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trio

Un marito cuckold. A sua insaputa.


di IlBaroneRosso
11.03.2019    |    13.468    |    9 9.5
"E poi è come se fosse una spiaggia di nudisti..."
MASSIMO

Non è un club privé, aveva aggiunto Marco, prima che Margherita, sospettosa e puritana, gli rispondesse di andarci lui, Marco, nei posti per depravati.
E di portarsi dietro anche sua moglie, Brigida, conosciuta da tutti con il soprannome “la frigida”, per la rima, ma anche per il tipo che era.
No, non è un club privé, è un posto diverso, un posto strano, dovevano assolutamente sperimentarlo.
Marco gli stava descritto questo strano locale “Aquarious club” a pochi chilometri da Gorizia, in Slovenia.

E così ci sono andati, una domenica sera.
Proprio come aveva detto Marco, entrano solo le coppie, nessun singolo né singola.
Si fa la tessera annuale, ma essendo gennaio, potevano sfruttarla tutto l’anno.
Oltre la tessera, si pagano le consumazioni, la prima più cara, ma le altre come un bar normale.
Dopo l’ingresso, una saletta bar con i tavolini e gli avventori seduti con i drink davanti, proprio come loro, tutti voltati a guardare verso destra, la parete acquario.
Una vasca grande come tutta la parete, una sorte di acquario gigante dove nuotavano pesci rossi e qualche altro scuro, più grosso.
Al di là dell’acquario, perfettamente visibile, una sala da ballo dove si muovevano a ritmo della musica numerose ragazze e donne seminude.

Avevano un velo colorato leggerissimo, trasparente, e sotto niente, neanche gli slip.
Per di più, in quella saletta dove ballavano le donne, al di là dell’acquario, soffiavano getti d’aria violenti, che scompigliavano i capelli e i veli che le coprivano.
E così potevano vederle, dietro l’acquario, dietro i pesciolini, dietro le pareti di vetro, le ragazze praticamente nude, con le fichine depilate in bella vista quando soffiavano i getti d’aria.
E loro ballavano ognuna a modo suo, seguendo la musica, fregandosene degli sguardi degli avventori, dietro la vasca e dietro i pesciolini che nascondevano, ma poi neanche tanto.
- Veramente belle, vero Margherita?
- Certo, sono belle, è bella la scena, con l’aquario davanti, i pesciolini e i veli che le nascondono, ma di fatto non le nascondono affatto, sono nude.
- Ma non sono ballerine – proseguì Margherita – quella signora alta, con i capelli lunghi, neri, prima era a quel tavolo da fianco al nostro, insieme a quel signore biondo.

Non ci aveva fatto caso.
Il tizio a fianco a loro, alto, biondo, di mezza età, sicuramente tedesco o austriaco, li stava guardando, con un sorriso amichevole.

- No signora, non sono ballerine – stava dicendo il cameriere che li aveva sentiti - sono quasi tutte clienti le signore che vede di là, a parte qualche mia collega. Se vuole può andare anche lei, signora, le danno un velo prima di entrare, ma può anche non metterlo, e può ballare insieme alle altre.
- Ma sono nude, quelle lì.
- Certo, sono nude, ma starebbe bene anche lei, signora –continuò quello sfacciato di cameriere – starebbe proprio bene.

E comunque, stronzo e sfacciato oppure no, un pizzico di eccitazione Massimo l’aveva avvertito.
Certo, il pensiero dominante era: come si permette, questo stronzo di cameriere, di fare apprezzamenti su mia moglie, come si permette di dire se sta bene o no, tutta nuda come quelle lì!

Ma prima che potesse rispondergli per le rime, dietro la sala da ballo delle ragazze, si accesero le luci, per illuminare un’altra sale: qui erano entrate altre persone, più o meno una dozzina di persone, anzi per l’esattezza una dozzina di maschi, tutti nudi, con i loro arnesi in bellavista, che ballavano al ritmo della stessa musica, un vecchio evergreen degli anni settanta, acquarius appunto.


