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Lui & Lei

L'intervento


di Gio881
24.06.2025    |    5.850    |    4 9.8
"Continua a guardarmi, libera il mio cazzo stringendo la cappella con le labbra, producendo il classico rumore di 'stappo' di bottiglia..."
Lo sport è da sempre una delle mie più grandi passioni, l'ho sempre praticato e senza non potrei esistere. Purtroppo uno degli aspetti negativi sono gli infortuni che in alcuni casi necessitano di interventi.
Così, dopo un mese trascorso a lavorare al computer esclusivamente in piedi, mi accingo a trasferirmi in quel di Arezzo per operarmi di ernia del disco, sperando di tornare presto a sedermi e dormire senza mille sofferenze..
Arrivato in clinica comincio subito tutti gli esami e controlli del caso per la preospedalizzazione, il dolore ormai è costante ma non mi impedisce di notare come ci sia un'alta concentrazione di infermiere, davvero belle, al punto che ricordo di aver sperato che le avessero selezionate anche per le capacità professionali e non solo per l'aspetto fisico.
Ultimati tutti i controlli mi accompagnano in stanza, dove verranno a prendermi la mattina seguente per l'intervento.
Accanto a me un altro paziente, messo peggio, che dovrà subire un intervento di gran lunga più complicato del mio. Da lui apprendo una spiacevole informazione che mi lascia di stucco e della quale troverò conferma poco dopo chiedendo ad una delle infermiere: domani mattina dovrò fare un clistere prima dell'intervento!
Ne ho subiti di traumi, ne ho sopportati di dolori tra ossa rotte ed altro ma ci sono cose per me inviolabili, scatta un istinto di protezione e tra queste c'è la protezione del mio posteriore! So che non è niente di allarmante ma tutto ciò è sufficiente a togliermi tranquillità, la mia preoccupazione è tutta rivolta verso il clistere, l'intervento è come se non esistesse, non ha importanza.
E così arriviamo alla mattina seguente, ci toglieremo anche questo dente..
Arriva un'infermiera, camice e pantaloni rossi, capelli biondi, lisci e lunghi a mezza schiena, va dritta dal mio compagno di stanza brandendo il clistere per lui. Allunga il separé tra i nostri letti, non guardo ma ascolto ogni singola vocale che esce dalla bocca dello sventurato pensando a quando arriverà il mio turno..
"Da te passerà più tardi la mia collega, porteremo giù in sala operatoria prima lui"
"D'accordo grazie, continuerò a gestire l'ansia da clistere come se non ci fosse un domani"
E' più forte di me, una battuta più o meno stupida mi scappa sempre, in qualunque situazione mi trovi, se non altro ha sortito il suo effetto, ho strappato un sorriso dal volto della bella infermiera.
Non una domanda al mio vicino di letto, aveva dolori di gran lunga superiori ai miei, non volevo disturbarlo anche se avrei voluto tanto chiedergli come fosse stato. Verranno poi a prelevarlo con la barella per portarlo in sala operatoria e così resto circa un'oretta in solitudine optando per la lettura di un libro.
Immerso nella lettura neanche mi accorgo del suo arrivo fino a quando annuncia il mio cognome varcando la soglia. "Come va?" ed io spontaneamente "Alla tua vista decisamente meglio". Mora, capelli corti ed occhi castani, pelle olivastra con un bel seno che palesava prosperità sotto la divisa rossa, labbra carnose che solo a guardarle vien voglia di morderle. Lei risponde con un bel sorriso.
"Allora siamo pronti per il clistere?"
"Devo proprio eh?"
"Ma dai non ti preoccupare, non è niente tranquillo" ridendo..
"Tranquillo dalle mie parti ha fatto una brutta fine"
"Dai alzati e vieni in bagno"
Seguo i suoi ordini senza batter ciglio, noto che chiude la porta della stanza e mi chiedo il perché, al mio vicino di letto l'hanno fatta direttamente lì da sdraiato..
Entriamo nel bagno e chiude anche quella porta, strano, c'eravamo solo noi in stanza, nel frattempo la mia preoccupazione non faceva altro che aumentare..
"Rilassati che ci mettiamo pochissimo, poggiati al lavandino dandomi le spalle" e così mi slaccia il camice da dietro abbassandosi.
"Bella schiena e bel tatuaggio"
"Lo dici a tutti prima di colpire eh"
"No scemo"
La conversazione aveva un tono estremamente confidenziale, sembravamo due amici altro che paziente ed infermiera..
"Sei rigido, cerca di rilassarti" e mentre pronuncia queste parole passa la sua mano tra le mie cosce, accarezzando la sinistra fino a sfiorare le mie palle. Un brivido di piacere percorre tutto il mio corpo e senza alcun controllo mi rendo conto che sta partendo l'erezione.
