tradimenti
La scommessa (1)
Pink1966
08.07.2026 |
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"Matteo era già lì, seduto a un tavolino un po’ in disparte, quando Edoardo varcò la soglia del Tombon in quel pomeriggio di metà settimana..."
1. PrologoL’idea, forse decisamente un po’ folle, sicuramente azzardata, ma proprio per questo ancora più eccitante, gli venne alla festa per i 35 anni di Luigi, uno dei suoi migliori amici. Giulia, anche il nome aveva in comune con una delle sue attrici preferite, con la quale condivideva una certa rassomiglianza, era più bella e leggiadra che mai. Solare, allegra, con il sorriso perennemente ad adornarle le labbra, quando camminava sembrava quasi fluttuare tanto era leggera nei suoi movimenti. Si stavano simpatici, loro due, sin da quando Luigi l’aveva presentata a lui e a tutto il gruppo di amici dell’università qualche anno prima, poche settimane dopo averla conosciuta. Un lungo fidanzamento, poi cinque anni fa, il matrimonio. Ma anche adesso che aveva superato da poco la trentina, Giulia dimostrava molto meno dei suoi 32 anni, con quei lunghi capelli ricci e mori, gli occhi verdi che brillavano di felicità. E lui, non avrebbe avuto nessun senso nasconderselo, di Giulia era da sempre un po’ innamorato. Glielo aveva anche fatto capire, con un tono tra lo scherzoso e il serio: “A Luigi invidio una sola cosa. Te”. Lei, come spesso, aveva risposto con un bel sorriso.
“Sono la coppia perfetta. Indistruttibile”. Mentre stavano sorseggiando quello che non era il primo, e sicuramente non sarebbe stato l’ultimo spritz, con una musica jazz in sottofondo che faticava a sovrastare il brusio delle chiacchiere e risate dei loro amici, Andrea rivolse a Edoardo quelle poche parole nell’osservare Luigi e Giulia impegnati a raccontarsi qualcosa di divertente, viste le loro facce allegre.
“Chissà, forse hai ragione”, gli rispose Edoardo, prima di svuotare in un sorso solo quello che restava dell’aperitivo. ‘Chissà’ ripeté nella sua mente. Proprio mentre in un angolino sempre meno remoto del suo cervello, iniziava a prendere forma quel pensiero sempre più audace. ‘Scommettiamo che…?”.
Quella sera, tornato a casa, Edoardo iniziò a mettere in moto il suo piano. Tutti hanno un punto debole, un lato oscuro della propria esistenza, uno scrigno nascosto al mondo dove rinchiudere i propri segreti, fantasie, sogni inconfessabili. C’era chi magari era bravo a chiudere il tutto a doppia mandata, nascondendo poi la chiave finendo per dimenticare dove l’aveva riposta, e chi, invece, una volta sfiorata la lampada di Aladino delle proprie fantasie, semplicemente non sarebbe più riuscito a sottrarsi ai suoi influssi. Era quello che era intenzionato a fare con Giulia. Trovare quella minima, impercettibile crepa nel suo solidissimo matrimonio con Luigi e poi iniziare a scavare, fino a rompere quegli argini di protezione. Stronzo? Probabilmente sì, anzi, senza quel probabilmente, ma quel pomeriggio, dopo averla vista così felice e leggiadra, la consapevolezza di non poterla avere lo aveva portato a fare quella scommessa con se stesso: vederla tra le braccia, nel letto di qualcun altro.
Così, acceso il computer ed entrato in uno di quei siti di incontri che aveva cercato su internet, dopo avere creato un profilo, Edoardo lanciò la sua esca.
“Cerco bull di età non troppo superiore ai 40 anni, di bell’aspetto, colto, interessante e intrigante, con tempo libero da dedicare alla conquista di una moglie fedele, felice, del tutto inconsapevole e ignara di quello che sarà il nostro patto. Devi vivere nel centro di Milano, preferibilmente nella zona Brera/Duomo (dove lavora lei) e avere del tempo a disposizione per provare a compiere la tua missione. Non facile, ma quando conoscerai la tua…preda, converrai che ne valga la pena. Sono serio, cerco altrettanta serietà. Se qualcuno è interessato, mi lasci un contatto per approfondire la discussione”.
Rilesse il messaggio, fece qualche correzione, schiacciò il messaggio di invio. Alea iacta est, adesso si trattava solo di aspettare ed, eventualmente, scegliere il carnefice giusto per quell’agnellino dagli occhi smeraldo.
Nei giorni successivi, Edoardo iniziò a studiare i vari messaggi, non troppi per la verità, che erano arrivati nella casella mail che aveva creato. Alcuni li eliminò dopo avere letto solo le prime parole, non cercava ignoranza né volgarità gratuita, con altri scambiò qualche messaggio, ma vuoi per motivi logistici, vuoi, soprattutto, per un approccio o un comportamento di fondo che non gli trasmettevano le giuste sensazioni, anche lì ben presto il discorso si arenò velocemente. Finché, a un certo punto, iniziò a dialogare con un uomo che, almeno da quello che gli aveva scritto, sembrava potere fare al caso suo: 38 anni, single, sicuramente affascinante (almeno questo raccontavano quel paio di foto che gli aveva mandato), fisico sportivo e alto, sguardo simpatico e, ciliegina sulla torta, che viveva proprio in quell’area geografica che, sulla carta, lo rendeva perfetto. Così come il suo lavoro, consulente per una società che gli permetteva di gestire con una gran libertà del proprio tempo, tra qualche viaggio e la possibilità di lavorare da casa. O da ovunque decidesse di stare. Troppo bello per essere vero? Decisero per un incontro di persona.
