trio
Matrimonio in Puglia
Homoerecto
06.07.2026 |
4.206 |
3
"La notte continuò intensa: sul terrazzo con vista sul mare, in tutte le posizioni, alternando buchi, doppio pompino, lei che cavalcava uno mentre succhiava l’altro..."
Alessandro aveva ricevuto l’invito al matrimonio di Elena con un messaggio semplice: «Sarebbe bellissimo averti con noi in Puglia per il nostro giorno speciale!». Elena era una collega di 33 anni brillante e bellissima: capelli castani lunghi, occhi verdi magnetici, corpo sinuoso con curve generose che l’abito da sposa avrebbe esaltato. Sposava Davide, architetto di 35 anni. Per Alessandro era solo un weekend di festa in una splendida masseria nel Salento. Non immaginava assolutamente nulla di strano.Durante la cerimonia nella chiesetta bianca affacciata sul mare, però, Elena cominciò a provocarlo. Mentre passava accanto alla sua panca, gli sfiorò la coscia con la mano. Durante lo scambio degli anelli lo fissò intensamente tra la folla. E nel bacio con Davide, aprì gli occhi e guardò proprio lui. Alessandro sentì un calore improvviso, ma pensò fosse solo suggestione.
Al ricevimento il flirt diventò più audace. Ballando un lento, Elena premette il corpo contro il suo, lasciando che i seni pieni sfregassero sul petto. Gli sussurrò all’orecchio: «Ho bisogno di rinfrescarmi… bagno di servizio in fondo al corridoio. Seguimi tra due minuti».
Nel bagno elegante, Elena chiuse la porta a chiave, si alzò l’abito da sposa fino alla vita (sotto non indossava niente) e si inginocchiò. Guardò Alessandro con occhi pieni di desiderio:
«Da quando ti ho visto oggi non riesco a pensare ad altro».
Gli abbassò la zip e prese il suo cazzo già duro in bocca. Iniziò lentamente, leccandolo con la lingua calda, poi lo succhiò più profondamente, con movimenti bagnati e voraci. La gola si apriva, saliva colava sul mento e sull’abito bianco. Alessandro le teneva i capelli, godendo di quella bocca perfetta. Venne con un gemito soffocato, riempiendole la gola. Elena ingoiò tutto, si pulì le labbra e gli sorrise maliziosa prima di uscire per prima.
Alessandro tornò alla festa con le gambe molli, cercando di comportarsi normalmente.
Pochi minuti dopo, mentre beveva un bicchiere di vino per calmarsi, Davide gli si avvicinò con un sorriso tranquillo.
«Allora… ti è piaciuto farti succhiare il cazzo da mia moglie nel giorno del nostro matrimonio?»
Alessandro rimase gelato. Il sangue gli salì al viso, un misto di shock, vergogna e panico. Ci rimase proprio male. Il cuore gli batteva forte per l’imbarazzo.
«Davide… io… non sapevo… cazzo, mi dispiace» balbettò, pronto a giustificarsi o andarsene.
Davide rise piano, posandogli una mano sulla spalla in modo rassicurante.
«Tranquillo, Alessandro. Non devi dispiacerti. Elena mi ha scritto mentre te lo stava succhiando. È il nostro gioco. Ci eccita tantissimo. Lei voleva assaggiarti e io volevo che succedesse proprio oggi. E stasera, quando tutti saranno rientrati nelle camere o andati via… ti vogliamo nella nostra suite. Tutti e due. Vogliamo giocare sul serio con te.»
Quelle parole lo lasciarono senza fiato. Lo shock iniziale si trasformò lentamente in un’eccitazione fortissima. Il resto della serata fu una lenta, dolcissima tortura: balli in cui Elena gli premeva il corpo addosso, sguardi complici di Davide, tocchi rubati e sussurri carichi di promesse.
Quando gli ultimi ospiti si ritirarono, arrivò il messaggio di Elena:
Suite Presidenziale. Ultimo piano. Porta socchiusa. Ti stiamo aspettando.
Alessandro entrò con il cuore che batteva forte. La suite era lussuosa, luci soffuse, terrazzo sul mare. Elena era in piedi al centro della stanza, ancora con l’abito da sposa, ma la scollatura abbassata a mostrare i seni nudi. Davide era seduto su una poltrona, nudo, che si toccava lentamente.
Elena gli andò incontro e lo baciò con passione profonda, lingua che cercava la sua. Le mani di Alessandro esplorarono il suo corpo, accarezzando i seni, scendendo sui fianchi. Davide guardava in silenzio, respirando pesante, lasciando che la tensione crescesse.
Elena si inginocchiò di nuovo, stavolta con calma. Baciò il cazzo di Alessandro, lo leccò lentamente su tutta la lunghezza, giocando con la lingua sulla cappella, poi lo prese in bocca con movimenti sensuali e profondi. Davide si alzò e si unì: baciò il collo della moglie mentre lei succhiava l’amante con dedizione.
La spogliarono lentamente dell’abito da sposa, lasciandola solo con il velo e le giarrettiere. La adagiarono sul letto. Alessandro le aprì le gambe e iniziò a leccarla con passione: lingua lenta sul clitoride, dita che entravano nella fica caldissima e bagnata. Elena gemeva piano, arcuando la schiena, mentre Davide le succhiava i capezzoli.
Poi Alessandro la penetrò lentamente, centimetro dopo centimetro, godendo della sua stretta. Iniziò a spingere con ritmo profondo e sensuale, mentre Elena lo avvolgeva con le gambe. Davide le infilò il cazzo in bocca. La doppia penetrazione era lenta, erotica, perfetta.
La passione crebbe gradualmente. Alessandro aumentò il ritmo, scopandola più forte, schiaffeggiandole il culo. La girarono a quattro zampe: lui la prese da dietro con colpi potenti mentre lei succhiava il marito. I gemiti di Elena riempivano la stanza.
Il culmine arrivò quando la misero tra loro: Davide sotto, cazzo nella fica; Alessandro dietro, che spingeva nel suo culo stretto dopo averlo lubrificato con gli umori. Elena urlò di piacere estremo mentre veniva riempita completamente. I due uomini trovarono il ritmo, scopandola con forza crescente. Lei veniva in onde violente, corpo scosso, squirtando sulle lenzuola.
«Riempitemi… tutti e due… voglio il vostro sperma dentro di me la prima notte da sposata!» implorò.
Alessandro esplose per primo, scaricando fiotti caldi e abbondanti nel suo culo. Davide venne subito dopo, riempiendole la fica. Poi la fecero inginocchiare e le vennero sul viso, sulle tette e sul velo.
La notte continuò intensa: sul terrazzo con vista sul mare, in tutte le posizioni, alternando buchi, doppio pompino, lei che cavalcava uno mentre succhiava l’altro. Elena era insaziabile, completamente abbandonata al piacere.
All’alba era esausta e radiosa, corpo segnato dal sesso, piena di sperma.
«Grazie per aver accettato il nostro gioco» sussurrò, baciandolo.
Davide sorrise: «Questo è solo l’inizio».
Alessandro, ancora incredulo ma eccitatissimo, rispose: «Chiamatemi quando volete…».
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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