Prime Esperienze
Tracce (by coppiagoodvibration)
coppiagoodvibration
16.07.2021 |
776 |
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"Il sentiment non fu buono, dal grand cru bordolese (diciamo uno Chateau Petrus per chi se ne intende) erano passati ad un buon rosso italiano (diciamo un Rosso Conero sempre per chi se ne intende)..."
TraccePremessa:
Questo è un esercizio a vantaggio di chi scrive e non di chi legge.
Chiedo scusa in anticipo per gli evidenti limiti linguistici e scarsità del vocabolario.
Tutto cominciò in un settembre di 3 anni fa.
I colori della Provenza ed i vini del Luberon avevano saziato generosamente Luca e Simona.
La pelle abbronzata e le lunghe pedalate per le strade di Francia rendevano i loro corpi tirati ed invitanti.
Prima di rientrare in Italia decisero che Cannes sarebbe stata l’ultima tappa del loro Tour.
Quella cittadina era perfetta per brindare agli ultimi giorni di vacanza; malgrado infatti la ricchezza ostentata e spavalda delle auto, gli alberghi e le barche al porto, Cannes conservava per loro ancora un antico fascino da Belle Époque, in bilico tra eleganza e follia.
L’idea di andare in un Club Privè venne come sempre da Luca, la propose a Simona appena dopo cena.
Diversamente dalle altre volte quando Simona come una roccia a picco nel mare faceva infrangere il sogno di Luca, quella sera l’invito venne accettato, con qualche dubbio ma comunque accettato.
L’ingresso del locale era protetto da una montagna di muscoli neri.
Simona e Luca chiesero se era possibile entrare; il bodybuilder disse qualcosa all’auricolare e fece segno di attendere. Dopo pochi istanti arrivò Stefan, in classico dresscode allblack, passo lento e flemmatico; diede uno sguardo ai due, li valutò li soppesò con occhio esperto e competente di chi sa esattamente come gestire l’immagine e l’atmosfera del suo jazzclub.
L’attesa fu breve. Prova superata. Luca e Simona avevano superato tanti esami, ma di rado avevamo trovato un docente così attento e professionale.
Stefan fece entrare i due all’interno del locale e dopo aver illustrato le regole del club iniziò il tour di presentazione: la discoteca, il bar, il privè, la sala coppie, le tante altre sale a tema. Stefan come un perfetto crupié, vedeva e gestiva tutto con distacco senza mai farsi coinvolgere da donne, soldi, situazioni. Lui metteva le carte sul tavolo e sceglieva i giocatori…lui si limitava a far girare la pallina in quel vortice di sensi ed emozioni.
Il locale era pieno, le luci rimbalzavano in un perfetto gioco di buio e di luci; Simona e Luca rimasero subito colpiti dalla bellezza e dall’eleganza delle persone che li circondavano. Non tanto nei giovani corpi, dove la forza della freschezza sovrasta imperiosa ogni altra sfumatura, ma soprattutto negli uomini e nelle donne loro coetanei.
Si erano appena appoggiati al bancone del bar quando due lunghe gambe abbronzate si fermarono davanti a loro; la bella donna, i suoi tacchi, il suo sobrio vestito nero guardarono Simona, le presero la mano e gliela baciarono. Un gesto di stile, di rispetto, di ammirazione, di desiderio.
L’atmosfera calda, morbida, profumata come un grand crou bordolese era andata in testa alla coppia.
Dopo un paio di gin tonic, Luca, dolcemente, prese la mano di Simona la guardò negli occhi, attese un segno di assenso ed insieme si avviarono verso la scala che li avrebbe condotti alle sale dei giochi.
Corpi, respiri, grida, movimenti armoniosi e striscianti oppure veloci e sincopati, ombre, luci piccole come punte di stella che nel buio lasciavano alla fantasia il giusto incipit per immaginare cosa stesse succedendo.
Il cuore di Luca pulsava forte, il sesso spingeva e bagnava il nero cotone dei boxer.
Il primo passo fu quello di guardare, guardare e sfiorarsi, guardare sfiorarsi e baciarsi, poi la mano di Luca scese tra le morbide gambe di Simona e la penetrò con le dita … trovò una donna in fiamme…
Giocarono da soli, nessuno contatto con altri.
La sola consapevolezza di essere visti, guardati, desiderati dava loro una vertigine di eccitazione.
Alle 4 del mattino tornarono in Hotel, l’adrenalina li teneva svegli e mai stanchi nel ripercorrere le emozioni della serata, entrambi consapevoli di essere entrati in una altra realtà della loro vita.
Prima di continuare la storia di Luca e Simona credo che sia opportuno riportare brevemente il significato di “Libertino”.
