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tradimenti

XXX1 - La vicina


di MasterDi
14.07.2026    |    3.697    |    1 9.2
"“Ah sì? Ti piacciono i miei piedi?? Pensa che a me piace tanto farmeli leccare, ma viceversa il mio compagno non è molto propenso…Che ne diresti di darmi una mano?”..."
N.B. Tutte le storie che racconto sono realmente accadute. Modificate nei nomi ed in alcuni dettagli per una questione di riservatezza, leggermente romanzate in qualche tratto per renderle più accattivanti, ma comunque reali.

Conobbi Mariagrazia quando, nel 2018, venne ad abitare con il compagno nell’appartamento sfitto da anni vicino al mio.
Lui, Walter, un bell’uomo, alto 1.90, un po brizzolato, il fare un po da tontolone, ma sicuramente con un suo fascino.
Lei, Mariagrazia…….una vera e proprio bomba sexy: alta circa 1.80, slanciata, capelli neri lisci lasciati sciolti e forme tipiche delle bellezze mediterranee.
Un seno enorme ed un culo perfetto, che si vedeva chiaramente mantenere con qualche attività di fitness, nonché delle gambe lunghissime con cosce sode e dei piedi stupendi.
Tutte cose che lei non nascondeva, ma anzi esaltava con vestitini spesso molto succinti che ne evidenziavano le forme e ne facevano risaltare tutti i dettagli.
Inutile dire che Mariagrazia sia stata dunque spesso oggetto di mie fantasie erotiche, che nel tempo si intensificarono con l’aumentare della confidenza dei rapporti di vicinato.
Nel tempo avevo anche scoperto che lei si divertisse a girare filmatini hard da mettere poi online in un noto sito, il tutto a conoscenza del compagno che anzi la aiutava nella produzione.
La cosa ovviamente mi incuriosì alquanto e mi portò a cercarla.
Trovai il suo profilo e, dopo un iniziale tentennamento, mi iscrissi anonimamente al suo canale sfruttando la prova gratuita di un mese che mi veniva offerto.
Sapevo che scriverle in privato avrebbe potuto avere conseguenze complicate da gestire, per cui almeno inizialmente evitai di farlo.
Un giorno però, in cui ero particolarmente eccitato e la incontrai per l’ennesima volta sulle scale con uno di quei suoi vestitini, non resistetti: rientrai a casa, mi slacciai i pantaloni, e cominciando a masturbarmi con una mano, con l’altra presi lo smartphone ed entrai nella chat del sito.
Ero davvero super eccitato e con un cazzo che, una volta lubrificato a dovere con abbondante saliva, si stagliava nella mia mano in tutta la sua lunghezza e durezza.
La voglia di scriverle e di dirle chi fossi iniziava ad essere ingestibile e così…lo feci.
Provai un primo approccio, in cui le facevo qualche domanda mantenendo però l’anonimato…
Poi, man mano che parlavamo, e la questione si faceva più piccante, decisi di confessare.
Ero discretamente agitato, più che altro perché non sapevo se il farlo avrebbe portato a qualche conseguenza, ma nell’impeto del momento me ne fregai e le ammisi che a parlare, e a guardare alcuni dei suoi video, era il vicino di casa.
La cosa non sembrò turbarla particolarmente, anzi, mi rilanciò assicurandosi che tutto ciò che ci stavamo dicendo e ci saremmo detto da lì in poi, sarebbe rimasto lì dentro la nostra chat.
Promisi, e così finimmo per darci appuntamento ad un altro giorno per continuare quel nostro dialogo.
Andammo avanti per giorni, in cui ci raccontammo qualche nostra fantasia, fino a che alla fine del mese di prova gratuito decisi di disdire l’abbonamento su quel sito; il motivo era semplice: da un lato sono uno che non ha mai dovuto, né voluto, spendere soldi per il sesso, dall’altro avevo come l’impressione che lei mi rispondesse più con l’obiettivo di tenermi “fidelizzato” al suo canale che non per una reale voglia di farlo.