In primo piano l’acquario con i pesci e, dietro, la sala da ballo delle ragazze e delle clienti esibizioniste, nude o quasi.
E dietro di loro, un’altra vetrata e un’altra sala, con i maschi anche loro esibizionisti. Tutti più o meno eccitati.
Ma che razza di posto era, quello?

- Anche quelli lì sono clienti? – chiese sua moglie.
Non staccava gli occhi da quei maschi; gli sembrava che li guardasse con insistenza eccessiva.
Alcuni erano proprio arrapati, in tiro o quasi, e gli sembrava che sua moglie li guardasse uno per uno, anzi che guardasse esattamente quelli con il cazzo in tiro.
Un po’ gli dava fastidio, come per le frasi del cameriere.
Ma anche in questo caso lo coglieva un senso di erotismo, di quasi eccitazione.

A dirla tutta, gli veniva spontaneo, come prima quando parlava il cameriere sfacciato, gli veniva spontaneo passarsi quasi per sbaglio la mano sulla patta, per sentire sopra i pantaloni la sua eccitazione.
Proprio così, ad essere sinceri, vedere Margherita guardare con interesse una dozzina di maschi nudi, a vederla guardare con attenzione quelli col cazzo in tiro, glielo faceva diventare duro.

- Certo, quasi tutti clienti, a parte due o tre che sono miei colleghi. Quello scuro di capelli lì a destra è Angelo, è mio fratello. Facciamo i turni, quando lui è in sala da ballo, io servo ai tavoli. E quando lui è di servizio in sala vado io a ballare.

Aveva indicato un ragazzo di media statura, moro, ben fatto, depilato in mezzo alle gambe e anche molto grosso, più grosso di me, pensava Massimo.
Lo si vedeva di più se non gli passava davanti qualche ragazza della saletta delle donne, ma era uno di quelli che i siti porno definiscono ben dotato.
Lungo come me, forse anche un centimetro meno, notava Massimo, ma più grosso: non nel senso della statura, né del torace.

- Un bel ragazzo, fatto bene – disse Margherita.
Secondo Massimo, guardava troppo lì, tra una vetrata e l’altra, anzi guardava troppo quel tizio.
E secondo Massimo, Margherita quando aveva detto uno fatto bene, voleva dire uno con un bel cazzo grosso; era quello che secondo lui voleva dire.
Non è il tipo che di solito dice queste cose, sua moglie, ma quella sera si capiva che voleva dire proprio quello.
Ancora quella strana eccitazione a sentirla parlare così.

- Siamo fatti uguali io e lui - diceva il cameriere a fianco a loro – lui è di poco più alto, ma io sono più robusto.
Cosa voleva dire, quello stronzo, più robusto in che senso? Che ce l’aveva più grosso ancora?

E Margherita si voltò a guardarlo.
E gli guardò anche la patta, come se volesse capire se sotto i pantaloni la sua attrezzatura fosse delle stesse dimensioni di quelle del fratello, anzi più robusta.
La cosa gli dava fastidio, un fastidio tremendo.
Ma lo stuzzicava anche.

- Lei parla benissimo l’italiano, di certo non è sloveno.
Voleva cambiare discorso, anzi, metterlo al suo posto, quello stronzo di cameriere troppo invadente.
- No signore, mi chiamo Salvo e vengo da Ragusa. Per servirvi.
Ah, volevo dirle, signore, che anche lei, se vuole, può andare nella saletta maschile.

Gli stava indicando una porta, nella parete di fronte.
- Dietro quella porta c’è un corridoio, a sinistra, la prima porta dà sullo spogliatoio delle signore. E pochi metri più avanti c’è la porta che dà sullo spogliatoio maschile. Lì si lasciano i vestiti e si entra direttamente nella saletta da ballo.

- Dai Massimo, perché non vai anche tu, lì?

- Ma figurati, non sono il tipo.

- Dovreste venire venerdì sera, aggiunse dopo un po’ il cameriere.

- Spiegami, Salvo, perché di venerdì? – gli chiese Margherita.

Non era giusto dare troppa confidenza al cameriere, addirittura chiamarlo per nome e dargli del tu.

