trans
Il Proprietario V
31.10.2025 |
932 |
5
"-”Mmmm guarda come ti piaceee, adesso ti sfondo di nuovo il culo senza preservativo” disse il vecchio prima di cominciare a spingere avanti e indietro..."
Non so quanto sia comune fra i ragazzi ma, nel mio caso, non appena sborro scema completamente l'eccitazione che fino ad un momento prima mi avrebbe spinto come una droga a fare qualunque cosa.Anche quando mi sego a casa, davanti al computer, finisce sempre che dopo aver spruzzato il mio seme chiudo frettolosamente il video che stavo guardando e passo ad attività più produttive.
La premessa è importante perché da un'idea della situazione di disagio nella quale mi trovavo adesso.
Gli ultimi 15 minuti erano stati interminabili. Pur avendo sborrato tutto, ero di fatto stato costretto ad accomodare il desiderio del vecchio. Non avevo opposto quindi nessuna resistenza quando mi ha divaricato le gambe e ha ripreso a scoparmi il culo. Né quando una volta sborratomi dentro prese un plug di metallo e me lo infilò nell'ano indolenzito, intimandomi di tenere il suo seme dentro di me.
Ora giacevo sdraiato sul letto, il petto e gli addominali sudati. Cercai di ricompormi e riacquistare un minimo di dignità mentre passavo mentalmente in rassegna tutte le decisioni che mi avevano portato in quel preciso istante, maledicendole.
Afferrai con indice e pollice della mano sinistra il preservativo che il Proprietario aveva scagliato all'altezza del mio reggiseno e lo buttai per terra schifato. Per tutto il tempo l'odore che sprigionava – misto del mio buco del culo, cazzo del Proprietario e gomma – mi aveva invaso le narici.
Mi guardai in giro. Non avendo nient'altro con cui coprirmi, raddrizzai il tanga rosso che ancora indossavo, infilandoci il mio cazzo molle ed assicurandomi che la fine striscia di tessuto che mi solcava le chiappe fosse sufficientemente aderente al buco del culo per trattenere il plug metallico. Il lembo di tessuto elasticizzato destinato a separarmi le chiappe coprendo il buco del culo schioccò flebilmente quanto incontrò la resistenza del plug.
Sfiorai l'ano con un dito. Era umido, dolorante, rotto.
Alzai lo sguardo e vidi il vecchio in piedi; il cazzo venoso gli pendeva turgido fra le gambe e tra le mani stringeva il mio telefono.
Scattava foto a ripetizione mentre mi guardava.
- “No dai, mettilo via” gli intimai.
Poi feci per alzarmi. Volevo sfilare i tacchi a spillo e sgattaiolare fuori dall'appartamento come l'ultima volta, cercando di dimenticare (almeno per il momento) quello che era accaduto.
Il vecchio, che nel frattempo aveva indossato la sua vestaglia di raso, intuì le mie intenzioni e si parò davanti a me, impedendomi di togliere le scarpe.
Ora ero seduto all'estremità del letto con i piedi, o meglio i tacchi a spillo, appoggiati sul pavimento. Indossavo ancora il perizoma rosso, il reggiseno coordinato e le autoreggenti. Il Proprietario mi squadrava dall'alto al basso, poi la sua mano destra mi afferrò con forza fra il mento, la guancia e la gola.
- “Guarda che non ho finito con te questa sera” mormorò lui chinandosi verso di me.
- “In che senso” risposi con un filo di voce, preoccupato.
-”Intanto inviami le foto che ti ho scattato”, mi disse porgendomi il telefono.
Giocai nervosamente con il ciondolo della mia ragazza che avevo al collo. Selezionai le foto che il vecchio mi aveva scattato all'ingresso e quelle che mi aveva fatto mentre giacevo distrutto sul letto, poi gliele inviai.
Udii la notifica del suo telefono nell'altra stanza e il vecchio uscì dalla camera da letto per prendere il suo cellulare. Passarono alcuni minuti e il vecchio non accennava a tornare. Così mi alzai in piedi e, senza togliere i tacchi feci per avviarmi verso l'uscita della stanza.
Il Proprietario mi si parò davanti quando ero al centro della camera da letto. La sua pancia e il suo petto sporgevano da sotto la vestaglia e nella mano sinistra teneva un oggetto che non riuscivo a identificare.
