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Prime Esperienze

la nascita di Priscilla


di leggings
23.02.2026    |    2.152    |    6 9.9
"Aprì gli slip, tolse la protezione adesiva dall’assorbente e lo attaccò all’interno, poi me li porse..."
Ciao Mary, visto che ormai ci conosciamo, volevo raccontarti un po’ di me.
Ho iniziato a indossare abiti da donna quasi per gioco, qualche anno fa. Prima ero una persona “normale” e non avrei mai pensato di fare certe cose, fino a quando una sera ero a casa di una mia cara amica. Mi mostrò le sue nuove scarpe col tacco. Le dissi che erano carine e lei, ridendo, mi sfidò a provarle e a fare tre passi senza cadere.
All’inizio rifiutai, poi accettai la sfida. Appena le infilai, sentii una sensazione fortissima, qualcosa che non avevo mai provato prima. Il cuore iniziò a battermi all’impazzata.
La sera dopo ero di nuovo a casa sua e, con una scusa, le chiesi di poterle provare ancora. Volevo capire se mi avrebbero fatto di nuovo quell’effetto. Mi guardò in modo un po’ strano, ma me le fece indossare. Si accorse subito che c’era qualcosa di diverso.
Il giorno dopo decisi di comprarmi un paio di tacchi, da tenere a casa e da indossare ogni tanto, solo per gioco. Dopo un mese confessai alla mia amica che avevo comprato un paio di décolleté… ancora oggi non so se devo ringraziarla o maledirla. Invece di fermarmi, quando ero ancora in tempo, iniziò a farmi provare collant, tacchi, vestitini. Questa cosa mi prendeva sempre di più, fino a quando cominciai a comprarmi tutto da solo: tacchi, stivaletti, collant, autoreggenti, i miei primi abitini.
Andai avanti così per qualche anno, vivendo tutto solo con lei come un gioco, senza andare oltre.
Poi la mia amica iniziò a dirmi che, secondo lei, avrei dovuto provare un’esperienza con un ragazzo. Diceva che, visto che mi piaceva vestirmi da donna, avrei dovuto provare un’esperienza con un uomo per vedere se anche quella mi sarebbe piaciuta. L’idea di farmi anche solo vedere vestito da donna da un uomo mi spaventava, non ero sufficientemente convinto e continuavo a dirle: «Più avanti, più avanti… per ora mi basta vestirmi», e continuavo a rimandare.
Un pomeriggio mi chiamò e mi disse di andare da lei portando collant e tacchi: voleva farmi provare un vestito nuovo. Quando arrivai, dopo avermi aiutata a vestirmi, mi disse che al piano di sopra c’era suo fratello.
«A mio fratello piaci. Vestito così sexy gli piacerai ancora di più. Non fare la bambina e vai in camera da lui e fatti vedere.»
Ero terrorizzato, soprattutto all’idea di farmi vedere vestito da donna. Lei continuava a insistere e alla fine salii in camera da suo fratello, che conoscevo, ma di cui non sapevo nulla riguardo ai suoi gusti.
Bussai alla porta.
«Avanti», rispose.
Non aprii subito: avevo il cuore a mille.
«Vieni pure», ripeté.
Aprii la porta. Era sdraiato sul letto e stava leggendo un libro. Appena mi vide disse: «Wow, che bella». Si rivolse a me al femminile e questa cosa mi piacque tantissimo.
Per rompere il silenzio dissi: «Tua sorella mi ha detto di chiederti se ti piace il mio vestito, così magari lo compra anche lei.»
Mi fece sedere.
Cercò subito di mettermi a mio agio. Parlammo a lungo. Mi disse che anche lui aveva la passione per tacchi e collant, ma preferiva vederli indossati piuttosto che indossarli. Disse che, vestito così, stavo benissimo, che ero eccitante e sexy. Mi fece sedere su una sedia vicino al letto, mentre lui rimase sdraiato davanti a me.
Il vestito era talmente corto che, sedendomi, si sollevò, e il tassello dei collant divenne visibile.
Lo vidi fissarlo.
«Oh no, è troppo corto… si vede tutto, non ci si può sedere con un vestito così», dissi.
Lui rispose subito che a lui piaceva quello che si vedeva e che adorava le mie cosce in collant.
Mi fece domande su di me, da quanto tempo mi vestivo, se avevo già avuto esperienze. Era tranquillo e io iniziai a rilassarmi. Mi piaceva che fosse attratto da me. Mi fissava le gambe e i tacchi, e questo mi faceva sentire desiderato. Non c’era molto da nascondere: le cosce erano completamente scoperte.
Dopo un po’ mi chiese se qualcuno mi aveva già accarezzato le cosce. Gli dissi che era il primo uomo a vedermi vestito così. Non feci in tempo a finire la frase che le sue mani erano già sulle mie cosce.
Poi aprii leggermente le gambe.