Per questo ricorrerò alla definizione dell’enciclopedia Treccani:
Libertino agg. e s. m. [dal lat. libertinus, der. di libertus «liberto»; nei sign. moderni, dal fr. libertin]. – 1. In Roma antica, termine che qualificava la condizione dei liberti (condizione libertina) e, come sost., indicava il liberto stesso, lo schiavo affrancato, o il figlio o discendente d’un liberto. 2. ant. Fautore della libertà, di un governo democratico: quelli che per fare professione di desiderare la libertà, si chiamavano volgarmente i l. (Guicciardini). 3. a. Termine, spesso polemico, usato (soprattutto nel sec. 17°) con riferimento a quegli intellettuali che assumevano, in forme più o meno velate, posizioni non conformiste rispetto alle tradizioni e alle consuete scale di valori etico-religiosi, in nome di un’interiore libertà di coscienza e di critica: il movimento l.; il pensiero dei libertini. b. estens., ant. Che, o chi, non osserva le regole stabilite e si sottrae a una determinata disciplina o tradizione: Montagna fu segnatamente proscritto dall’Accademia, come autore troppo l. nella lingua e sedizioso (Algarotti). 4. Uomo di costumi licenziosi, di condotta disordinata, dedito ai facili amori: un vecchio l.; è un l. impenitente; come agg.: fare vita libertina. ◆ Raro, in tutte le accezioni, il femm. libertina.
Come si può subito desumere, il termine libertino ha molto a che fare con il concetto di libertà, conformismo, valori etico/religioni e molto meno con l’argomento sesso. Tale stato di fatto molto spesso, nella percezione comune, è invertito.
Luca e Simona erano forse già Libertini da tanti anni e non lo sapevano.
Luca, cresciuto coi i testi di Pasolini, Hemingway, Faber, U2, Pink Floyd, Simona con una educazione frutto di una perfetto mix tra la Via Emilia e Piazza Unità si erano contaminati. Non senza difficoltà, discussioni, litigi, erano diventati qualcosa di molto diverso e di lontano dalle loro origini.
Avevano sempre cercato il valore nelle persone e nelle situazioni più che nella la forma. Ciò li aveva portati a vivere in pienezza. Trasversali, liquidi, molto spesso fraintesi. Cercavano di essere per quanto possibile, persone libere, ne destra ..ne sinistra…tra demonio e santità.
Tornati in Italia ed alla routine quotidiana L&S decisero di dare un seguito alla loro prima esperienza in uno swinger club.
Simona aveva nel frattempo arricchito il suo guardaroba. Scegliere assieme a Luca abiti e lingerie la eccitava. Immaginava situazioni, movimenti, atteggiamenti che quegli indumenti avrebbero vissuto, agevolato, sottolineato. Immaginava gli sguardi degli uomini e delle donne, sentiva sulla pelle lo scivolare della seta lungo la schiena e tra le gambe.
Dopo una rapida fase di selezione optarono per un locale fuori regione.
Il club era in una villa appoggiata sul crinale di una bella collina. Zone da ciclisti della domenica più che da scambisti.
Espletati gli adempimenti burocratici all’ingresso (con la consegna dei documenti e la consegna della tessera anche il muro della privacy crollava inesorabilmente) scesero le scale ed iniziarono la perlustrazione del club.
Il sentiment non fu buono, dal grand cru bordolese (diciamo uno Chateau Petrus per chi se ne intende) erano passati ad un buon rosso italiano (diciamo un Rosso Conero sempre per chi se ne intende).
Era come se quella villa, una volta probabilmente ambiente di vita familiare, avesse ancora conservato lo spirito casalingo, quello che ritrovi nei villaggi turistici (economici o esclusivi che siano) quando gli animatori organizzano lo spettacolo serale. Quello che a L&S non interessava.
Altrà novità rispetto alla precedente esperienza era la presenza dei cosiddetti “Singoli” (utilizzo per la prima volta uno dei termini “tecnici” che ho iniziato a conoscere, da qui in avanti scriverò in corsivo queste parole di cui parleremo anche più avanti).
In eterno movimento, maratoneti, paria, i Singoli costituiscono il plasma del flusso fisiologico del club.
Dopo aver compreso il fenomeno dei Singoli e le relative tariffe di ingresso, Luca, esperto economista, si senti sfruttato e gratificato nello stesso tempo. Da una parte infatti era diventato merce di scambio, dall’altra constatò con piacere che in tal senso aveva un valore economico (consapevole del fatto che per i Singoli il valore economico della coppia era quasi esclusivamente dovuto alla presenza di Simona).