Come detto dunque diedi disdetta.
Non la incrociai per qualche giorno, cosa che reputai positiva perche mi evitava la situazione di imbarazzo di chi ha raccontato alcune delle proprie più recondite fantasie erotiche ad una persona ed ora potrebbe trovarsi nello stesso ascensore con lei.
Cosa che, manco a dirlo, dopo una decina di giorni accadde.
Rientravo dalla solita giornata lavorativa, parcheggio la macchina e arrivo di fronte al portone.
Cerco le chiavi in fondo allo zaino e, nel farlo, non mi accorgo del suo sopraggiungere alla mia destra.
“Hai bisogno di una mano?” mi chiese lei con la chiave del portone già pronta ed un sorriso a dir poco sornione.
“Si” le rispondo io sorridendo a mia volta, e che già iniziavo a sentire il sangue salire di temperature alla sola idea di ritrovarmi insieme a lei in uno spazio di 1 metro per 1 metro.
Saliamo in ascensore e, da parte mia, vi è un po di tensione.
I 40 secondi che di solito impiego ad arrivare al 5o piano stavolta mi sembrarono ore.
Lei era vestita con l’ennesimo dei suoi vestitini super succinti, verde acido, che risaltava la sua pelle abbronzata e i suoi famosi lineamenti mediterranei.
Ai piedi aveva un paio di scarpe aperte, di quelle con un po di tacco e dei lacci lunghi che si aggrovigliano sulle sue gambe.
Proprio sui piedi cadde il mio occhio, e lei, manco a dirlo, lo notò.
Tornato su con lo sguardo incrociai infatti il suo, che non sembrava infastidita, ma anzi compiaciuta dal mio scrutarla.
Mi chiese come mai non le avessi più scritto e se ne disse dispiaciuta.
La cosa sembrava fatta ad arte per stuzzicarmi a riscrivermi sulla sua pagina, ma resistetti alla tentazione.
In compenso la situazione di contingenza dentro l’ascensore aveva provocato in me un’erezione clamorosa.
Avevo il cazzo così duro che sembrava voler strappare la mutanda ed il pantalone sopra per uscire fuori, al punto da farmi quasi male.
Per fortuna l’ascensore arrivò al piano, quindi provando a mantenere un finto disinteresse la salutai e mi mossi rapidamente verso casa mia.
Non appena lei si chiuse la porta dietro di sé, io accelerai il passo e nel giro di 1 minuto netto ero sul letto pronto a masturbarmi pensando a lei, a quella mia vicina così provocante e sensuale.
Mi misi comodo, e dopo qualche minuto in cui lavoravo il mio cazzo per portarlo alla massima erezione, quando sembravo ormai lanciato verso l’esplosione…….DRIIIIN!
Vengo interrotto dal campanello di casa, che tra l’altra è ancora un vecchio modello con un suono stridulo e acuto, alquanto fastidioso.
Il mio momento era appena stato bruscamente interrotto dal campanello, suonato presumibilmente dall’ennesimo ragazzo di qualche agenzia immobiliare intento nel cercare porta a porta appartamenti da affittare/vendere.
Parecchio innervosito mi alzo, non curante dell’erezione ancora in atto la sotto, con il solo intento di mandare a cagare il responsabile di quella interruzione in un momento topico.
Arrivo alla porta, così convinto che apro senza neanche guardare dallo spioncino, ma appena apro……LEI.
Dietro la porta non c’era un sedicente immobiliarista in carriera, bensì lei, che si era presentata lì davanti dopo un repentino cambio di abiti: adesso addosso aveva solamente un vestito nero molto provocante, una sorta di vedo e non vedo, le
gambe scoperte ed un paio di scarpe più classico con tacco a spillo, anch’esso molto provocante.
