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Diventare Morena


di Membro VIP di Annunci69.it Lucienk
03.05.2026    |    2.103    |    16 9.8
"È una sensazione travolgente, un getto prepotente che sembra non finire mai, riempiendomi l'intestino con una marea di seme denso..."
​Tutto è iniziato un pomeriggio nell'ufficio di Mario, dove abitualmente mi scopa un paio di volte a settimana, sulla scrivania o sul divano. Siamo ancora nudi, abbiamo appena finito di farlo e i nostri corpi sono ancora caldi, quando lui prende il cellulare. Mi mostra della lingerie sexy e i suoi occhi brillano di una luce nuova: "Mi piacerebbe che indossassi queste cose per me. Voglio che tu diventi la mia sexy femminuccia," sussurra, indicando ogni dettaglio: dal pizzo nero alle vestaglie di seta, vestitini, scarpe con tacchi a spillo e stivali alti fin sopra il ginocchio.
​La cosa, non nascondo che mi eccita da morire. Ordiniamo tutto l’occorrente. L'indomani vado dall'estetista per una depilazione totale: voglio che la mia pelle sia liscia come seta. Sento il calore della cera e lo strappo deciso su ogni millimetro di pelle. Torno da lui sentendomi già trasformata nell'anima. Mario mi sta aspettando: è arrivato tutto. Mi dà un sacchetto con l'occorrente: "Vai in bagno a cambiarti."
​Estraggo la biancheria: autoreggenti di rete con fascia in pizzo, un perizoma che è solo un filo e una minigonna nera. Nella scatola trovo gli stivali alti sopra il ginocchio con un tacco da 12 cm. Mi vesto, indosso la parrucca bionda e un trucco pesante con rossetto rosso acceso. "Wow," dico guardandomi allo specchio, "ma che figa che sono." Mi giro, mi guardo dietro: mi piaccio. Penso che ora mi serva un nome. Morena. Sì, Morena la bionda mi si addice.
​Esco dal bagno. Mario mi squadra orgoglioso: "Sei pazzesco, nipote mio."
"Io sono Morena, la tua puttanella," rispondo. Inizio a muovermi per lo studio: "Sei pronta, sei una gran figa così!"
"Lo so di esserlo, zio."
​Mi inginocchio tra le sue gambe sulla poltrona. Slaccio i pantaloni e libero il suo sesso già turgido. Lo afferro, sentendo il calore della sua pelle contro la mia. Inizio a lavorarlo con la punta della lingua, solleticando il frenulo e risalendo fino alla cappella lucida. Poi, lo accolgo tutto in gola. Il rumore è un gorgoglio umido e profondo, lo schiocco della saliva accompagna ogni movimento ritmico. Affondo la faccia nel suo bacino, sentendo i peli del pube sul viso mentre succhio con forza, creando un vuoto che gli strappa gemiti di piacere, mentre la mia gola si tende per ospitarlo interamente. Lui mi afferra i capelli biondi per spingersi ancora più a fondo, fin quasi a farmi soffocare.
​Quando è al limite, mi solleva e mi fa sdraiare sulla scrivania a cosce aperte. Mi tira verso il bordo e mi spinge le gambe fin sopra le spalle. Mi incula con spinte energiche; sento il ritmo sordo dei colpi e la scrivania che vibra sotto il peso del nostro sesso. Mi scopa con un'eccitazione mai provata, tenendomi le gambe spalancate dalle caviglie. Mi sento una femmina usata a fondo. L'orgasmo arriva violento; mentre sento il suo sesso gonfiarsi e pulsare dentro di me, le mie pareti si contraggono in spasmi incontrollabili. Schizzo su di me, un getto che mi bagna il ventre, mentre la sua sborra mi arriva dentro come una scarica elettrica, un calore bollente che invade le mie viscere. Limoniamo con foga mentre il suo seme continua a fluire dentro di me, marchiandomi.
​"Datti una sistemata che usciamo."
Arriviamo nella zona industriale dove i camionisti sono in sosta; il piazzale è pieno di tir enormi.
"Scendi, Morena."
"Cosa devo fare? Tu non vieni?"
