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Scambio di Coppia

Cuori incrociati


di Coppiacuriosa50
14.06.2026    |    205    |    1 8.7
"Continuò a muoversi sfregandosi la figa su di lui col suo cazzo ancora dentro, i suoi movimenti di fecero più veloci, poi ancora più veloci Fino a quando le sue cosce, strette dalle mani di..."
La prima freccia colpì Sonia in pieno petto trafiggendole il cuore.
Quella mattina era uscita di casa con l’intenzione di fermarsi su una panchina del parco per iniziare a leggere il libro che aveva comprato un paio di giorni prima, poi si sarebbe dovuta incontrare con la sua amica Stefania per un giro di shopping compulsivo.
Mai si sarebbe aspettata quello che le stava accadendo in quel frangente.
Lei non si accorse di nulla, senti solamente una vampa di calore intenso attanagliarle il viso infuocandolo.
I suoi occhi assunsero un’espressione di smarrimento guardandosi intorno ansiosi, cercando altri occhi da incrociare, altre persone.
Vide un paio di ragazzi che stavano facendo jogging correre verso di lei.
Dall’alto della sua postazione di tiro nel frattempo lui tese nuovamente l’arco e scoccò un’altra freccia in direzione del ragazzo più vicino.
Un attimo prima di essere colpito, quest’ultimo si fermò per evitare un gattino che sbucato fuori dal nulla aveva attraversato il vialetto del parco.
La seconda freccia in questo modo mancò il bersaglio e prese in pieno il ragazzo dietro di lui, Andrea, centrando però il cuore anche questa volta.
“Oh cazzo !” esclamò Cupido, “questa non ci voleva proprio, non avrei potuto fare innamorare due persone più diverse tra loro”
Sonia infatti era la calma fatta persona mentre Andrea era iperattivo, lei amava il mare, lui la montagna, lei la tranquillità delle serate davanti alla tv lui le feste, lei i primi piatti lui i secondi, insomma non si prendevano in nessun modo, eppure ora Cupido con le sue frecce li aveva incastrati, per colpa di un gattino, aveva fatto innamorare le persone sbagliate.
“Va beh raga, io ci ho provato, divertitevi” disse volando via verso l’olimpo per andare a farsi un aperitivo con gli altri dei prima di cena.
Gli occhi di Sonia incontrarono quelli di Andrea mentre stava correndo, lui si fermò rimanendo imbambolato a fissarla.
Era scoccato l’amore a prima vista, un colpo di fulmine, si potrebbe dire.
Il tempo passava tra continui diverbi tra loro perché ogni volta che Sonia voleva andare al mare a rilassarsi al sole, lui avrebbe preferito un bel percorso di trekking su per qualche montagna o una ferrata, ogni volta che lui voleva fare una partita di tennis lei preferiva leggere un libro in giardino, eppure sentivano incessantemente la voglia l’uno dell’altra, non riuscivano a separarsi o stare lontani.
Cupido aveva fatto proprio un bel casino, e non era stato l’unico poi, perché per cercare di rimediare aveva pensato bene di fare innamorare tra di loro le due persone destinate a Sonia ed Andrea, rispettivamente Marco e Stefania, incrociando così le vite di tutti e quattro.
In questo caso, l’iperattiva era lei e mentre lui era quello calmo e rilassato.
Era Stefania che proponeva un giro in barca a vela o un bungee jumping, mentre Marco si trovava da dio in giardino a bere un drink o polleggiare sul divano.
Eppure anche loro non riuscivano a separarsi, senza riuscire a capirne il motivo, visto che a parte questo sentimento fortissimo non si prendevano in nessun altro caso.
Neppure a letto le cose erano rose e viole, per entrambe le coppie; i caratteri troppo diversi si facevano sentire anche in queste situazioni, in ogni coppia c’era chi voleva sperimentare sempre cose nuove o esperienze diverse e chi invece preferiva fare l’amore nel modo più classico e tradizionale possibile.
Sonia e Stefania erano amiche fin dalle elementari, cresciute insieme, avevano continuato a vedersi dopo fidanzate e da qualche tempo uscivano anche in 4 coi loro ragazzi.
Fu proprio una di queste sere in una cena a 4 al sushi che, davanti ad un sashimi, Sonia disse che il successivo week end Andrea aveva prenotato un’escursione di 7 ore su e giù per i monti e a lei non andava proprio di farla, con un sole così sai come si starebbe bene in spiaggia ad abbronzarsi, piuttosto che scarpinare in mezzo ai boschi ?
“Ma beata te” ribadì Stefania “tu pensa che io è tanto che provo a convincere Marco di fare qualcosa ma non c’è verso di smuoverlo da quel divano”
Marco guardò le due ragazze con fare sornione, mentre Andrea prese la palla al balzo.
“Ma perché non venite anche voi a fare l’escursione con noi ?”
Stefania esultò “siiii, dai Marco andiamo andiamo andiamo” mentre a lui questa idea non lo sfiorava neanche di striscio.
“Ma proprio no” rispose tra il serio e l’infastidito dalla proposta “a parte Ste che il prossimo week dovevamo andare al mare, ma se proprio vuoi vai tu con loro, a me di fare 7 ore a piedi proprio non mi va”
