Lui & Lei
Il frustino
13.02.2019 |
1.217 |
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"Io so solo che voglio che tu mi lasci un segno sulla pelle, mentre mi svuoti la testa e, subito dopo, mi riempi il culo..."
Era un po' che ci pensavo, a regalarti un frustino con il quale arrossarmi e scaldarmi il culo. Mi girava per la testa questa idea di te tutto serio ma con gli occhi accessi di anticipazione, e io a tua disposizione. Volevo uno strumento rigido e senza fronzoli, capace di farmi male, ma con grazia. Ti ho aspettato a carponi sul letto, la posizione nella quale mi piace che tu mi trovi quando entri nella stanza: prona, esposta, tutta la mia vulnerabilità a tua disposizione. Cieca. Potresti essere chiunque, potresti essere con chiunque. Tenevo frustino con entrambe le mani, dietro la schiena. Avrei voluto vedermi attraverso i tuoi occhi, sapere esattamente cosa pensavi.
Dovevamo uscire abbastanza velocemente, quindi hai avuto solo il tempo per marchiarmi entrambe le natiche e poi mi hai fatta vestire.
Le ore trascorse fuori, le ho passate a desiderare di tornare in camera per farmi battere con gusto. Quando siamo rientrati, mi sono spogliata e mi hai fatta mettere con la schiena piegata e le mani addosso al muro. E mi hai frustata esattamente come volevo, come speravo, come desideravo da ore, forse da tutta la vita. L'hai fatto senza fretta. Senza violenza. Ma deciso, curioso, soddisfatto. Quanto mi piace il tuo modo di fare sempre così sicuro e fermo. Mi calmi e, allo stesso tempo, mi ecciti fino al parossismo.
L'abbiamo fatto ridendo, il dolore che non è mai stato vero dolore, solo una sensazione nuova, una sfida nuova. Un sibilo, lo schiocco della pelle sulla carne nuda, un istante dopo il bruciore... ahi, fallo di nuovo, stavolta un pochino più forte.
Tu sostieni che io sia masochista. Può darsi, non lo so, non mi piacciono le definizioni. Io so solo che ho bisogno di un livello superiore dove cederti, mentre ti mostro quanto sono forte. Ho bisogno di lasciarti entrare ancora di più dentro di me, ho bisogno che tu mi veda, così come sono. E io sono così, resistente. Paziente. Selvatica. Sono il caos diviso in tante piccole gabbie. Tu metti ordine dentro di me, mentre mi lasci essere libera.
Il frustino mi doma e mi scatena, mi apre naturalmente perchè tu possa riempirmi con il tuo cazzo, mentre mi accarezzi la pelle sensibile e bollente.
Il dolore non è vero dolore, non ti permetterei mai di farmi del male, non ti permetteresti mai di essere violento. E' solo un altro modo di fidarsi, io di te, tu di te stesso. Non lo so come sarà la prossima volta. Non lo so se, ad un certo punto, smetteremo di ridere e diventeremo seri e intensi. Non lo so se smetterò di sfidarti e proverò, invece, ad accogliere e basta, dolore e piacere, spasimo e resa. Non lo so. Io so solo che voglio che tu mi lasci un segno sulla pelle, mentre mi svuoti la testa e, subito dopo, mi riempi il culo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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