Scambio di Coppia
Amici ubbidienti
26.06.2026 |
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"Nadia nota il mio sguardo e la mia erezione tesa verso di loro; si avvicina a me da dietro, avvolgendomi con la sua bocca e i suoi baci..."
Ciao a tutti. Oggi vi racconto una storia che nasce da un'esperienza reale, un po' romanzata per stuzzicare e infiammare la vostra fantasia.Il caldo è torrido. Siamo a casa nostra, a Pesaro: una villetta non enorme ma calda e accogliente, immersa nel verde, con un bel giardino alberato. Il muro di cinta è alto, quanto basta per garantirci la giusta, eccitante privacy. Chi ci conosce sa che il mio lavoro mi porta spesso lontano; quando ritorno, adoriamo accogliere i nostri amici per pranzi o cene che sappiamo sempre come far deviare sui binari giusti.
Io sono Nicola, un cinquantacinquenne normale, con qualche segno dell'età che il tempo usa per dare fascino. Nadia l'avete vista: ha qualche mese meno di me, ma curve nei punti giusti capaci di far girare la testa a chiunque. Appena rientrato a Pesaro, le propongo di invitare i nostri amici più intimi. Parlo di Antonella e Bruno, e di Beatrice con Guido. Sono la nostra cerchia più fidata, con cui non perdiamo mai l'occasione di condividere momenti... intensi.
Vista la giornata soffocante, l'invito è di quelli informali: stare al fresco in giardino. Quella mattina Nadia indossa solo una maglietta decisamente abbondante e nient'altro. Ha questa magnifica mania della libertà: niente reggiseno, niente slip, solo quel cotone leggero che le accarezza i fianchi e scopre le gambe a ogni movimento. Io, per quanto possa contare, sono in canotta e pantaloncini.
Il prato è fresco sotto i piedi nudi, un contrasto delizioso con la foga del sole.
I primi ad arrivare sono Beatrice e Guido. Lei è in shorts e magliettina; Guido, col suo solito fare sornione, se la ride e non stacca gli occhi da Nadia, indovinando subito cosa (non) nasconda sotto quella tesi di cotone. Nella mia testa inizia già a frullare un'idea piccante, ma lascio che l'atmosfera si scaldi da sola.
Poco dopo arrivano Antonella e Bruno. Antonella ha un carattere forte, autoritario, mentre Bruno sembra il classico uomo felice di sottomettersi ai desideri della sua donna. Lei indossa una gonnellina a fiori e una canotta dalla scollatura generosa. È una donna che mi fa impazzire; prima o poi, mi dico, dovrò inventarmi una punizione per lei.
Una volta in giardino, invito tutti a togliersi le scarpe per godersi l'erba fresca. Le ragazze accettano subito, mostrando piedi curati e unghie laccate di fresco. Chi mi conosce sa che il piede femminile è il mio vero punto debole, il grilletto che fa scattare ogni mia fantasia.
Dopo un po', Guido tira fuori dal suo zaino sei pistole d'acqua. "Visto il caldo, facciamo uomini contro donne!", propone con una luce complice negli occhi.
C'è un dettaglio fondamentale: nessuna delle nostre donne indossa il reggiseno, e i loro capezzoli, già turgidi per l'eccitazione del gioco, lo gridano chiaramente. Iniziamo la battaglia, rincorrendoci sul prato come ragazzini. La regola è semplice: i tre che si bagneranno di più pagheranno pegno.
In pochi minuti è il delirio. Nadia è fradicia, la maglietta incollata al corpo che rivela ogni millimetro della sua pelle. Antonella non è da meno: la sua canotta è diventata completamente trasparente, offrendo una vista mozzafiato. Il terzo è Guido, che secondo me si è fatto colpire apposta pur di perdere.
È il momento del pegno.
Guardo Bruno e Beatrice e propongo che, visto che Guido ha architettato il gioco, meriti la punizione peggiore. Gli ordiniamo di sdraiarsi sul prato a torso nudo. Poi diciamo a Nadia e ad Antonella di usare il corpo di Guido come uno zerbino per asciugarsi i piedi bagnati.
Guido è un adorabile pervertito e accetta il pegno come un premio divino. Dalla sua posizione millimetrica sul prato ha una visuale perfetta. Nadia è praticamente nuda; Antonella, muovendosi sopra di lui con la gonnellina a fiori che si solleva a ogni passo, gli sbatte letteralmente in faccia tutta la sua mercanzia. Quando Guido si rialza, ride spavaldamente: "Ho fatto proprio bene a portare quelle pistole...".
Il primo pomeriggio scivola via tra risate e sguardi complici. Verso le tre, Beatrice e Guido ci salutano; lui va via visibilmente eccitato, con un rigonfiamento nei pantaloni impossibile da nascondere.
Antonella e Bruno rimangono. Il giardino è a soqquadro e l'andirivieni ha sporcato anche il pavimento di casa. Nadia guarda la coppia e, con un tono inaspettatamente imperioso, dice: "Voi due, venite con me".
Bruno, con voce calma e devota, risponde subito: "Sì, padrona, siamo ai tuoi ordini". Antonella, di solito così autoritaria, guarda il marito e annuisce, sottomessa.
In quel momento la mia mente da perverso fa click: e se l'anima dominante di Antonella nascondesse in realtà il desiderio opposto? E se fossero entrambi due splendidi sottomessi?
