tradimenti
Non vedevo nulla
Nebbiatrasparente
08.04.2026 |
299 |
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"E dentro di me cresceva qualcosa di potente: non solo desiderio, ma una vertigine profonda, un abbandono totale..."
Non vedevo nulla.Solo buio, caldo, vivo.
La benda sugli occhi mi faceva sentire esposta in un modo che non avevo mai provato. Ogni suono diventava più intenso, ogni respiro più vicino. Sentivo il suo, poi le sue mani che mi guidavano sopra la testa, ferme ma delicate. Quando mi legò, lasciai andare ogni resistenza.
Mi fidavo.
Il letto sotto di me sembrava accogliermi, mentre le sue dita iniziavano a muoversi sulla mia pelle. Lente, attente… come se stessero costruendo qualcosa. Ogni tocco lasciava un segno invisibile, una scia che mi faceva desiderare il successivo.
Respiravo piano. Aspettavo.
Poi… qualcosa cambiò.
Un’altra presenza.
Non un rumore preciso, ma una sensazione. Un’aria diversa nella stanza.
Il mio cuore accelerò. Rimasi immobile.
Un respiro che non era il suo. Più vicino. Più reale.
Quando quelle mani mi sfiorarono, capii subito. Non erano le sue. Diverse, ma incerte solo per un attimo… poi più sicure, più presenti. Come se stessero chiedendo senza parole, e il mio silenzio fosse una risposta.
Un brivido mi attraversò tutta.
Le labbra che si posarono su di me erano nuove. Il modo di toccarmi era diverso, ma non brusco… anzi, quasi rispettoso. Come se ogni gesto fosse un passo in più dentro qualcosa che stava diventando inevitabile.
E io… non mi fermai.
Il mio corpo rispondeva, si adattava, accoglieva. La mente correva, cercava di capire… ma allo stesso tempo non voleva. Voleva solo sentire.
Poi, lentamente, quel confine venne superato.
Non c’erano più solo sfioramenti, né solo attesa. Sentii chiaramente che stavamo andando oltre, che quello che stava accadendo era reale, fisico, completo. E proprio il fatto di non vedere, di non sapere chi fosse… rese tutto più intenso, quasi irreale.
Mi lasciai andare completamente.
Il tempo perse senso. C’erano solo sensazioni, corpi, respiri che si intrecciavano. Io al centro di tutto, sospesa tra ciò che conoscevo e ciò che stavo vivendo senza controllo.
E dentro di me cresceva qualcosa di potente: non solo desiderio, ma una vertigine profonda, un abbandono totale.
Poi, piano… tutto finì.
I movimenti si fermarono. Le presenze si allontanarono, una dopo l’altra. Nessuna parola. Solo silenzio.
Rimasi lì, con il respiro ancora irregolare, il corpo caldo, la mente piena.
Poi tornò lui.
Le sue mani erano inconfondibili. Mi sciolse lentamente, come se volesse riportarmi indietro, con calma. Quando tolse la benda, la luce mi sembrò diversa.
Aprii gli occhi.
La stanza era la stessa… ma io no.
Lo guardai senza parlare.
E nel mio sguardo c’era tutto: quello che era successo, quello che avevo sentito… e qualcosa di nuovo, qualcosa che non avrei più dimenticato.
Perché non era stato solo ciò che avevo vissuto…
ma il fatto di essermi lasciata andare, completamente, senza vedere.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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