"Le stringevo i capelli con entrambe le mani e i suoi occhiali caddero a terra nel momento del massimo piacere..."
La mia segretaria ha circa trent’anni, è di corporatura robusta e pettina i suoi corti capelli castani con la riga. L’ho assunta perché è decisamente in gamba nella gestione dei clienti e soprattutto nel problem solving. Una marcia in più che non guasta. Proviene da un paese vicino dove vive sola, dopo una separazione che ha segnato la sua vita. Lara, forse per questo, si dedica con passione al lavoro e al mattino è piacevole, prima di iniziare il lavoro, scambiare con lei qualche opinione sulle vicende di attualità magari scherzandoci sopra. Quel giorno di settembre, il telefono ci faceva impazzire. Ci sono giorni dove i clienti in maniera convulsa chiamano, chiedono, …pretendono! Sono le giornate dove verrebbe voglia di cambiar lavoro ma oramai, con l’attività avviata, sembra impossibile prendere simili decisioni e si affronta tutto con un gran respiro e tanta determinazione. La chiamata per un sopralluogo aggravava ancor più il tutto, dovendomi assentare in mezzo a quella baraonda. ‘Dagli un’occhiata tu Lara’ - le dissi, aggiungendo - ‘tienili a bada! Torno tra un’ora’. Un cenno del capo mentre era al telefono e un pollice in alto per rassicurarmi. Mi fidavo di lei. Una ragazza con la testa sulle spalle che mi aiutava molto nel gestire tutto. Prese le chiavi e via verso le incombenze di lavoro. Dovevo recarmi a 2 km dall’ufficio e la faccenda, apparentemente seria, era di una banalità disarmante. ‘Meglio così pensai’ - e girai la macchina per tornare in ufficio. La porta era stranamente chiusa a chiave. ‘Strano’ - pensai. Misi la chiave nella toppa ed entrai. In ufficio il silenzio e la postazione di Lara era vuota. Presi posto sulla mia scrivania e, non subito, ma quasi per caso il mio sguardo cadde sullo schermo del pc di Lara. Non era il gestionale ma un sito web che mi avvicinai per controllare…non ci potevo credere! Era un sito per incontri. Sbiancai. Guardai meglio il profilo: WhiteBunny. Le foto: inequivocabili. Il volto era una maschera da coniglio…ma il corpo e soprattutto gli occhi…erano i suoi! Le foto non lasciavano spazio a molta immaginazione e parlavano di una passione in equilibrio tra il fetish e il…bdsm! Lara? Proprio lei che veniva in ufficio con le scarpe da ginnastica ed i jeans? Impossibile. Un rumore di chiave, era la mia segretaria che usciva dal bagno. Torno alla scrivania e guardo il pc. ‘…Sei già qui?’ - balbettò. ‘Si la questione era più banale del previsto…’ - risposi altrettanto balbettante. Silenzio. Ognuno seduto alla scrivania. Il telefono riprese a squillare e ci aiutò a superare quel momento. Non smise per tutta la mattina e all’ora di pranzo staccammo. ‘Chiudo io’ - le dissi. ‘Ti aspetto’ - ribattè. Altro silenzio. ‘Hai visto il mio schermo?’ - disse. ‘…nnno, figurati, ero appena rientrato e non ho visto nulla’…. ‘Ok hai visto…’ – sentenziò, con ragione. Ci salutammo in un silenzio di imbarazzo che si tagliava col coltello, andando a pranzo. Al rientro trovai Lara in piedi ad aspettarmi. ‘Avrei bisogno di parlarti’ - mi disse a capo chino. ‘Dimmi’ le risposi immaginando di cosa volesse parlarmi e del suo imbarazzo. ‘Sai…per oggi…mi spiace vorrei spiegarti…’ ‘Lascia stare’ - le dissi ‘sono cose tue’. Mi guardò e con la testa china mi baciò la mano. ‘Che fai Lara?’