Du gust is megl che uan
Oggi mi sono tolta il dubbio. Entro nel mio profilo sul sito di incontri e cerco un profilo in particolare: due ragazzi di 25 anni di colore.
Mi avevano contattata molto tempo fa e io non avevo considerato di divertirmi.
Così li contatto e mi danno l'indirizzo di un motel poco distante dal centro di Milano.
Lo raggiungo per pranzo. Hanno ordinato un piccolo buffet per scambiare quattro chiacchiere e sciogliere il ghiaccio. Mi aspettano seduti al tavolo, indossando solamente dei pantaloni neri e a dorso nudo.
Effettivamente non immaginavo fossero così belli dal vivo. Mamma mia, che corpo! Non manca un muscolo su questi addomi, tanto che penso: «Wow!».
E nella mia mente il sorriso sulla mia bocca è a 32 denti.
Uno dei due mi sposta la sedia e mi fa accomodare. Mi offrono degli stuzzichini e chiacchieriamo. Sono anche molto simpatici e alla buona. Lentamente spostano il discorso su argomenti più piccanti.
Io non ho tantissime esperienze, ma questa aveva veramente la necessità di essere vissuta almeno una volta nella vita.
Così si avvicinano lentamente affinché le mie mani scivolino sui loro corpi.
E io non credevo nemmeno che dentro di me mi sarei sentita tanto a mio agio e così rilassata.
Uno dei due mi fa il baciamano e mi invita ad alzarmi. Prendendomi tra le braccia, mi fa fare un giro di valzer. Cavolo! Sanno anche ballare.
Così mi ritrovo a essere in mezzo tra loro due.
E a un certo punto sento le loro due erezioni. Una appoggiata al mio pube, l'altra ai miei glutei.
Le loro mani esplorano il mio corpo, le mie curve, e lui reagisce. Si scioglie.
Così mi inginocchio e scopro, aprendo con le mie mani i pantaloni prima di uno e poi dell'altro, che sì, le misure sono effettivamente più grandi di ciò a cui sono abituata.
Con coraggio, ne prendo uno in mano e comincio a masturbarlo, mentre l'altro lo prendo in bocca con l'altra mano. Gli chiedo apertamente e senza alcuna vergogna di indicarmi come gli piace. E a loro piace strong.
Così non mi trattengo e spingo forte. Stringo la mano e la bocca. Lo prendo fino in gola, ma è dentro solo in piccola parte e la mandibola è già dolorante. Poi inverto e inizio a succhiare anche l'altro.
Hanno un sapore molto simile.
Si eccitano a guardarmi e a guardarsi tra di loro.
E io non mi ero accorta di avere il perizoma allagato.
Mi alzo e mi sfilo il vestito, rimanendo in intimo.
Uno dei due sale in ginocchio sul letto e io lo seguo, mettendomi a pecora e continuando a succhiarglielo.
L'altro, dietro, cercando di usare un po' di delicatezza, me lo infila nella figa fradicia. Io gemo inizialmente e stringo tra i denti il cazzo dell'altro.
Un colpo finale ed è dentro.
Questo è sesso, quello che fa bum bum.
I suoi colpi mi fanno spingere l'altro cazzo sempre più in gola.
E sempre più forte.
Il ragazzo a cui lo succhio si sdraia sul letto e io gli salgo sopra, prendendolo nella figa. Gli salto sopra finché non entra tutto in me. Lui mi solleva per le chiappe e mi lascia cadere sopra di lui.
Intanto cerco di succhiare ancora un po' l'altro, in ginocchio a fianco a me.
Poi lui mi sposta le ginocchia e si posiziona dietro di me. E, con mia sorpresa, sento che infila il suo cazzo insieme all'altro nella mia figa.
Non immaginavo minimamente di poter accogliere tanta roba in me. Mi sento aperta e vogliosa come una zoccola. Non posso muovermi e lascio il gioco nelle loro mani.
Quello dietro lo sfila e, lubrificandomi l'ano con della saliva, cerca di infilare il suo cazzo, estremamente eccitato e duro come una pietra.
Fa uscire il primo dalla figa e, a piccoli colpi, entra dentro di me. Cazzo, che male all'inizio, ma poi mi fa godere. E quando anche quello sotto di me lo infila nuovamente nella figa, spingono con forza. Gemo, urlo. Loro continuano nella foga.
Due, tre, quattro colpi alternati: quando uno è dentro, l'altro è fuori, e ancora. E poi, sincronizzati, tutto dentro e tutto fuori.
Sono squarciata da due cazzi giganti che mi stanno scopando con volgarità.
E mi stupisco quando quello di dietro, per scaldare ancora di più l'atmosfera, dice: «Guarda che bella puttanella!».
Mi scopano forte e veloce. Io non ho più forze per muovermi e loro continuano, dentro e fuori, pompando con quei cazzi di marmo.
Quando, sfinita, mi accascio su quello sdraiato sotto di me.
Così mi mettono in ginocchio sul letto, il mio corpo è un burattino tra le loro corde. Uno mi tiene ferma da dietro e l'altro si sega il cazzo, schizzandomi in faccia.
E si scambiano i ruoli. L'altro deve masturbarsi, schiacciando con forza sul suo cazzo e spingendo due o tre volte, poi gode, schizzando il suo sperma sul mio seno coperto dal reggiseno.
Mi sento sfinita. I due si sistemano e poco dopo mi salutano sorridenti e se ne vanno.
Io mi infilo nella doccia, sento il bisogno di stare al caldo.
Ora il dubbio è svanito, si questi due bellissimi ragazzi di colore hanno il cazzo gigante!
Mentre torno a casa in metro, però nella mia mente i pensieri arrivano all’improvviso e canto, come canta Zucchero:
«Sotto un cielo d'aria nuova
Apro gli occhi e sento di già
Sento pace nell'aurora
Un soffio caldo di libertà
Un sogno caldo, libertà»
E mi domando: «Ma quanto siamo liberi veramente?».
Buon divertimento.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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