Lui & Lei
Due amici arrapati
29.01.2026 |
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"“madonna…” sussurrò lei, gli occhi semichiusi "questo è proprio un signor cazzo ahah”
Mentre parlava, lui le sfiorò le labbra con la cappella, un tocco leggero, quasi una carezza..."
Erano amici da anni, complici di confidenze, risate e serate come quella, accoccolati sul divano con un bicchiere di vino ormai tiepido tra le mani. La conversazione era scivolata piano, da innocua a pericolosa, mentre parlavano di desideri, di tocchi preferiti, di ritmi che facevano impazzire, di quanto fosse bello perdersi completamente nel piacere dell’altro.Lei lo guardava con un sorriso obliquo, le guance appena arrossate. “Madò, ma come fai?” chiese all’improvviso, la voce bassa, quasi un sussurro.
Lui inarcò un sopracciglio. “A fare cosa?”
“A non essere eccitato… dopo tutto quello che ci siamo detti.”
Un sorriso lento gli sfiorò le labbra. “Ah, ma lo sono. Se potessi, lo tirerei fuori subito.”
Lei si morse il labbro inferiore, gli occhi che brillavano di una curiosità pericolosa. “E se lo potessi fare proprio ora… cosa faresti?”
Lui non esitò. La voce gli uscì rauca, profonda. “Mi metterei davanti a te, in piedi. Mi segerei piano, guardandoti negli occhi mentre tu continui a raccontarmi tutto quello che ti piace… e quello che non ti piace. E a un certo punto non resisterei più: verrei, tantissimo, direttamente sul tuo viso.”
Un silenzio denso calò tra loro. Lei inspirò piano, come se quelle parole le fossero entrate dentro. “Wow, che idea precisa…” mormorò. Poi, con un sorriso lento e provocante: “Prova a metterti davanti a me. In piedi.”
Lui si alzò senza una parola, il cuore che gli martellava nel petto. Si posizionò di fronte a lei, le gambe leggermente divaricate, il respiro già accelerato. Lei allungò le mani, lente, quasi reverenziali, e gli abbassò i pantaloni e i boxer in un unico gesto fluido.
Ciò che apparve la lasciò senza fiato: un membro lungo, spesso, teso fino al limite, che svettava fiero a pochi centimetri dalla sua bocca. La pelle era calda, le vene in rilievo, la cappella lucida e gonfia di desiderio.
“madonna…” sussurrò lei, gli occhi semichiusi "questo è proprio un signor cazzo ahah”
Mentre parlava, lui le sfiorò le labbra con la cappella, un tocco leggero, quasi una carezza. Lei continuò a lodarlo, la voce tremante di eccitazione: “È così liscio, così caldo… mi fa impazzire solo guardarlo.”
Poi, mentre lui cominciava a passarle lentamente la cappella sulle labbra, sfregandola con movimenti delicati e insistenti, lei sospirò profondamente, gli occhi semichiusi. “Sai… questo pisellone mi ricorda tanto quello di uno con cui ero stata tempo fa,” mormorò, la voce carica di ricordi eccitati. “Era grosso esattamente così, spesso e lungo in modo perfetto. Quando l’avevo provato per la prima volta, era stato quasi magico… nonostante le dimensioni, sembrava fatto apposta per me, come se si incastrasse alla perfezione dentro.”
Lui, eccitato dalle sue parole, premette un po’ di più la cappella contro le sue labbra socchiuse, spingendola piano dentro la bocca calda e umida. Lei aprì istintivamente, lasciando che la cappella le riempisse la bocca per un momento, ciucciandola con avidità, la lingua che roteava intorno al bordo gonfio mentre succhiava piano, emettendo un piccolo gemito di piacere. Poi lui ritrasse lentamente, riprendendo a segarsi dolcemente davanti a lei, la mano che scivolava su e giù lungo l’asta rigida.
Lei continuò il racconto, le labbra ancora lucide del suo sapore: “In particolare, mi piaceva farmi scopare in modo forte e deciso… così da sentire tutta la sua presenza fino in fondo, ogni centimetro che mi riempiva completamente, spingendo con forza fino a toccare quel punto che mi faceva tremare.” Mentre parlava, lui non resistette e appoggiò di nuovo la cappella sulla sua bocca, spingendola dentro con un movimento fluido. Lei aprì di più, ciucciando con più intensità, le guance che si incavavano mentre la lingua leccava avidamente la punta, assaporandolo per qualche secondo prima che lui si ritraesse di nuovo, segandosi con ritmo lento e ipnotico.
“Era incredibile… mi faceva sentire piena, posseduta,” riprese lei, il respiro affannoso, “e ogni affondo forte mi portava sempre più vicino all’orgasmo.”
E ogni tanto, tra una parola e l’altra, la lingua saettò fuori per una leccatina fugace, un assaggio timido ma goloso.
Lui trattenne il fiato, le dita strette alla base, il piacere che montava rapido e inarrestabile. Poi, improvviso, il corpo si irrigidì: getti potenti e abbondanti schizzarono fuori, caldi e densi, colpendo direttamente le sue labbra socchiuse, la lingua che si era sporta in fuori per accoglierlo tutto. Lei non si ritrasse; al contrario, aprì di più la bocca, lasciando che ogni spruzzo la ricoprisse, le colasse sul mento, le riempisse la lingua.
Quando l’ultimo fremito lo abbandonò, lei alzò lo sguardo su di lui, le labbra lucide, il respiro corto. Si passò lentamente la lingua sul labbro inferiore, assaporandolo.
“Wow…” disse piano, la voce ancora tremante. “È stato veramente intenso.”
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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