Scambio di Coppia
Momenti. Inaspettati.
Goodkat
09.05.2026 |
2.067 |
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"Io sorrido, lei lo prende in mano si piega ed inizia a ciucciarmi molto lentamente..."
Era un pomeriggio infrasettimanale di luglio, di quei giorni dove Roma è così calda che il cemento si deforma al passaggio delle scarpe, i cavalletti delle moto lasciano il segno e l'aria ferma obbliga a nascondersi dal sole, l'unica speranza è un ambiente condizionato, anche se quella finta brezza non potrà mai sostituirsi al vento del mare o di un'alta collina e del suo bosco. Giravo nudo per casa e mi convinsi ad andare al mare, scegliendo di continuare quella nudità. Andai a Focene.
Appena arrivato fui subito allietato da una vera brezza marina e dalla presenza di una coppia molto carina, entrambi completamente nudi. Decisi di non proseguire e posai la mia roba ad una debita distanza da loro, abbastanza da non sentirne le voci e da non essere invadente.
Presi il mio libro, la mia birretta e mi persi tra capoversi e rumore del mare. Dopo un po' di tempo mi accorsi che la coppia era una famiglia perché c'era anche una bambina. Mi piacciono molto le famiglie naturiste perché vivono - a parer mio - la vera essenza del naturismo, cosa che in Italia è molto meno frequente di paesi come Germania e Francia, nazioni dove ho potuto appurare personalmente questa sana e libera pratica, senza tabù o malizia.
Il pomeriggio passava ed erano arrivate altre persone, una coppia più grande si era messa vicina a loro e uno stuolo di uomini aveva riempito lo spazio di queste due coppie, come spesso accade senza alcun rispetto, a pochi metri di distanza e con molti atteggiamenti ambigui e fastidiosi.
Tra una pagina, gli aerei che vanno chissà dove e i soliti marciatori che vanno nudi avanti e indietro me ne stavo per i fatti miei quando si avvicina la donna della coppia. Era bella, sorridente e il suo corpo nudo meritava di esser ammirato. Io le sorrido e lei, giunta a pochi passi da me, mi chiede: "sai se c'è un posto qui vicino dove posso prendere una birra e un gelato?" Le rispondo che il chiosco sulla scogliera non vende gelati e bisogna camminare un po' per arrivare fino al primo stabilimento.
"Lo so, ho mandato mia figlia a prendere un gelato ma in quel chiosco hanno solo l'acqua" mi risponde.
"Lo stabilimento in effetti è piuttosto lontano e bisogna mettersi il costume attraversando tutto il tratto dei nudisti".
Lei mi sorride e ringraziandomi torna al suo ombrellone.
Poco dopo vidi che si era liberato uno spazio riparato dai ceppi di legno, era ancora più distante da quell'incantevole coppia, ma la presenza di tanti uomini che si era messa tra me e loro, e tutt'intorno a quelle due coppie mi tediava parecchio, così decisi di spostarmi. Pensai anche che era stato piacevole che quella donna fosse venuta proprio da me nonostante tutti gli uomini che c'erano molto più vicini, e che forse quella domanda era semplicemente un modo per approcciarsi, anche se non l'avevo intuito sul momento.
Poco dopo vidi passare il compagno con la figlia che si dirigevano vestiti verso lo stabilimento. Mi convinsi che quella domanda era semplicemente reale e non vi era alcun tentativo di approccio, ma proprio in quel momento vidi la donna che di nuovo camminava nella mia direzione. Un gesto a quel punto davvero inaspettato.
Entrò nel mio piccolo spazio protetto dai ceppi di legno e mi disse: "piacere Susy", "Piacere mio, mi chiamo Flavio" le rispondo. Neanche il tempo di posare il libro che si siede accanto a me sul mio asciugamano e aggiunge: "sei un bel ragazzo, potevi metterti più vicino a noi". Le rispondo che non volevo sembrare invadente, allora pronuncia una frase che mi eccitò moltissimo e mi è rimasta impressa: "con un cazzo così bello non sei mai invadente".
Inizia ad accarezzarmi il petto e scende giù fino alle mie palle. Adoro quando una donna comincia accarezzando le palle, come se volesse fare un antipasto per poi prendersi tutto quello che desidera. Ero diventato duro e lei mi dice: "ma si è svegliato subito questo bel cazzo?". Io sorrido, lei lo prende in mano si piega ed inizia a ciucciarmi molto lentamente.
La accarezzai sul fianco, sul seno e sul sedere, i suoi capezzoli erano di marmo e la sua pelle era vellutata e abbronzata, una vera dea.
Dopo avermi ciucciato per qualche intenso minuto si rivolge alla mia bocca e mi da un bacio, avvicina i suoi seni alla mia bocca e così potei finalmente assaggiare il suo odore, aveva un sapore stupendo. Continuò a masturbarmi mentre le infilavo prima un dito e poi due dentro la sua vagina. Iniziò a gemere e mi chiese di continuare più forte. Mi succhiò ancora il cazzo che era diventato super duro per lei. Poi, con uno sguardo malizio e felice, mi dice: "mio marito è andato a prendere un gelato con nostra figlia per lasciarmi da sola con te, ti eccita?", "Moltissimo" le rispondo. E aggiungo: "sapere che tuo marito è andato apposta al bar per farti godere mi eccita da morire".
"Ora si sta prendendo il suo gelato ma anch'io ho un bel gelato da leccare", mentre mi leccava il tronco del mio cazzo e sorrideva.
Ero davvero troppo eccitato, le chiesi se le dava fastidio che alcuni uomini si erano avvicinati a noi per guardare e mi disse di no; a me un po' davano fastidio, non perché stavano guardando - del resto eravamo in luogo pubblico - piuttosto perché dovetti far segno ad un paio di loro di non avvicinarsi troppo. Le dissi che volevo leccarla anch'io ma si voltò e nel vedere tutti gli uomini mi disse di sbrigarsi perché altrimenti avremmo attirato troppa attenzione. Io volevo leccarla ma non dissi nulla, avevo un cazzo duro come poche volte e mi stava piacendo troppo il suo corpo, il suo profumo, questo suo parlarmi, sorridere e guardarmi maliziosa con il mio cazzo in bocca. "Dai, voglio la tua sborra, la voglio ora" e aumenta la velocità nel succhiare e segare contemporaneamente. Io feci lo stesso con la sua fica oramai completamente bagnata, lei gemeva ad ogni mio affondo interno e ad ogni carezza esterna con il pollice. Quando finalmente venni fu una sborrata intensa, liberatoria, lei continuò a succhiarmi tutto quello che avevo, lo sputò sulla sabbia e riprese a ciucciarmi il cazzo, non voleva sprecarne neanche una goccia.
Avrei voluto metterla sdraiata, comoda, leccarla per bene ma avevo capito che per via di tutti quegli uomini che si erano avvicinati quell'incontro di pochi minuti era stata la miglior scelta. Si ricompose, mi sorrise, mi diede un bacio e tornò al suo ombrellone. Io ero sdraiato sull'asciugamano, quasi sfinito, ero stato il suo desiderio sessuale, era venuta da me, aveva preso quello che voleva e se ne era andata felice, anch'io appagato e felice odorai il suo profumo sulla mia mano e mi accesi una sigaretta, poi con il volto rivolto verso il cielo pensai: che bei momenti! Inaspettati.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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