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Le richieste del Padrone


di VogliaEBastone
21.10.2026    |    1.445    |    6 9.1
"Prese a sfogliare la galleria di immagini proibite, finchè il grosso, enorme, gigantesco membro del dom non le si stampò in testa, a partire dalle sue vene gonfie fino alla cappella pulsante..."
"Voglio che parcheggi in un posto appartato, indossi cuffia e occhialini, e ti sgrilletti in auto finchè non vieni.
Non dimenticare di inviarmi un bel vocale, troia."
"Sì, Padrone. Posso guardare le tue foto mentre mi tocco?"
"Va bene. Come si dice?"
"Grazie, Padrone."

***
Avevano stipulato il contratto qualche giorno prima, e, da allora, lei aveva accettato di adempiere alle richieste di quello che non era più solo un amico fidato, ma un esigente e insaziabile dom.

"Padrone", così doveva chiamarlo.
"cagna" "troia" "puttana" erano invece i suoi nuovi nomi.

Il Padrone aveva già provveduto ad inviarle delle foto del suo enorme pene: una foto del pene eretto nelle mutande, dalle quali spuntava irriverente la sua cappella scarlatta; una col pene eretto tra le sue mani (e neanche lo ricoprivano del tutto); una mentre era appoggiato a sua volta su una fotografia del volto di lei presa dai social; un'altra accostato a una borraccia (la quale perdeva il confronto sia per lunghezza che per circonferenza).
Non le aveva ancora mai dato il permesso di vederlo dal vivo, tantomeno di toccarlo, stringerlo o... altro. Non aveva ancora meritato questo privilegio.
Doveva dimostrargli di volerlo davvero, di essere disposta ad umiliarsi e rinunciare a orgoglio e senso del pudore.
C'era spazio solo per il desiderio.

***
La sub parcheggiò la sua auto nel punto più isolato che era riuscita a trovare nei pressi della piscina.
I lampioni erano spenti. Davanti a lei, un filare di pini dalle chiome nere la separava da una struttura per congressi che a quell'ora non ospitava di certo nessuno.
Si guardò intorno. Nessuno in vista.
Estrasse cuffia e occhialini dal borsone del nuoto, li indossò e si osservò allo specchietto retrovisore.
Non vi trovò il riflesso di una donna sensuale, anzi, il ritratto di sè stessa conciata a quel modo la costrinse a reprimere con forza le sue insicurezze.
"Lo sto facendo per lui." si disse, e mandò un selfie al suo dom.

"Perfetto. Adesso godi, troia."
Outfit approvato.
Facendo un bel respiro, aprì la cerniera dei jeans e lasciò scivolare la mano negli slip - anche questi precedentemente approvati - e quasi sorrise nel constatare quanto fosse già bagnata. Lei, in mezzo a un parcheggio deserto, a due passi dalla piscina, nonchè ad appena cinque minuti di auto da casa dei suoi genitori, con cuffia e occhiali da nuoto in testa... era praticamente zuppa dall'eccitazione.
Prese a sfogliare la galleria di immagini proibite, finchè il grosso, enorme, gigantesco membro del dom non le si stampò in testa, a partire dalle sue vene gonfie fino alla cappella pulsante.
Immaginò quanto potesse essere duro, un pene del genere, e che sensazione avrebbe provato facendo scorrere le sue mani su quella pelle tirata, su e giù, su e giù.

Chissà se un giorno glielo avrebbe lasciato fare, se le avrebbe consentito di prenderlo addirittura in bocca. Ammesso che ci sarebbe riuscita.

Persa in questi pensieri, si rese conto di essere vicina all'orgasmo. Il suo inguine era in fiamme, e sentiva il piacere accumularsi rapidamente e fare pressione sul suo clitoride per essere liberato.
Premette sull'icona del messaggio vocale: "Oh, sì, padrone. Il tuo cazzo è bellissimo, così grande e... imponente... Ah. Mi fa sentire- come una cagna in calore. Lo vorrei tantissimo, ti prego, ti prego- AH, AH! AAAH-" soffocò un ultimo urlo mentre si abbandonava all'orgasmo che la colpì fulmineo, finchè, progressivamente, non tornò in sè.
Aveva ancora il respiro affannato e le dita umide quando ricevette la risposta di lui.
"Sei stata molto brava, cagna. Per stasera hai fatto il tuo dovere."
Grata per essere venuta così potentemente, e ancora un po' carica di adrenalina, si sfilò gli accessori del nuoto dalla testa, e si concesse un minuto per riprendersi.

Non ebbe bisogno di controllare la sua immagine allo specchietto, prima di rientrare; da un po' di tempo a questa parte non si sentiva così donna.

Era pronta alla prossima richiesta.
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