Scambio di Coppia
CONCERTO N. 2 PER PIANOFORTE E ORCHESTRA
ArchitectOfChance
05.06.2026 |
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"Attendo i secondi necessari perché il suo orgasmo si completi, mentre ancora eccitata guardo il viso di lei, un’opera d’arte di action painting degna di un Pollock dedito alla pittura con..."
LEITorno a casa, stanza e stressata, tra lavoro, traffico e impegni vari, una di quelle giornate dove non chiedo altro che la tranquillità della mia casa, per rilassarmi con un po’ di musica, una doccia calda e qualche lettura intrigante.
O forse una serie TV. O forse entrambe le cose.
Uno sguardo rapido alla cassetta della posta: dentro c’è una busta. Apro la cassetta con movimenti lenti e distratti, immaginando qualche nuova rottura di scatole, giusto per concludere una giornata piuttosto buia.
Ma la busta non è di quelle che portano notizie non desiderate: è una normale busta bianca, senza mittente né destinatario. Sicuramente, qualcuno che è passato e l’ha lasciata al custode per me. Mi accende un lampo di curiosità, la guardo in cerca di indizi mentre l’ascensore mi porta a destinazione.
Decido di aprirla dopo il rituale della doccia, devo lavarmi via lo stress prima di affrontare il contenuto. E la curiosità diventa desiderio, ma aspetto.
LUI
Musica. Armonia, contrappunto, melodia, ritmo. Non è forse erotica la musica? Con questa fantasia che si fa immagini nelle mente, decido che il prossimo incontro con lei sarà immerso nella musica.
Una musica che suoni con i suoi sospiri, i suoi orgasmi, le sue grida forse.
Così che io possa dirigere una sinfonia liquida e profonda.
LEI
Teatro. Un concerto. Rachmaninov, nientemeno. Posto loggione.
Lui, come in fondo speravo, è il mittente della misteriosa lettera, che contiene un biglietto per un concerto. E qualche indicazione: look elegante ma profondamente sexy. Niente altro.
Così arriva la sera, il taxi mi lascia davanti al teatro, nel mio abito lungo nero con spacco a tutta coscia, Luoboutin dal tacco vertiginoso e, naturalmente, le mie più eccitanti autoreggenti.
LUI
La vedo scendere dal taxi, splendida ed eccitante come sempre.
Sento la Sinfonia N. 2 per pianoforte e orchestra di Rachmaninov dentro la mia testa, avrei bisogno di parole ma la musica mi assorbe e si fonde con la sua immagine che si muove sinuosa verso di me.
Non so che cosa mi ecciti di più, se la musica che ho in testa e non si ferma, oppure lei, oppure entrambe le cose.
Mi sento sospeso nel tempo, pervaso di un’eccitazione quasi mistica.
LEI
Raggiungiamo il nostro posto nel loggione, un ambiente elegante, che nei suoi velluti rossi e nelle forme barocche mi ricorda certi club privé.
Mi chiedo come mai questi barocchismi diventino espressione di eleganza trasgressiva, per quanto, devo ammetterlo, tramettano qualcosa che sa di sesso, di incontri inconfessabili, di remote perversioni.
–Abbiamo ospiti? Chiedo, indicando con lo sguardo le quattro poltroncine che riempiono questo spazio ristretto ma confortevole.
LUI
Me lo chiede con un lampo lascivo negli occhi, che non mi sfugge.
–Una coppia di amici sta per raggiungerci, dico.
Siamo nella balconata più alta, il nostro loggione separato da quelli adiacenti da pareti ricoperte di velluto rosso e circondate di stucchi barocchi.
La mia mano sinistra si posa sui suoi fianchi, sento il suo profumo e immagino l’altro suo profumo, quello più umido, trattenuto dall’intimo e dall’abito, il cui spacco sembra comunicare il desiderio di uscire, di sovrastare ogni odore e profumo.
LEI
Una donna sui 50, decisamente bella e affascinante. Una bellezza inusuale, con quelle piccole asimmetrie, quasi impercettibili, che scatenano i sensi.
Lui un uomo brizzolato, dallo sguardo penetrante e il sorriso che mette subito a tuo agio.
Ci presentiamo, lei appoggia delicatamente una mano sul mio fianco mentre si avvicina per baciarmi sulle guance, due baci innocui se non fosse per quella mano che scivola e accarezza la mia natica destra, prima di staccarsi e distendersi.
Un movimento naturale che mi procura una scossa nelle profondità del desiderio.
LUI
il concerto è iniziato, le note del pianoforte introducono la sinfonia.
È seduta alla mia sinistra e ancora più a sinistra le altre due poltroncine, occupate dai miei amici.
Non mi sfuggono gli sguardi che le due donne si scambiano nel quasi buio del loggione, rapidi e fugaci ma frequenti.
Mi avvicino al suo orecchio, sussurro poche frasi prima di alzarmi. Un cenno alla compagna del mio amico e anche lei si alza, sinuosa ed elegante. Anche nel buio percepisco l’erotismo intenso di questa donna, nei movimenti, nell’aria che muove inebriandola con il suo profumo.
LEI
Ora lei è seduta di fianco a me.
Sì, lo desideravo, ma adesso mi sento imbarazzata, come se lei potesse percepire i fluidi che stanno impregnando il mio intimo. Le mei labbra si contraggono e si mordicchiano, mentre cerco di concentrarmi sull’orchestra, con l’indifferenza calcolata di chi cerca di mostrarsi altrove.
La mia visione periferica è allarmata dai movimenti sinuosi di questa donna, che sembra contorcersi con grazia sulla poltrona. Il frusciare del suo vestito è appena percettibile tra le note degli archi e gli accordi di pianoforte. Il mio sguardo fisso sull’orchestra.
