trans
Gioco lesbotrav.
TravmaturaVerona
19.04.2026 |
72 |
1
"L’uccello mi tirava , e sembrava chiedermi disperatamente di liberarlo dalle mutandine..."
Da moltii anni ho scoperto la mia passione “segreta” per le sorelline e, grazie agli annunci pubblicati sui siti specializzati, ho avuto modo di conoscerne ed incontrarne alcune. Con (Vania) si è però instaurato un rapporto privilegiato. Già dalla prima volta che ci siamo incontrate, ho provato per lei una emozione superiore. Ricordo che, dopo un fitto scambio di e-mail, Vania accettò di incontrarmi in motel. Quando arrivai, mi trovai di fronte una sensualissima trav. 55enne . Vania era truccata ma non in modo volgare o eccessivo, con una parrucca di capelli castani lunghi e mossi . Indossava una vestaglia da camera classica, ricamata, lunga sino al ginocchio e calzava dei bellissimi sandali con tacco vertiginoso. Dopo un comprensibile iniziale imbarazzo da parte di entrambe, lei mi offrì da bere e facemmo conoscenza. Mentre parlavamo, la tensione diminuiva lasciando lo spazio ad una nascente eccitazione. Infatti, mentre eravamo sedute sul letto, non potei fare a meno di guardarle le splendide gambe che aveva magistralmente accavallato lasciando intravedere gli orli di bellissime calze velate nere, tenuti in tensione da un reggicalze anch’esso nero. Notando che mi ero quasi incantata, Vania mi chiese a bruciapelo:- “Ti piacciono?”, non so se riferendosi alle calze o alle gambe. Bastò solo che rispondessi “moltissimo” perché Vania si alzasse e, con lentezza e maestria quasi da consumata spogliarellista, si slacciasse la vestaglia, facendosela scivolare ai piedi ed esibendo un completino intimo di colore nero veramente notevole. Indossava un reggiseno imbottito di pizzo e delle mutandine trasparenti. Come ho già detto, reggicalze e calze nere, molto velate che, tra l’altro, sono sempre state la mia passione. Il corpo era perfettamente depilato e liscio. Tale visione mi cagionò un erezione tanto che il membro mi usciva dalle mutandine . Mi avvicinai a Vania e la strinsi tra le mie braccia, baciandola sul collo e mentre le mie mani le accarezzavano dapprima la schiena e poi i sodi glutei. Vania dimostrò di apprezzare molto questo approccio tanto che avvicinò la sua bocca alla mia e le nostre lingue si fusero per un lungo e voluttuoso bacio. Ormai ero eccitatissima. Iniziai con continui baci e leccate a scendere lungo lo splendido e fremente corpo di Vania. Mi ritrovai con il viso all’altezza del suo bacino. La mia lingua guizzava sulle sue mutandine. La girai e contemporaneamente gliele sfilai. Ebbi, davanti agli occhi, la visione del suo meraviglio culo. Forma rotonda, pelle liscia e più pallida rispetto al resto del corpo, perfettamente glabro. Poteva benissimo essere scambiato per un sedere femminile e, forse, anche meglio. Dopo alcuni istanti in cui rimasi a contemplare quell’opera d’arte, non resistetti ed iniziai a leccare e mordicchiare quelle succulente chiappe. Vania, gradendo il trattamento, si piegò leggermente in avanti ed io, che ero inginocchiata dietro di lei, divaricai con le mani i suoi glutei intravedendone così il bellissimo ed osceno fiorellino. Mi tuffai con il volto dentro quello splendore e leccai instancabilmente il suo buchetto con avidità, umettandolo per bene ed infilandogli ripetutamente la punta della lingua, aiutato in questo dal movimento ondulatorio di Vania che gemeva e mi incitava. In quella posizione riuscivo anche, e con piacere, a leccare la base dei testicoli di Vania che erano belli pendenti gonfi ma lisci, depilati e profumati. Dopo svariati minuti di questa pratica, Vania si giro esibendomi davanti al volto, il suo cazzo eretto, di normali dimensioni. Era ciò che aspettavo. Lo ingoiai in modo famelico, leccandolo, baciandolo, passandogli la lingua dalla radice alla punta, succhiandogli i testicoli con ingordigia. Contemporaneamente le mie mani accarezzavano quelle stupende cosce velate dalle calze. Ero all’apice della voluttà e non mi ero ancora spogliata. L’uccello mi tirava ,e sembrava chiedermi disperatamente di liberarlo dalle mutandine. Vania, evidentemente avvedutasi di ciò, si staccò da me e, dopo avermi fatto risedere sul divano e tolte le murandine, iniziò a leccarmi lo scroto e, con la punta della lingua, a risalire e scendere lungo la mia asta, senza peraltro quasi toccarla con le mani. Tutto ciò mi provocava dei brividi intensi lungo la schiena e credo che solo la maestria dimostrata da Vania in tale circostanza mi abbia evitato di venire immediatamente. Infatti, intervallava la sua lenta azione con brevi pause che mi consentivano di riprendere un minimo di controllo sui miei sensi. Dopo alcuni minuti di questa pur entusiasmante pratica, Vania, guardandomi intensamente negli occhi, mi chiese se volevo possederla. Era come chiedere ad un bimbo se volesse un regalo. Mi sentivo al settimo cielo. In un batter d’occhio, e senza alcuna difficoltà rispetto ad altre volte in cui avevo in detta circostanza avuto un afflosciamento di tensione, mi infilai il preservativo avvicinandomi a Vania che si era già posizionata alla pecorina. Indirizzai la punta del membro verso quell’agognato pertugio che mi si apriva di fronte, e che già avevo abbondantemente umettato con la mia saliva e l’inserimento fu dolce, aiutato dalla spinta graduale che Vania fece con il suo bacino. Una volta dentro di lei,sentii il suo sfintere avvolgere perfettamente il mio uccello, irradiandolo piacevolmente del suo calore, ed iniziai con un lento andirivieni, ben sapendo che non avrei resistito tanto visto il mio grado di eccitazione, ormai al limite. Infatti, dopo alcuni colpi, sentendomi il basso ventre ribollire, aumentai il ritmo delle spinte facendo gemere di piacere la mia partner. Ormai ero fuori controllo Non resistevo più. Feci appena in tempo ad estrarre il pene dal culo di Vania, e liberarlo dal preservativo, che esplose in un primo violentissimo spruzzo di sperma che la raggiunse nei capelli. Seguirono violente contrazioni che liberarono fiotti di liquido biancastro che inondarono la schiena della mia amante. In quegli istanti, venni inebriata da un parossistico piacere che mai avevo provato prima di allora. Abbracciai Vania e la baciai profondamente in bocca. Nessuno mi aveva mai fatto godere come lei e mi spiacque solo che, quella prima volta, forse durata troppo poco per lei. Ebbi comunque modo di rifarmi altre volte con Vania per la quale, forse, è riservato anche un pezzetto del mio cuore..
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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