- Perché al venerdì sera, tutti i venerdì, la sera, le salette uomini e donne non sono separate dalla vetrata che c’è adesso, sono unite e stanno tutti insieme.

- Tutti insieme, uomini e donne?

- Certo, signora.

- E cosa fanno, tutti insieme? - gli chiedeva Margherita.

- Signora, ballano, oppure fanno quello che hanno voglia di fare, la luce è più bassa ma da qui si vede tutto lo stesso. Chi vuole, sta qui e guarda. E chi preferisce, va di là, invita a ballare una signora e se la signora accetta, ballano insieme.

- Ballano tutti nudi?

Margherita insisteva, con troppa curiosità secondo lui.
Se voleva sapere come si volgevano le cose, potevano tornarci di venerdì, sederci al tavolino e avrebbero visto quello che facevano di là dell’acquaio.
Non c’era bisogno di fare tante domande, a quel cameriere poi.

- Ballano, se vogliono ballare, se no fanno quello che vogliono fare.

- Ma anche … ?

- Certo, anche. Se hanno voglia, perché no?

- Ma …, in un locale pubblico?

- No, questo non è un locale pubblico, l’ingresso è riservato ai soli soci. E quindi possono fare quello che hanno voglia. Chi glielo impedisce?

Adesso Margherita era rossa in faccia.

Continuava a guardare Angelo, il moretto fratello del cameriere.

Lo guardava fisso, ma non guardava il volto, gli stava guardando il cazzo, ancora in tiro; e lui, mentre si muoveva ballando, strizzava l’occhio, gli sembrava che Angelo stesse guardando la saletta del bar, anzi che stesse guardando proprio loro.

- Ma di là ci vedono? – chiese Massimo a Salvo.

- Certo che ci vedono. E agitò la mano verso suo fratello.

E quello scostumato, col cazzo ancora in tiro, forse troppo grosso, secondo Massimo, ma non erano affari suoi, agitò la mano per rispondere al saluto; sembrava quasi che agitasse anche il cazzo, come per farglielo vedere.
Margherita agitò la mano anche lei.
E lui ancora fastidio e incazzatura.

Ad essere precisi, incazzatura a doppio senso: per il comportamento della moglie, troppo disinvolta, anzi scostumata, e incazzatura nel senso di eccitazione, per lo stesso motivo.

Anche il tizio biondo, che prima era seduto a fianco a loro, adesso era entrato nella saletta dei maschi, anche lui nudo, tutto bianco di carnagione.
Non era in proprio in tiro, un cazzo lungo ciondolante, lungo, più lungo del suo, notava, ma meno grosso.

Anche lui salutava, agitando la mano, di sicuro stava salutando Margherita.
E lei rispondeva, faceva ciao con la mano.

- Se vi fa piacere, posso riservarvi un tavolo, venerdì sera. Bisogna prenotare, il venerdì di solito è tutto esaurito.

Stava rispondendo per dirgli che no, casomai avrebbero telefonato, e invece Margherita rispose subito:
- Sì, grazie, ci tenga questo tavolo qui.


MARGHERITA

La cosa stava funzionando.
Era quello che pensava, mentre tornavano a casa, a Gorizia.

Massimo guidava mentre parlavano del locale, dell’Aquarious club, e di quello che avevano visto, e intanto continuava a toccarsi la patta dei pantaloni.
Massimo fa così quando gli tira, una strusciata con la mano sopra e poi via.

Gliel’aveva detto lei, a Marco, di raccontare a suo marito di questo posto in Slovenia.

Marco voleva portarla lì, per fare questi giochini strani, un po’ scambio di coppia, un po’ da esibizionisti - farsi vedere mentre fai sesso - un po’ da guardoni - vedere quelli che fanno sesso.

Lei no.
Anzi sì, avrebbe voluto andarci, ma con suo marito e con il suo amante, Marco, anche.

Così suo marito avrebbe finalmente visto di persona, quello che non aveva ancora capito.

O che non aveva voluto capire, ma è lo stesso.

