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Scambio di Coppia

Sapore di sale


di VenusCp
19.12.2025    |    7.093    |    13 9.7
"Marco si chinò su di me e mi baciò, profondo, mentre Laura continuava a esplorarmi..."
Mi chiamo Elena, ho 40 anni e da sempre condivido con Marco, il mio compagno, una passione segreta per le spiagge naturiste. Non è solo nudità, è libertà: il sole che accarezza ogni centimetro di pelle, il vento che gioca tra le gambe, l’acqua che lambisce i capezzoli induriti dal freddo.
Quell’estate avevamo scoperto una caletta isolata, raggiungibile solo con una breve camminata tra le rocce. Pochi la conoscevano, e chi la frequentava sapeva rispettare le regole non scritte: sguardi discreti, sorrisi educati, niente approcci volgari. Arrivammo verso mezzogiorno. Il sole era già alto e bruciava piacevolmente. Ci spogliammo in silenzio, come sempre: io tolsi prima il pareo, poi il bikini, sentendo l’aria calda baciarmi i seni e scivolare tra le cosce già umide per l’eccitazione dell’attesa. Marco mi guardò con quel sorriso complice che mi fa sciogliere. Ci stendemmo sui teli, vicini ma non troppo, lasciando che il nostro corpo si abituasse al calore.
Dopo un po’, notai loro. Una coppia, forse sulla quarantina, eleganti anche senza vestiti. Lei aveva capelli castani raccolti, seni pieni e naturali, un piccolo tatuaggio sul fianco. Lui era atletico, abbronzato in modo uniforme, con un sesso semi-eretto che non cercava di nascondere. Si sistemarono a una decina di metri da noi, salutandoci con un cenno cortese. Rispondemmo allo stesso modo. Nessuna fretta.
Io chiusi gli occhi, ma sentivo i loro sguardi. Non insistenti, solo curiosi. E questo mi eccitava. Immaginavo le mani di lei sul mio corpo, la bocca di lui sul mio collo. Marco lo sapeva: ogni tanto la sua mano sfiorava la mia coscia, un segnale silenzioso che anche lui stava fantasticando.
Passò forse un’ora. Decidemmo di fare il bagno. L’acqua era cristallina, tiepida. Nuotammo piano, lasciando che le onde ci cullassero. Quando uscimmo, gocciolanti, li trovammo in piedi vicino ai nostri teli.
Lei sorrise. «Scusate se disturbiamo,» disse con una voce morbida, «siamo Laura e Matteo.
Questa spiaggia è magnifica, vero?»
Marco rispose per primo, io annuii, sentendo il cuore battermi forte. Parlammo del mare, del sole, di quanto fosse raro trovare posti così tranquilli. Nessun accenno diretto, solo chiacchiere leggere. Ma i corpi parlavano da soli: i capezzoli di Laura erano turgidi, Matteo aveva un’erezione evidente ma naturale, come se fosse la cosa più normale del mondo.
Ci sedemmo in cerchio sui teli uniti. Io ero tra Marco e Laura, le nostre cosce si sfioravano appena. Sentivo il calore della sua pelle. A un certo punto, mentre ridevamo di una battuta, la mano di Laura sfiorò la mia gamba. Non un caso. Rimase lì un secondo di troppo. Io non mi ritrassi. Anzi, girai leggermente il ginocchio verso di lei.
Marco lo notò e sorrise. Matteo ci guardava con occhi caldi. L’aria si fece densa di desiderio, ma nessuno forzava nulla. Era tutto lento, rispettoso, perfetto.
Laura chiese se poteva spalmarmi la crema solare sulla schiena. Accettai subito, forse con troppa fretta. Mi misi a pancia in giù, il viso sul telo. Sentii le sue mani fresche di crema scivolare sulla mia pelle, dalla nuca alle spalle, poi giù lungo la spina dorsale. Si fermò un attimo sul bordo dei glutei, come per chiedere permesso. Io inarcai appena la schiena: il mio sì silenzioso.
Le sue dita scesero piano, massaggiando le natiche, sfiorando la piega tra le cosce. Trattenni il respiro. Marco era accanto a me, lo sentivo accarezzare i capelli di Laura mentre lei continuava. Matteo si era avvicinato e ora baciava piano il collo della sua donna, ma i suoi occhi erano su di me.
Laura mi fece girare. Ero supina, esposta. Le sue mani ripresero a muoversi: sul ventre, sui seni. I capezzoli erano duri come sassi. Li sfiorò con i pollici, poi li prese tra le dita, delicatamente. Gemetti piano. Marco si chinò su di me e mi baciò, profondo, mentre Laura continuava a esplorarmi.
Sentii la mano di Matteo sulla mia caviglia, che saliva lenta lungo la gamba. Non lo fermai. Quando arrivò all’interno della coscia, ero già bagnata fradicia.
Le sue dita sfiorarono le mie labbra, leggere, come una promessa.
Non so chi iniziò per primo. So solo che a un certo punto eravamo tutti intrecciati. Laura era sopra di me, le sue labbra sulle mie, la lingua dolce e curiosa. Io le accarezzavo i seni, sentendo il suo peso caldo sul mio corpo. Marco era dietro di lei, le baciava la schiena, le mani sui suoi fianchi.
Matteo si posizionò tra le mie gambe aperte. Mi guardò negli occhi, chiedendo un ultimo consenso. Annuii. Entrò piano, centimetro dopo centimetro, mentre io stringevo Laura a me. Era perfetto: pieno, caldo, lento. Iniziò a muoversi con ritmo costante, mentre Laura mi baciava il collo e scendeva sui miei seni.
Marco si unì, entrando in Laura da dietro. Sentivo i loro corpi spingere contro il mio, un’onda di piacere che ci travolgeva tutti. Gemevamo piano, attenti a non disturbare la quiete della spiaggia, ma non potevamo trattenerci del tutto.
Venni per prima, un orgasmo lungo e profondo che mi fece tremare tutta. Laura seguì subito dopo, stringendomi forte. Poi Matteo, dentro di me, con un gemito rauco. Marco fu l’ultimo, riversandosi in Laura mentre lei mi baciava ancora.
Rimanemmo così per minuti interminabili, sudati, appagati, con il sole che ci accarezzava di nuovo. Nessuno parlò subito. Poi Laura sorrise e disse piano: «Grazie per la fiducia.»
Ci salutammo nel tardo pomeriggio, con la promessa silenziosa di rivederci. Mentre camminavamo verso l’auto, Marco mi prese la mano.
«Ti è piaciuto?» chiese.
Sorrisi, ancora con il corpo che vibrava.
«Più di quanto immaginassi.»
E sapevo che non sarebbe finita lì.
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