-”Ti ho detto che non ho finito con te, giusto?”.
Lo fissai incerto. Poi mi feci forza e dissi con il tono più autorevole possibile:
-”Dai devo andare adesso...”.
Il vecchio sorrise, si avvicinò a me e con la mano afferrò fermamente la mia chiappa muscolosa.
Cercai di divincolarmi ma lui mi tirò a sé, annusò il mio collo e fece:
-”pensi di darti un tono da ragazzo etero, conciato come sei?”
Poi aggiunse:
-”la prossima volta voglio che metti il profumo della tua ragazza”.
-”La prossima volta?” chiesi lasciando intendere che non ci sarebbe stata una prossima volta.
-”Certo” replicò lui baciandomi il collo. - “Ti sei visto allo specchio? Vestito da troia con il perizoma sborrato...ti garantisco che ci sarà una prossima volta”.
Guardai il riflesso del grande specchio affisso nella camera da letto. Era una scena raccapricciante adesso che il fumo si era dissipato dalla mia mente. Me ne stavo lì in piedi, vestito come una prostituta, con tacchi alti, autoreggenti e completino coordinato, mentre un vecchio possente mi baciava il collo e mi afferrava il culo. Come se non bastasse, il suo seme ancora caldo era seppellito nelle profondità del mio ano dolente. Mai mi sarei aspettato di ritrovarmi in quella situazione.
Mi distanziai, mi sedetti all'estremità del letto e dopo un primo “ahh” di dolore al culo, dissi con voce ferma e mascolina:
-”posso almeno bere qualcosa o sono sequestrato?”
Il vecchio rise, andò nell'altra stanza e ritornò con lo spumante e due calici.
-”Mi è costato troppo per non berlo, almeno finiamolo, no?”.
Bere mi sembrava un ottimo punto di partenza per dimenticare quello che era successo...di nuovo.
Acconsentii con un cenno del capo e il Proprietario versò un calice a testa. Bevemmo il primo bicchiere d'un fiato e subito ne versò un altro.
Nel mentre il vecchio se ne stava in piedi, davanti a me, con la vestaglia aperta. Discorreva del più e del meno e ogni tanto inframezzava il suo monologo con degli apprezzamenti sul mio fisico e sul modo in cui mi ero concesso mettendomi a pecora e inarcando la schiena.
-”Haha non fare quella faccia, in fondo era solo un modo per non farti mettere le corna dalla tua ragazza senza ricambiare il favore” disse ad un certo punto il proprietario.
-”Grazie, evita di continuare a ricordarmelo” mormorai tracannando anche il secondo bicchiere.
Subito me ne versò un terzo.
Mentre calavo anche quello, lui si sedette da parte a me ed estrasse dalla tasca della vestaglia la cosa che non ero riuscito a definire con precisione in precedenza. Prese l'oggetto fra le mani e spinse con entrambi i pollici, come a volerlo piegare su sé stesso. Ne ricavò un sonoro “clac”.
Io rabbrividii quando capii.
-”È un blister di Viagra?” gli chiesi.
Il vecchio mi rispose prendendo una pillola e mettendola bene in vista sulla lingua. Dopodiché portò il calice alle labbra e la deglutì.
-”Dai devo andare adesso” dissi a quel punto appoggiando il calice sul cassettone e alzandomi.
-”E dove devi andare? La tua ragazza sta probabilmente gemendo con il cazzo di Andrea in questo momento, ricordi?” mi rimproverò il Proprietario.
Ma dove era finita la mia dignità? Ma non avevo alcun tipo di amor proprio? Non solo ero conciato in quel modo, non solo mi ero fatto ripetutamente inculare da un vecchio, ma ora pure mi facevo dare del cornuto?
Il vecchio mi guardò con aria di sfida e aggiunse:
-”sai, se non vuoi che venga a bussare alla tua porta già questa sera, dovresti assecondarmi”.
-”E quindi cosa vuoi?” chiesi temendo che il vecchio potesse bussare indesideratamente alla mia porta, forse anche in futuro quando avevo ospiti.
-”Voglio sborrare di nuovo” rispose.