Che lei faceva sesso con il suo migliore amico, Marco, anzi con il testimone di nozze che Massimo si era scelto.

Da anni.

E che avevano voglia di continuare questo strano menage, sesso ogni tanto, di pomeriggio dei giorni feriali, e poi ognuno a casa sua, con Brigida la frigida Marco, e lei con Massimo, che non era frigido per niente.

Forse molto ordinario nel sesso, e qualunque fosse la ragione, a lei piaceva troppo fare sesso, sesso e volentieri, così diceva a se stessa, per potersi accontentare di un marito e basta.

Certe volte si domandava: ma se invece che con Massimo, si fosse sposata con Marco, l’avrebbe tradito?

E la risposta sincera che dava a se stessa era sempre uguale: certo, perché no?
Se capitava l’occasione giusta, anzi, se capitavano le occasioni giuste, avrebbe fatto le corna anche a lui.

Questa storia dell’Aquarious la intrigava, molto.

Ma senza suo marito no, le piaceva di meno, e poi era più difficile.

Che scusa poteva inventare per stare via al venerdì sera fino a tardi?

Finché si trattava di prendersi di nascosto un pomeriggio di permesso dall’ufficio, per andare in un motel col suo amante fisso oppure, quando capitava l’occasione, con uno occasionale, problemi non ce n’erano.

Se poi doveva andare fuori sede per lavoro, per difendere una causa in un tribunale lontano, una notte di sesso clandestino, o anche due, bastava organizzarsi e non c’erano problemi.

Ma il venerdì sera era impossibile.

E poi gli piaceva di più l’idea di lui presente.

Era il suo chiodo fisso, fare sesso davanti a Massimo, anzi costringerlo a guardare lei mentre faceva sesso con Marco, o magari con qualcun altro.

Questo le sarebbe piaciuto di più.

Le sarebbe piaciuto anche farsi vedere mentre lo faceva con Luigi, il cognato di Massimo, che era stato suo compagno di giochi erotici, ancora prima che si sposasse.

Ma Luigi, ormai, si era trasferito a Bologna, peccato.

Oppure con il collega di studio, in ufficio.
Gli arretrati di lavoro da smaltire, questa era la scusa per andare al lavoro al sabato mattina.
Ma anche nell’intervallo, quando le segretarie sono a mangiare.
Nei posti più squallidi, il gabinetto, l’archivio nello scantinato, in macchina nel parcheggio sotterraneo.
Sempre da vestiti, per fare alla svelta, se per qualche motivo strano bisognava smettere e far finta di niente, senza nemmeno rimettersi le mutandine.

E con quello dell’ufficio legale dell'aziienda, che poi era il suo cliente più importante.
Ma anche quello dell’ufficio legale dell’altra azienda, era un cliente meno importante, ma quel tizio leccava davvero bene.
E scopava anche meglio.
E ce l’aveva grosso.

Insomma, di corna gliene aveva fatte molte, a Massimo.
Però mai davanti a lui.
Questo sarebbe stato più bello.

Andando lì aveva capito come funzionava ‘sto locale e l’aveva visto anche Massimo; e, secondo lei, Massimo si era eccitato all’idea che lei si sarebbe messa nuda in mezzo a quei maschi tutti nudi, e qualcuno, tra l’altro, proprio ben attrezzato, come si vedeva dalla sala.

Venerdì, se fossero tornati, avrebbe visto da vicino questi maschi, anzi, questi cazzi in tiro, anzi,come si suol dire, avrebbe toccato con mano quello che per il momento aveva solo visto.

Cercò di provocare suo marito, di eccitarlo ancora.

- Scusa se ho prenotato il tavolo senza nemmeno sentire se eri d’accordo, ma mi sembrava che ti piacesse il locale. E poi è come se fosse una spiaggia di nudisti. Ci siamo già stati, in Costa Azzurra, ti ricordi?

- Sì hai fatto bene a prenotare; magari stiamo lì al tavolino, guardiamo e basta – aggiunse Massimo.

