Matrix
Eccoci qui, finalmente da soli, dopo mesi e mesi di tremendo caos.
Mi faccio una bella doccia calda, asciugo i capelli e cospargo il corpo di una crema idratante all’olio di argan, coccolandomi. Inizio dalle mani: prima i palmi, poi il dorso. Le scaldo, sciolgo le dita e comincio a riscaldare le braccia in ogni punto, le ascelle e i fianchi. Passo alla schiena, alla zona lombare e alle spalle.
Ammorbidisco il collo, faccio scorrere le dita sul cuoio capelluto e le lascio scivolare tra i capelli per tutta la loro lunghezza. Che morbidezza! Ci passo le mani più volte, sfioro il viso, gli occhi, il naso, le labbra e le orecchie. Risveglio i miei sei sensi.
Riscaldo l’addome e il seno. Mi soffermo con le mani sul cuore, lo ascolto: è lento, calmo. Sereno.
Mi siedo e appoggio un piede sull’altro ginocchio. Lo scaldo strofinandolo: prima la pianta, poi il dorso. Tiro leggermente le dita, do dei colpetti sotto la pianta e la comprimo lateralmente. Sento dolore, tensione.
Massaggio le caviglie e salgo verso i polpacci, le ginocchia e le cosce. La pelle si scalda. Il corpo si risveglia totalmente.
Strofino le mani sui glutei, li faccio anche ballare e li schiaffeggio delicatamente. Poi sfioro la patata, dalla parte anteriore fino all’ano e all’osso sacro. Più volte.
Do dei piccoli pugni, delicatamente, sul perineo, sul monte di Venere e sul coccige.
Ora sono pronta è il mio istinto che comanda.
Roteo il culetto per qualche istante e infilo una catsuit di pelle nera, con scarpe nere lucide, dal tacco 12 e con le zeppe. Molto porno.
Stamattina sono Trinity!
Ti colgo di sorpresa, ma avevo architettato molto bene come giocarmi le mie carte, perché so quanto Matrix sia il tuo film preferito in assoluto.
Ti ho preparato una giacca lunga e un paio di pantaloni di pelle nera.
Ti chiamo e ti dico: «Neo, vestiti!»
Una volta vestito, con il cazzo già barzotto alla mia vista, ti accompagno davanti allo specchio che abbiamo in corridoio, dove ci sono due poltrone in stile barocco, rivestite di velluto rosso e disposte una di fronte all’altra.
Ho chiuso tutte le tapparelle. La luce filtra da qualche fessura. Ho acceso anche una grande candela profumata sotto lo specchio.
«Ciao, Neo. Benvenuto in Matrix! Oggi puoi scegliere, vuoi la pastiglia rossa o quella blu?»
Te le lascio soltanto immaginare, con tanto di sguardo malizioso.
Tu sollevi un sopracciglio, come fai sempre, e scegli quella a destra. Io ti mostro entrambe le mani: contengono soltanto pastiglie blu.
Nonostante lo scherzo, rimaniamo seri, entrambi immedesimati nella parte. E gli occhiali da sole fanno il loro mestiere.
Non l’avevamo mai fatto in vent’anni, ma tu ti fidi di me e accetti di provare. Prendi per la prima volta in vita tua la pastiglietta magica.
Poco dopo, inizia a fare effetto. Accavallo le gambe, lasciando intravedere l’apertura della tuta, e il tuo membro diventa praticamente di marmo. Ancora non lo sappiamo, ma sarebbe rimasto così per molto tempo.
Quando lo senti, però, ne rimani sorpreso anche tu. Non te lo aspettavi.
Sembra diverso. L’erezione non è come quella naturale e spontanea. E accidenti, a guardarlo e a toccarlo, sembra più grande, più duro, più venoso.
Il mio gioiellino è davvero incuriosito da ciò che sentirà.
Non ci vuole molto prima che mi sieda sopra di te. Sono troppo curiosa e non resisto, anche perché il solo gioco di ruolo mi ha eccitata moltissimo.
Mentre lo infilo, dalla mia bocca esce un: «Wow, che bello!»
