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Bendata e legata al letto.


di anuanua
20.09.2021    |    18.784    |    3 9.2
"Alternavo movimenti lenti ad altri più veloci mentre la mia lingua le cuciva un vestitino di saliva su cui le dita potevano scorrere meglio..."
Sembra strano, ma a volte è più facile aprirsi e confidarsi con un estraneo che con un amico.
Raccontare poi le proprie fantasie sessuali e quelle della moglie a una persona con cui hai un rapporto quotidiano di lavoro, è davvero difficile.
Invece un mio collega ci era riuscito e pur prendendo il discorso molto alla larga si era deciso a raccontarmi il sogno erotico che lui e sua moglie stavano da tempo accarezzando.
Lei avrebbe dovuto essere distesa sul letto, completamente nuda, legata e bendata e lasciata completamente alla mercé di uno sconosciuto.
Lui ovviamente si sarebbe goduto la scena comodamente seduto sulla poltrona vicina e lei avrebbe appunto dovuto sottostare a qualsiasi fantasia dello sconosciuto.
Sentendolo parlare ebbi un'erezione fulminea. Sia perché conoscevo sua moglie, una donna davvero carina e sexy, sia perché certe fantasie hanno il potere di farmi andare fuori di testa.
Lui si accorse della mia eccitazione e subito disse facendomi l'occhiolino:
“Non è che vorresti essere tu questo sconosciuto?”
Io rimasi un attimo interdetto, l'imbarazzo era forte, ma riuscii a vincerlo e posando lo sguardo sul pacco che rigonfiava i miei pantaloni, risposi ammiccando:
“Come vedi sarei già pronto!”
“Vedo, vedo”, rispose ridendo! “Una di queste sere organizziamo!”
E quella sera arrivò qualche giorno dopo.
Ci mettemmo d'accordo su ogni dettaglio ma non su quello che avrei fatto a sua moglie.
“Quello che le farai dipende dalle tue fantasie” disse lui.
“E sono molto curioso di vederti all'opera.” aggiunse.
Entrai in casa. Lui mi parlò sottovoce e mi guidò subito in camera da letto.
Si vedeva benissimo che era estremamente eccitato.
Lei era distesa supina con le mani legate alla spalliera del letto e una grande benda nera le copriva gli occhi.
Le luci erano soffuse e mi parve bellissima.
Si capiva da lontano che pure lei era molto eccitata e il suo respiro già leggermente affannato. Cercai di immaginare cosa si aspettasse da me nello stesso momento in cui lui andò a sedersi sul divano.
Una donna legata e bendata davanti a te!
Quello che ti viene in mente è di prenderla subito con una certa decisione, con forza, anche con un briciolo di violenza.
E forse è proprio questo che lei si aspettava.
Decisi in un attimo di fare il contrario.
Ti aspetti la violenza? E io ti regalo dolcezza, baci, carezze e... brividi!
Mi avvicinai e cominciai a baciarle le gambe partendo dai piedi mentre con la punta delle dita cominciai a disegnare dei cerchi all'interno delle sue cosce.
Alternavo movimenti lenti ad altri più veloci mentre la mia lingua le cuciva un vestitino di saliva su cui le dita potevano scorrere meglio.
La sua pelle era già piena di brividi e piccoli gemiti uscivano dalla sua bocca.
Quando la mia bocca arrivò vicina al suo sesso, con uno scatto felino la lingua lo leccò da cima a fondo in una frazione di secondo.
Era già aperto e pulsante e non aspettava altro che la mia lingua lo esplorasse e baciasse a lungo.
Ma no... “E' troppo presto” pensai.
E continuai a disegnarle il vestitino di saliva ripartendo dal suo pancino, per salire su verso i suoi seni. I capezzoli erano grandi e turgidi e stetti un periodo di tempo indefinito a baciarli e mordicchiarli.
E poi ancora più su, sul collo, il viso, la bocca e le orecchie, con la mia lingua sempre più avida di insinuarsi e infilarsi dappertutto!
E quando davvero si era ormai insinuata in ogni angolo e anfratto, tornai indietro verso il frutto più prelibato.
Lei era già completamente e abbondantemente bagnata e gocce di piacere uscivano dalle sue labbra aperte. La leccai avidamente assaporando i suoi umori e respirando i suoi profumi. Lei non riusci a resistere, strinse forte le sue cosce sulla mia testa e si lasciò andare a un lungo, intenso, rumorosissimo orgasmo!
Mi avvicinai con la bocca al suo orecchio mentre ancora ansimava forte e le sussurrai:
“L'antipasto è servito! Cosa ne dici di passare alla... carne?!?...
Lei rise e io la penetrai con dolcezza e decisione.
Fu proprio in quell'attimo che portai gli occhi verso la poltrona e vidi il mio collega intento a masturbarsi con frenesia.
Eravamo tutti al settimo cielo!
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