"Così altro che relax"
Posiziona la mano destra internamente, sulla parte alta della coscia sinistra, sfiorando con l'avanbraccio di nuovo le mie palle, spostando il mio bacino verso di lei, liberando il mio cazzo che già pulsava contro il lavandino.
Si alza in piedi sporgendo la testa alla mia destra guardandomi così allo specchio, leggendo un po' di imbarazzo sul mio volto. La sua mano sinistra entra di lato nel camice slacciato e va dritta al mio cazzo, ormai in piena erezione e duro come il lavandino in porcellana. Comincia a giocarci fissando io miei occhi allo specchio "Ti stai rilassando ora? Va meglio?"
"Decisamente, se fosse sempre questa la pratica.."
Lascia l'impugnatura e mi ruota, i miei occhi si allineano immediatamente ai suoi, sto al suo gioco, non prendo alcuna iniziativa, sono incuriosito e voglio vedere fin dove si spinge.
"Pensavo che il clistere si facesse da dietro"
"Questa è una procedura particolare"
"L'esperta sei tu, sono nelle tue mani"
"E non solo" fa lei, abbassandosi sulle ginocchia mantenendo il contatto magnetico tra i nostri occhi.
Poggia le mani sulle mie cosce, bacia la cappella e accenna un sorriso guardandomi. Sto bruciando dentro, istinti primordiali vorrebbero che la afferrassi con veemenza, vorrei stringerla, palparla, esplorare ogni centimetro del suo corpo, vorrei sentire i suoi umori, vorrei capire se anche lei è eccitata o sta semplicemente giocando con me. Riesco a mantenere il controllo nonostante lei sia partita con la sua calda bocca a mangiare il mio cazzo con le sue splendide labbra carnose. I movimenti non sono eccessivamente veloci, segue un ritmo perfetto accompagnando il tutto con la sua lingua, che avvolge la cappella quasi a percepirne le pulsazioni.
Continua a guardarmi, libera il mio cazzo stringendo la cappella con le labbra, producendo il classico rumore di 'stappo' di bottiglia. Sorridendo allunga la mano destra prendendo il clistere dal carrello posto al suo fianco.
Guardo il mio nemico ma l'eccitazione è troppo alta e il mio cazzo non ne vuole sapere di ritirarsi.
Riprende la degustazione che aveva interrotto e questa volta i movimenti sono più intensi, le sue labbra carnose avvolgono tutto con avidità, il suo avanti e indietro è incessante, è implacabile ed ho già compreso che vuol farmi venire.
"Ti avviso?" le chiedo con una voce spezzata, consapevole che di lì a poco sarei esploso.
"Come vuoi" risponde velocemente per non interrompere quei movimenti che tenevano in pugno il mio corpo e la mia mente.
Non le dico nulla, cerco di vivere quel godimento il più a lungo possibile. Ma lei è brava, molto brava, il pompino è un'arte e lei la padroneggia!
Decido di non dirle nulla, esplodo tutto nella sua bocca, interrompendo all'improvviso i suoi movimenti, giusto il tempo di concludere per poi riprendere dolcemente, lentamente. Aveva ingoiato tutto ed ora ripuliva tutto con la lingua fissando i miei occhi estasiati.
Si alza e mi ruota nuovamente, poggiando le mie mani al lavandino, inarca un po' il mio bacino e con la mano sinistra riprende il mio cazzo in mano: "Fai un bel respiro".
Mentre eseguo, infila il clistere provocando un mio piccolo sussulto.
"Vedi, ci voleva poco, sei stato bravo!" sorridendo.
"Beh, merito dell'ottima guida"
Sistema il carrello e mi dà le ultime indicazioni come se nulla fosse. Usciamo dal bagno, si avvicina e avvolge con le sue labbra carnose le mie, un piccolo bacio con un breve incrocio di lingue. Le mie mani si poggiano sui suoi fianchi, avrei voluto proseguire, stringendola a me. Il nostro tempo era esaurito, toglie le mani da quel corpo inesplorato e mi saluta con un sorriso augurandomi buona fortuna per l'intervento. La ringrazio e la saluto.
L'intervento è andato benissimo. Ho sperato fino all'ultimo istante di rivederla prima delle dimissioni il giorno seguente.
Nulla, mai più vista. E' sparita senza che ci scambiassimo i contatti, non ho praticamente fatto nulla di ciò che avrei voluto, sono stato al suo gioco tenendo a freno il fuoco che avevo dentro perché si sa, a volte il gioco è bello quando dura poco..
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