Lui & Lei
L'avvocato per pene
27.02.2024 |
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"Sorprendentemente la prima risposta alla mia proposta fu affermativa, anzi propositiva, molto eccitante, così mi misi tutta la notte a cercare un luogo dove poter vivere la nostra prima settimana..."
Da un po' di tempo mi dilettavo nel dar libero sfogo alla mia mente scrivendo post su Facebook, riuscivo ad avere un discreto seguito, la mia mente piaceva e non senza un pizzico di vanità ricevevo complimenti in pubblico ed in privato, in cui mogli e madri tutte di un pezzo si lasciavano andare con l'audacia che solo l'eccitazione mentale può scatenare.Su migliaia di fans mi ero concentrato su due o tre che mi avevano colpito particolarmente per bellezza fisica ed eleganza, ma c'era un profilo che ogni volta che postava un suo pensiero un suo link mi si illuminavano gli occhi, pur non avendoci scambiato che qualche messaggio diplomatico.
Ero contento degli apprezzamenti femminili, del resto a chi non fa piacere ricevere complimenti, e poi lo dicevano stesso loro che piacevo perché sono un uomo con la mente femminile, ma a me tutto ciò non bastava, sono uno che non si è mai accontentato nella vita è più forte di me non riesco a godere accontentandomi.
E così la sera di Pasqua arrivò per me il più bell'uovo con la più bella sorpresa della mia vita, il profilo che mi faceva brillare gli occhi aveva deciso di parlare con me, stavolta il dialogo non fu diplomatico come accaduto sporadicamente in precedenza, ma era più diretto più caldo più solido nella ricerca del passaggio da entità virtuale ad attrazione reale, fatale.
Mi resi subito conto di aver perso 8 mesi della mia vita quando mi diede del transessuale mentale, due semplici parole che però furono come un bigliettino da visita di quelli platinati su cui sopra c'è scritto Rettore Magnifico dell'Università del Piacere.
Di Donne ne avevo conosciuto molte in 1 anno, dalla manager di successo all'ingegnere aerospaziale con base alla NASA, ma fu amore al primo messaggio, aveva le doti comunicative da me sempre cercate, quel sapiente mix di intelligenza, humor, malizia, dolcezza, fermezza, serietà, spudoratezza, che per trovarle tutte bisognerebbe avere un harem con un centinaio di ancelle.
Certo che le modalità con cui era nato l'approccio e nelle quali continuava il nostro dialogo non era delle più esaltati per chi avendo anche nel tempo mitigato la propria gelosia non era certo uno svedese, e quindi sapere della sua passione per i “cioccolatini” e saperla a letto con un inglese non mi facevano fare salti di gioia, passi per il nazionalismo, ma iniziavo già ad essere geloso e ci eravamo appena incontrati dopo 8 mesi di “pedinamenti” mal mascherati visto poi l'evolversi della relazione.
Ritornando razionale, mi resi conto che non si può essere gelosi del passato e del presente, non si può pretendere che si rimanga vergini in eterno perché poi tocca a me, e poi il suo modo di porsi, di dialogare era troppo magnetico (soprattutto se raffrontato con le altre) per lasciarsi andare all'irrazionalità di un momento perdendosi il piacere razionale ed eterno.
I primi giorni i discorsi furono molto materiali, professione, BMW X5, grappa con foglie d'oro, caviale iraniano, insomma la migliore preda possibile per un gigolò, ma io (anche se ogni tanto ci giovavo ad esserlo) gigolò non sono e quindi ben presto l'immaterialismo dei sentimenti prese il posto del materialismo degli interessi, sentivo di iniziare a volerle bene e che l'avrei amata pur se non avesse avuto nemmeno le mutande, mi dispiaceva solo perché le mutande mi piace strapparle a morsi, ma tant'è.
Lei era la parte complementare di me stesso, l'arma letale della mia mente per armare in maniera elegante le trasgressioni che solo due belle menti adeguatamente stimolate e stimolanti possono partorire, con lei stavo bene quando ci ammazzavamo dalle risate ma anche e soprattutto quando litigavamo per il solo piacere poi di far pace. I giorni scorrevano piacevoli, riuscivo nell'irrazionalità di un desiderio che cresceva sempre più a mantenere la razionalità del fare le cose per bene, perché non avevo mai inseguito la scopata fine a se stessa, figurarsi con lei che aspettavo da 40 anni, ed allora meglio una dolce attesa che una fugace pretesa.
Ma nella mia vita sono sempre stato un ottimo cercatore di complicazioni, soprattutto perché non mi piacciono le cose semplice, le cose facili, e così un pomeriggio di fine giugno, la dolce attesa si trasformò in una atroce realtà, le era stato diagnosticato un cancro al seno, quel seno così abbondante e straripante che era stata la prima cosa che avevo visto di lei, lo scoprii tramite un messaggio apparso su facebook, ero in palestra, e mi si bloccò la circolazione al punto da dover smettere l'allenamento e tornare a casa.
