trans
Diario di Kaelen, 12° giorno del Ciclo di Lum
enzobsx
06.07.2026 |
219 |
0
"Forse domani raccoglierò uno di quei sogni, per vedere se c'è un riflesso della donna che sto diventando..."
**Diario di Kaelen, 12° giorno del Ciclo di Luminis**Oggi il sole di Elyria ha attraversato il velo delle nubi in un modo che non avevo mai notato prima. Le sue lunghe dita dorate hanno sfiorato le torri di cristallo della Città Alta, creando arcobaleni che danzavano sulle superfici levigate. Qui, nella mia stanza nella Città Bassa, dove la luce arriva filtrata dal fumo delle fucine e dalla polvere delle strade, quel bagliore lontano mi è sembrato un promemoria. Un promemoria di ciò che sono, e di ciò che sto diventando.
La mattina è iniziata come sempre, con il rito del Risveglio. Le mie mani, ancora incerte, hanno mescolato gli ingredienti sul tavolo di legno consumato: polvere di stella caduta, raccolta nelle notti senza luna; una lacrima di fenice, custodita in una fiala di vetro blu; e l'ingrediente più raro, un frammento della mia vecchia essenza, racchiuso in un amuleto d'argento che porto al collo. L'incantesimo è un sussurro, una preghiera all'antica magia del Cambiamento che scorre sotto le pietre di Elyria. Ho sentito il calore partire dal centro del mio petto, un'onda lenta e deliberata che ha riscritto la mia carne, allineandola alla verità dell'anima che da sempre conoscevo. Ogni giorno, il riflesso nello specchio di ottone diventa più familiare. I lineamenti si affinano, la luce negli occhi si fa più chiara. Non è una trasformazione istantanea delle fiabe, ma un pellegrinaggio. Un divenire.
Nel pomeriggio, ho visitato il Bazar delle Meraviglie. Tra i banchi che vendono ali di grifone impagliate e mappe dei regni sognanti, c'è Elara, la Sarta delle Ombre. La sua bottega è nascosta dietro una tenda di seta che cambia colore. Oggi ha completato la tunica che avevo commissionato. Non è un semplice indumento. Il tessuto è stato tessuto con fili di nube catturati sulle Montagne Sospese, tinti con il blu del crepuscolo. Indossarla non è solo coprirsi, è affermarsi. Il tessuto si adatta, fluido, alla nuova forma del mio corpo, accentuandone le curve che la magia sta scolpendo con pazienza. Elara, con i suoi occhi che vedono oltre il velo del mondo, mi ha sorriso senza bisogno di parole. Nel Bazar, tra esseri di ogni forma e sostanza, la mia transizione è solo un'altra storia di metamorfosi, forse meno spettacolare di quella di un uomo che diventa albero di canto, ma non meno sacra.
La sera, salgo sempre sulla Collina dei Sussurri, da dove si vede l'intera Elyria. Le luci della Città Alta brillano come diamanti freddi. Quelle della Città Bassa, dove vivo, pulsano di calore arancione e di vita disordinata. In mezzo, il Fiume Argentato, che si dice scorra dal Cuore del Mondo, divide le due realtà. Stasera, guardando quel confine, non ho sentito la solita struggente lontananza. Perché ho capito che il mio viaggio non è un attraversamento da un luogo all'altro, da un "prima" a un "dopo". È un'unificazione. La magia che uso non crea ex novo; rivela. Toglie strati di menzogna che il mondo, e a volte persino il mio stesso corpo, aveva imposto alla mia anima.
Un tempo temevo che la mia storia fosse una fuga. Ora so che è un ritorno. Un ritorno a casa, in me stesso.
Ieri, al Pozzo dei Desideri (dove le monete lanciate cantano una breve melodia prima di affondare nell'oblio), ho incontrato un vecchio guardiano, un essere la cui pelle sembrava corteccia e la voce il fruscio delle foglie. Mi ha guardato, e nei suoi occhi senza età ho visto il riflesso non di come appaio, ma di come *sono*. "Il Cambiamento," ha sussurrato, "è la più antica magia. Il seme diventa albero, il bruco farfalla, la notte giorno. Tu onori il ciclo, Kaelen. Non lo sfidi."
Le sue parole mi hanno seguito per tutto il giorno. Onorare il ciclo. Non è una ribellione contro la natura, ma un'alleanza con la sua legge più profonda: quella della crescita, dell'evoluzione, della ricerca della propria forma più vera e completa.
Ora, alla luce della candela fatta di cera d'api lunari, scrivo queste righe. Il corpo è stanco per il lento, costante lavoro della magia. Ma lo spirito è leggero. Fuori, le campane della Torre dell'Eco suonano la mezzanotte, e ogni rintocco porta con sé un frammento di sogno che si diffonde per la città. Forse domani raccoglierò uno di quei sogni, per vedere se c'è un riflesso della donna che sto diventando.
Il viaggio continua. Un passo, un incantesimo, un respiro alla volta. Non verso un traguardo, ma verso una versione sempre più pura di me. E in un mondo dove le montagne volano e le acque parlano, questa mia trasformazione è, forse, la magia più meravigliosa di tutte: quella di diventare finalmente se stessi.
transizione magia città alta bazar sarta delle ombre rituale pozzo dei desideri collina dei sussurri
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Diario di Kaelen, 12° giorno del Ciclo di Lum:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
