La sera del vaso
Improvvisamente dei passi e un rumore strano di cocci. Sarà mia moglie pensavo. Poi il silenzio alla porta e una nuova risata. 'Scusa....' sento dire e poi un bussare timido alla porta. Infilate le ciabatte di fretta per capire chi fosse eccomi alla porta: davanti una ragazza sui vent'anni in maglietta bianca e pantaloncini corti sportivi. 'Ti chiedo scusa' disse, 'ero qui vicino al bar e inseguendo un'amica per uno scherzo ho urtato il vaso dei fiori' indicandolo con la mano. E fuori ecco lo spettacolo dei geranei in terra tra cocci e terriccio sparso. Rovina sicura con mia moglie! 'Ti chiedo scusa, se mi dai una scopa sistemo' disse. Mannaggia alla scopa, pensavo, ma sorridendo sminuii. 'Non preoccuparti, può capitare' dissi. 'Prendo qualcosa e sistemiamo assieme'. Mi chinai e con lei iniziai a sistemare il terriccio. Profumava di buono, di quel famoso Hypnotic di Dior che a me sempre conquista e fa girare la testa. La guardai di sfuggita: era decisamente carina. Magra e non troppo alta, con i capelli corti e biondi. Le mani con le unghie curate non si risparmiavano nel lavoro e mi sentii di dirle, quasi di istinto 'se non ti scandalizzi per il disordine entra per lavarti le mani, sono solo'. Lei sorrise e non si fece pregare ed io, arrossendo pensavo 'ma perché le ho detto che sono solo?'. Lei entrò, le feci largo verso il bagno attendendo fuori. 'Tutto ok, non temere per il vaso, domani lo sistemo e spiego a mia moglie'. 'Sei sposato?' Disse. 'Si ma lei è fuori stasera' 'lo avevo capito' disse, e io rimasi di stucco osservando lei...che osservava sempre più le mie parti intime. 'Maledizione al profumo!' Pensai, vedendone gli effetti: un'erezione in quel momento, no! Sorrise e si portò la mano al volto e io arrossii ancor più balbettando un 'beh, ecco...' senza senso. 'Non preoccuparti tu, è normale per voi sposati. Che ti piace?' ...'come che ti piace' balbettai e lei con decisione posò la mano sul mio nembro soppesandone misure e carezzandolo. Non resistevo all'imbarazzo ma sentivo al tempo stesso pulsioni fortissime per una situazione proibita, dannatamente rischiosa e un soave profumo. Dani - sapro' solo dopo il suo nome - allora infilò la mano nei pantaloncini ridendo. Estrasse il mio pene ed accucciandosi iniziò a baciarlo piano. 'Sa di buono' disse. Poi sorrise guardandomi dal basso e iniziò a succhiarlo lentamente accompagnando il movimento con lo scorrere delle mani. Aveva uno smalto nero, lo ricorderò sempre, ed un sorriso letale. Continuò così per alcuni minuti finché fermandosi mi guardò dicendo piano...'vieni' ed io venni, copiosamente, in maniera piena e liberatoria. Lei raccolse tutto, non ne spreco' una goccia. Poi si rialzò, mi diede un bacio sulla guancia come le bambine ed uscendo disse 'spero di essermi fatta perdonare...ma non dirlo a tua moglie...'. Io rimasi fermo ed inerte, incredulo ed estatico. 'Ah io mi chiamo Dani' disse ed io guardandola risposi un ebete '...ciao...grazie, io Luca'. La rividi ancora al bar sotto casa e non successe altro. Tra noi il segreto di un vaso rotto in una sera speciale...
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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