"No, io ti ascolto da qui. Metti questo nella borsetta... così posso sentire tutto."
​Scendo dall'auto e il rumore dei tacchi sul cemento sembra un tamburo. Sento il filo del perizoma che si insinua tra le natiche lisce. All'improvviso le portiere di un enorme Scania si spalancano. Due uomini massicci scendono fissandomi come un miraggio. "Quanto vuoi, bambolina?" L'idea di essere pagata mi eccita da morire. "Ciao, sono Morena... tutti e due, servizio completo. 100€ a testa per godere."
​Apre il rimorchio, dove sistemano dei cartoni da imballaggio come un letto improvvisato. Mi inginocchio e loro liberano due cazzi enormi, scuri e venosi. Li prendo in bocca con devozione, succhiando le cappelle con schiocchi sonori e bagnati, coprendoli di saliva densa che cola lungo le loro aste calde. Vado su e giù con la bramosia di chi ha scoperto il proprio destino. "Che troia che sei, sei brava con la bocca!" dicono.
​Mi fanno appoggiare alla lamiera fredda del rimorchio. Mi allargano le gambe: "Piegati in avanti." Uno sputo denso e poi tre dita mi entrano in culo con forza. "Guarda come è larga," dice al collega, "ci entra una mano!"
"Basta così, ora datemi i cazzi, ti sfondiamo!"
Mi solleva la minigonna, estrae il plug d'acciaio e con un colpo secco entra dentro di me. La penetrazione è brutale: sento la carne calda che mi apre, mentre ogni affondo produce un rimbombo metallico contro la lamiera. "Zitta e guadagnati i 200€."
​Poi tocca all'altro. Trova il buco largo, ma il suo cazzo è più grosso e lo sento devastarmi dentro. "Sì, continua! Inculami selvaggiamente! Sono la vostra mignotta!" Mi buttano sui cartoni alla missionaria, gambe spalancate sopra le spalle. Mentre uno mi scopa, l'altro mi infila il cazzo in bocca. Lo guardo dritto negli occhi mentre la sua verga entra ed esce prepotente. Il rumore dello schiaffo della carne si mescola ai miei gridi: "Sì, spacca tutto! Fammi sentire quanto sei grosso!"
​Lo sento gonfiarsi a dismisura dentro di me, occupando ogni millimetro delle mie pareti anali. Quando esplode, emette un ruggito animale e sento il primo fiotto denso e bollente colpirmi nel profondo. È una sensazione travolgente, un getto prepotente che sembra non finire mai, riempiendomi l'intestino con una marea di seme denso. "Sì, sborrami dentro, ingravida la tua troia!" urlo mentre il piacere mi squassa il corpo in un orgasmo devastante che mi fa tremare le gambe.
​Poi l'altro mi prende alla pecorina, mi afferra i fianchi con le mani sporche e mi scopa con una furia infinita. Sento il suo seme precedente che lubrifica ogni affondo, rendendo il suono ancora più viscido. Quando arriva al limite, sento il suo sesso pulsare contro il mio sfintere prima che mi sborri in culo anche lui, un secondo carico pesante che si mescola al primo, facendomi sentire completamente colma e usata. Ci risistemiamo e scendiamo dal rimorchio. "Sei stata fantastica, puttana." Mi allungano i 200€ meritatamente.
​Torno alla macchina barcollando, sentendo il loro seme denso che cola lungo le cosce lisce, macchiando le autoreggenti mentre cammino sui tacchi. Il trucco è sfatto, gli occhi arrossati dal piacere estremo. Mario mi guarda e sorride; ha il cazzo in mano, si sta segando freneticamente mentre ha ascoltato ogni gemito. Mi butto con la bocca su di lui, assaporando l'ultima fatica. Mi prende per i capelli biondi e mi sborra con violenza in bocca, un getto caldo che mi riempie il palato. Gli mostro la bocca spalancata e piena di sborra biancastra prima di ingoiarla con un ultimo, profondo respiro di soddisfazione.
"Hai sentito tutto?"
"Sì, sei stata una vera puttana a farti pagare."
Mi pulisco le labbra con un dito, lo rimetto in bocca per non sprecare nulla e sorrido. "Ora andiamo a casa."
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