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La strada


di massimocurioso
23.03.2024    |    217    |    0 8.0
"” Il pene di Alex era duro e bagnato di umori..."
(Trav, sesso di gruppo)

Roby passeggiava guardinga lungo il marciapiede della zona industriale, nel posto indicato dal suo ragazzo. Non aveva mai fatto una cosa simile, forse per quello, o per la fortissima eccitazione, aveva il respiro pesante. Si era masturbata poco prima di uscire per placare la tensione sessuale che le provocava quella situazione. Per evitare che qualcuno la riconoscesse, si era truccata in modo pesante, forzatamente volgare. Aveva poi messo delle lenti a contatto colorate e una parrucca color rosso vivo.
A poca distanza c’erano due o tre prostitute che passeggiavano per attirare i clienti. Qualche macchina si fermò sulla strada a fianco, cercando di attrarre la sua attenzione. Lei ignorò le prime, poi venne colta dalla curiosità di sentirsi puttana, assaporare l’eccitazione del sesso a pagamento. Quando l’ennesima macchina accostò a pochi metri da lei, non seppe resistere alla tentazione di avvicinarsi. Il tizio che abbassò il finestrino, sulla cinquantina, era vestito bene e le chiese quanto voleva per un pompino. Lei sparò una cifra esagerata, il tizio imprecò e alzò il finestrino muovendo la macchina in direzione della prostituta più prossima a lei. Roby sentì il cazzo che bagnava il perizoma per l’eccitazione. Sperò che Alex arrivasse presto, prima che lei potesse cedere alla tentazione di accettare l’offerta di un cliente. Era stimolata dall’idea sporca di concedersi a uno sconosciuto in cambio di soldi. Voleva provare nuovamente il piacere di essere solo un oggetto da usare per soddisfare i bisogni di qualcuno. Strinse le gambe ancora una volta temendo che l’erezione sollevasse la minigonna. Nel frattempo un'altra macchina aveva accostato e abbassato il finestrino. Roby si piegò per guardare in faccia l’uomo, scoprendo con sgomento che si trattava di un suo collega di lavoro.

“Quanto per mettertelo nel culo?”.

Il ragazzo, suo coetaneo, era sposato e aveva due gemelli piccoli. Buttò l’occhio notando due seggioloni fissati sui sedili posteriori, quindi si alzò fingendo indifferenza e si allontanò. L’altro alzò il finestrino in attesa di una prostituta che stava camminando nella sua direzione per approfittare dell’affare della sua rivale andato male. Per fortuna, grazie a trucco e parrucca, non aveva riconosciuto Roberto, ma c’era mancato poco! Doveva prestare più attenzione.
Fortunatamente riconobbe la macchina di Alex avvicinarsi.

“Quanto vuoi?”.

Alex sorrise sicuro dell’effetto che quella situazione le aveva provocato.

“Dai, apri, scemo.”

Alex sogghignò: pur agghindata un quel modo, Roby era molto bella. Era poi certo che quel gioco che le aveva proposto la stava eccitando.

“Solo se togli quella ridicola parrucca. Non fosse stato per i vestiti, non ti avrei riconosciuta.”

Il pene di Alex era duro e bagnato di umori. L’idea che quell’eccitazione fosse dovuta alla scena della passeggiata sul viale delle troie le fece aumentare la pompata. Lui era seduto sul posto del conducente e si era semplicemente sbottonato i pantaloni lasciando che il suo membro uscisse. Aveva abbassato i finestrini per permettere ai guardoni di ammirare Roby che si adoperava con la bocca per farlo godere. Il braccio di uno sconosciuto entrò e le accarezzò le cosce. Lei si lasciò fare e nel frattempo percorreva con la punta della lingua il profilo del glande del suo ospite. Sollevò la gonna e liberò il cazzo in erezione. Ebbe un sussulto quando sentì le mani di uno sconosciuto accarezzarle il sesso. Qualcuno da fuori iniziò a segarla.

“Prima di scoparti vorrei che svuotassi le palle dei nostri amici. Ti va di farti scopare dai tizi fuori?”.

La proposta del ragazzo suonava alle orecchie di Roby umiliante e indecente. Il suo sesso però le diceva tutt’altro. Contrasse lo sfintere per amplificare l’adrenalina che quella frase le instillava. Annuì, terrorizzata per quello che stava facendo. Quando aveva accettato quell’appuntamento, sapeva bene che avrebbe finito per fare la troia, per una volta non solo a parole ma anche nei fatti.
Alex scese col sesso fuori dei pantaloni e aprì lo sportello di Roby. Lei scese a sua volta, Alex si sedette al suo posto e le porse il cazzo per farle continuare il pompino, lei si piegò in avanti appoggiando le braccia sul sedile dove era seduta fino a poco prima e continuò il lavoro di bocca.

“Solo col preservativo”.

Ammonì Alex a un trio di maschi fuori che si stavano segando davanti al magnifico culo della femmina. Uno di quelli prese coraggio e lo indossò.

“Aaaahhhh!”.

Roby sentì qualcosa penetrarla. Capì che aveva imboccato una strada a senso unico, si stava concedendo a un perfetto sconosciuto che non aveva nemmeno visto in faccia. Percepiva un membro modesto ma la stava sbattendo con vigore. Dopo essere venuto dentro, fu il turno di un secondo guardone. La prese con colpi lenti e secchi. Doveva essere grasso, sentiva la pancia che sbatteva sulle sue natiche. Alcune gocce di sudore dell’uomo le caddero sulla schiena nuda.
Alex riprendeva tutto con lo smartphone e godeva della bocca della femmina su di lui. La sentiva fermarsi nei momenti di maggiore intensità, affondare il suo membro fino alla gola quando il desiderio tornava ad accendersi. Quando anche il secondo trovò soddisfazione, il ragazzo disse.

“Adesso tocca a me”.

Alex e Roby si spostarono sui sedili posteriori. Lei scese lentamente, sopra Alex, facendo entrare il sesso del ragazzo dentro il suo sfintere già dilatato dagli altri due rapporti, senza staccare lo sguardo dal suo. Si baciarono in modo appassionato e profondo. Alex era disorientato: stava baciando ancora una volta un maschio ma non provava schifo, tutt’altro. Sentiva il cazzo di Roby duro e bagnato che gli imbrattava la maglietta. Fu lui a capitolare per primo, il suo sperma si sparse copioso dentro la femmina. Lei poi si masturbò trattenendo infine il suo nella mano.
Lo spettacolo era finito, i guardoni si spostarono verso un'altra macchina lasciando intorno a quella di Alex due preservativi usati e alcuni fazzoletti. La coppia si ricompose riprendendo fiato dopo l’esperienza incredibile. Alex fu il primo a parlare.

“Sei proprio una troia stellare”.

“Me l’hanno già detto. Ho visto che hai fatto un video, poco prima.”.

“Un ricordino della serata. Mi piacerebbe rifarlo.”.

“Il pappone o il cliente?”.

“Tu cosa preferiresti?”.

Roby sorrise senza rispondere e lo baciò con passione.

[Tratto da "Amsterdam A+R"]
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