L'iniziale “Cazzo!!! ho aspettato 40 anni, lo sapevo che andava a finire così” si trasformò immediatamente in “Cazzo!!!! e chi la lascia più” fu il primo messaggio lanciato dal mio cuore alla mia mente o se preferite dalla mia mente al mio cuore, ritornavo ad Amare dopo un letargo sentimentale durato un lustro, e mi lustravo gli occhi davanti all'imprevedibilità della vita, lei il profilo che illuminava i miei occhi e con cui in 8 mesi avevo scambiato 4 messaggi, era diventata la mia vita, la dispensatrice di sorrisi, la creatrice di emozioni, la complice delle perversioni, la partner giusta per tutto ciò avevo nella mia mente sessualmente e professionalmente.
Certo un lungo periodo di sofferenze, di rinunce di incertezza ci avrebbe atteso, ma se l'Amore non è l'amplificatore del desiderio di voler fare unione per poter poi vivere la propria passione, ditemi voi cos'è, io vi dico cosa non è per me, di sicuro non è l'egoistica pretesa di voler condividere solo i momenti positivi, quella si chiama paraculaggine; e così lei si mise a combattere, io mi misi ad approfondire, ed insieme continuammo a scoprirci, a capirci, a volerci a desiderarci, ma soprattutto a pisciarci sotto dalle risate.
Certo quando problemi così vitali invadono una mente, c'è poco spazio per inserirci istinti sessuali, desideri orgasmici, voglie carnali, ma la vita è bella perché imprevedibile, e così all'improvviso iniziarono a comparire sul suo profilo facebook, perle di letteratura erotica, così vere, così finemente scritte unendo, fica, mente e cuore, da accendere nella mia mente sempre ricettiva e propositiva una lampadina.
Una settimana insieme dopo 4 mesi di penetrazioni mentali, di sodomizzazioni vocali, di deliri letterari di sicuro non avrebbero nociuto e magari colmato quel bisogno di cazzo così selvaggiamente ed eroticamente emerso dai suoi scritti, e poi egoisticamente ormai non ce la facevo più ad abbracciare il cuscino immaginando fosse lei, ad immaginare i suoi sorrisi, a sognarmi il suo profumo e presi l'iniziativa.
Sorprendentemente la prima risposta alla mia proposta fu affermativa, anzi propositiva, molto eccitante, così mi misi tutta la notte a cercare un luogo dove poter vivere la nostra prima settimana insieme, l'indomani lei già era come da carattere molto più titubante, ma ormai avevo preso la mia decisione, male che sarebbe andata avrei respirato l'aria dei luoghi in cui ella vive e magari con un pizzico di fortuna incrociato anche i suoi occhi, le sue labbra sorridenti.
Iniziai la cura del “Succo d'Ananas” prima perché era il mio succo di frutto preferito, ma soprattutto perché lei tante volte mi aveva erudito sulle proprietà miracolose del succo per Donne viziose come lei, e si perché lei era viziosa assai, e sebbene ultimamente lei con la testa era altrove ed io mi ero ormai innamorato del suo lato nobile, quello da esibire in pubblico per far morire dall'invidia chi solo osasse guardarla, la sua viziosità il suo essere lussurioso era stata la molla che ci aveva fatto incontrare virtualmente e che aveva scatenato in me l'audacia dell'incontro reale, leggendo le sue poesie erotiche.
Arrivò il grande giorno e mi misi in viaggio in treno, da Benevento a Catania ci sono 8 ore di viaggio, ed io chiusi gli occhi per 9 ore immaginandomi l'incontro alla stazione etnea, lei che scende dal BMW X5 con il sandalino tacco 12, ed il piedino sapientemente smaltato, più ci pensavo e più il mio cazzo cresceva, aprii un quotidiano e mi misi a leggere per mascherare il rigonfiamento dei pantaloni e per distrarmi con la mente e non presentarmi con i boxer già bagnati.
Verso Messina i battiti del mio cuore raggiunsero il numero di giri del motore della sua macchina, avrei dovuto cambiare marcia per non fondere, ma ormai la leva del cambio si era irrigidita ingrippandosi, e così cercai solo di abbassare le temperature con una bibita fresca, era coca-cola e finii con l'ottenere l'effetto contrario, ma per fortuna Catania non era lontana ed il motore resse.
