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Doppio Gioco sul Sedile Posteriore


di Membro VIP di Annunci69.it Lucienk
17.05.2026    |    1.748    |    3 9.5
"Sentii il mio cazzo pulsare violentemente dentro di lei, la carne che bruciava mentre il piacere mi saliva dritto alla gola..."
​I fari dell’auto fendevano il buio della statale deserta, una striscia di asfalto che conoscevo a memoria. Era notte fonda, l'ora in cui il mondo si spegne e restano svegli solo gli istinti più cupi. Poi, all'improvviso, oltre il raggio di luce dei fari, vidi quella sagoma scura sul ciglio della strada. Rallentai d’istinto, con un brivido di anticipazione che mi partì dallo stomaco: sapevo già chi era.
​Era lei, la mia trans preferita, una prostituta magnifica che vedevo ogni tanto quando la fame di sesso estremo diventava impossibile da ignorare. Era il nostro segreto, un appuntamento senza regole nato dal caso e diventato un vizio fisso.
​Accostai e, non appena la portiera si aprì, l’abitacolo fu invaso dal suo profumo violentissimo di pelle e vaniglia nera. Era una trans da urlo: tette sode che spingevano contro una scollatura esagerata, gambe infinite nude e tacchi a spillo vertiginosi. Sfilò il cappotto con la lentezza calcolata di chi sa esattamente come farti impazzire e accavallò le cosce, mostrando lo spacco dell'abito di seta nera fin sopra l'inguine.
​«Ti piace quello che vedi, cazzo? Sei tornato da me, porco... Guarda pure quanto sono eccitata, stasera ti sfondo», mi provocò con quella sua voce profonda e maliziosa che mi fece saltare subito il sangue alla testa.
​Senza dire una parola, inchiodai l'auto in una stradina sterrata in mezzo alla vegetazione, spenti le luci e ci catapultammo direttamente sul sedile posteriore, strappandoci i vestiti di dosso come bestie inferocite. Eravamo nudi, sudati e arrapati da morire, con la carne che già bruciava a contatto con la pelle della tappezzeria.
​Ci buttammo subito in una sessione di pompini reciproci da urlo. Lei si mise in ginocchio, mi afferrò la verga e se la infilò tutta in bocca, ingoiandola fino in fondo alla gola, facendomi impazzire con lo schiocco umido della saliva. Io mi avventai sul suo cazzo enorme e già duro come il marmo: glielo succhiai con foga, leccandole le palle e mandando giù tutto il suo liquido pre-eiaculatorio. Ci spruzzavamo saliva a vicenda, mentre lei mi spingeva il bacino sulla faccia godendo come una cagna.
​«Sì, succhiamelo tutto, guarda come spruzzerei adesso», ringhiava dandomi colpetti ritmici in bocca.
​Ma la fame di versatilità che ci univa ogni volta era troppa. La sbattei a pancia in su sul divanetto, spalancandole le gambe chilometriche fino a poggiarle contro i finestrini posteriori, ormai completamente appannati e colanti di condensa. Mi sputai sulle dita, gliele infilai nel buco stretto e bagnato per aprirla e, senza un briciolo di pietà, la inculai con un affondo violento e secco. Lei cacciò un urlo porco che riempì l'auto. Cominciai a darle una serie di inculate selvagge e animalesche, colpendola a ritmo continuo. La carne sbatteva contro le natiche con un rumore umido, forte, osceno.
​«Sì, cazzo, scopami forte! Sfondami il culo, riempimi tutto!», gridava fuori di sé, mentre le mie mani le stringevano i fianchi lasciandole i segni delle dita sulla pelle. Ogni spinta era profonda, rabbiosa, totale.
​L'eccitazione era a livelli depravati e il bello dei nostri incontri era proprio lo scambio totale dei ruoli. Sapevano entrambi che questo era solo il primo tempo. Mentre ero ancora dentro di lei, mi afferrò per le spalle con forza flessibile e mi ribaltò sotto. Sfruttando lo spazio ridotto e la fluidità dei nostri corpi bagnati, mi girò a pancia in giù sul sedile di pelle, premendomi la faccia contro lo schienale. Sputò abbondantemente sulla mano, mi massaggiò il retro con dita rapide e mi si infilò dentro con una spinta secca che mi tolse il fiato.
​Mi penetrò da dietro con una violenza inaudita. Il suo cazzo enorme mi riempiva completamente, spingendo dritto contro la mia prostata. Iniziò a specularmi con un ritmo frenetico, implacabile, mentre io stringevo i pugni sui poggiatesta davanti per non crollare. Le suas tette mi schiacciavano la schiena e le sue natiche sbattevano contro le mie in un ritmo ossessivo.
