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trio

Turno di Notte


di coppiamistero
09.09.2025    |    6.913    |    13 9.8
"Quando Chiara si inginocchiò tra le gambe di Ornella, Federico la baciò sulla bocca mentre osservava la scena..."
"TURNO DI NOTTE"

Il turno di notte in reparto ha un ritmo tutto suo. Più silenzioso. Più lento.
Più carico di quello che non si dice.

Federico è un medico esperto, preciso, elegante anche quando indossa solo il camice. Ornella lavora da anni come OSS: sa leggere le persone con lo sguardo, e Federico lo sa. Tra loro non c’è mai stato nulla finora. Ma gli sguardi si sono sempre fermati un secondo in più. E i sorrisi avevano un peso che non si misura in chilogrammi, ma in desiderio trattenuto.

Quella notte pioveva. Il reparto era tranquillo, tutti i pazienti dormivano.
Federico era nel suo ufficio ospedaliero a scrivere un referto quando Ornella entrò per lasciare una cartella.
Si salutarono con la solita voce bassa, quasi sussurrata.

"Tutto tranquillo?"
"Per ora, sì. Tu?"

Silenzio. Solo lo scroscio della pioggia fuori.
Ornella non uscì subito. Restò sulla porta. Lo guardò.
Federico la sentì, anche senza vederla.

"Sai che ogni tanto mi chiedo se ti piacerebbe toccarmi."
Lo disse così. Con voce ferma. Nessuna esitazione. Nessun gioco. Solo verità sfacciata.

Federico si voltò, la guardò negli occhi.
"Ogni tanto? Io me lo chiedo ogni giorno."

Non ci fu bisogno di altre parole.
Si avvicinarono lentamente, come se lo spazio tra loro fosse già stato percorso mille volte nella mente.
Quando le sue dita toccarono la vita di Ornella, lei lo guidò con naturalezza verso il retro dello spogliatoio. Luci basse, silenzio perfetto.

Lì, ogni limite fu lasciato fuori dalla porta.

Federico la baciò lentamente, come si fa con chi si è aspettato a lungo.
Ornella rispose con il corpo intero. Nessuna timidezza. Solo fame controllata, che sapeva quando accelerare e quando rallentare.

Le mani si cercavano sotto le divise. Le bocche si rincorrevano. Federico la sollevò con forza e delicatezza insieme, poggiandola sul lettino dello spogliatoio. Lei si aprì a lui con un respiro profondo e deciso.

I corpi si univano come se avessero imparato a conoscersi prima ancora di toccarsi.
Non c’era fretta. C’era attenzione. E quando finalmente lui entrò in lei, il tempo si fermò.
Respiri corti, sussurri. Nessun bisogno di fingere. Nessuna vergogna.

Si muovevano l’uno sull’altra come se il loro piacere fosse una forma di comunicazione.
E quando arrivarono entrambi al limite, lo fecero insieme. In silenzio. Con gli occhi chiusi. E i cuori aperti.

Dopo, restarono lì.

Passarono tre anni da quella loro prima volta.
I turni iniziarono a combaciarsi, quasi naturalmente.
Non era più solo desiderio, ma una relazione vera, fatta di sguardi che dicevano tutto anche a distanza, di messaggi brevi ma intensi, di mani che si sfioravano nei corridoi quando nessuno guardava… o quando qualcuno guardava, ma faceva finta di niente.

Ormai la loro storia era nota anche tra i colleghi.
Qualcuno commentava a mezza bocca. Altri si limitavano a sorridere. Ma nessuno osava giudicare, perché tra Federico e Ornella c'era qualcosa che si percepiva: una complicità solida, viva, intensa. E una scintilla che, con il tempo, non si era affievolita. Anzi.

Nel tempo avevano imparato a parlarsi anche dei desideri più nascosti.
Fantasie. Giochi. Confessioni dette a bassa voce sotto le lenzuola, dopo una notte intensa o dopo un turno massacrante.

Fu dopo una di quelle fantasie detta senza filtri, tra un respiro e un bacio che la curiosità prese forma reale.

“E se una sera provassimo a condividere il nostro piacere con un’altra donna?”
“O con una coppia...”
“Ti ecciterebbe?”
“Solo se ci sei tu. Solo se lo facciamo insieme.”

