Scambio di Coppia
Non era più solo curiosità.
Nebbiatrasparente
08.04.2026 |
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"Quando tutto rallentò, quando il ritmo si sciolse in qualcosa di più morbido, più profondo… rimasi lì, senza parole..."
Non era più solo curiosità.Quando la porta si chiuse alle nostre spalle, capii che stavamo entrando in qualcosa da cui non si torna indietro uguali. L’aria stessa sembrava più calda, più densa. Io ero al centro, e lo sapevo.
Lei non smetteva di guardarmi.
Non con timidezza, non con esitazione. C’era fame nei suoi occhi. Una fame elegante, trattenuta, ma impossibile da ignorare. Era come se aspettasse quel momento da tempo.
Il mio compagno si appoggiò al muro, in silenzio. Non interveniva. Osservava. E quella sua scelta… mi accese ancora di più.
Perché sapevo che mi stava lasciando andare.
A lei.
A loro.
A me stessa.
Fu lei ad avvicinarsi per prima, senza più nascondersi. La distanza tra noi sparì lentamente, come se ogni centimetro fosse parte di un rito. Quando le sue mani mi sfiorarono, non c’era nulla di incerto. Era sicura, presente, viva.
E io risposi.
Non pensavo di poter desiderare una donna in quel modo, ma non era solo lei. Era il modo in cui mi voleva. Il modo in cui mi guardava mentre mi lasciavo andare, mentre smettevo di controllarmi.
Sentivo il suo compagno vicino, presente, parte di quell’equilibrio strano e perfetto. Non invadente, ma necessario. Come se completasse qualcosa.
E poi c’era mio marito.
Il suo sguardo addosso.
Costante.
Intenso.
Non mi fermava. Non mi proteggeva. Mi spingeva oltre.
Era lì per vedere.
E io… volevo che vedesse tutto.
Non era più un gioco leggero. Era qualcosa di più profondo, quasi viscerale. Le sue mani su di me, il suo respiro vicino al mio, la sua attenzione totale… mi fecero perdere ogni riferimento.
Non c’era più imbarazzo.
Solo sensazioni.
Solo desiderio.
Solo quel bisogno di lasciarmi andare completamente.
Sentivo il suo sguardo mentre mi avvicinavo anche a lui, mentre accettavo quella presenza diversa, maschile, ma dentro lo stesso flusso. Tutto era connesso. Tutto aveva senso in quel momento sospeso.
E lei…
Lei guardava.
Ma non era passiva.
Era parte di tutto. Viveva ogni istante attraverso di me, attraverso ciò che accadeva, attraverso le mie reazioni. I suoi occhi si muovevano su di me con un’intensità quasi ipnotica.
E questo mi faceva perdere ancora di più il controllo.
Non stavo più recitando.
Non stavo più pensando.
Stavo solo vivendo.
Quando tutto rallentò, quando il ritmo si sciolse in qualcosa di più morbido, più profondo… rimasi lì, senza parole.
Il silenzio era pieno.
Lei si avvicinò ancora una volta, sfiorandomi con una delicatezza che contrastava con tutto quello che avevamo appena condiviso.
E sorrise.
Un sorriso che diceva tutto.
Che aveva visto ciò che desiderava.
E forse… anche di più.
E io capii, in quel momento, che quella parte di me… era sempre stata lì.
Aspettava solo di essere scoperta.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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