Resse almeno fino all'uscita dalla stazione, perché già alla visione della macchina il pistone iniziò ad impazzire, quando poi lei mise il piedino a terra e lo vidi ancora più sensuale di come lo avevo immaginato, avevo un cazzo così duro che premeva contro il jeans che mi venne male alla cappella, fui tentato dall'andare al bar chiedere un bicchiere andare in bagno e portarle gocce di sperma come cadeau, ma il suo sguardo magnetico mi attrasse verso di lei, arrivai a 5 metri da lei ed inizia a sentire il suo profumo di femmina, non credo di essere stato l'unico eccitato, e ne ebbi la conferma quando abbracciandola sentii i suoi turgidi capezzoli modellare il reggiseno che traspariva dalla camicetta sapientemente sbottonata, dopo 4 mesi di attesa il bacio più casto che potessimo scambiarci avvinghiò le nostre lingue che faticarono a staccarsi per rimetterci in auto e non essere arrestati per atti osceni in luogo pubblico.
Noi così loquaci al telefono nei precedenti 4 mesi, ci abbandonammo al dolce suono del silenzio finché i battiti del cuore non ritornarono sotto controllo e riuscimmo a dirci “Ciao Amò”, salendo in macchina, lei si mise alla guida del mezzo, ed io mi misi alla guida del suo piacere, la mia mano sinistra si poggio sulla sua coscia destra, risalendo lentamente in alto, essendo il piede destro collegato all'acceleratore, più saliva la mia mano, più saliva la velocità, fin quando la mia mano non arrivò al centro del suo piacere, scostando lo slip, trovandolo pregno di umori, ritornando razionale per un attimo e vedendo la velocità salire, ritirai la mano e le chiesi di entrare all'autogrill che dovevo andare in bagno.
Prendemmo un caffè e le dissi di aspettarmi in macchina, lato passeggero, che l'avrei raggiunta subito dopo essere andato in bagno, così fece ed io di ritorno dal bagno verso la macchina mi fermai al Bar per comprare un “calippo” che nascosi sotto la camicia; salii in macchina accesi il motore e ripartimmo, appena raggiunta la velocità di crociera, repentinamente abbassai il suo sedile, gli occhiali da sole le scesero sul naso ed i suoi occhi così scoperti mi guardarono, viziosi e curiosi, vogliosi e deliziosi, e l'eccitazione crebbe in me, del resto Cristina l'avevo scelta tra 15 mila per tutta una serie di qualità ma i suoi occhi erano la fine del mondo ed io ho la passione per gli occhi e per i viaggi.
Con la mano sinistra tenevo il manubrio e con la destra il suo piacere, la BMW X5 è una gran bella macchina e quindi è un piacere guidarla, ma lei era la Rolls Royce delle Donne per cui guidare il suo piacere era ancor più delizioso, la mano arrivò al centro delle sue gambe, già il suo interno coscia era fradicio e colante, ma li al centro c'erano colate laviche di orgasmi indecenti, temperature inaudite, vibrazioni irrefrenabili, miagolii ultrasonici, ed allora presi il calippo ed iniziando dalle ginocchia lo feci risalire verso il centro del suo piacere, il contrasto caldo/freddo, o meglio fuoco/ghiaccio, dilaniò ancor di più i suoi sensi che desideravano, imploravano, impazzivano, ed io non mi feci pregare, la Amavo e dopo mesi non facili, Cristina meritava attimi infiniti di piacere, così prima delicatamente, poi sempre più violentemente e profondamente la penetrai con il calippo, l'adrenalina nel pensare che i passeggeri delle macchine che ci incrociavano potessero anche solo minimamente immaginare cosa stesse succedendo nella nostra macchina, acuiva ancora di più il mio ed il suo piacere immerso ormai in una serie infinita di orgasmi.
La BMW X5 è una gran bella macchina sia nelle linee che nello spazio generoso che offre, e quindi arrivò anche il turno del mio orgasmo, con le sue mani affusolate da pianista, curate da gran Signora ed abili da finissima Troia, mi sbottonò il pantalone, e tirò fuori sapientemente il mio cazzo, già straripante di umori da ormai una decina di ore, spostò il suo sedile fino in fondo si inginocchiò sul pianale ed iniziò a succhiarmelo con avidità, si vedeva che da buongustaia il sapore del cazzo era una delle sue pietanze preferite, una lingua fatta per pennellare contrazioni peniche, vellutata, calda, elastica, alternava leccatine al prepuzio, a forti succhiate ai testicoli, viaggiava lungo il filetto penico, con la stessa tenuta di strada che solo un BMW X5 può avere, e poi con quel suo sguardo da bambina innocente che ogni tanto lanciava da sopra gli occhiali da sole, avrebbe fatto sborrare anche un eunuco, ed io che eunuco non sono stavo pe esplodere tutto ciò che avevo accumulato in 4 lunghi mesi di Eccitazione Mentale, eravamo nei pressi dell'hotel, e le riempii la bocca di bollente ed abbondante sperma, con la bocca colante entrammo nel parcheggio dell'hotel.
