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Lei non lo immaginava


di Membro VIP di Annunci69.it LucaLaura902
29.08.2026    |    3.043    |    3 8.8
"Quando Laura tornò dal lavoro, non le sfuggì nulla: un cuscino spostato, un asciugamano fuori posto, tre tazzine da caffè..."
Io e Laura, fin da fidanzatini, fantasticavamo sull'Olimpo e sul mondo della trasgressione, ma col tempo non abbiamo mai concretizzato. Il discorso sembrava quasi svanito, finché, forse dopo qualche anno, in me si è riaccesa una fiamma: un desiderio, una voglia di trasgressione.

Ho iniziato nuovamente a parlarne con Laura, a tratti incuriosita, a tratti disturbata (ma questa è un'altra storia). C'erano sempre il dialogo, la voglia di provare, il desiderio di fare un passo avanti, ma anche troppo timore, troppi "se", troppi "forse". L'Olimpo era (ed è) troppo, mentre le vie di mezzo sembravano non vedersi all'orizzonte.

Mi imbattei in Annunci69, ne parlammo, ma purtroppo lei non se la sentiva. Mi fece creare il profilo da solo, come singolo: aveva paura ed era molto timida. Tuttavia sapeva che ero lì, sapeva perché e cosa cercavo, e che probabilmente lei non sarebbe mai venuta, ma non mi fermava.

Probabilmente non avrebbe potuto fermarmi: il fuoco si era acceso. La voglia di provare, la curiosità per quel mondo fatto di erotismo, trasgressione, complicità e, allo stesso tempo, regole, mi affascinavano molto. Anche da singolo, però, non era semplice trovare una coppia affine.

Dopo parecchio tempo sul sito, mi imbattei in una coppia. Parlammo e nacque subito un'intesa, più mentale che fisica. Sembravano una coppia con lui cuckold, ma mi sbagliavo. Raccontai tutto a Laura, che era incredula: non riusciva a credere che esistesse davvero quel mondo. Conosceva i club, ma non aveva mai realizzato quanto fosse vasto ciò che vi ruotava attorno. Non credeva nemmeno che l'incontro sarebbe avvenuto davvero e mi lasciò organizzare tutto da solo.

Era una domenica mattina. Laura era dovuta andare al lavoro, mentre io avevo il famoso appuntamento.

Ci organizzammo per la mattinata e loro mi raggiunsero a casa. Era una domenica soleggiata e, fino a quel momento, avevo visto soltanto alcune foto, soprattutto di lei. Una volta arrivati, li accolsi con un caffè. Lei era una donna della mia età, molto attraente e dal viso sbarazzino; lui era un cinquantenne molto alla mano, educato ma allo stesso tempo deciso e autorevole.

Iniziarono a spiegarmi il loro tipo di rapporto, basato sulla dinamica schiava-padrone, e il loro modo di giocare: lei eseguiva gli ordini impartiti da lui. Nonostante questo, erano due persone capaci di mettere chiunque a proprio agio.

Dopo il caffè andammo in salotto e lei iniziò a eseguire gli ordini del suo padrone. Cominciarono così i giochi. Anche se era il mio primo incontro e non senza difficoltà, superato il timore iniziale riuscii a vivere l'esperienza serenamente, tanto che ci lasciammo con la promessa di rivederci. Durante la conversazione avevo anche nominato Laura, nella speranza di riuscire a coinvolgerla.

Quando Laura tornò dal lavoro, non le sfuggì nulla: un cuscino spostato, un asciugamano fuori posto, tre tazzine da caffè. Iniziò subito l'interrogatorio. All'inizio ridevo, pensando che scherzasse e che sapesse già tutto. Invece non ci credeva ancora: era convinta che stessi fingendo e che lo facessi apposta per farla arrabbiare.

Le mostrai le chat. In un primo momento si infuriò come se non avesse mai saputo nulla. Poi, superato lo shock, mi saltò addosso come non faceva da anni. Ancora, ancora e ancora.

La sera decidemmo di fare una passeggiata al Centro Commerciale Campania.

Mentre passeggiavamo, rilesse le chat e iniziò a parlare direttamente con lui. Lui la rassicurò molto e la incoraggiò, al punto che continuarono a sentirsi per alcuni giorni, finché fu proprio Laura a proporre un appuntamento, che loro accettarono con entusiasmo.

I giorni precedenti all'incontro furono intensi. Laura mi portava allo stremo in ogni occasione possibile. Era eccitata, ma continuava ad avere paura. Il giorno dell'incontro l'ansia in casa era palpabile e, nonostante cercassi di rassicurarla, anch'io ero timoroso: in fondo non avevamo mai vissuto nulla di simile.

Lei era impeccabile. Voleva essere all'altezza della situazione: vestitino corto, autoreggenti e tacchi vertiginosi. Quando entrarono, non si aspettavano tanta sicurezza e rimasero colpiti. Anche lei era molto curata e provocante.

Poco dopo ci accomodammo in soggiorno e, accompagnati da qualche bottiglia di Berlucchi, iniziammo a scioglierci. Cominciò così un gioco che non ci saremmo mai aspettati, ricco di sorprese e colpi di scena, sotto la guida del padrone, che con garbo ed educazione riusciva a condurre anche noi.

Pian piano coinvolse Laura con la sua compagna e poi iniziò a dedicare sempre più attenzioni a lei, mentre la sua schiava si occupava di me.

Fu una serata memorabile, che ci lasciò esausti e, forse, con più domande che risposte. Da quel momento il desiderio e la curiosità verso quel mondo si accesero ancora di più.




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