di un incontro fortuito. C'era qualcosa di nuovo nell'aria, una scintilla accesa tra le montagne. E mentre Luca risaliva sul suo mezzo e si allontanava, Fabio rimase a guardarlo, con un sorriso sulle labbra e la curiosità di scoprire cosa il destino avesse in serbo.
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