trans
3 giorni: giorno 1 rimorchiata
24.06.2020 |
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"Lentamente sento il cazzo rilassarsi mentre con la lingua continuavo a ripulire per bene il glande senza ingoiare nulla..."
Per una seria di circostanze fortunate Francesca sarebbe stata libera per 3 giorni.E' inutile che vi racconti dei collant rubati alla mamma o in seguito alla moglie, dei perizomi indossati sotto gli abiti maschili, dei tacchi o del rossetto messo durante i lunghi giri notturni in auto alla ricerca di ............., ognuna di noi, nelle varie fasi della nostra vita, ha contrastato o assecondato la propria natura femminile, ma la Francesca che è parte integrante di noi rimane sempre lì, in attesa del suo momento.
In passato, per qualche incontro hard, ho usato un motel discreto, in periferia, sulla tangenziale, con accesso alle camere direttamente dal parcheggio, prenoto lì per l'intero soggiorno. Decido di non nascondermi: sono alla reception per la registrazione, jeans e pullover unisex, grandi occhiali femminili anni 80, abbondante fondo tinta e rossetto opaco molto leggero, niente parrucca. Vincendo l'emozione riesco anche a chiedere se è possibile ricevere un collega in camera per discutere di una prossima riunione di lavoro. Non ci sono problemi, solo, per motivi di registrazione, non ci si può trattenere per la notte.
Sono nella camera che sarà il mio alloggio per i prossimi 3 giorni.
Sistemo il mio bagaglio: nulla di maschile tranne un cambio di biancheria ed una camicia pulita oltre a quello che ho indosso, molto per Francesca!! Doccia, igiene intima, ripassata alla depilazione nelle zone cruciali ma soprattutto manicure e pedicure. Sono abbastanza brava con le unghie dei piedi ma per essere perfetta ho comperato un set di unghie veramente di un bel colore rosso simile al mio rossetto preferito. Le successive 2 ore a valutare accoppiamenti (ahhh ragazze ..... non pensate subito al meglio!) sto parlando di abiti, lingerie e scarpe ma, come da tempo deciso, per la mia prima uscita in femme di giorno, opto per un abbigliamento semplice e non vistoso. Sono convinta che una passeggiata per negozi e un aperitivo con la speranza di un incontro o di essere rimorchiate, ovviamente vestite in modo naturale e curato, ma sempre cercando di evidenziare un pò della nostra zoccolagine, siano occasioni piacevoli e forse più adrenaliniche che le uscite notturne, complicate dai tempi ristretti e da possibili rischi oltre che dalla scomodità di cambiarsi e truccarsi in'auto.
Sono in auto e sto facendo manovra per parcheggiare, sono stata fortunata ho trovato posto sulle strisce blu dove è sempre impossibile. Spengo il motore, una controllata alla parrucca ed al trucco, da giorno, leggero ma evidente: fondo tinta della Kryolean, molto coprente, essenziale per coprire rughe, aloni di barba ed altro, che meraviglia avere tempo e luce per mettere l'eyliner, è perfetto! mascara abbondante, ombretto, cipria e blush per evidenziare zone diverse del viso e .......finalmente di giorno e pubblicamente, una bocca ben disegnata con matita ed un bel rossetto mat, non troppo appariscente ma evidentissimo. Metto i miei occhiali che mi danno tanta sicurezza nell'animo ma che nella sera imminente mi danno anche molta incertezza visiva.
Ora dopo un respiro profondo, scendo dall'auto e sono fuori in strada alle 5 del pomeriggio!!!! Mi sistemo il bomberino, vera finta pelle cinese, sopra ad un golfino a pelle, grigio chiaro con filamenti argentati, cintura nera alta, sopra il golf, per evidenziare un pò il giro vita, jeans stretti ma larghi in fondo per minimizzare l'effetto di uno stivaletto tacco 10 molto comodo per passeggiare ma che conferisce comunque quella falcata un pò ondeggiante che tanto piace agli uomini. Inutile dirlo, intimo da vera troia, ve lo lascio solo immaginare, non mi sono fatta mancare niente.
Mischiata e confusa tra persone normali che girano per negozi in una zona centrale della città, di momento in momento più sicura, passeggio e mi soffermo a lungo su alcune vetrine di negozi femminili che mai avrei avuto il coraggio di guardare se non di sfuggita e rapidamente. Incrocio donne e uomini di ogni aspetto ed età, colgo sguardi di indifferenza, alle volte di curiosità, di stupore ed anche, perchè negarlo, di schifo e disprezzo, ma più passa il tempo e più Francesca comincia ad essere sicura di se e sfrontata, ricambia gli sguardi, non abbassa gli occhi e quando coglie desiderio e voglia, risponde con sorrisi ed ammiccamenti di compiacimento, inarca la schiena ed accentua l'ondeggiamento del culo, apre leggermente la bocca rossa facendo intravedere la lingua, insomma fa la puttana.