Rimasi sbalordito e senza parole, al punto che fu lei a prendere l’iniziativa: mi disse che il marito era fuori per qualche settimana, chiedendomi al contempo se potesse entrare a scambiare qualche chiacchiera.
Ovviamente le dissi di sì, la feci dunque entrare ed accomodare sul divano in sala.
La situazione cominciava ad essere bollente, il mio cazzo già in erezione prima del suo arrivo ora è veramente durissimo e lei lo nota nonostante il mio tentativo di coprirlo con un pantaloncino indossato al volo prima di farla entrare.
Mi rivolse qualche domanda “di rito” sulla casa, se mi trovassi bene in quella zona e in quel condominio.
Ad un certo punto però una sua affermazione ruppe l’equilibrio.
“Quel che è certo” disse lei, “è che le pareti non devono essere molto spesse!”.
La guardai con fare incuriosito non capendo bene il perché di tale affermazione.
Lei noto il mio sguardo dubbioso e così aggiunse “la mia camera da letto è esattamente dietro questo muro, sapessi quante volte ho sentito te e le tue amiche urlare di piacere!”
La frase mi fece arrossire, per cui provai a stigmatizzare e scusarmi per averla in qualche modo disturbata, ma lei mi interruppe subito.
“Non ti preoccupare. Non solo è stato simpatico sentire il mio vicino godere, ma poi….non ti nego che in qualche occasione, sola in casa come in questi giorni, mi sia lasciata prendere da quei rumori e mi sia toccata pensando a te…”
Oltre a far scattare irrimediabilmente la mia libido, al punto che il cazzo ormai pulsava anche dentro i pantaloni, quella frase fece cadere gli ultimi freni inibitori.
Per cui di tutta risposta le dissi “beh, già che siamo in tema di confessioni, allora posso dirtelo che mi sono masturbato pensando a te in molte occasioni…”
La mia frase ancora una volta non la turbò, ma anzi sembrava averla positivamente incuriosita.
“Ah sì?! E a cosa pensi quando ti seghi pensando a me?” mi chiese mentre, seduta sul divano, si mise in una posizione alla Basic Instinct con le gambe accavallate una sull’altra e portandosi l’indice verso la bocca.
“A tante cose” le risposi, “ma credo che la cosa su cui ho fantasticato di più siano i tuoi piedi”.
Mentre rispondevo, lei aveva cominciato a far sfilare il piede fuori dalla scarpa con il tacco della gamba sospesa, lasciandomi intravedere i suoi bellissimi piedi fare capolino.
Ero eccitato come non mai; ho una vita sessuale molto attiva, ma quella situazione stava creando un contesto in cui avevo il cazzo ormai duro da mezz’ora, e nonostante non lo toccassi cominciava a rilasciare goccioline di precum.
“Ah sì? Ti piacciono i miei piedi?? Pensa che a me piace tanto farmeli leccare, ma viceversa il mio compagno non è molto propenso…Che ne diresti di darmi una mano?”.
Mentre domandava aveva fatto cadere la scarpa per terra, lasciando quel suo piede meraviglioso puntarmi e stuzzicarmi.
“Potresti farmi da schiavo, assecondando tutte le fantasie che non soddisfo con mio marito” aggiunse.
Personalmente mi piace essere quello che comanda, ma qui si erano create le situazioni giuste per fare uno strappo alla regola.
E sapevo come stare al gioco, quindi la mia risposta fu direttamente “Si…Padrona!”
La cosa la fece evidentemente sussultare, probabilmente piacendole il ruolo della Milf dominatrice, che io avevo tutta l’intenzione di assecondare.
“Allora inizia a leccarmi i piedi, schiavo!” Mi disse, mentre io già mi inginocchiavo avvicinando la mia bocca a quelle bellissime dita “e abbi cura di leccare per bene, senza tralasciare neanche un centimetro!”.
La cosa mi fece ulteriormente eccitare, ma anche lei sembrava stare già godendo.