“Al mare ? Eh beati voi” ribadì Sonia, “quasi quasi sono io che vengo con voi” disse ridendo.
La cena continuò su questi botta e risposta fino quando dopo una pausa in bagno delle due ragazze, si sa che le donne vanno sempre in bagno insieme, Stefania esordì con:
“Abbiamo pensato una cosa, sempre che a voi vada bene, e se il prossimo we ci scambiassimo per gioco ? Come in quella trasmissione tv che le mogli vanno a casa dei mariti delle altre ?
Loro lo fanno per una settimana, noi solo per un we, potrebbe essere divertente e poi Andrea ed io faremmo il percorso di 7 ore mentre voi due potreste crogiolarvi al sole due giorni… oh, siamo tutti e 4 amici, nulla di sconveniente eh ? Non fatevi idee strane voi maschietti”
Andrea si mostrò molto interessato alla proposta, Marco un po’ meno anche se la cosa in realtà lo incuriosiva.
Continuarono a parlarne valutando i pro e i contro per tutto il resto della serata ed alla fine decisero che poteva essere una bella esperienza per tutti e quattro.
Nella provincia della bassa padana non c’è un granché, ma ha il vantaggio che con un’ora o poco più di macchina puoi arrivare sia in montagna sia al mare, quindi entrambi i progetti fattibilissimi.
Si trovarono il Sabato mattina presto in centro.
Marco arrivò con Stefania ed Andrea con Sonia, scesero tutti e quattro dalle auto, chiacchiere su questo e su quello per una buona mezz’ora e poi partirono.
Sonia salì molto titubante sull’auto di Marco, mentre Stefania bella vispa si fiondò sul sedile passeggero della macchina di Andrea.
Insieme fino all’ingresso dell’autostrada, quando appena entrati una delle due macchine prese la via del nord e l’altra proseguì in direzione opposta salutandosi con un colpo di clacson.
Il viaggio di Marco e Sonia fu abbastanza silenzioso e la conversazione volse su quali libri preferissero o quella serie tv è meglio dell’altra, mentre Stefania ed Andrea andavano spigliati su quanti squat facessero o sulle varie esperienze adrenaliniche provate.
Arrivarono a destinazione più o meno contemporaneamente.
Andrea aveva una casa in zona, quindi fecero tappa li per cambiarsi e appoggiare i borsoni con i vestiti e partirono per l’escursione di 7 ore.
Marco e Sonia si presentarono nell’hotel dove lui aveva prenotato il fine settimana con Stefania.
Non persero tempo neppure loro ed andarono subito in spiaggia.
Verso ora di pranzo, la coppia scarpinatrice si fermò seduta in mezzo al bosco a mangiare i panini che si erano portati, mentre gli altri due si godettero un fritto misto dell’adriatico niente male.
Per tutti e quattro il pensiero era comunque lo stesso, anche se nessuno ne faceva cenno “ma stasera ?”
E La sera arrivò.
Tornati stanchi ma soddisfatti dall’esperienza vissuta Andrea e Stefania si adagiarono sul divano togliendosi le scarpe e lanciatole verso la porta, cominciarono a massaggiarsi i piedi.
Accesero il caminetto e poi lei disse “Andre, vado a farmi una doccia”.
Le diede giusto il tempo di spogliarsi e aprire l’acqua che entrò anche lui.
Quando lo vide rimase un po’ interdetta, ma ovviamente se lo aspettava e poi anche il suo ragazzo sicuramente ci stava provando con Sonia, quindi perché no.
Se il suo cuore batteva per Marco, la passera pulsava diversamente.
E poi magari avrebbe avuto occasione di provare qualcosa di nuovo visto il solito tran tran tra le lenzuola che c’era col moroso.
Restarono a guardarsi alcuni secondi infiniti sotto l’acqua che scorreva calda sui loro corpi, poi lei si inginocchiò davanti a lui e gli baciò l’uccello.
Era così diverso da quello di Marco, quello di Andrea piegava un po’ verso destra ed aveva la cappella più piccola di quello del suo moroso, era più lungo ma più sottile.
La cosa non la fermò.
Lo baciò più volte poi se lo fece scivolare tra le labbra ed iniziò a succhiarlo accarezzandogli le palle da sotto.
Andrea era estasiato, era una cosa che Sonia odiava fare, difficilmente gli faceva pompini, preferiva evitare perché diceva che le procurava il vomito.
Si stava godendo quel bellissimo istante quando gli venne in mente una cosa che aveva sempre voluto fare ma Sonia non gli aveva mai concesso.
Appoggiò con delicatezza le mani sulle spalle di Stefania e la spostò un po’ indietro, le tirò fuori il cazzo dalla bocca e mentre lei lo guardava incuriosita lui fece partire un bel getto di piscia sulle sue tette.
Stefania era in ginocchio nella doccia, l’acqua calda scendeva copiosa e lui in piedi li davanti le stava pisciando addosso, non le sembrava vero.
Una cosa che Marco mai si sarebbe sognato di fare.
Le piaceva, le piaceva davvero, tanto che sporse il petto in fuori per accogliere meglio il suo getto e prese il suo cazzo in mano per dirigerlo su entrambe le tette a turno.
Lui non aveva ancora finito che lei lo riprese in bocca e si fece finire in gola bevendo tutto, un sogno per entrambi.
Poi continuò il pompino fino a portarlo al limite dell’estasi.