Visto il caldo, invito Bruno a togliersi la maglietta (io sono già a petto nudo). Nadia prende scope e strofinacci, li consegna ai nostri ospiti e ordina di pulire. Antonella si china sul tavolo per strofinarlo, e la gonnellina si solleva rivelando un perizoma minuscolo che incornicia un fondoschiena perfetto. Bruno spazza il pavimento, ubbidiente.
Mi godo la scena, estasiato. Nadia si avvicina ad Antonella da dietro, le sfiora il collo e le sussurra: "Non senti caldo?".
Antonella la guarda negli occhi, il respiro già corto: "Sì... un po' sì, visto il lavoro che mi hai dato da fare".
Nadia, con voce dolce ma che non ammette repliche, le dice: "Spogliati". Poi si gira verso Bruno e gli ordina la stessa cosa.
In pochi istanti restano entrambi in intimo. Antonella esibisce quel perizoma striminzito che lascia poco spazio all'immaginazione; Bruno è in slip, e la stoffa fatica chiaramente a contenere l'eccitazione che sta crescendo in lui.
Mi avvicino con un bicchiere d'acqua e, facendo finta di inciampare, lo rovescio sul pavimento. "Ops... potreste asciugare per favore?", chiedo con un sorriso provocatorio.
I due si guardano, prendono gli stracci e si mettono a quattro zampe davanti a noi, iniziando a strofinare il pavimento. I loro corpi tesi e offerti sono uno spettacolo erotico primordiale.
Nadia decide di alzare la posta. Mi guarda e dice: "Non possono mica fare tutto da soli. Nicola, vieni qui, il pasticcio l'hai fatto tu, ora li aiuti".
Cavalco l'onda, lo sguardo fisso su di lei: "Sì, padrona, obbedisco".
Nadia si avvicina per abbassarmi i pantaloncini ma, con una mossa decisa e calcolata, mi tira giù tutto, slip compresi. Resto completamente nudo, teso e fremente, davanti ad Antonella e Bruno.
Ora sono anch'io a quattro zampe a passare lo straccio. Mi giro verso Antonella e vedo i suoi seni pesanti oscillare liberi; guardo Bruno, la cui eccitazione è ormai colossale, e sento il mio sesso rispondere con lo stesso identico vigore.
"Baciatevi", ordino ai due.
Non se lo fanno ripetere. Si fondono in un bacio appassionato, mentre la mano di Antonella scivola dentro l'intimo ormai inutile di Bruno. Oh mio dio... Bruno nasconde un arnese enorme. Nadia nota il mio sguardo e la mia erezione tesa verso di loro; si avvicina a me da dietro, avvolgendomi con la sua bocca e i suoi baci.
Nadia si sfila la maglietta, offrendo il suo petto perfetto allo sguardo di Bruno, mentre io divoro con gli occhi quello di Antonella. Mia moglie accarezza Antonella e la spinge delicatamente verso di me; poi si sposta su Bruno e lo tocca, stringendogli con decisione quel cazzo imponente.
Antonella mi guarda, in attesa di un cenno. Io annuisco. Lei mi prende tra le mani, calda e bagnata, mentre la mia mano scivola tra le sue cosce, strappandole quel filo di perizoma. Bruno guarda Nadia che lo sta eccitando a morte, mi fa un cenno col capo e, compiaciuto, mi dà il via libera.
Giro Antonella di schiena, posizionandola in modo che possa guardare Bruno dritto negli occhi, e la penetro con una spinta decisa. Lei caccia un gemito acuto che accende la stanza. Bruno, vedendo il godimento della sua donna, mi fissa e mi chiede il permesso: "Posso farlo anche con Nadia?".
Gli strizzo l'occhio. Nadia si offre senza esitazione, accogliendo i colpi decisi e profondi del grosso cazzo di Bruno, godendo come mai prima.
Nadia è completamente fuori di sé dal piacere; si allunga verso Antonella e le stringe le labbra in un bacio saffico infuocato. Il ritmo si fa frenetico, i respiri pesanti riempiono la stanza. Io e Bruno raggiungiamo l'orgasmo quasi nello stesso istante, venendo entrambi sopra di loro, bagnando i loro corpi della nostra sborra calda.
Nadia, ancora ansimante, prende Antonella per mano e la guida in bagno per lavarsi.
Sarò sincero, non so cosa abbiano completato là dentro, ma sono rimaste chiuse per un bel pezzo. Lascio alla vostra immaginazione indovinare quali giochi abbiano continuato tra l'acqua e gli specchi.
Io e Bruno, nudi, rilassati e pienamente soddisfatti, ci godiamo un goccio di liquore commentando l'accaduto con complicità maschile. Quando Nadia e Antonella ci raggiungono, hanno due sorrisi radiosi e lo sguardo di chi ha condiviso un segreto bellissimo.
Ormai si è fatto tardi. I nostri amici si rivestono, ci ringraziano con occhi carichi di intesa e se ne vanno.
Amo follemente la mia splendida troietta. Sa esattamente cosa vuole e cosa desidero io, non si fa mai pregare; mi conosce dentro e sa leggere ogni mia fantasia più nascosta.
Ancora esausti e vibranti per l'adrenalina della giornata, andiamo a letto, crollando l'uno tra le braccia dell'altra.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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