Lui & Lei
IL TRADIMENTO DI ERIKA
sexactivity
05.10.2025 |
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"Quando ci fermammo, ansimanti, sudati, con i corpi ancora vibrare, il cazzo teso e il cuore in gola, sapevamo entrambi di aver vissuto una scena ultra hardcore, porno, cruda e immersiva, dove..."
La macchina era parcheggiata in un angolo appartato, luci soffuse che illuminavano appena i nostri corpi sudati. Io, Nino, avevo il cazzo già duro e pulsante, il cuore che martellava per l’eccitazione. Erika arrivò con il telefono in mano, sorriso malizioso e occhi che bruciavano di voglia, il corpo già caldo e tremante.“Sì… sto qui… tutto ok…” diceva al fidanzato, ma il suo corpo traditore era completamente eccitato. Senza esitazione si avvicinò, mani che scorrevano sui miei fianchi e lungo il petto, labbra che si attaccavano alle mie in baci affamati. Ogni gemito, ogni respiro affannoso tradiva la frenesia dentro di lei.
Mi spinse sul sedile posteriore, il culo in perfetta vista. Io la infilai subito, duro, profondo, sentendo il calore bagnato e fottuto delle sue pareti stringermi ad ogni spinta. Erika gemeva, i gemiti soffocati che cercava di mascherare al telefono, ma io sentivo ogni tremito, ogni contrazione. “Sì… cazzo… Nino… dentro… ancora… più forte…” urlava, mordendosi il labbro mentre io aumentavo il ritmo.
Le spinte diventarono selvagge, rapide, brutali e porche. Le mani di Erika afferravano tutto: fianchi, cosce, il mio cazzo, i capelli. Il suo corpo tremava e si irrigidiva ad ogni colpo, i fianchi si muovevano freneticamente, il culo aderiva perfettamente al mio bacino. Ogni tremito, ogni contrazione, ogni onda di piacere la faceva strizzare contro di me, i gemiti sempre più forti, le gambe che cercavano di trattenermi eppure seguivano ogni mio movimento.
Il respiro di Erika era spezzato, ansimante, la bocca aperta in gemiti gutturali. Io continuavo a spingere, selvaggio e vorace, sentendo ogni contrazione delle sue cavità calde e bagnate stringermi il cazzo, ogni tremito dei muscoli del culo, ogni movimento dei fianchi seguire il ritmo delle mie spinte. “Cazzo… ancora… più dentro… porco… sì… fallo…” gemeva Erika, completamente persa nel piacere, tradendo al telefono ogni parola con il suo corpo che urlava godimento.
Le spinte erano frenetiche, profonde e crude. Ogni movimento dei suoi fianchi e del culo aderiva perfettamente al mio bacino, ogni contrazione della vagina serrava il mio cazzo, facendomi esplodere di piacere dentro di lei. I gemiti diventavano urla, il respiro affannoso si mescolava ai colpi selvaggi, le mani di Erika afferravano tutto ciò che poteva per reggersi, mentre io penetravo con rabbia, voracità e crudeltà, godendo di ogni tremito e onda di piacere.
Alla fine, esplodemmo insieme: orgasmi violenti, corpi tremanti, sudati, gemiti e urla che riempivano la macchina. Il mio cazzo dentro il suo caldo e bagnato sentiva ogni contrazione, ogni tremito, ogni onda di piacere. Erika era completamente immersa nel piacere, tradendo al telefono ogni parola, persa nel sesso più sporco e intenso.
Quando ci fermammo, ansimanti, sudati, con i corpi ancora vibrare, il cazzo teso e il cuore in gola, sapevamo entrambi di aver vissuto una scena ultra hardcore, porno, cruda e immersiva, dove ogni gemito, ogni contrazione e ogni fottuto tremito restavano scolpiti nella memoria.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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