LUI
Io e il mio amico seguiamo con lo sguardo ciò che accade, spettatori concentrati sul divenire.
La sinfonia che dal palco raggiunge i nostri corpi, si mischia con la sinfonia della presenza intensa delle due donne, amplificando il momento erotico.
Lasciamo che accada, perché accadrà, sta per accadere. E questi istanti, questa attesa fa esplodere l’eccitazione.
LEI
Giro lentamente la testa verso la donna, percepisco il suo sguardo nel quasi buio del loggione, uno sguardo impertinente che non lascia la sua preda, mentre il mio sguardo si agita e si muove al ritmo di un centinaio di respiri concentrati in un attimo solo.
La sua mano che prende la mia, delicata ma decisa e so, lo so dove vuole che arrivi la mia mano perché il mio sguardo ora è posato sulla seduta della poltroncina, dove due fianchi avvolti dal tessuto si prolungano in due gambe divaricate, lascive. Ora mi muovo come spinta da una forza interiore e non ho più bisogno di essere guidata, so dove devo arrivare.
LUI
Le silhouettes scure delle due donne creano movimenti ipnotici, appena accennati, l’ondeggiare delle teste e lo scomporsi e ricomporsi dei corpi. Una danza antica e voluttuosa sulle note della sinfonia di Rachmaninov, che scatena la fantasia in un continuo alternarsi di costruzioni mentali e realtà.
Da questa seppur breve distanza, non si sentono i suoni, il frusciare dei vestiti, dei corpi che si aprono a un piacere rimandato e imminente.
LEI
Il calore della sua lingua sulla mia, il sapore della sua bocca, del suo respiro, della sua saliva. Le sue labbra sul mio collo mentre la mia mano è lì, inabissata in quell’oscena umidità che è oltre l’umidità, è liquido che sgorga e fa scivolare le mie dita intorno all’abisso del piacere, un piacere che sento avvampare e chiede, insaziabile, chiede e desidera.
Abbandono la poltrona e mi abbasso, le gambe volutamente divaricate, accovacciata sui tacchi.
Le sue mani accarezzano i miei capelli e mi invitano a proseguire, sempre più vicino. L’odore intenso del suo sesso mi avvolge, esplosivo, mentre la pelle del mio viso scivola sul liquido caldo e viscoso che sembra sgorgare senza sosta, infradiciando il mio naso, la mia bocca, i miei capelli, le mie dita.
LUI
Ci alziamo con discrezione, la danza è iniziata e sta per diventare intensa.
Ci avviciniamo alle due donne, la compagna del mio amico riversa sulla poltrona la testa che sporge dallo schienale, la bocca socchiusa.
Accarezziamo i suoi seni abbondanti, indugiamo sui capezzoli tesi come antenne del piacere.
Lei è sotto, la testa tra le sue cosce mentre con le mani accarezza il nylon che avvolge le sue cosce spalancate. Il profumo sulla pelle della donna seduta è inebriante, cosmetico e femmina mischiati in una alchimia perfetta.
Vorrei andare oltre e raggiungere la fonte, ma non ora, non adesso. E so che anche il mio amico non vede l’ora di sentire ciò che sprigiona la mia donna. Ma non ora, non adesso.
LEI
Fiotti liquidi abbondanti sgorgano tra quelle labbra sporgenti, importanti, che invitano le labbra della mia bocca a stringerle, la mia lingua a scorrere dentro e fuori, intorno, mentre fiotti caldi, dall’odore di incenso intimo e dal sapore marino, a volte densi, a volte liquidi, si riversano nella mia bocca, sul mio viso.
La mia eccitazione è palpabile, fa vibrare l’aria tutto intorno.
Sono sudata, eccitata, impastata dei suoi umori, il suo odore è su di me e si mischia con il mio, la mia pelle e le sue secrezioni stringono un’alleanza di piacere.
LUI
Mi avvicino alla sua bocca, il mio cazzo pronto per le sue labbra mentre lo strofino sul suo viso, tra il naso e la bocca, socchiusa e impaziente.
E con un movimento rapido lo prende e scivola sull’asta, assapora, scorre, la sua lingua lo insaliva e lo prepara per il pompino perfetto.
E lei, con le labbra ancora madide di umori, accovacciata sui tacchi, assapora il cazzo del mio amico, la sua testa scorre in quel movimento lento e sinuoso che segue il ritmo dell’altra bocca, dell’altra testa, due donne in una fellatio sinfonica, mentre la musica giunge verso il parossismo dell’ultimo movimento della sinfonia.
LEI
Mi esplode in bocca e sul viso, abbondante, caldo, potente.
Non mi fermo, desidero ogni goccia, continuo a succhiare, a ripulire, a gustare quel nettare caldo.
Ma non ingoio. Mi alzo e guardo lui, appena in tempo per vederlo esplodere in schizzi abbondanti sul viso di lei.
Attendo i secondi necessari perché il suo orgasmo si completi, mentre ancora eccitata guardo il viso di lei, un’opera d’arte di action painting degna di un Pollock dedito alla pittura con sperma.
Ed è allora che mi avvicino al suo viso e la bacio, riversando nella sua bocca, sulla sua lingua, sul suo viso lo sperma che contiene la mia e un bacio furioso di lingue che colano e si cercano, che raccolgono ogni goccia dai nostri visi, dalle nostre labbra.
Esausta e fradicia, mi ricompongo mentre le note finali della sinfonia chiudono la nostra danza erotica.
– Ci hanno invitati a casa loro per un dopo spettacolo, ti va l’idea? Dice Lui.
Lo guardo, poi guardo lei e lui, sorrido.
– Con molto piacere, dico.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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