-”Non ci pensare nemmeno” dissi avviandomi sui tacchi verso la porta della stanza.
-”Lo sai che passerò da te allora, vero?” mi ammonì il vecchio.
Mi fermai e mi girai verso di lui fulminandolo con gli occhi.
-”Facciamo così, rimani lì dove sei, sborro solo guardandoti, credo sia un giusto compromesso? Sicuramente così è meno da frocetto” propose il vecchio.
Feci mente locale e tutto sommato lo era. Del resto intendevo chiudere la faccenda senza evitare strascichi e se potevo farlo evitando di dargli nuovamente il culo.
-”Fai in fretta” gli intimai.
-”Fammelo indurire” mi disse lui soddisfatto.
Sospirai, camminai fino al cassettone, trangugiai un altro bicchiere di spumante (era il quarto? O forse il quinto?) e ritornai all'altezza del muro della camera da letto.
Il vecchio, seduto sul letto con le gambe divaricate e il cazzo adagiato su una coscia non perdeva nessuno dei miei movimenti.
Simulando una danza sensuale girai su me stesso, passai le mani sul mio corpo, mi accovacciai e poi mi rimisi in piedi. Passavo un dito sulle labbra, lo succhiavo e poi lo lasciavo scorrere lungo il collo e sulla pancia.
Il vecchio gradiva e si segava lentamente l'uccello che ora sembrava riprendere vigore.
-”Mettivi a novanta” ordinò dopo una decina di minuti.
Appoggiai quindi le due mani al muro, inarcai la schiena e mostrai al vecchio il mio culo muscoloso, le cui chiappe erano separate solo dal filo del perizoma. Girai la testa e vidi che ora il vecchio godeva con il cazzo duro in mano.
Devo dire che c'era un lato di me che apprezzava tutte quelle attenzioni. In quanto ragazzo, spesso è noioso e frustrante rincorrere continuamente le attenzioni delle ragazze. Qui invece ero io l'oggetto del desiderio, cosa che per l'appunto non mi dispiaceva. Tanto più che i vari bicchieri alcolici sin li trangugiati mi erano nel frattempo prepotentemente saliti alla testa, moltiplicando le sensazioni.
No, tutto sommato il vecchio andava ricompensato, pensai. Il suo desiderio genuino, dimostrato dal cazzone duro, pur imbottito di Viagra, andava calmato.
Mi avvicinai quindi lentamente a lui sino a giungere in piedi fra le sue gambe allargate. Mi girai e gli lasciai ammirare il mio culo scolpito. Come un porco, il vecchio prese a baciarmi le chiappe, mordendole, leccandole. Con una mano mi afferrava i glutei stringendoli, con l'altra si menava furiosamente l'uccello ormai definitivamente gonfio.
Mi sedetti quindi lentamente tra le sue gambe. Il suo cazzo duro spingeva contro le mie natiche e il vecchio ora mi afferrava con due mani tirandomi a sé.
-”Mmmm si, lo vedi che ti piace fare la troia” mormorava mentre mi baciava la schiena, mi leccava il collo e le sue mani afferravano il reggiseno vuoto che mi copriva i capezzoli.
Poi mise una mano fra le mie cosce.
-”Ehi!” protestai senza grande convinzione.
-”Dai, stai zitto, fammi godere” rispose accecato dall'eccitazione.
Lo lasciai fare. Sentii la sua mano scostarmi il perizoma ed afferrare fra l'indice e il dito medio il cuoricino incastonato all'estremità del plug che era ancora infilzato nel mio buco del culo. Mentre mi baciava la schiena, il Proprietario tirava dolcemente l'oggetto metallico verso l'esterno e io sentivo che mio ano ancora dolente cercava di opporre resistenza e risucchiare il plug nello sfintere.
Abbassai lo sguardo per guardare la scena. Allargai le gambe appoggiando i tacchi a spillo direttamente sul letto e piano piano l'anello muscoloso smise di fare resistenza. Il plug scivolò fuori seguito da un piccolo rivolo di liquido bianco; evidentemente era sborra che il vecchio aveva seminato ad inizio serata. Ora il Proprietario teneva in mano il plug, mentre con l'altra prese il cazzo e lo avvicinò al mio buco del culo. Di questa stessa mano appoggiò prima l'indice sul buco prendendone le coordinate, poi vi appoggiò la cappella dura. Era spaventosamente larga e leggermente arrossata, probabilmente a causa della scopata di prima.
