trio
Venerdì al fiume: un incontro inaspettato
OSaracino
03.07.2026 |
2.458 |
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"Era Giulio che la sbatteva, io un po’ meno, ma vedere ballare i seni era stupendo, poi strizzarle i capezzoli; la figa era fradicia, le mie palle erano bagnate dai suoi umori..."
Era un venerdì. Avevo chiesto un giorno di ferie, così, vedendo che la giornata sarebbe stata bella calda, decisi di andare al fiume e starmene tranquillo a prendere il sole. Parto che erano le 10, in sella alla mia bicicletta; ho un posto dove vado sempre. Delle volte ci sono altre persone che approfittano di questo pezzetto di spiaggia, ma, arrivato, non c’era nessuno. Distendo l’asciugamano, poso il mio zainetto, mi tolgo i vestiti, rimango in costume e mi rilasso tra il silenzio e il cinguettio degli uccellini.Dopo poco sento delle voci: era una coppia che avevo già visto altre volte. Si mettono in riva al fiume con gli asciugamani e l’ombrellone. Una volta in costume, il marito inizia a spalmare la crema alla moglie, poi lei fa la stessa cosa al marito, anche se lui ne approfittava con qualche palpatina; potevo notare che guardava verso di me. Lei era una bella donna, a vederla avrà tra i 40 e i 50 anni, un po’ in sovrappeso e con la cellulite, ma come punto forte aveva il seno bello abbondante, che al marito vedevo piaceva perché, appena poteva, le sue mani andavano sotto il costume e lei lo lasciava fare, anche se sapeva che c’ero io.
Il sole iniziava a scaldare, così decido di andare a rinfrescarmi. Li saluto e entro in acqua; mi bagno con le mani e sento: "Oggi dicono che sarà una giornata afosa". Mi giro: "Sì, per questo mi sono preso una giornata libera, almeno si sta tranquilli qui, nessuno che disturba". "Sì, è vero, noi veniamo spesso il venerdì perché non c’è gente; il più delle volte siamo io e mia moglie... oggi invece abbiamo compagnia". "Sì, vi ho visti altre volte, comunque piacere, sono Riccardo". "Piacere anche mio, Giulio". Rimaniamo a parlare per un po’, poi ritornano agli asciugamani e lui mi presenta la moglie: "Lei è Katya". "Piacere, Riccardo. Prima dicevo a suo marito che anche voi vi ho visti qui". "Sì, ci piace, è bello tranquillo non come il sabato e la domenica; chi non può andare al mare sceglie questa soluzione, purtroppo".
Saluto e vado verso il mio asciugamano, mi distendo e chiudo un po’ gli occhi; anzi, penso di essermi appisolato perché vengo svegliato da un sospiro. Ho pensato che era arrivato qualcuno e si era messo vicino a me, invece no: dalla mia posizione potevo vedere Giulio che accarezzava i seni di Katya, che era senza il reggiseno, non solo con le mani ma anche con la lingua, senza farsi problemi per la mia presenza.
Mi sembrava di fare la figura del guardone, ma non era mia intenzione, fino a che Giulio si gira verso di me e mi fa cenno di andare lì. Mi alzo e mi avvicino piano a loro; i capezzoli di Katya erano come aghi, belli duri. Giulio mi fa segno di accarezzarla e lui, con le mani, scende sulle cosce. Katya, sentendo altre mani, apre gli occhi: "Ohhhhhh sì, amore, hai visto che ho avuto una bella idea? Te non volevi venire qui, invece guarda, siamo stati fortunati, abbiamo trovato da giocare, così ti diverti con noi due a fare la troietta". "Sì, sono la tua troia, lo sai". Il mio cazzo era già bello duro; Katya lo fa uscire dal costume e lo prende in bocca, inizia a farmi un pompino. Giulio la sditalinava con il costume spostato; poi, immagino, le infilava anche le dita, perché inarcava il corpo per sentirle meglio. Per farmelo succhiare meglio, mi sono messo a cavalcioni; andava su e giù, era una bella pompinara. "Cazzo Katya, hai una bocca fantastica, se continui mi fai godere e io non voglio".
Giulio stava leccando la figa, con le dita teneva aperte le grandi labbra, le infilava tutte le dita: "Dimmi che ti piace, troia, quello che faccio! Fai vedere a Riccardo cosa sei capace di fare!". "Mmmmmmm sì, amore, adesso smettila, voglio essere sbattuta da Riccardo!". "Sì, mettiti nella tua posizione, troia, dai!". Si mette a quattro zampe, Giulio la sculaccia poi si bagna le dita e bagna il buco del culo; prima ci infila due dita, poi, quando esce, le allarga le chiappe: "Dai Riccardo, mettigli il cazzo in culo!". Avvicino il cazzo e la scopo in culo, la sbatto forte, i suoi seni ballano. "Ti piace così, vero? Dimmelo dai, prendi il mio cazzo in bocca anche!". "Siiii, mi piace molto, lo sai, io sono troia, ma è perché tu mi hai fatta diventare, ricordati!". Io continuavo a scoparla, Katya ansimava e gemeva forte; se passava di lì qualcuno ci avrebbe prima sentiti e poi visti. Per non godere mi fermavo, con il cazzo sempre dentro al culo, le cercavo il clitoride che era gonfio.
"Giulio, dai, adesso la prendiamo in doppia!". Esco piano e mi distendo, Katya viene sopra di me a smorzacandela, se lo infila tutto poi si piega in avanti. Giulio le va dietro; avevo i suoi magnifici seni in faccia, leccavo i capezzoli belli duri. Giulio entra: "Siiiii amore, dai, adesso voglio essere riempita, dai, fatemi impazzire, porci!". "Sì, adesso ti facciamo godere, troia, ti sbattiamo fino a sborrare dentro!". Era Giulio che la sbatteva, io un po’ meno, ma vedere ballare i seni era stupendo, poi strizzarle i capezzoli; la figa era fradicia, le mie palle erano bagnate dai suoi umori. Stavo per sborrare: "Cazzo, adesso vengo, non resisto più!". Ho sborrato un attimo prima di Giulio.
Katya era piena, contenta. Siamo rimasti un attimo fermi prima di uscire e vedere colare dalla figa e dal culo; non c’è miglior cosa.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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