Nel passeggiare lungo la via commerciale c'è qualcuno, di cui ho colto lo sguardo incuriosito ma un po impacciato, che ho già incontrato varie volte uscendo dai vari negozi, non è il bel giovane palestrato dei nostri sogni, anzi è piuttosto comune ed ordinario. ma decido di dargli un occasione, al prossimo incrocio sorriderò. Ma lui mi precede, sono ferma davanti ad una vetrina di un negozio di scarpe, vorrei tanto entrare e provarle tutte ma proprio in quel momento sento una voce che mormora a bassa voce: disturbo ? mi volto e sorrido un pò emozionata, vi garantisco che è molto più difficile fare la signora che la puttana, con fatica articolo a bassissima voce un: no si figuri, ......... mi chiamo Roberto, piacere Francesca, le piacciono le scarpe? si le adoro, sopratutto i sandali con stringhe e cinturino, ma ora cercavo qualcosa di più semplice. Da li la conversazione scivola via più facilmente, mi invita al bar per un caffè, sono perplessa se accettare, entrare in un locale con tanta gente, lo sguardo del barista, la tazzina sporca di rossetto, ma il pensiero di essere invitata e protetta da un uomo, di giorno, in un locale pubblico è travolgente. Locale non molto affollato, clienti generalmente indifferenti, emozionata sorseggio il mio caffè facendo attenzione a non sporcare troppo la tazzina. Sono stata brava, solo un leggerissimo alone di rossetto. All'uscita mi chiede se vogliamo fare 2 passi insieme. Accetto, sono attratta da quest' uomo, preferisco come dicevo gli uomini non belli ma semplici e spontanei. Piuttosto alto e massiccio, pochi capelli bianchi ma ben curati, mani forti di chi le ha sempre usate per lavorare, ma curate. La passeggiata fu piacevole, ci conoscemmo meglio: Roberto è un 65 enne titolare e capomastro di una piccola impresa artigianale, prossimo alla pensione, sposato con due figli grandi, storia ordinaria ma, per me, in quel pomeriggio di pura emozione, rassicurante. Per quanto mi riguarda rimasi sempre molto sul vago, abbiamo sempre timore di rivelare troppo della nostra doppia vita.
Poco dopo, forse casualmente o forse no, arrivammo alla sua auto, mi chiese se mi andava di fare un giro. Accettai mi fece salire e continuando a chiaccherare uscimmo dal centro, si diresse verso zone più tranquille, durante la guida mi sfiora le mani e mi mette le mani sulle coscia. Non lo ostacolo, ma non ricambio, sono immobile anche se vorrei fare tutto il contrario e mettergli le mani sul pacco. Ovviamente cerca e trova una zona tranquilla dove fermarsi. Insiste, le sue mani cercano il mio corpo, mi controllo, voglio essere diversa, comincio sfiorandogli le mani per poi toccare con più convinzione il resto del suo corpo lui ricambia le mie attenzioni prima palpando e mettendo le mani dappertutto con forza e desiderio poi, riprendendo il controllo, con una mano accompagna il mio mento verso il suo e cominciammo a baciarci . Un bacio lungo, profondo, erotico ed eccitante. Li tutto si fermò, me compresa
Le sue mani ora mi accarezzavano le cosce, indugiando sul gancetto del reggicalze al di sotto dei jeans, le sue mani si muovevano in armonia con la sua lingua, temevo di venire. Le nostre mani esploravano i nostri corpi, arrivando ben presto tra le gambe per toccarci a vicenda. con un po di difficoltà gli slaccio la cintura ed abbasso la cerniera dei pantaloni, faccio scorrere la mano sul cazzo trattenuto dagli slip, é abbastanza duro ma al contatto delle mie dita si ingrossa ancora di piú.. Lo prendo tra le mani, il contrasto tra le mie unghie laccate ed il suo uccello è fantastico. Lo sego per un poco timidamente e lentamente ma, quasi subito, istintivamente mi chino per trovarmelo in faccia. Inizio a succhiarlo. Lecco le palle, belle gonfie facendo presagire una pioggia di latte più avanti, lecco con cura le venature del suo cazzo turgido, non grande, un pò storto ma ora molto duro, fino a raggiungere il contorno della sua cappella. lo stringo forte con la mano e inizio a leccargli la punta. Con le labbra accompagno il prepuzio per liberare il glande dentro la mia bocca. E' morbido e delicato ma duro allo stesso tempo, più lo sentivo in bocca più lo volevo. Alzo la testa verso di lui e lo guardo sorridendo mentre gli facevo una sega. Lui sorrise ma gentilmente mi spinse di nuovo la testa verso il cazzo. Francesca riprese quel pompino divino, mettendo a nudo tutta la sua femminilità; sentire il profumo di uomo diventava, come sempre, ogni volta più ipnotico..
Cercavo di prenderlo sempre più in profondità, sentivo le labbra avvicinarsi alle sue palle, la mia meta ambita. I suoi gemiti mi incoraggiavano ma, violentando la mia troiaggine e volendo cogliere l'inusuale attimo di dolcezza, in un attimo me lo sfilo di bocca e alzandomi lo bacio appassionatamente. ma lui, questa volta, abbandonando la gentilezza, mi abbassa la testa con forza e me lo infila in bocca, resisto un poco ma mi arrendo, sento di nuovo il sapore del maschio, ora dominante, e l' odore, che ancora ricordo benissimo, eccitantissimo, mentre lui sempre con forza mi spinge il cazzo in gola e inarcando con movimenti rapidi la schiena lo muove velocemente, mi sento per una volta completamente femmina, dominata, in balia del mio uomo.