Ne ebbi la prova quando, nello spingermi il piede in bocca, sposto le gambe aprendo leggermente le cosce.
A fare capolino un perizoma di pizzo molto risicato, il cui filo veniva assorbito dalle grandi labbra della sua meravigliosa patatina da cui si vedeva chiaramente il suo essere incredibilmente già bagnata.
Mi dedicai a leccarle i piedi, prima uno e poi l’altro, con la massima cura e attenzione, mentre lei si eccitava man mano sempre di più.
Mentre la leccavo apriva sempre un po di più le gambe, andandosi a stuzzicare ritmicamente con le mani sia le grandi labbra che il clitoride, il quale iniziava a farsi sempre più gonfio.
Dopo qualche minuto mi fermo, mi prese la testa e mi sposto più vicino a lei, che nel mentre si era messa aperta sul divano con la fica in posizione ottimale per essere leccata fino alla follia.
Ed infatti così fu, sposto leggermente le mutandine e mi disse “ora prenditi cura della mia passerina. Voglio che la lecchi con cura senza lasciare cadere nemmeno una goccia dei miei umori!”
Io replicai nuovamente “Si, padrona!” e mi misi a lavorare su quella fichetta così perfetta, così curata…
Iniziai piano, leccando con cura le grandi labbra, poi lo piccole, poi il clitoride…
Poi iniziai ad infilare la lingua e lì lei comincio a gemere.
“Mmmmmmm! Si, lecca bene tutto, scopami con la lingua Schiavo!”
Io ormai sovreccitato annuisco e continuo a leccarla, alternando sapienti lavori di lingua ad altri in cui gliela inserivo nella fica.
I suoi umori erano ormai incontrollabili, aveva la fica così bagnata che gocciolava ed io che continuavo a leccarla senza darla tregua, alternando anche nel ritmo di modo da darle il massimo della stimolazione possibile con il cunnilingus.
Lei urla e geme sempre di più “Mmmmm, si cazzo, fammi godere cosi, sei un porco, il mio porco!”
Di lì a poco, arrivò al culmine “siiiii, sto per venire, non ti fermare, non ti permettere di fermarti, continua, si, si, siiiiiiiiii!”.
All’improvviso mi trovai sotto una sorta di cascata, si era infilata due dita nella fica e ciò aveva provocato uno squirting da record su tutta la mia bocca e la mia faccia.
Frotte di liquido e umori fuoriuscivano dalla sua fichetta ed io da bravo schiavo non vedevo l’ora di bere e ingoiare tutto, cosa che feci puntualmente.
Lei stava godendo come poche altre volte e all’improvviso, mentre ancora leccavo la sua bella patatina, muove uno dei due piedi e lo allunga in direzione del mio cazzo.
Con le dita arriva a toccarmelo, e a stuzzicarmelo.
Lo sento esplodere, vorrei ribaltare la situazione e prenderla io e scoparla senza pieta, ma oggi la padrona è lei quindi devo stare al mio ruolo.
“Vorresti tirarlo fuori da lì vero?”
“Sì, Padrona”
“E vorresti scoparmi questa bella fichetta vero?”
“Si, Padrona”
“Beh, mi dispiace, ma per ora il gioco finisce qua.”
La cosa mi lasciò per un secondo deluso, perché speravo di poter dare sfogo ai miei istinti, ma ciò che disse mi fece ulteriormente eccitare e capire che ci sarebbe stato un seguito.
“Adesso io torno a casa mia, e tu non ti masturberai. Ho intenzione di tornare più tardi e voglio trovarti con ancora le palle gonfie e piene di caldo sperma tutto per me e per quando lo vorrò io. Hai capito schiavo??”
Ero molto eccitato, ma quella proposta mi piaceva per cui ancora una volta accondiscesi “Si, Padrona”
“Molto bene, allora a più tardi, schiavo”.
“A più tardi, mia Padrona”
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