- Ah, certo, stiamo seduti e guardiamo. Se poi tu vuoi andare nella sala da ballo, per una volta non succede niente, Massimo. Puoi andarci, sai. Per una volta, te lo concedo. Ho visto che la bella signora mora, la moglie del tedesco, ti piaceva, continuavi a guardarla. È tutta depilata, hai visto?

- Sì certo. E ci sono altre belle ragazze. Anche dei ragazzi, vero? Il fratello di Salvo, come si chiama? Non mi ricordo adesso, un bel ragazzo, così hai detto tu.

- Si chiama Angelo. Sì li ho visti, ma io là dentro non ci vado, mi sembrano tutti pronti a scopare la povera malcapitata che entra là dentro. No, Massimo, se vuoi entri tu, se ti piace una, fai quello che devi fare, io ti aspetto al tavolino, bevo una cosa e magari ti guardo.

- Ma scherzi Margherita? Se vado dentro lì, ci vieni anche tu, se no niente.

- No, no, non sono mica una puttana.

- Ma perché, puttana? Non sono mica puttane, quelle signore lì. Una volta tanto …semel in anno licet insanire, dicevano i tuoi amati romani.

- Veramente, credo che quelli lì si ritrovano in quel locale tutte le settimane, mica una volta l’anno.

- Vabbè, ci pensiamo, abbiamo tutto il tempo.

- D’accordo. Magari ci andiamo venerdì prossimo, se ci fa schifo, veniamo via e non ci torniamo più - concluse Margherita.


IN VIAGGIO PER L’AQUARIOUS.

Tutti i giorni, a cena e la sera, mentre guardavano distrattamente la tv, oppure a letto, prima di fare l’amore, e anche dopo, non facevano che parlare di quello.

E anche adesso, mentre erano in viaggio per l’Aquarious continuavano a parlarne.

Il tema ricorrente era sempre lo stesso: Margherita sarebbe entrata nella sala a ballare con quegli altri tutti nudi, oppure no, oppure sarebbe entrato solo Massimo?

- Se lo facessi – aggiunse ancora lei, dopo un po’ – cosa penseresti di me? Che sono una troia, vero?

Lo sapeva, non aveva nemmeno finito la domanda che Massimo staccò la mano destra dal volante e si toccò la patta.
Anzi si toccò per bene, di sicuro ce l’aveva duro.

- Faccio per dire, Massimo. Tra l’altro non mi interessa nemmeno, non ne vale la pena.

- Fai tu, Margherita, ma se entro io in quella sala, è giusto che ci entri anche tu, tutti e due o niente, se no, alla prima litigata mi rinfacci che ho ballato con una di quelle, oppure te lo rinfaccio io; o tutti e due, o non entra nessuno.

- Bè, se non entra nessuno, inutile andarci, ci sono tante videocassette porno in casa; ce ne guardiamo una che ci piace e risparmiamo la benzina.

- E allora abbiamo deciso; entriamo tutti e due, concluse Massimo.

- E balliamo insieme, oppure stiamo ognuno per conto suo?

- Vediamo la gente che c’è, e poi decidiamo. Non sappiamo nemmeno chi ci sarà.

- Sicuramente ci sarà Angelo - commentò lei - oppure il fratello cameriere, l’ha detto lui che si danno il cambio.

Margherita lo sapeva già, non aveva nemmeno finito di parlare che subito Massimo si toccava.
- Te lo tocco io – aggiunse premurosa, così puoi guidare con tutt’e due le mani.

E così facendo si appoggiò alla sua spalla destra e con la mano sinistra gli toccò la protuberanza che sporgeva dai pantaloni.

- Te lo preparo, così sei già pronto per chi ti piacerà. La mora, scommetto, la compagna del pisellone biondo.

- Ah, l’hai visto? Fai finta di niente, ma scommetto che ti ricordi per filo e per segno tutti i cazzi che erano in esposizione l’altra sera, vero?

- Qualcuno sì – ammetteva lei – il biondone tedesco, con il pisellone che gli spenzolava davanti, per esempio, e Angelo, il fratello del cameriere. E poi quell’altro tizio, grigio di capelli, anche quello era in tiro, chissà quanti viagra ha preso quello. È stato in tiro per mezz’ora a farselo guardare. L’hai notato?