Il vecchio cominciò a spingere e mi resi conto che lo sperma che nel frattempo mi usciva dal culo fungeva da lubrificante facilitandone l'ingresso, tant'è che la cappellona gonfia entrò senza tanti convenevoli. Mi tolse comunque il fiato e le mie labbra rosse ancora velate dal rossetto si schiusero e a bocca aperta gemetti ”ahhh”. Il vecchio probabilmente se ne accorse guardando il riflesso nello specchio. Portò il plug vicino alle mie labbra e mi disse: ”succhialo, dai”.
L'odore che emanava l'oggetto era pungente, descrivibile come un misto fra sottopalla sudato (con il quale ero particolarmente affine dal momento che praticavo così tanto sport), sperma e cazzo.
Esitai, ma il Proprietario non perse tempo e me lo spinse fra le labbra, fra le quali io lo tenni come un ciuccio.
-”Mmmm guarda come ti piaceee, adesso ti sfondo di nuovo il culo senza preservativo” disse il vecchio prima di cominciare a spingere avanti e indietro.
Mi lasciai andare. Ora il vecchio era sdraiato sulla schiena e io sopra di lui con la schiena appoggiata contro la sua pancia. Lui mi stringeva i fianchi con le mani e mi inculava ritmicamente. Il suo uccello affondava sempre di più la capellona dura nelle mie viscere e il vecchio di conseguenza godeva sempre più.
Dopo alcuni minuti mi spinse di lato. Io mi adagiai quindi sul fianco e senza mai togliere il cazzo dal mio culo il vecchio si sdraiò da parte a me. Tolse il plug dalle mie labbra e prese a baciarmi con la lingua mentre i suoi coglioni gonfi ormai sbattevano contro i miei facendomi mugugnare di piacere.
-”Fammi vedere come ti è venuto duro mentre ti inculo, frocetto” disse scostandomi il perizoma rosso di Victorias secret.
Il mio cazzo duro come la pietra balzò fuori come un'asta e prese a sballottare ad ogni colpo del vecchio.
-”Ah sii, ah oh” cominciai a mugugnare.
Il vecchio apprezzava.
-”Mmm chiamami amore” mi impose il Proprietario.
-”Mmmm si amore scopami” risposi.
-”Hai finito di fare il ragazzo etero, hai capito? Adesso sei la mia puttana”.
-”Ah, si amore, sono la tua puttana” risposi mentre il tutto veniva accompagnato dal ritmico “flop flop flop” del suo cazzo che entrava e uscita dal mio ano.
-”Domani lasci la tua ragazza per me, hai capito?”.
-”Si amore, siii” gemetti mentre il vecchio aumentava la cadenza e le sua palle sbattevano contro le mie sempre più intensamente”.
-”Si cosa? Dillo! Dillo che sono il tuo uomo”
-”Si lascio la mia ragazza per te, amore se il mio uomo mmm sfondami il culo”.
A questo punto il vecchio grugnì di piacere, sfilò velocemente il cazzo lasciando rifiatare il cratere fra le mie chiappe ed allungò la mano verso il cassettone. Prese il suo calice, contenente ancora dello spumante, lo portò all'altezza della mia faccia confusa e dopo essersi dato 3 colpi di mano al cazzo ci spruzzò dentro copiosi schizzi di sborra. Erano lunghe e dense corde biancastre che resero immediatamente torbido lo spumante. Io me ne stavo ancora lì sul fianco, con il Proprietario che riprendeva fiato ansimando sudato e il cazzone ancora duro che svettava a pochi centimetri dal mio viso. Senza riflettere lo afferrai con una mano e presi in bocca ciucciandolo e ripulendolo.
Il vecchio lo sfilò dalle mie labbra, mi porse il calice e disse:
-”Bevi il seme del tuo maschio”.
Avevo il sapore del suo cazzo sulla lingua, il mio ano era oscenamente rotto e il mio cazzo scoppiava fra le mie gambe.
Afferrai il bicchiere e guardando il mio uomo negli occhi, svuotai il bicchiere.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Il Proprietario V:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
