Luisa e l'attitudine di Paolo
Di indirizzi di sexy shop ce ne erano tanti, la scelta è su quello in città che metteva più visibilità, gli acquisti ormai si fanno in rete, ma Luisa voleva un consiglio, ed il sorriso della commessa, cosi carina e sexy, accattivante, quasi da prendere ad esempio come modello femminile, ammirata e da cercare di imitare, la rassicurò, fin tanto da uscire dal negozio con una bella confezione di intimo, body supersexy, stivali a tacco alto, parrucca nera a caschetto, mascherina, manette, ed un dildo da ragguardevoli dimensioni con lubrificante come accessorio; martedi prossimo mi prenderò un giorno di permesso.
The big Tuesday, quasi come un mercoledi da leoni di surfistica memoria, il martedi successivo era il giorno, Paolo aveva oramai acquisito una procedura consolidata, attrezzando quasi uno studio televisivo nel salotto, in una posizione in cui lo sfondo non potesse essere riconoscibile, con sedia e divano dove potersi accomodare, per queste sue performance aveva anche comprato una camera seria, di una certa qualità, e disposto luci ad illuminare doviziosamente, una mascherina per non essere riconoscibile ed una parrucca buttata su, alquanto spettinata, anche se poi evitava le inquadrature sul viso, quindi per rendersi più credibile e femminacchia, rossetto sulle labbra, tanto bastava, e poi sul corpo nudo e depilato,collant, mutandine, reggiseno o baby doll, tutte cose trafugate a Luisa, solo un paio di scarpe con tacco alto e zeppa sue, per ovvi motivi di calzata, le custodiva, insieme a tutto il resto, segretamente, in un trolley messo sul soppalco. E cosi, via allo show.
Luisa quel giorno, furtiva e cercando di non essere scoperta, non era uscita per recarsi al lavoro, ma si stava preparando nel secondo bagno della casa, il bagno di servizio, disponendo l'armamentario pronto ad equipaggiarla, il trucco più pesante ed appariscente del solito, con labbra e unghie rosso fuoco, finita la preparazione, uno sguardo compiaciuto allo specchio ed un sospiro forte di incoraggiamento, un ripasso mentale di copione e situazioni che dovevano andare e succedersi con sequenza predefinita, stupire improvvisando su un canovaccio consolidato, conoscendo oramai le aspettative della controparte, aveva studiato i segreti di Paolo, e questa era la sua forza e convinzione.
Paolo è on cam, nel vivo della situazione, bisogna fare piano e attutire con passo felpato il rumore dei tacchi, ma guarda che scemo che è mio marito pensò Luisa, spiandolo senza che lui, preso dalla cam, se ne potesse accorgere, adesso si che gli darò la lezione che merita. Luisa afferò Paolo colto d'improvviso alle spalle, ci mise tutta la forza possibile che anni di palestra le avevano concesso, non era facile, per lei donna, sorprendere un uomo, anche se era il suo uomo, suo marito, che istintivamente cercò di liberarsi dalla presa sconosciuta e inaspettata, reazione di pochi istanti, infatti la pressione e la sensazione di quelle enormi tette poggiate a spingere sulla schiena, e l'ulteriore contatto di sensazione dura un po più in basso, collegarono mente a desideri soppressi, la velocità neurale passò da negazione e respingimento ad accettazione vogliosa di quello che stava accadendo, e un compiacimento sul volto ne fu espressione sincera. E' questo che ti piace allora? chiese Luisa strofinando lo strapon sulle natiche di Paolo, è questo quello che vuoi? stringendo forte la chiappa dell'uomo, quasi volendo fargli male, mettendo una sorta di violenza cosi come per esasperare, con forza, la situazione di posizione dominante; ti piace allora? domandò accarezzando il solco anale. E poi, in quella concavità, penetrare con l'unghia il collant, ultimo baluardo di protezione, perforarlo. Luisa poggiò l'unghia a premere su quel tessuto sotteso, una pressione fino a farlo cedere. Luisa urlò ti spacco tutto, ti spacco il culo cosi come ho fatto adesso, lacerando quel collant, oramai ferita aperta per un arrendevole e piacevole supplizio, ti spacco in due, troia che non sei altro. Ma chi sei, sei Luisa?? Paolo inavvertitamente si lascio scappare un indizio di identità che non sarebbe stato opportuno per una riservatezza da esposizione. Taci stupido, rispose lei, sono la tua Padrona. Non ti muovere!! e ponendo le braccia dietro la schiena lo ammanettò. Ora sei completamente mio, offri questo spettacolo da troia ai signori dai, e prendendolo per l'orecchio e tirando forte, tanto da farlo urlare ahi, lo pose sul divano. Allora come ce l'hai il buchetto fammelo vedere, togliendo il vibratorino viola dal culo, è questa la tua fichetta anale? e lui ehmmm si, bagnamola col gel lubrificante, non vorrei farti male piccolino, ma no che fai, son vergine non l'ho mai preso; non l'hai mai preso?, non dire bugie, lo so che sei una zoccola, e che hai voglia, se non l'hai mai preso c'è sempre una prima volta, iniziando con accostamenti delicati a realizzare quella attitudine propositiva di Paolo, dai piano piano vedi, vedi che sei brava,,vuoi far la femmina? si, noooo ahhh, si, esternazioni contrastanti dovute a realizzata soddisfazione seppur altamente dolorosa ed i nooo ad ogni affondo urlati oltremodo, aggiungendo anche suggestione sonora allo spettacolo, Luisa rivolgendosi al pubblico, come volete che ve lo sbatto il mio schiavo? accellerando, rallentando, uscendo per poi di nuovo ripartire, ponendolo in inquadrature diverse rispetto alla cam, e poi, sempre a chi dall ''altra parte stava vedendo, dai fatemi vedere come venite nel vedere una donna che scopa un uomo, vi eccita? e consenso non fu mai cosi evidente, venuta di alcuni, bava alla bocca di altri che nascondevano mano li sotto, e primo posto nella classifica di cam del giorno. Paolo oramai sei mio, e prendendo quel suo pisellone di gomma, Luisa, consigliata evidentemente bene sull'acquisto, lo mise in faccia al marito e con comando a pompa elargì una spruzzata di liquido bianco molto similare, imbrattando l'imbarazzo compiaciuto di quella bocca colorata in maniera accesa da rossetto sbavato. Luisa, spinse il suo uomo ammanettato e stremato giù dal divano, facendolo sbattere per terra e lasciandolo imbrattato immobile li, e con gesto di sfida in una improvvisata victory pose da esibizionista, esclamò, verme, adesso non servi più a niente, lasciandolo per alcuni minuti cosi, stordito per l'avvenimento, in pasto alla camera e agli spettatori. Solo dopo Luisa arrivò per chiudere il video e dall'alto del tacco, guardando verso il basso esclamò cucciola, sei stata brava, ma puoi ancora migliorare, ho delle idee per te. Confidando cosi che ci aveva preso gusto e che non sarebbe finita li. Sappi che da oggi qui comando io, e tu sei mio marito ma anche la mia zoccoletta a disposizione.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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