Non era una ricerca di novità per noia.
Era un'espansione naturale di quello che già vivevano.
Federico e Ornella erano affiatati, sicuri, uniti. E proprio da lì nasceva l’apertura.

Cominciarono a parlarne più spesso. A immaginare situazioni. A giocare con l’idea.
Un sorriso, un massaggio, e poi:

“Questa sera... mi piacerebbe vedere un’altra donna toccarti.”

“E a me... vedere te toccare un altro corpo. Ma sempre con me lì, vicino.”

Una sera, decisero.
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Cercavano una donna disinibita ma rispettosa, oppure una coppia vera, affiatata come loro. Qualcuno che sapesse distinguere il sesso dal vuoto, e viverlo come un dono, non un consumo.

Le prime risposte non li colpirono. Ma poi arrivò un messaggio diverso.
Una donna, single, affascinante, coetanea. Incuriosita dal loro racconto.
Educata, sensuale, molto chiara: niente complicazioni, solo voglia di conoscere, toccare, scoprire.

Federico la guardò sul divano mentre Ornella leggeva ad alta voce.
Lei incrociò le sue gambe lentamente e gli disse:
“Se la invitiamo... voglio vederla guardarti mentre sei dentro me.”

Federico la baciò.
“Allora invitala. Ma prima… prepariamoci come si deve.”

L’appuntamento era stato fissato per un sabato sera, in un appartamento discreto che Federico e Ornella avevano scelto con cura. Luci soffuse, musica morbida in sottofondo, una scatola di cioccolatini aperta sul tavolo.
Non volevano forzature, né scene da film. Solo persone vere, presenti. E desiderose.

Lei arrivò in orario.
Si chiamava Chiara. Capelli scuri, sorriso accennato ma sicuro, un vestito nero che lasciava immaginare più di quanto mostrasse.
Si salutarono con due baci sulle guance, ma gli sguardi erano già più profondi. Federico si avvicino con la scatola dei cioccolati, Ornella le sorrise complice.

Parlarono per un po’, senza fretta. Si studiavano, si annusavano senza toccarsi.
Poi Chiara chiese, con una voce che era già una carezza:

“Posso baciarla?”

Lo chiese guardando Ornella, non Federico.
E fu Ornella a fare il primo passo. Si avvicinò, le prese il viso tra le mani e posò le labbra sulle sue. Un bacio lento, esplorativo, che si trasformò in una miccia.
Federico le osservava. Seduto. Immobile. Ma il respiro gli tremava nel petto.

Le due donne si baciarono ancora. Poi si voltarono verso di lui.
“Ti va di unirti?”
Non rispose. Si alzò. Il suo corpo parlava da solo.

Chiara si spogliò per prima, senza alcuna timidezza. Il vestito cadde sulle caviglie come seta. Il suo corpo era morbido, vivo, reale. Ornella le tolse il reggiseno con gesti precisi, e le baciò i seni con una dolcezza che fece rabbrividire anche Federico.

Federico si spogliò in silenzio, osservando le due donne abbracciate sul letto. Ornella si voltò verso di lui, allungando la mano.

“Vieni. Voglio sentirti mentre la guardi toccarmi.”

Federico si inginocchiò sul letto e la baciò. Le mani scorrevano su pelle già calda.
Chiara si avvicinò da dietro, sfiorando entrambi. Le sue mani accarezzavano le schiene, le cosce, i fianchi.
A turno si toccavano, si cercavano, senza ruoli, senza ansie, solo con il piacere di dare e ricevere.

Quando Chiara si inginocchiò tra le gambe di Ornella, Federico la baciò sulla bocca mentre osservava la scena.
Il respiro di Ornella diventava più corto. Il suo bacino si muoveva piano.
E poi arrivò il momento in cui Federico non resistette più. Entrò in lei mentre Chiara le baciava il collo, i seni, il ventre.
Un triangolo di respiri, umidità, calore.

Si muovevano in un ritmo che sembrava uno solo.
Le mani si intrecciavano. Le lingue si cercavano.
E quando il piacere salì fino al punto di non ritorno, fu un'esplosione condivisa, intensa, liberatoria.

Rimasero stesi, i corpi nudi intrecciati tra loro.
Senza bisogno di parole.
Solo sorrisi complici, sguardi pieni, e una nuova intimità nata da una notte in cui ogni confine era stato superato insieme.
È l'inizio di una nuova verità.
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