​«Senti come ti apro, puttana? Guarda come ti possiedo tutta», mi sussurrava all'orecchio con le parole più sporche possibili, mentre l'odore acre di sesso, sudore e bava riempiva l'abitacolo. L'auto ballava letteralmente sotto i colpi di quella scopata furiosa.
​Eravamo al limite, completamente fuori controllo in quel porcaio di carne. Lei aumentò ancora i colpi, violentissimi e ciechi, mentre io iniziai a sfregare il mio cazzo contro la pelle del sedile. Venimmo nello stesso identico istante con un'intensità spaventosa. Lei cacciò un urlo gutturale mentre fiumi di sborra bollente e densa mi schizzavano dentro il culo a ogni spinta, riempiendomi l'intestino, e contemporaneamente io sborrai a fontana sul sedile e sulla mia stessa pancia, coprendoci di sperma senza nemmeno toccarmi. L'auto tremò sotto l'ultimo, disperato sussulto della nostra eiaculazione simultanea.
​Ma i colpi continuavano senza un briciolo di pietà. Sfruttando l'onda d'urto di quel doppio orgasmo che ci aveva appena squassati, non ci fermammo. La carne era troppo calda, l'adrenalina troppo alta per dare tregua ai nostri corpi.
​Mentre ero ancora pieno della sua sborra caldissima nel culo, mi girai di scatto, viscido di sudore, afferrandola per i fianchi potenti. La sbattei a pecora sul divanetto, con la faccia schiacciata contro la portiera e il culo enorme spalancato, offerto al mio cazzo che era rimasto duro come il marmo, pulsante e coperto del mio stesso sperma denso.
​«Sì, cazzo, risfondami! Non fermarti, ti voglio tutta dentro!», gridò lei con la voce completamente andata, mentre spingeva il bacino all'indietro per cercarmi.
​Senza usare nessuna dolcezza, mi sputai sulla mano, le bagnai il buco ancora dilatato dalle prime spinte e la infilai tutta d'un colpo, affondando fino alle palle. Lei cacciò un urlo porco che rimbombò contro i vetri appannati dell'auto, che oscillava paurosamente a ogni mio colpo. Iniziai a pomparla da dietro con una furia cieca, un ritmo ossessivo e violento che sbatteva la mia carne contro le sue natiche sode con un rumore umido, schiaffeggiante, osceno. Le stringevo le tette con le mani, tirandole indietro la testa per i capelli bagnati per guardarla in faccia mentre la sfonderia continuava.
​«Guarda come ti spacco il culo, guarda quanto sei troia!», le ringhiai all'orecchio con le parole più sporche, mentre aumentavo il ritmo in una sequenza di colpi rapidi,深度, spietati.
​Eravamo completamente ricoperti di liquidi: sudore, bava, sperma che colava lungo le cosce e l'odore acre del sesso selvaggio che rendeva l'aria irrespirabile nell'abitacolo. Lei godeva come una cagna, stringendo i muscoli del culo intorno alla mia verga a ogni affondo, implorando di averne ancora, spingendo sempre più forte contro di me. Ogni spinta era una scossa elettrica, una lotta animalesca dove ci montavamo a vicenda senza sosta, svuotando ogni briciolo di energia rimasta.
​Il punto di non ritorno arrivò in pochi secondi di puro delirio erotico. Sentii il mio cazzo pulsare violentemente dentro di lei, la carne che bruciava mentre il piacere mi saliva dritto alla gola. Lei iniziò a tremare, stringendosi tutta intorno a me con spasmi incontrollabili.
​«Sto sborrando ancora! Mi vieni dentro, cazzo, sborrami tutta!», urlò fuori di sé.
​Venni con un sussulto rabbioso, un'eiaculazione potentissima che mi svuotò completamente nel profondo del suo culo, mentre fiumi di sborra bollente la riempivano a ogni singola spinta finale, violenta. Contemporaneamente, anche lei esplose di nuovo, schizzando altro sperma denso sul sedile di pelle in un ultimo, disperato orgasmo simultaneo che ci lasciò tremanti, svuotati e completamente distrutti.
​Crollai sopra di lei, con il cazzo ancora infilato nel suo retro bagnato, mentre i nostri petti battevano all'impazzata l'uno contro l'altro e i finestrini dell'auto continuavano a gocciolare di condensa nel buio fitto della notte.
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