A L&S i Singoli davano inizialmente un po' fastidio, poi si abituarono alla loro presenza che divenne del tutto familiare e priva di pregiudizi (anche se al momento il manage a trois non rientra ancora nelle loro fantasie).
Quella sera S&L entrano per la prima volta in una sala coppie, quella sera per la prima volta sfiorarono altri corpi, quella sera per la priva volta Simona accarezzò il seno di una donna, quella sera per la prima volta una donna bacio il seno di Simona. Luca scopava Simona mentre lei cercava con le mani la ragazza che stava accanto a lei.
Dopo quella sera ci furono altri club, altri incontri, altri corpi.
Il passaggio allo Scambio Completo fu naturale per entrambi; Giocarono con due, Giocarono con tre coppie assieme, con leggerezza, senza alcun coinvolgimento emotivo, solo testa, cosce e fianchi.
Gli capitava spesso di parlare con altre coppie, più esperte, che conoscevano questo ambiente da più tempo.
In queste conversazioni si usavano termini “tecnici” e parole in codice (“la tua lei “ o “il tuo lui”), si facevano perfette recensioni in stile giornalistico dei club privè italiani ed europei e delle serate a tema più disparate (generalmente povere di originalità sia nei titoli che nei contenuti), si raccontavano esperienze più o meno riuscite; tutto girava solo intorno allo scambismo.
Luca trovava queste conversazioni abbastanza noiose. Gli ricordavano le donne che parlano solo dei figli e gli uomini con il calcio, la nazionale e la ferrari.
Simona sapeva gestire meglio la situazione, con intelligenza e socialità.
L’idea che lo scambio con altre coppie potesse portare qualcosa di diverso oltre che alla reciproca eccitazione e soddisfazione di fantasie sessuali non gli era mai passato per la mente. Non era una questione di avere una opinione in merito era proprio che la questione non era entrata nel radar.
Luca e Simona andavano al mare quasi sempre fuori stagione.
Arrivò Giugno e decisero di organizzare l’ultimo weekend al mare per poi riprendere a settembre.
Si recarono in un villaggio naturista fuori regione, noto per ospitare una consistente comunità di scambisti (mi piacerebbe dire libertini ma da quel poco che conosco di tali due contesti credo che siano profondamente differenti – l’argomento meriterebbe un approfondimento).
Appena arrivati, solo il tempo di entrare in piscina (unica scelto possibile visto che le sdraio erano tutte occupate) e notare accanto a loro una bella coppia. Furono subito colpiti, non tanto dall’aspetto fisico ma dal fatto che non avevano nulla a che fare con il contesto che li circondava. Si specchiarono in loro e videro se stessi.
L&S frequentavano nella loro vita persone a volte molto diverse da loro, ciò gli piaceva, gli consentiva di confrontarsi con altri punti di vista, altri valori altre storie. Questa volta l’apparente prossimità li aiutò ad assecondare le proprie sensazioni.
Passarono assieme l’intero pomeriggio e più parlavano più i contorni si facevano definiti e la cosiddetta prima impressione scoloriva, consentendo di intravedere ed apprezzare i dettagli, i particolari, i contrasti, i difetti, i talenti.
Solo inizialmente il dubbio se la coppia fosse o meno “dell’ambiente” passò nei pensieri di L&S, più passava il tempo più questo dettaglio perdeva rilevanza. Erano persone interessanti e tanto bastava.
Poi caddè il velo e gli argomenti cambiarono un pò,….ma non troppo e questo a Luca piacque.
Cenarono assieme.
Il dopo cena era contemplato ma non scontato e questo non creava alcun problema al S&L. Non avevano altro modo di porsi alle persone che gli piacevano: amichevoli, sereni, rilassati, entusiasti.
La serata continuò come non era scontato che continuasse.
S&L non avevano attese, pretese, seguivano il momento.
Per loro fu un bel momento.
Luca appoggiò più volte i suoi occhi su quelli di Barbara (questo era il suo nome); in quello sguardo ritrovò gli occhi di tutte le donne che aveva amato. Un gesto forse inappropriato, eccessivo, spudorato.. che non riuscì a trattenere. Si sentì in colpa per questo.
Simona trovò in Federico (questo era il suo nome) dolcezza, desiderio, abbandono.
Dopo quella serata le due coppie si incontrarono ancora una volta, come vecchi amici gustarono assieme ottimi pasti ed allegre bevande, come amanti leali passarono altre due momenti di intimità (avrei dovuto chiamarli “di gioco” ma per L&S questo era il termine più corretto).
Gli appunti di viaggio di L&S terminano qui.
Non si sa cosà sarà dell’amicizia con F&B, ma di certo il loro passaggio ha lasciato….tracce.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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