L’appuntamento fu in un bar di Brera, El Tombon de San Marc, locale storico della zona il cui arredamento e le foto appese ai muri raccontavano di una Milano che ormai non esisteva più. Matteo era già lì, seduto a un tavolino un po’ in disparte, quando Edoardo varcò la soglia del Tombon in quel pomeriggio di metà settimana. Bastò uno sguardo per riconoscersi e poco dopo i due erano immersi in una lunga chiacchierata. Edoardo lasciò parlare inizialmente Matteo, così da sondare ancora un po’ il personaggio, capire se quella sostanza che aveva percepito nei pochi scambi di email fosse davvero reale. Dopodiché, a una precisa domanda di Matteo, fu il suo turno di scoprire le sue carte in tavola.
“Che cosa ti porta a volere vedere tua moglie con un altro?”.
“Non è mia moglie, ma la moglie di uno dei miei migliori amici” fu la risposta. Gli occhi di Matteo ebbero un sussulto. “Siamo amici da sempre e da quando l’ho conosciuta, Giulia, questo è il suo nome, mi è sempre piaciuta un sacco. Lei lo sa, ma sono una coppia così unita che, proprio per questo, voglio provare a vedere quanto possano davvero esserlo, se siano davvero così inscalfibili come appaiono a tutti. Per questo ho deciso di fare una scommessa con me stesso, vedere Giulia scopata da un altro. E qui entri in gioco tu”.
Un attimo dopo, Edoardo prese lo smartphone, aprì il folder delle foto e gli mostrò una selezione di scatti di Giulia che aveva creato. Alcune erano foto sue, altre le aveva prese dal suo profilo Instagram, così da dare a Matteo una versione a 360 gradi su quella che, se avesse accettato, sarebbe diventata la sua preda, l’agnello sacrificale di un matrimonio che tutti consideravano perfetto.
“Porca miseria, quanto è bella”, fu il primo commento di Matteo, mentre con l’indice sfogliava l’album delle foto, a volte tornando indietro, altre ingrandendo l’immagine per andare a scoprire qualche dettaglio. “È stupenda”.
“Lo so. E non solo. È intelligente, allegra, divertente, avventurosa. E per tutti è qualcosa di irraggiungibile. Non sarà facile, questo compito che ti sto offrendo, e magari non se ne farà nulla. Per essere onesti, credo che le probabilità di insuccesso siano piuttosto alte, ma le cose belle non sono mai facili e penso che, se sarai bravo a trovare qualche sua crepa nella fedeltà del suo rapporto con il marito, allora il tempo dedicato sarà valso il gioco. Non credi?”.
E, prima che Matteo potesse rispondere, Edoardo aggiunse: “Da quello che mi hai detto di te, tu potresti avere le carte in regola, sei un bell’uomo e per come ti sei presentato e parli, sicuramente sei interessante. Hai la possibilità di gestire il tuo tempo e abuti non lontano da dove lavora lei. Ma anche per compensarti del tempo che questa caccia a Giulia comporterà, sappi che, se andrà in porto, oltre a poterti scopare Giulia, una, due, tutte le volte che vorrai e potrai, ti darò anche mille euro per, diciamo così, compensarti del tempo che dovrai dedicare a lei. Che ne pensi?”.
Edoardo non dovette attendere molto per la risposta, mentre Matteo continuava a scorrere le diverse fotografie di Giulia. “Solo un pazzo potrebbe rifiutare un boccone così prelibato. E anche se il risultato non è scontato, credo che una bellezza così meriti di provarci. Ovviamente, però, avrò bisogno del tuo aiuto, perché più informazioni sarai in grado di darmi, gli orari, il suo lavoro, hobby, passioni e più ne so meglio è, più le probabilità di iniziare a conoscerla aumenteranno. Il resto, poi, toccherà a me, ma questo è quello che mi preoccupa di meno”.
“In cambio vorrò delle prove di quello che sta succedendo, messaggi, foto, video, dai primi approcci fino a quando finirà nel tuo letto. Non ti pongo limiti né nulla, il gioco sarà interamente nelle tue mani e, una volta che l’avrai conosciuta, potrai giocare come pare e piace a te”.
Passarono la mezz’ora successiva a scambiarsi informazioni e idee su come mettere in piedi il loro piano, con Edoardo che raccontò a Matteo molto di quello che sapeva sul conto di Giulia, da dove lavorava a dove abitava, la casa al mare in Liguria dove spesso passava i weekend con il marito, il bagno dove si recavano abitualmente (qualche volta era stato con loro)m la palestra che frequentava eccetera.
“Ti terrò informato il più possibile su quello che accade nella sua vita, ora tocca a te”. Poco dopo i due si salutarono ed Edoardo si chiese quanto ci sarebbe voluto per avere un primo contatto e, soprattutto, se quella pazza idea avesse un minimo fondamento di diventare realtà.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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