Anche Sonia a 500 km di distanza si diresse in doccia, questa volta però prendendo per mano Marco, che altrimenti non avrebbe mai trovato il coraggio di seguirla.
Immaginava benissimo che Andrea non sarebbe stato fermo con le mani in mano, quindi, anche il suo pensiero fu “perché no?!”
Si spogliarono un po’ impacciati nella penombra della stanza, senza accendere la luce, ed entrarono nella doccia.
Lui prese la spugna e dolcemente iniziò ad insaponarle la schiena, quella situazione gli aveva fatto venire una bella erezione e quando Sonia si voltò la vide… anche lei notò la forma e la dimensione del suo cazzo, più corto ma dritto e più grosso di quello del suo ragazzo.
Glielo prese in mano e cominciò a muoverlo su e giù molto delicatamente, mentre lui avvicinandole la testa con una mano iniziò a baciarla infilandole decisamente la lingua in bocca e con l’altra mano cercando la sua figa per accarezzarla.
Le due lingue si muovevano ognuna nella bocca dell’altro mentre le loro braccia si incrociavano cercando i loro punti più intimi.

Andrea estrasse il cazzo dalla bocca di Stefania facendole leccare per bene la cappella, cosa che fece molto volentieri.
Il sesso orale le piaceva tantissimo, il suo fidanzato invece purtroppo non gradiva, né farlo né riceverlo, diceva che gli sembrava una cosa troppo animale per una ragazza così bella.
Poi fu la sua volta, lei si alzò in piedi in tutta la sua bellezza, aveva due tette meravigliose ed i capezzoli ora erano belli dritti, turgidi di piacere.
Andrea glieli baciò e leccandoglieli ne morse uno, lei fece uno strillo di dolore, ma le piaceva provarlo in determinate situazioni.
Lui le mise le mani sui fianchi e baciandole la pelle centimetro dopo centimetro scese fino ad inginocchiarsi davanti a lei.
Aveva la sua figa davanti agli occhi, bella, liscia depilata, con le grandi labbra un po’ sporgenti.
La baciò, l’acqua della doccia continuava a scendere sui loro corpi, sentì le mani di lei appoggiarsi sulla sua testa e spingerla di prepotenza tra le sue gambe che aveva divaricato.
Non si fece pregare e fu un attimo, la lingua di Andrea penetrò nella figa di Stefania assaporandone il contenuto, le mise le mani sul culo e iniziò a scoparla dal basso con la lingua.