Massimo era eccitatissimo: non solo perché gli aveva aperto la patta e gliel’aveva impugnato menandolo leggermente.

No, Margherita aveva visto tutto; e lui si era eccitato a sentire sua moglie come elencava i cazzi che aveva visto.

Qualcuno che lui non aveva nemmeno visto, come il tipo anziano che aveva preso il viagra, così diceva lei.

Senza ritegno lei proseguì:

- Se proprio devo ballare con uno, con chi ti va bene e con chi non devo ballare, perché non vuoi? Dimmelo tu, dai.

Massimo ansimava, poi a stento riuscì a rispondere con un filo di voce.
- Con chi vuoi, tesoro. Forse meglio con il tedesco, magari mentre io mi faccio la compagna.

- Ah – fingendo di fare la gelosa – allora vuoi proprio fare sesso?

- Vediamo – rispose Massimo – ma tu sei libera, se ti va, lo fai con chi vuoi.

Di sicuro lui stava pensando al fratello del cameriere, con quel cazzo così grosso, per quello si era eccitato ancora di più.

E comunque ci stava pensando lei: se l’avesse trovato libero, il primo ballo, ballo per modo di dire, l’avrebbe fatto con lui.

Anche per vedere l’effetto sul suo adorato maritino cornuto.


AL CLUB AQUARIOUS

Quando lei entrò nella sala, Massimo era già lì, nudo, mezzo duro e mezzo no, dentro, stava parlando col biondone tedesco e con la sua compagna.

I due maschi non erano ancora eccitati, come ad esempio Angelo, che vedeva poco lontano. Era insieme a una signora più matura.

Una sporcacciona, a vedere come glielo impugnava davanti a tutti, e come se lo strusciava sul davanti.

Facevano finta di ballare, ma in realtà quello era un vero preliminare.

Infatti, quasi subito si allontanarono dal centro della sala.

In fondo c’erano dei divani e quei due si erano avvicinati a un divanetto, la mora anziana si era seduta e ora se lo stava spompinando.

Massimo e i due tedeschi continuavano a parlare, come se si fossero incontrati al circolo del tennis e stessero discutendo di quanto dovesse essere tesa l’incordatura.

In italiano, non c’erano problemi di lingua in quel locale sloveno, annotò.

Meno male, lei disse ai tre che stavano chiacchierando, qui si parla, si balla e si fa sesso, tutto in italiano; e si misero a ridere tutti.

Massimo faceva il disinvolto, notava Margherita, però si stava eccitando.

Prese lei l’iniziativa.

- Allora, balliamo un po’, o preferite tornare al tavolino a bere una camomilla? Oppure un vov, mi sa che ne avete bisogno - accennava a Massimo e al tedesco, anzi ai loro cazzi, non proprio dritti.

- Forse dobbiamo pensarci noi – le rispose la mora.

Gerri, diminutivo di Gertrud, così si era presentata prima; senza farsi problemi, acchiappò Massimo per un braccio e gli si buttò addosso, a ritmo di ballo, appoggiandosi tutta, ma soprattutto appoggiando il basso ventre al cazzo di lui.

Massimo cominciò a reagire, positivamente. Era ora.

Il tedesco le si avvicinò, e Margherita si sforzò di fare con lui le stesse mosse che Gerri faceva a Massimo.

Gerri aveva messo le braccia al collo di Massimo e lo stava baciando sulla bocca.
Lei fece lo stesso, col biondone.

Non si ricordava nemmeno il nome e, quando glielo prese in mano, proprio come aveva fatto Gerri con suo marito, gli venne spontaneo pensare, è la prima volta che prendo in mano il cazzo di uno sconosciuto, di cui nemmeno conosco il nome.

Suo marito e la sua nuova amica tedesca si erano diretti verso un divanetto, in fondo.

E così Margherita, con un cenno del capo, invitò il tedesco a fare altrettanto.