Forse, tra la mia eccitazione e la tua erezione, sentiamo tutto molto di più.
Lo lascio entrare fino in fondo e mi fermo. Mi sembra di avere un palo dentro di me.
E tu mi dici: «Wow, è strettissima, Trinity!»
Ti prende una tale forza che mi sollevi per le chiappe e mi lasci ricadere su di te. Poi cominciamo a muoverci insieme.
È talmente bello che continuo, prima velocemente e poi più piano. Non fa alcun male: funziona tutto a meraviglia.
Forse ci stiamo lasciando prendere un po’ troppo la mano e sicuramente abbiamo perso anche la cognizione del tempo.
Mi sposto e mi inginocchio. Non posso non approfittare dell’occasione per assaggiarlo. Mi chino sul tuo tronco e lo assaggio: la sua consistenza è davvero differente.
Penso tra me e me: «Che storia!» e rido.
È molto più venoso del solito. Quando lo stringo, la consistenza è diversa e a te piace. Ma soprattutto ti piace perché piace di più a me!
E te lo dico: «Sono contenta che tu ti sia fidato e che abbiamo provato. È un’esperienza da fare ogni tanto».
Tu ti godi il mio coinvolgimento.
Poi mi sollevi all’improvviso e mi metti a pecora sulla poltrona. Ti togli la giacca e io mi appoggio allo schienale.
Così spingi dentro di me, ma io non riesco a stare ferma e decido l’intensità e la velocità. Mi muovo avanti e indietro, riesco a guidare i movimenti nella direzione che piace a me e tu riesci a resistere più a lungo. E questo ti piace, molto.
Mi sento diversa. Il mio corpo sembra differente, reagisce in modo diverso e questo fa godere tanto anche me.
E il mio orgasmo, quando arriva, è dirompente!
Non è soltanto molto intenso fisicamente: ha anche la forza di far crollare molte credenze dentro di me.
Tu lo senti e ti ecciti ancora di più. «Vieni qui, Trinity! Sei una Matrix stupenda!»
Mi prendi con passione e io sento che ti muovi dentro di me in modo diverso. Anche il tuo orgasmo esplode in me. Ti sento tremare, il tuo corpo si scuote mentre mi avvolge e si abbandona sopra di me.
Dopo essersi svuotato, il tuo membro rimane ancora duro.
Siamo fisicamente provati, ma l’effetto è ancora evidente.
Ti avvicini, mi abbracci e mi tieni stretta a te.
Abbiamo ancora poco tempo prima di andare a prendere i bambini a scuola. Ci raccontiamo alcune fantasie nascoste, di cui non avevamo mai parlato.
Semplicemente, stiamo vicini. Io e te.
Voglio lasciarvi questo dialogo tratto da The Matrix Reloaded, in cui Persephone e Neo si baciano, interpretati da Monica Bellucci e Keanu Reeves. È una scena che a me scuote sempre l’anima!
PERSEPHONE: Voglio che tu mi baci.
TRINITY: Scusa?
PERSEPHONE: Voglio che tu mi baci come se stessi baciando lei.
NEO: Perché?
PERSEPHONE: Tu ami lei. Lei ama te. Si vede benissimo, addosso a tutti e due. Tanto tempo fa, io sapevo cosa si provava. Voglio ricordarmelo. Voglio assaggiarlo. Tutto qui, solo un assaggio.
TRINITY: Perché invece non assaggi questo? (Estrae la pistola e la punta contro Persephone.)
MORPHEUS: Trinity.
PERSEPHONE: Tanta emozione per una cosa così piccola. È solo un bacio.
NEO: Perché dovremmo fidarci di te?
PERSEPHONE: Se non vi porto dal Fabbricante di Chiavi, lei mi può uccidere.
NEO: D’accordo.
PERSEPHONE: Però devi farmi credere che io sia lei.
NEO: D’accordo. (Neo la bacia, ma Persephone non è soddisfatta.)
PERSEPHONE: Orribile. Lasciamo perdere.
NEO: Aspetta. OK. (Neo la bacia una seconda volta, con più trasporto.)
PERSEPHONE: Ah, sì. Ecco. Ti invidio. Venite con me.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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