Sono molto vogliosa lo sento gemere di piacere, il calore della mia bocca, delle mie labbra, della mia lingua, fa, se possibile, indurire ancora di più il suo cazzo ma forse è solo la mia eccitazione che mi dà questa sensazione. Mi prendo un attimo di pausa, rialzo la testa e lui trova un varco nel mio corpo, mi tocca, mi stringe e mi carezza ovunque, infila le mani tra le cosce, tira giù la lampo, si accorge del reggicalze e del perizoma, ci gioca un pò, poi si decide e stringe il pisello che nel frattempo è diventato duro, infila la mano sotto il golf tocca il seno e stringe i capezzoli,.................. mi piace, mi piace, mi piace e mi fa sentire donna e troia per il suo uomo; lo riprendo tra le labbra, alterno rapidità a lentezza e profondità, la mia saliva mista ai suoi liquidi presperma cola lungo l'asta, lo sento nella mia bocca sempre piu' grosso. Capisco che sta per venire, mi fermo e lo tengo in bocca, mi piace quell' uomo e voglio tenerlo lì fino all' ultimo della sua esplosione. Adoro quel momento sospensione, magico: labbra, lingua e bocca ferme, ma ormai senza ritorno, perchè mentre il cazzo ti riempie tutta la bocca fino in gola si ha la possibilità di assaporare in assoluta libertà, quella percezione di riempimento totale del corpo e della mente. Pochi istanti dopo la prima contrazione ed un fiotto caldo e dolce mi riempie la bocca, poi è un crescendo fino a quando non percepisco una lieve perdita di rigidità, ma non lo lascio, anzi continuo a succhiargli la cappella assaporando anche gli ultimi fiotti. Lentamente sento il cazzo rilassarsi mentre con la lingua continuavo a ripulire per bene il glande senza ingoiare nulla.
Io nel frattempo sento che mi sto bagnando, quando sono molto eccitata spesso mi esce del liquido dal mio cazzetto, anche se non è duro, esce piano piano e mi da un immenso piacere, simile, credo, all' orgasmo femminile. Roberto mi prende la testa tra le mani, mi tira su e mi bacia con desiderio, quasi con violenza spingendomi la lingua in bocca. Sono sorpresa e nello stesso tempo eccitata, rispondo al suo bacio e, mentre la sua mano accarezza la mia gamba, sento che cerca, con la lingua, nella mia bocca, la sua sbora .
Non era stato solo un pompino, piano piano torno sulla terra, sensazioni nuove e diverse, in questa occasione l'emozione sessuale mi aveva condotto dove il sesso sfrenato non mi aveva mai portato. Dopo aver ancora indugiato sui nostri corpi mi sento in dovere, leccando sino in fondo, di pulirlo bene tutto, poi qualche carezza e baci leggeri, ci ricomponiamo e proviamo a fare 2 chiacchere ma non è più come prima quando il desiderio ci rendeva audaci ed eccitati, il momento si è rotto e Roberto è pensieroso, avvia l'auto dirigendosi verso il luogo dove avevo parcheggiato. Silenzio nel traffico della sera, qualche battuta sull'orario di rientro a casa e nulla più. Arrivata, un bacio frettoloso, delusa, sto per scendere quando improvvisamente con voce rotta di chi sa che sta facendo una cosa incomprensibile e forse una cazzata, mi chiede se può rivedermi. Ci ho sperato sino all'ultimo e rimango ferma, con lo sportello dell'auto aperto, il mio piede con il tacco già poggiato a terra, indecisa se fare la preziosa o cedere subito. Propendo per la seconda ipotesi: sicuramente sono disponibile in femme nei prossimi 2 giorni, poi chissà. Mi dice che deve organizzarsi a casa ma gli piacerebbe invitarmi a cena, ci scambiamo i cell, domani mi farà sapere, rimarrò in attesa di sue notizie anche se non ci spero molto. Gli uomini sono diversi una volta svuotati.
Salgo sulla mia auto e mi avvio verso il motel, appena in camera mi guardo allo specchio, un po sfatta ma ancora ok, accendo il computer e mi collego con il nostro sito dove, prima di uscire avevo lanciato un last minute. Mangio qualcosa che avevo comperato sulla via del ritorno, mi faccio un trucco da zoccola, indosso le mie decolletes argentate con tacchi altissimi, una mini con paillettes e camicetta trasparente, mi attende una serata in chat e se possibile qualche cam, sono stanca ed eccitata non ho voglia di uscire per tentare qualche incontro, vorrei lanciare qualche esca per domani. L'amore ed i pompini sono una bella cosa ma il mio culo è ancora vergine e non mi va di soddisfarlo solo con il dildo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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