Sonia e Marco non smettevano di baciarsi e di giocare, lei continuando a segarlo in maniera calma e tenera glielo aveva fatto diventare davvero duro mentre anche lei si era eccitata al punto di bagnarsela, indipendentemente dalla doccia.
Chiusero l’acqua ed uscirono, si asciugarono al volo e poi lui la prese in braccio e la portò in camera adagiandola sul letto sdraiandosi a fianco a lei.
Si guardavano senza parlare, un po’ impacciati, poi lui riprese a baciarla, le baciò le labbra accarezzandole dolcemente i capelli, lei lo abbracciava stretto, erano sdraiati fianco a fianco, lei mise una gamba su di lui e una mano sul suo cazzo.
Lui allungò una mano in mezzo alle cosce di lei sentendo il calore della sua figa.
Sonia non era depilata come la sua fidanzata, era diciamo, nature… però molto curata, aveva i peli ben tagliati e sagomati a triangolino.
Per Marco era una sensazione nuova sentire i peli sotto la sua mano mentre il suo dito medio cercava il pertugio che avrebbe donato il piacere ad entrambi.

La lingua di Andrea si muoveva incessantemente su e giù lungo la figa di Stefania, gliela stava leccando golosamente, quando con le mani la girò verso il muro e iniziò a leccarle il buco del culo, infilandovi la lingua, dopo averlo leccato abbondantemente tutto intorno.
Stefania stava fremendo di piacere, con le mani appoggiate al muro spingeva il culo indietro per sentire tutta la lingua di lui.
Marco non si sarebbe mai sognato di fare una cosa del genere.
Lui si alzò in piedi e la prese per i fianchi, mise un po’ di sapone liquido su una mano e glielo cosparse intorno al buco del culo, poi senza tanti complimenti le infilò in cazzo di colpo.
Lei urlò di nuovo, ma di piacere, raramente aveva avuto il godimento di farselo mettere nel culo, le piaceva talmente tanto da darle i brividi.
Il cazzo di Andrea stava facendo egregiamente il suo lavoro dentro Stefania, lei con le mani appoggiate al muro e la testa bassa a guardare il pavimento gli chiedeva sussurrando di non smettere.

Il dito medio di Marco aveva penetrato Sonia e le stava facendo un ditalino mentre lei muoveva agilmente la sua mano sul cazzo di lui, era una sensazione nuova per tutti e due.
I rispettivi fidanzati infatti non gradivano tanto i giochi con le mani, quanto altri metodi.
Sonia si sentiva finalmente capita e stava provando piacere come non succedeva ta tanto tempo, la sua figa era bagnata nel modo più naturale possibile.
Posò una mano su una spalla di Marco e lo spinse dolcemente a sdraiarsi sulla schiena.
Allargò la gambe e gli salì sopra, il suo cazzo era veramente duro come il ferro, e grosso, più di quanto lo fosse quello di Andrea.
Iniziò a muovere i fianchi avanti ed indietro sfregandosi la figa sopra il suo cazzo, poi con una mano lo prese e se lo portò all’ingresso del buco.
Delicatamente scese permettendogli di penetrarla, la sensazione che stava provando la mandava in estasi, il suo cazzo le riempiva totalmente la figa; era più stretta di quella di Stefania e anche lui stava provando un piacere nuovo.
Sentiva la pelle scendere lungo tutta l’asta scivolando contro le pareti vaginali, fino in cima.
La sua cappella pulsava di piacere dentro Sonia che aveva appoggiato le mani sul petto di lui e si stava muovendo avanti e indietro dandoci dentro di fianchi.

Andrea chiuse l’acqua della doccia, prese Stefania per mano e la portò nel salone senza neanche asciugarsi.
L’adagiò sul tappeto davanti al caminetto girandola a pancia in giù, le sistemò un cuscino sotto la pancia e le sollevò il culo con le mani, poi col cazzo durissimo le penetrò la figa.
Lui era sdraiato sopra di lei con le mani appoggiate al pavimento e il cazzo dentro lei che si muoveva fuori e dentro provocandogli e provocandole piacere.
Il fuoco del caminetto riscaldava i loro corpi mentre la sua luce fioca illuminava la stanza.
I colpi si susseguivano ritmati ed incessanti, i loro corpi sbattevano l’uno contro l’altro continuamente, lei emetteva gemiti di piacere ogni volta che lui arrivava in fondo.
Il suo cazzo era più sottile di quello di Marco ma più lungo ed arrivava più in profondità, sensazione nuova per lei, cercava di godere di ogni attimo.
Le spinte di Andrea continuavano sempre più forti, più veloci, i colpi dei due corpi che sbattevano l’uno contro l’altro erano sempre più violenti.
Andrea non riuscì e non volle trattenersi e con un grido forte e gutturale venne sborrando dentro di lei.
Era una cosa che a Stefania piaceva moltissimo, continuò a muovere i fianchi spingendoli verso di lui per spremere tutto lo sperma che Andrea aveva nelle palle e farlo riversare dentro di se.