La mia Cristina, che sarà pure una Troia scatenata nel privato, in pubblico è una gran Signora, ed allora si rifece il trucco ed ancheggiando divinamente entrammo alla reception intervallo obbligato verso il secondo tempo della nostra partita del nostro derby del piacere. Il tempo di sistemare le valigie, di scorgere nel bagno una bella vasca di quelle a conchiglia così generosamente spaziosa, che le nostre menti ritornarono li dove si erano lasciate nel parcheggio, sull'isola del piacere, lei giunonica creature dalla forme generose e viziose, si tolse gli ultimi indumenti che ancora avevano resistito a tanta eccitazione e si immerse nell'acqua lasciando galleggiare due turgidi capezzoli ancora vogliosi, anzi ancor più affamati di piacere dopo l'aperitivo orgasmico consumato in macchina, così mi prese per mano, mi avvicinò al bordo vasca, mi sfilò il boxer e si avventò avida sul mio cazzo che già aveva ripreso la sua consistenza grazie al sublime spettacolo di fine arte erotica a cui stava assistendo, lo prese di gusto in bocca, ma era chiaro che ora godendo di maggiori spazi e comodità non le bastava solo prenderlo in bocca, lo voleva altrove, voleva che tappasse tutte le sue sorgenti di piacere, così si alzò, mi fece sedere in vasca, e poi si sedette a gambe divaricate sul mio cazzo, lasciandosi penetrare la fica, ancor più oleata e lubrificata dall'acqua calda e dalla schiuma in cui i nostri sessi erano immersi.
Andava su e giù ormai scatenata in una danza orgasmica offrendo la sua schiena alla mia lingua che cercava di acuirne il piacere, nel mentre con le mani andavo a stimolarle anche il punto G, il clitoride, che si svelava alla pressione delle mie dita più duro del mio stesso cazzo, il muoversi così energicamente in acqua, aumentava anche il classico suono del suo culo che sbatteva contro il mio ventre, tale musica, tale concerto riflettendosi sulla nostra psiche, ne aumentava la nostra eccitazione, lei se ne accorse dalla durezza sempre più crescente del mio cazzo, dalle movenze sempre più impazzite delle mie mani sulla e dentro la sua fica, io me ne accorsi, guardandola nello specchio che avevamo difronte, impazzire guardandosi in un impeto di auto lesbismo, perché fa sempre piacere piacersi.
E siccome piacere a chi ci piace fa ancora più piacere, si alzò, si girò e salì sul mio cazzo stavolta offrendomi il suo generoso seno ed il suo delizioso culo, per un attimo il piacere fu sostituito dal dolore, per poi tornare amplificato una volta che il mio cazzo si fu introdotto completamente nel suo culo, fu allora che si scatenò in una irrefrenabile cavalcata, del resto non aveva mai fatto segreto di amare e di preferire la penetrazione anale, più veloce e profonda si faceva la penetrazione, più turgidi diventavano i suoi capezzoli, più pazzamente mulinava la sua lingua nella mia bocca, stavolta il dolore si sostituì al piacere in me quando con i capezzoli così duri come punte di diamante quasi tracciava solchi sui miei pettorali tonificati da mesi di palestra.
Ormai ero li li per esplodere, lei se ne accorse e volle accelerare il ritmo, volle che le esplodessi la bollente sperma nel culo, e ci misi poco per farlo, la faccia si contrasse e si adagiò immobile come fulminata sui suoi seni ormai diventati rosso Ferrari a furia di essere sbattuti sul mio corpo, si liberò del mio cazzo e restammo abbracciati in acqua ad accarezzarci, a lanciarci sguardi per protrarre il nostro orgasmo nel tempo, passarono 5 minuti e decidemmo di togliere il tappo dalla vasca per far scorrere via l'acqua, la leggera escursione termica stimolò la mia vescica, e le chiesi di liberarmi per andare a fare pipì, ma Cristina esclamò: “Amò e che cazzo te li sei bevuti a fare 10 litri di succo d'Ananas?” accompagnato dalla sua classica risatina che mi aveva fatto impazzire nei 4 mesi precedenti, e le risposi: “Amò e pure hai ragion”, scappellai il cazzo ed un getto di bollente pipì le invase il bel faccino, chiudendole gli splendidi occhioni, ma aprendole la dolce boccuccia che ingorda raccolse il liquido.
Uscimmo dalla vasca, ci asciugammo, ci sdraiammo sul letto e ci abbracciammo, questo è stato solo il primo giorno, ne seguiranno migliaia di altri che sapientemente cercheremo di raccontarvi giorno dopo giorno.
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