Aveva scelto il divanetto a fianco di quello di suo marito.

E proprio come aveva fatto Gerri, dal vassoio vicino aveva preso una bustina, un preservativo, e lo aveva dato al biondone.

Massimo si era messo con la pancia sotto, per farsi cavalcare da Gerri.
Lei invece accettò la mossa di lui, che si inginocchiato tra le sue gambe, voleva leccargliela.

Vediamo cosa sei capace di fare, pensò, e intanto, in quella posizione poteva guardare e farsi guardare da Massimo.

Il tedesco leccava proprio bene.
Una lingua grossa, una spatola quasi, che passava su tutto, sulle cosce, sull’attaccatura delle cosce al ventre, sulle grandi labbra, aprendole quasi con la sua pressione, poi dentro le grandi labbra, di sopra a cercarle il clitoride, e di sotto a leccarle la fessura.

E dentro, tutta arrotolata; sembrava un cazzo, quando entrava.

Bravo, hai una lingua da godere.

Godeva proprio, tanto da dimenticarsi di guardare cosa stesse facendo suo marito, e se la stava guardando, oppure no.

Come al solito, pochi colpi di lingua ancora e con qualche gridolino nemmeno soffocato, come era sua abitudine, si gustò Il primo orgasmo, di lingua.

Solo quando si riprese, si ricordò di guardare suo marito.

Dalla faccia capì che aveva visto tutta la scena e che gli era piaciuta.

Era in tiro, adesso, e la tedesca faceva versi, mentre se lo cavalcava.

Quando Gerri si sollevava, Margherita vedeva il cazzo di suo marito grosso e dritto.

E vedeva il suo sguardo, fisso sul tedesco che si stava mettendo il preservativo.

Quando il tedesco le infilò il cazzo nella fica Massimo, che la stava guardando, cacciò un grido e venne.

Che brutta figura che mi fai fare, le venne spontaneo un pensiero di rammarico, neanche cinque minuti e già sei venuto!

Cazzo, ma alla tedesca non ci pensi?

Gerri si alzò sconsolata, si avviò verso l’angolo della doccia per sciacquarsi, e Massimo restò lì davanti a lei, a vedere il tedesco che la scopava con forza; il pisellone del biondo, lungo, gonfio e in tiro, anche se non grosso come quello di Angelo, faceva il suo dovere.

Era proprio bravo, il tedescone, lungo e resistente.

Quando spingeva, le sembrava di sentirlo sotto il mento.

E quello spingeva ancora.

Ma dove vuoi farmelo arrivare?

Diotibenedica, tedescone bello e anzianotto.

Ce l’hai proprio lungo.
E lo muovi bene.
Non vorrei venire un’altra volta.
Prima devi venire tu.

Si diede da fare per farlo venire.

A parte ogni generosità verso il pisellone tedesco, magari Angelo si era liberato e non era proprio il caso di farselo scappare da sotto il naso.

Casomai, da sotto la bocca.

Per non essere più volgare ancora.

Ad essere sinceri, quello lo voleva dentro, altro che sotto il naso.
Altro che in bocca.
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Commenti per Un marito cuckold. A sua insaputa.:


Amico_bsx, singoli Lombardia
Nel racconto
3 mesi fa
hidalgo, singoli Sicilia
bello....originale ed eccitante

3 mesi fa
Girasoli7576, coppie Piemonte
particolare, moooolto intrigante.
3 mesi fa
hidden_desire, coppie Campania
Molto bello complimenti
3 mesi fa
classe1953, singoli Lombardia
Molto eccitante! Bravo!
3 mesi fa
Membro VIP di Annunci69.it sensuale800, singoli Abruzzo
bello bello

3 mesi fa
 L'Autore
IlBaroneRosso, singoli Lombardia
Grazie amici, i vostri commenti sono meglio dei diritti d'autore.
3 mesi fa
tantavogliadi, coppie Piemonte
Bellissimo !!! Scrivi molto..molto bene !!!!
3 mesi fa
Lupocacciatore, singoli Lombardia
Mi piace 😊
1 mese fa


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