- le dissi arrossendo. ‘Chiedimi quello che vuoi ma non dirlo in giro…è un periodo che ne sento il bisogno, voglio dire, mi serve, per esprimermi…’ - Sorrisi. Le presi la mano e le sollevai il volto. ‘Sarà il nostro segreto’- le dissi e guardandola dall’alto nel profondo degli occhi e soggiunsi ‘di me ti puoi fidare’. Lavorammo in silenzio e la giornata passò. Il pensiero di quanto visto quel giorno però non mi abbandonava e quella sera feci d’istinto un ordine su Amazon. Andai a dormire sorridendo. Il mattino seguente, verso mezzogiorno arrivò un pacco. In sala d’aspetto c’era gente e venne lasciato sulle sedie. Alla pausa, uscendo, dissi a Lara. ‘Quello è tuo?’ ‘no di certo’ - disse. La corressi ‘credo proprio che sia tuo, guarda meglio’. Sull’etichetta c’era il suo nome. ‘Aprilo’ - incalzai. Era imbarazzata. Lo eravamo entrambi, a dire il vero. Lara lo aprì: era un pacchetto regalo. Lo scartò con imbarazzo crescente ‘nooooo!’ mi disse diventando fucsia! ‘Ma come’ - risposi ‘non è di tuo gusto? Non sei una Bunny?’ Era un buttplug anale con la coda di coniglio. Lara sbiancò, lo soppesò in mano, lo rigirò. ‘Mettilo’ – le dissi. ‘…cccome?’ balbettò. Non aggiunsi altro e chiudendo la porta a chiave le sbottonai la cintura ai pantaloni. ‘Lo metti come va messo’ – le dissi. Non rispose. Sbottonò in silenzio i pantaloni abbassandoli. Aveva un bel sedere e delle mutandine elastiche di colore rosa. ‘piegati’ le dissi. Lei obbedì. Infilai le dita in bocca e poi con le toccai il sedere scostando il suo intimo. Massaggiai piano tra le natiche spingendomi sempre più a fondo. ‘Mmmmh’ – disse. ‘Taci e succhia’ le dissi porgendole il plug. Lo succhiò avidamente. Quindi glielo sfilai di bocca sculacciandola e lo avvicinai al suo sedere. Spingevo lentamente ma in modo continuo. Poi mi fermai…finchè lei si rilassò ed entrò tutto. ‘Ahhh’ - disse Lara. ‘Adesso sei Bunny, la mia Bunny’ le dissi stringendole forte le natiche. Sussultò. Si girò e inginocchiandosi mi guardò dal basso. ‘Sono la tua schiava’ – furono le sue parole. A quel punto stupendomi di me stesso slacciai i pantaloni e le porsi il mio membro turgido. ‘dimostralo’ - le dissi entrando in un ruolo nuovo e lei non si fece pregare. Lo baciò a lungo restando in ginocchio, poi guardandomi dal basso mentre lo teneva in bocca lo fece entrare tutto succhiandolo con avidità inattesa. Le stringevo i capelli con entrambe le mani e i suoi occhiali caddero a terra nel momento del massimo piacere. Restò ferma, deglutì tutto. Poi, restando ferma attese qualche istante per rialzarsi. ‘non ti ho detto di rialzarti’ – le dissi ‘ se hai la coda sei mia, questa la nuova regola dell’ufficio’. – obbedì subito mettendosi in ginocchio. Quella frase mi era uscita d’istinto, inattesa. Tra noi qualcosa, molto, era cambiato. ‘Adesso rialzati’ le dissi e lei obbedì. La feci girare su se stessa, le sfilai la coda con delicatezza. ‘Buon pranzo’ le dissi. Ci rivestimmo e lei mise il plug in borsetta. Da allora fu bello poter contare ancor più su Lara e per lei fu lo stesso nei miei riguardi. Sarebbe stato il modo per creare tra noi un gioco di dominazione da coltivare nel tempo.
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