Sonia sopra Marco lo guardava sorridendo, senza parlare, si muoveva delicatamente e lui altrettanto delicatamente le aveva posato le mani sulle tette accarezzandogliele e giocando con i suoi capezzoli.
Lei con una mano gli accarezzò una guancia e si piegò su di lui a baciargli le labbra mentre Marco da sotto continuava a spingere riempiendole la figa col suo diametro importante facendola gemere di piacere.
Era così contento anche lui di essere stato capito che la voleva far godere al massimo.
Nessuno dei due parlava, ma i sorrisi di entrambi erano molto eloquenti, lei stava provando un piacere puro e calmo, non si sentiva costretta a provare nulla che non volesse e lui era contento di farla stare bene senza dover dimostrare niente.
“Sonia” disse lui “sto per venire, vieni via, vieni via…”
“Sshhh” rispose lei, posandogli un dito sulle labbra “fallo”
Vari schizzi a ripetizione uscirono dal suo cazzo, entrando diretti in Sonia che si godette l’attimo.
Continuò a muoversi sfregandosi la figa su di lui col suo cazzo ancora dentro, i suoi movimenti di fecero più veloci, poi ancora più veloci Fino a quando le sue cosce, strette dalle mani di Marco fremettero e venne pochi istanti dopo lui.

Stefania si alzò, girò Andrea sulla schiena e si sedette sulla sua faccia.
La sborra che lui le aveva schizzato dentro poco prima ora stava uscendo e colava nella sua bocca mentre con la lingua le penetrava nuovamente la figa.
Stefania si muoveva strusciando la sua figa sulla faccia di lui, i suoi umori misti allo sperma di Andrea stavano uscendo riempiendogli la bocca.
Le mani di lui sui fianchi di Stefania la stringevano forte.
Lei si muoveva avanti ed indietro, le sue tette ondeggiavano, lui poteva vederle a tratti secondo i movimenti che lei dava al suo corpo, che spettacolo che era.
Stefania si piegò all’indietro per strofinare meglio il suo pube sulla faccia di Andrea, con una mano si reggeva ad una gamba di lui mentre con l’altra cercava incessantemente il suo cazzo da smanettare ulteriormente, ma non fece in tempo a farlo venire di nuovo perché lei finì prima squirtando direttamente dentro la bocca di lui.
Che manco a dirlo ingoiò di gusto.

Sonia si distese di fianco a Marco e si abbracciarono, senza parlare.
Lei appoggiò la testa sul petto di lui e lo accarezzò dolcemente, mentre lui le cinse le spalle con un braccio e muovendo le dita su di lei in mille grattini.

Andrea si alzò e guardando Stefania che nel frattempo si era sdraiata le disse “Cazzo Ste.. che scopata !!”
“Wow” disse lei “ma dov’eri nascosto finora?” Aggiunse ridendo.

La notte stessa, Cupido resosi conto dell’enorme cazzata che aveva fatto, scese nuovamente dall’olimpo ed estrasse tutte e 4 le frecce da quei poveri cuori rendendoli nuovamente liberi.

La mattina seguente entrambe le coppie si svegliarono tardi, verso ora di pranzo, si sentivano diversi dalla sera precedente, sentivano che qualcosa in loro era cambiato.
Durante il viaggio di ritorno verso il luogo di ritrovo, stavolta Sonia e Marco parlavano tranquillamente e lei con la mano dietro la nuca di lui lo accarezzava amorevolmente.
Andrea in macchina con Stefania guidava con una mano in mezzo alle gambe di lei, che muoveva su e giù le cosce strusciandosele sulle sue dita.

Arrivarono quasi contemporaneamente nella stessa piazza dove si erano lasciati la mattina precedente, questa volta però invece delle chiacchiere per parlare del più e del meno esordì Sonia rivolgendosi ad Andrea “ Amore, dobbiamo parlare…”
























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