Prime Esperienze
Le liceali - Giulia
Ariete1971M
21.04.2026 |
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"Le bloccò le mani dietro la schiena facendo girare la corda attorno ad i polsi bloccandoli..."
Al contrario degli altri miei racconti, si tratta di un’esperienza vissuta da conoscenti e non da me in prima persona; tuttavia, essendo passati molti anni, direi si possa condividere con i miei quattro lettori.Liceo scientifico, anni ’80. Una classe come le altre all’apparenza o forse no, ma immagino che in molti vi riconoscerete in situazioni simili.
Secondo anno, ragazze in pieno turbinio ormonale, quando iniziano a trasformarsi in donne, provando le prime curiosità e desideri di sperimentare. Un gruppetto affiatato di compagne, il cui zoccolo duro era composto da Giulia, Claudia e Monica, oltre ad altre che si frequentavano meno assiduamente.
Fra di esse spiccava per carattere e procacità Giulia, alta già quasi 170 cm, fisico atletico, seno quasi una terza. La più espansiva e curiosa del gruppo.
Quando invitava le altre a studiare da lei si presentava in tuta con poco sotto od addirittura solo in intimo in estate. Si divertiva a stuzzicare le altre ed a sfiorarle e farsi sfiorare.
Nei pomeriggi in cui studiava a casa si chiudeva in camera, ma tutte sapevano che faceva ben altro, visto anche gli scarsi rendimenti scolastici. Non lesinava racconti di esperienze di toccate più o meno profonde e prolungate.
Giulia fu la prima ad avere un ragazzo, a 15 anni, coetaneo. Si trattava di uno studente della stessa scuola, che abitava nell’appartamento di fianco. I balconi delle camere da letto erano confinanti e si parlavano anche a tarda notte dalle rispettive balaustre, praticamente adiacenti. Dopo le prime settimane i contatti si facevano sempre più audaci, considerando anche i look estivi di Giulia. Una sera il ragazzo scavalcò e raggiunse Giulia in camera da letto. Verginità donata. Praticamente ogni sera passava da lei, che arrivava la mattina a scuola stanca ed impreparata, ma sempre sorridente! Nonostante l’età la voglia di sperimentare era molta, Giulia non lesinava di raccontare le esperienze sessuali alle amiche. Fra di esse le piaceva farsi legare prima di essere penetrata, da vera sottomessa. Le amiche iniziarono a provare un misto di curiosità, incredulità ed invidia. Ed ecco la vera e profonda indole di Giulia esplodere nella sua forza…le invitò a guardare di nascosto la scena per gustarla, sapendo non si sarebbero sottratte alla sfida ed al desiderio di vedere.
Il tutto di svolse un pomeriggio infrasettimanale, quando i genitori di Giulia erano al lavoro e le ragazze la raggiunsero con la scusa di studiare insieme. Lei aveva già organizzato tutto; il ragazzo avrebbe dovuto arrivare dopo circa un quarto d’ora, questa volta dalla porta principale per non farsi vedere scavalcare in pieno giorno. La stanza di Giulia aveva un armadio a muro con le ante dotate di quelle stecche orizzontali tipo veneziana; Monica e Claudia entrarono, visto che lei aveva già ricavato lo spazio necessario. Potevano stare comodamente in piedi e vedere l’intero letto attraverso le fessure. La stanza era illuminata dal sole di maggio, ma loro erano invisibili da quella posizione di completa oscurità.
Giulia iniziò a prepararsi davanti ai loro occhi, sapendo di essere guardata ed iniziando a pregustare l’eccitazione ulteriore, offrendogli uno spettacolo che difficilmente avrebbero dimenticato! Rimase come sempre solo in intimo, reggiseno e mutandine bianche. Prese un profumo e si mise una goccia sui polsi, strofinandoli fra loro ed una appena sopra il seno, contenuto a fatica, causa dimensioni.
Si sentì bussare alla porta, Giulia scomparve dalla stanza per rientrare con il ragazzo, vestito solo con una T-shirt e pantaloni della tuta (look casalingo, visto che aveva solo attraversato il pianerottolo). Iniziarono a baciarsi profondamente, con le mani di lui che scorrevano lungo tutto il corpo, infilandosi sotto l’elastico dello slip, affondando nelle natiche di Giulia.
Lei gli filò la maglietta per poi abbassargli velocemente i pantaloni. Lui rimase in mutande dove appariva chiaro essere già eccitato. Giulia a questo punto si inginocchiò e gli abbassò gli slip. Il cazzo duro svettò quasi rimbalzando essendo stato liberato da quella costrizione.
Monica e Claudia guardavano respirando piano, con gli occhi quasi appoggiati alle fessure e le schiene contro la parte dell’armadio.
Giulia iniziò a fare un lento pompino, manifestando un’abilità ed esperienza notevole per l’età, lanciando sguardi maliziosi verso l’armadio a muro, in direzione di Monica e Claudia. Il ragazzo, visibilmente eccitato, prese l’iniziativa. La face alzare con decisione, le abbassò velocemente le spalline del reggiseno, per scoprire le grosse tette, iniziando a stringerle con decisione. Giulia non aspettava altro, lasciandosi completamente andare. La fece girare di spalle e dal cassetto del comodino di Giulia estrasse una corda, che evidentemente ormai era un elemento costante dei loro amplessi. Le bloccò le mani dietro la schiena facendo girare la corda attorno ad i polsi bloccandoli. Così costretta gli sfilò le mutandine. Monica e Claudia videro per la prima volta Giulia completamente nuda, con un ciuffo di peli castani sopra la fighetta, come era d’uso all’epoca, quando non ci si depilava completamente. In un attimo la fece inginocchiare, la appoggiò con la faccia sul letto, in modo che gli porgesse il culetto. In un amen gli infilò il cazzo turgido nella figa pompando con forza. Giulia iniziò a emettere gridolini, mentre il letto vibrava sotto la spinta dei colpi del ragazzo. La scena durò qualche minuto e poi all’improvviso lui uscì dalla fighetta gocciolante dicendo: “Oggi ti faccio il culo”. Si sollevò un pochino e diresse la capella umida verso l’ano di Giulia. Appoggiò e poi con un colpo deciso lo spinse dentro. Giulia gridò e Monica e Claudia attonite smisero di respirare. Le spinte ripresero con maggior vigore e Giulia, inizialmente zitta, riprese a mugulare. Ormai il ragazzo era all’apice e con un grido liberatorio gli venne dentro il culetto. Si appoggiò ansimante contro la sua schiena per poi estrarre il cazzo ancora parzialmente turgido dal culo di Giulia. Gli slegò le mani e la bacio…”Ora devo andare, prima che i miei rientrino”. Usci dalla stanza e poco dopo si sentì la porta chiudersi.
Giulia si sollevò dal letto ancora ansimando leggermente e poi si sdraiò sulla schiena. A quel punto Monica e Claudia uscirono dall’armadio in silenzio, visibilmente eccitate. Si vedeva che Claudia si era appena sistemata i pantaloni; evidentemente si era toccata durante tutta la scena.
Giulia le guardò con un sorriso ed iniziò a toccarsi il clitoride non ancora sazia. Voleva venire di fronte a loro, guardandole negli occhi, mostrando quanto fosse disinibita rispetto a loro. Infatti dopo poco venne sorridendo.
Da quel momento Giulia fu chiamata dalle amiche “Giulia corda”.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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