Un trono per tre
Indosso delle décolleté con tacchi a spillo argento, con lacci diamantati alla caviglia. Un vestito in tulle trasparente argento, con maniche lunghe e gonna lunga alle caviglie, culotte e top in raso nero. I miei capelli lunghi sono raccolti in una treccia che cade morbida sulla spalla.
Stasera ti aspetto qui, seduta con le gambe accavallate. In sottofondo c’è una playlist di Selena Gomez, mi rilassa.
Quando arrivi, o meglio, quando arrivate, la mia testa si china leggermente a destra e le mie sopracciglia si inarcano verso l’alto, per la sorpresa.
La mia visione ti procura un effetto immediato, e sapere che c’è anche il tuo amico, che sta godendo del mio corpo, ti eccita ancora di più. Ed eccita anche lui.
Devo ammettere che, qui seduta e vestita così, mi sento una dea.
Mi alzo in piedi su queste zeppe dai tacchi vertiginosi: sono alta quasi quanto te. Arrivo alle tue labbra senza dovermi alzare sulle punte. Mi mordo le labbra e le lecco, posandole sulle tue.
Allungo una mano per constatare l’effetto, perché so che lo desideri.
Mi chiedi se mi offendo se c’è anche lui stasera. Io ti sorrido: «Qualsiasi cosa per te».
Mi presenti il tuo amico, si chiama Alex. Lui versa dello spumante.
Mi siedo e lui lo rovescia nella mia bocca, mentre tu mi baci. Prendo il bicchiere e ti sussurro: «Ne ho bisogno di un goccio in più», e tu me lo versi. Lo bevo tutto in un sorso.
I miei freni inibitori si lasciano andare.
Lui si china ai miei piedi e mi massaggia lentamente le caviglie, salendo sulle gambe e fermandosi sull’interno coscia, mentre tu mi baci da dietro la sedia. Le tue mani scivolano sul mio corpo, sul collo e sul seno. Mi divarica le gambe e apre la corda del vestito. Tu lo fai scivolare sulle mie spalle, insieme alle tue mani che sfiorano la mia pelle. Le culotte che indosso hanno il foro sotto e lui sembra avere la bava alla bocca.
Tu lo osservi e, per un attimo, senti una forte gelosia. Lo vedo dal tuo sguardo. Una sorta di possessione improvvisa, che non avevi mai provato prima per me. Lo squadri con fare cagnesco. Io sono rapita da te, orgogliosa finalmente di vedere una tua reazione. Questo mix di sensazioni scatena in me una forte eccitazione.
Mi inginocchio sulla sedia, girata verso di te. La mia lingua ti risucchia in un vortice. Avvicino le mie labbra al tuo orecchio: «Sei solo tu quello che voglio io!», e la tua confidenza in questo momento mi lascia di stucco: «Non voglio più condividerti con nessuno! Divertiamoci per questa ultima volta».
Appoggio le mani al bracciolo della sedia e le caviglie sull’altro. Tu, davanti a me, lo sfili dai pantaloni e io me lo accolgo tutto in bocca e in gola. Sono talmente eccitata che divento anche ingorda. Lui, dietro di me, è pronto e aspetta solo il tuo consenso per prendermi e farmi sua sotto ai tuoi occhi, per l’ultima volta.
Gli accenni un sì con la testa, chiudi le palpebre e senti il mio viso spingere sul tuo pube a colpi. Dopo qualche istante le riapri: non riesci, perché questa situazione è molto stimolante anche per te.
E ti vedo in difficoltà: lo vuoi, ma c’è qualcosa che ti brucia nel petto.
Alex continua a spingere dentro di me, lo sento gonfio e pronto a venire.
Questa volta non ce la fai. Ti sfili e gli chiedi di smetterla. Lui ti affronta continuando, anzi, aumentando la forza delle spinte e la velocità.
Tu sei in conflitto con te stesso. Ma lo fermi, spingendolo con forza, tanto che quasi perde l’equilibrio, avendo i pantaloni alle caviglie.
Io mi spavento. Mi abbracci e mi rimetti il vestito, mi calmi in un abbraccio, e uscite insieme sotto la tettoia.
Alex fuma e tu bevi nervosamente. Poi lui se ne va e tu torni dentro da me.
Ti avvicini e mi chiedi scusa. Ti lasci andare alle tue emozioni, il tuo corpo trema e delle lacrime cadono sulle tue guance. Io mi stringo tra le tue braccia.
«Scusami, Bambolina, non lo faremo più. Stasera ho capito che ora ti desidero esclusivamente per me. Sono diventato geloso di te e del tuo corpo, lo desidero solo per me. Andiamo a farci una doccia».
Sotto la doccia appoggi le mani alla parete e ti sento singhiozzare. Mi avvicino da dietro, abbracciandoti: «Grazie per esserti aperto con me».
Ti bacio sulla schiena, ti volti e mi abbracci forte a te. «Io sono tua».
Mi lavi i capelli e il corpo con delicatezza e, ridendo con malizia, mi lavi anche la farfallina: «Ti voglio pulita». Scoppio a ridere. Mi dici che gli hai lasciato 50,00 € per andare a pagamento, e ridi anche tu.
Usciamo e mi prendi in braccio. Sei di nuovo eccitato. Mi porti al piano di sotto, sulla sedia, perché è lì che stasera mi volevi. Nuda, il mio corpo per te è arte pura. Le mie curve, il colore della mia pelle abbronzata.
Prendi il cellulare e mi scatti alcune foto molto spinte.
Io sono bagnata e gonfia. La mia perla scivola di desiderio per te. Continui a riprendermi. Hai milioni di foto mie. Alcune le hai vendute a delle gallerie, che le vendono regolarmente.
Ora mi sono stufata di te. Acchiappo il telefono e lo lancio sul divano accanto.
Ti spingo, nudo, seduto sul trono, il tuo posto!
Salgo sopra di te a gambe allargate: «Finisci il tuo lavoro!»
…
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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