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SONO MAGGIORENNE ESCI
Lui & Lei

Elena


di Mask1969
17.09.2021    |    7.461    |    1 8.8
"Mmmmmmmmmmm… mi piace schizzare un po’ dappertutto, faccia, seni, culi e schiene, ma il climax che si raggiunge con la sborrata interna è insuperabile..."
Elena è sempre stata una gran porcellina. Spesso vestita con abiti succinti che poco lasciano all'immaginazione. Labbra sensuali.
Adesso sono seduto al tavolo del suo salotto. Mi ha preparato un caffè. Mi ha invitato per mostrarmi come ha sistemato l'appartamento. Devo ammettere che ha buon gusto.
La mia attenzione non va all'arredamento bensì al corpo della Elena. È fasciato da un vestito estivo colorato dal quale spuntano i capezzoli. Si china verso di me per avvicinarmi il caffè e io posso vedere tutta l'abbondanza del suo seno. Un brivido mi percorre. Lei deve accorgersene perché sorride e rimane in posizione un secondo in più del dovuto.
“Sei un bel uomo.” mi dice “Davvero affascinante.”
La ringrazio imbarazzato e scruto la mia tazza di caffè ormai vuota. Sento un tremolio nelle mutande.
“Sei anche sensibile.” continua lei “Arrossisci per così poco. Non devi essere imbarazzato. Ci conosciamo da tempo.”
“E io da sempre avrei voluto scoparti.” non lo dico ma lo si deve leggere sul mio volto. Elena si alza e mi si mette dietro. Ecco il suo seno sul mio collo e un’erezione parte immediata. Le sue mani mi accarezzano il petto e non resisto più. Nonostante io sia un uomo che conosce il mondo, rischio di schizzarmi nei pantaloni.
“Vieni.” dice sollevandomi per il mento. Mi conduce in bagno. Apre l’acqua della doccia e mi ordina di spogliarmi. Lei impiega poco più di due secondi a restare come mamma l’ha fatta. Ho il cazzo duro e sono sempre un po’ in imbarazzo.
Mi sbatte sotto il getto di acqua calda ed entra con me. Non mi lascia dir nulla e m’infila la lingua in bocca. La sento calda e morbida. Si muove come un’anguilla impazzita. Mi succhia come se mi stesse succhiando l’uccello.
Io l’abbraccio. La stringo a me. Le struscio la nerchia sulla passera ma non la voglio prendere adesso.
S’inginocchia davanti a me e inizia il bocchino. Mi lecca il cazzo dalle palle alla cappella. Mi succhia un coglione alla volta. Poi se l’infila in bocca tutti e due insieme.
Sono in estasi. Mi accarezza il buco del culo con il palmo della mano. A questo punto devo fermarla per non esplodere come un quindicenne.
Elena chiude l’acqua e mi asciuga un poco. Mi spinge verso la stanza da letto e mi ci butta sopra. Mi divincolo perché adesso sono io che voglio rifarmi la bocca. La faccio stendere e affondo la testa tra le sue gambe possenti. Spalanco quello scrigno umido e odoroso. Ha un grosso clitoride che sotto i miei colpi di lingua s’inturgidisce e vibra di piacere. Elena urla e mi spinge la testa più a fondo.
“Lecca, lecca…” mi incita. “Non ti fermare.” Io soffoco in quel bagno caldo ma non smetto. Insisto. Lecco. Succhio e affondo finché il piacevole tesoro non affiora inondandomi il viso. Elena mi stacca. Ha il viso rosso e accaldato. Il fiato corto che pian piano ritorna alla regolarità. Spero che non abbia avuto abbastanza. Io devo ancora avere la mia razione.
“Sei un gran leccatore!” mi dice mettendomi una mano sul petto e gettandomi a schiena indietro. Si avvicina come una pantera sulla preda. Ha una luce feroce negli occhi. Feroce e sensuale.
“Ho una sorpresa per te.” mi dice con il viso trasfigurato dalla libidine. Si piega dentro l’armadio, mettendo in bella mostra il suo gran culo, e ne toglie un grumo di corde.
Ho una vaga idea di cosa possa essere ma resto esterrefatto quando si alza in piedi sul letto con una frusta i mano.
“Ti piace?” mi chiede senza essere una vera domanda. “inginicchiati!” praticamente è un ordine.
Tremo. Nella sua mano appare un vibratore. “Non vorrai mica…” e mimo il gesto della penetrazione.
Elena sbuffa ancora. “Su… non fare il timido. Per ora non ti faccio niente di quello ma nel prossimo futuro dovrai imparare ad apprezzare anche quel genere di piaceri. Immagino che ti piaccia metterlo nel culo, o no?” “Comunque,” continua Elena “per oggi faremo qualcosa d’altro. Forza, fatti legarre.”
Eseguo il suo ordine. Elena si rivela una vera esperta e in breve conclude l’operazione. Quando finalmente sono legato noto che la posizione è anche comoda. Mi rilasso con le gambe distese e spalancate.
Elena si avventa sulla mia asta. La ingoia tutta. Il calore mi avvolge completamente. La posizione mette in mostra il mio buchetto posteriore. Sento la sua lingua stuzzicare il mio fiorellino. Le sue labbra baciare il solco tra le natiche. Sono in estasi completa. Mi sento un uomo felice.
“Scommetto che ti piace!” dice quella maiala Elena.
Scuoto il capo ma non sono credibile.
Elena ride e torna ad occuparsi del mio buco eccitato. È una gran vacca. Sa come farmi godere senza farmi venire. Credo che potrebbe succhiarmi per qualche ora senza mai farmi sborrare.
Mi struscia le tette su tutto il corpo. È una bella sensazione essere nelle sue mani.
Mi succhia per un tempo infinito, lavorando sia sul cazzo che sul culo, Poi mi libera ed io poi mi tuffo a restituirle il piacere che mi ha regalato poc’anzi. Elena geme e mugola. La preparo per l’assalto finale.
Avvicino la mia cappella alla sua figa grondante di umori e saliva. Le sue grosse labbra sporgenti m’invitano ad entrare. Sento il caldo avvolgere il mio prepuzio. Spingo e sono dentro. È aperta come un’ostrica bollente.
La stringo per le gambe e affondo con l’uccello. Elena gode e grida il suo godimento. Io sbuffo e stantuffo. Impongo un ritmo veloce e quasi forsennato. Come se fosse una sega col suo corpo. Le bacio i piedi e le caviglie. Cerco di pensare ad altro ma ho un solo obbiettivo: godere e far godere.
Quando ormai sono al punto di non ritorno, le annuncio il mio orgasmo. “Schizzami dentro.” mi dice.
Mmmmmmmmmmm… mi piace schizzare un po’ dappertutto, faccia, seni, culi e schiene, ma il climax che si raggiunge con la sborrata interna è insuperabile. Ci si fonde uno nell’altra.
Vengo io e viene lei, contemporaneamente. Lunghi fiotti di sperma caldo le inondano la figa allagata dal piacere.
La tensione scema con il concludersi del coito e mi rilasso dentro di lei, che si ammorbidisce tra le cinghie dell’altalena.
Le bacio la schiena e le accarezzo il collo.

Dopo seduti in salotto mentre sorseggiamo un’aranciata fresca Elena mi dice "Sei proprio un porco".
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