Non lo fermai. Ero rigido, ma mi piaceva farmi toccare e vedere che si eccitava per me.
Quel gioco iniziò a eccitare anche me e allargai le gambe un po’ di più. Subito infilò le mani all’interno coscia, salendo senza esitazione fino al tassello dei collant. Quando sfiorò il mio pene attraverso il tessuto, un gemito mi sfuggì dalle labbra.
Era la prima volta che un uomo mi toccava lì.
«Ti piace?… Vado avanti…»
Mi piaceva sentire le sue mani e il nylon dei collant sul pene. Pensavo si sarebbe limitato a palparmi, ma mi chiese se volevo provare a fare qualcosa di più.
«Dai, vuoi provare a fare l’amore? Ho tutto qui in camera… usiamo il lubrificante così non ti faccio male.»
Mi irrigidii. Non sapevo come tirarmi indietro. Era chiaro che voleva penetrarmi.
«No, non ho mai provato… non ci ho mai nemmeno pensato, non me la sento», dissi.
In realtà avevo solo paura: paura di non sapere cosa fare, paura di sentire dolore. Ma allo stesso tempo ero eccitato, eccitato anche solo dalla situazione.
Non insistette.
«Mi piaci tanto. Mettiti sul letto, così ti rilassi un po’. Io mi siedo qui sulla sedia.»
Mi stesi sul letto e stavo per togliermi le décolleté, ma mi disse di tenerle, perché mi stavano troppo bene. Continuammo a parlare. Mi raccontò di lui, del fatto che non aveva mai avuto esperienze con uomini, ma che vedendomi vestito così aveva provato una forte attrazione e il desiderio di fare l’amore.
Non so come accadde, ma mentre parlavamo il mio inconscio mi fece portare le mani al cinturino dei collant… e senza dire niente li abbassai, scoprendo il pene. Ormai lo avevo fatto.
Ero sdraiata sul letto con un tubino cortissimo e aderente, con un reggiseno che mi stringeva il petto, senza mutandine, con i tacchi e i collant abbassati.
Mi sorrise senza dire nulla. Mi baciò il collo del piede. Poi si girò, prese dal cassetto un tubetto di lubrificante.
«Non togliere i collant. Alza solo le gambe.»
Mi prese le gambe, le sollevò e mi abbasso' ancora un po' i collant. Sentii il freddo del gel mentre me lo metteva sul buco... Si tolse pantaloni e mutande in un attimo, si mise sopra di me, mi afferrò le caviglie e appoggiò le mie gambe sulle sue spalle.
Davanti a me vedevo il tassello dei collant e le mie gambe lunghe che luccicavano nel nylon. Quando il suo pene premette contro di me, trattenni il respiro.
La prima spinta scivolò via per via del gel. Poi spinse più forte.
«Lascialo entrare, non stringere», mi disse.
Ma involontariamente continuavo a stringere.
Lui insistette e continuò a spingere sempre più forte, finché lo sentii entrare dentro. Quella spinta mi fece sussultare.
Stette fermo per qualche secondo.
«Adesso rilassati», mi disse.
Poi cominciò a muoversi.
Sentivo il suo pene scorrere dentro e fuori… ansimava… lo stavo facendo godere.
Le prime spinte furono dolorose, poi cercai di rilassarmi e di lasciarlo entrare e uscire. Dopo un po’ il mio corpo iniziò ad abituarsi. Le sensazioni aumentavano sempre di più. Quel movimento dentro e fuori iniziava a piacermi. Mi sentivo come una ragazzina che stava perdendo la verginità.
Anche fisicamente cominciava a piacermi sempre di più. Sentivo qualcosa dentro, probabilmente quando la cappella toccava la prostata.
Il mio pene era molle, ma a un tratto iniziai a sentire l’orgasmo arrivare.
All’improvviso ebbi una sensazione fortissima e lo sperma iniziò a uscire, bagnando il tassello dei collant.
L’orgasmo diventò sempre più intenso, fino a quando ebbi uno schizzo più forte.
Stavo godendo e per un po’ tremai come se avessi i brividi.
Poco dopo sentii lui che ebbe un orgasmo e mi venne dentro.
Avevo il buco tutto dilatato,morbido e bagnato dal gel e dal suo sperma.
Lui uscì dalla stanza per andare in bagno e subito dopo entrò la mia amica.
Appena mi vide sul letto, con i collant ancora abbassati e bagnati di sperma, mi disse:
«Ho visto tutto. Sei stata bravissima, ora sei diventata donna.»
Teneva in mano un paio di slip da donna e un assorbente. Aprì gli slip, tolse la protezione adesiva dall’assorbente e lo attaccò all’interno, poi me li porse.
Mi fece indossare gli slip con l’assorbente.
Un gesto intimo, ma incredibilmente eccitante.
Mi vergognavo per quello che avevo fatto.
Ma dentro…
Non ero mai stata così felice.
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